In memoria di un amico

È morto
Raffaele Alessandrini


Nelle ultime ore del 30 luglio è morto Raffaele Alessandrini. Lo scorso 8 febbraio aveva compiuto sessant'anni e da poche settimane lottava con serenità e coraggio esemplari contro un insidioso tumore che negli ultimi giorni si è rivelato devastante e inarrestabile. Raffaele era il figlio minore di Giuseppina Celani e di Federico, uno dei grandi laici che con intelligenza e fedeltà hanno servito la Santa Sede tra gli anni Trenta e gli anni Settanta del secolo scorso, sino a divenire vicedirettore del nostro giornale tra il 1961 e il 1970, quindi dal 1970 al 1976 indimenticabile direttore della Sala Stampa della Santa Sede.
Raffaele era nato a Roma ed era stato battezzato in casa - a via Benedetto XIV 21, da dove si intravede la cupola di San Pietro - da un amico del padre, monsignor Giovanni Battista Montini, allora sostituto della Segreteria di Stato. Dopo il liceo classico frequentato al "Virgilio", nel 1979 si era laureato in storia del Risorgimento all'università di Roma. Dal 1980 aveva iniziato a collaborare con il nostro giornale, dove era entrato come praticante nel 1983 nella redazione delle pagine di cronaca italiana.
Fu quello un anno di svolta per Raffaele, perché tre mesi dopo moriva il padre e poco più tardi veniva benedetto dal fratello don Giorgio il suo matrimonio con Elide Parisi, da cui nel 1986 è nata l'unica figlia, Miriam.Nel 1984 era divenuto redattore del nostro giornale e presto a lui venne affidato l'inserto domenicale, che nel 1979 e fino al 2007 sostituì "L'Osservatore della Domenica", il settimanale nato nel 1934 e dal 1947 guidato come rivista autonoma da Enrico Zuppi.
Dal 2007 era passato nel servizio culturale, da dove prestava con generosità straordinaria la sua opera a tutto il giornale. Come Raffaele ha fatto anche durante il lungo periodo del nostro centocinquantesimo anniversario, preparando con passione e scrupolo la mostra commemorativa inaugurata lo scorso 7 marzo presso il Senato della Repubblica italiana dal presidente Giorgio Napolitano, alla presenza dei presidenti Renato Schifani e Mario Monti e del cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato.
Con Raffaele Alessandrini "L'Osservatore Romano" perde non soltanto un giornalista appassionato, un cristiano limpido e un servitore esemplare della Santa Sede, ma anche parte della sua memoria storica. E quanti lo hanno conosciuto sin dagli anni dell'adolescenza e mai hanno interrotto un legame forte e invisibile - che già allora oltrepassava il tempo limitato delle nostre esistenze su questa terra - piangono un amico carissimo, che nelle ultime settimane al più giovane di loro aveva scritto questo messaggio telefonico: "Quando si fa la volontà Sua va sempre bene. Intanto combattiamo!".

g.m.v.



(©L'Osservatore Romano 1° agosto 2012)
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