Il cuore e la croce


Nei viaggi papali la più efficace e immediata chiave di comprensione è offerta dallo stesso Benedetto XVI durante l'incontro con i giornalisti poco dopo la partenza. E anche questa volta, in volo verso il Regno Unito, è stato così:  attraverso le parole del Papa, è possibile cogliere facilmente la sua intenzione, e quasi gettare uno sguardo nel suo cuore. Con una singolare attualizzazione del motto del cardinale Newman (che sarà beatificato eccezionalmente dal Pontefice a Birmingham) scelto per l'itinerario britannico:  cor ad cor loquitur, "il cuore parla al cuore", atteggiamento che da sempre è congeniale a Joseph Ratzinger.
"Vado avanti con grande coraggio e gioia" ha detto, dichiarando sull'aereo la sua fiducia nell'accoglienza subito impeccabile all'arrivo e molto cordiale nelle affollatissime strade a Edimburgo e nell'incontro con la regina a Holyroodhouse. Tra lo sventolare festoso di bandiere scozzesi con la croce di sant'Andrea, il party - quasi una festa di famiglia, a cui hanno partecipato la sovrana e il Pontefice -, e l'entusiasmo di migliaia di bambini e ragazzi di molte scuole.
Nonostante la presenza di correnti anticlericali e anticattoliche - del resto comuni a parte dell'occidente europeo - Papa Benedetto ha voluto ricordare ai giornalisti e nel discorso davanti a Elisabetta II le tradizioni di fede e le radici cristiane del Regno Unito. Insieme all'attenzione, alla tolleranza e al rispetto dimostrati da molti laici e agnostici che sono in ricerca, come già è avvenuto nelle visite, molto positive, in Francia e nella Repubblica Ceca.
La Chiesa non ha paura della modernità - ed è questo uno dei significati  della  beatificazione  di Newman, "eccezionale figura" e Dottore della Chiesa nella contemporaneità - soprattutto per un motivo:  non lavora per se stessa, per affermare il suo supposto potere, ma per un altro, e cioè per l'annuncio di Gesù Cristo. Sarebbe sulla strada sbagliata una Chiesa che cercasse di rendersi attraente, ha detto con nettezza Benedetto XVI. Piuttosto, la Chiesa deve essere trasparente, per lasciare splendere il Signore e farsi sua voce. E in questo i cattolici e gli altri cristiani hanno il medesimo compito, non concorrenti, ma servitori del primato e della verità di Cristo.
A prima vista l'atmosfera non sembrava facile, stando almeno all'atteggiamento non proprio benevolo presente in diversi media alla vigilia della visita, in particolare per la dolente e vergognosa questione degli abusi sessuali da parte di membri del clero. Anche su questo il Papa ha aperto di nuovo il suo cuore dicendosi scioccato ed esprimendo difficoltà a capire questa perversione del sacerdozio e tristezza per un'autorità ecclesiastica non abbastanza vigile e rapida di fronte allo scandalo. Da riparare con la penitenza e l'umiltà, mentre alle vittime deve andare ogni aiuto, accompagnato da giuste pene per i colpevoli e dalla prevenzione, che nel Regno Unito è esemplare.
E la fiducia di un colloquio del cuore insieme allo sguardo alla croce - che è nell'antico nome della residenza reale di Holyroodhouse - sono i motivi che caratterizzano questa visita di Stato, davvero storica ma certo non politica, come ha spiegato Benedetto XVI sottolineando che essa è soltanto in funzione dell'annuncio di Cristo. Che in Gran Bretagna ha modellato un grande Paese secondo un'eredità, rilevata in consonanza da Elisabetta ii e dal Papa, a cui guardano miliardi di persone, credenti e non credenti, in tutto il mondo.

g.m.v.



(©L'Osservatore Romano 17 settembre 2010)
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