Sino ai confini della terra

Per la visita del Papa in Australia, in questi giorni più di una volta è stato ricordato il mandato biblico di arrivare "sino ai confini della terra". L'accostamento non è un banale ricorso retorico; ci si può allora domandare perché Benedetto XVI abbia affrontato le fatiche di un viaggio così lungo e impegnativo, tanto più che lui stesso vi ha accennato con una confidenza tanto semplice quanto inusuale. Trovare la risposta non presenta difficoltà:  è sempre la trasmissione della fede ad avere indotto il vescovo di Roma, sulle tracce dei suoi immediati predecessori, a compiere questa visita che, per molti segni, resterà nella memoria collettiva del nostro tempo, e ancora di più nel cuore di tanti.
Grazie anche all'impegno della Chiesa radicata in questa "terra meridionale dello Spirito Santo" e alla larga collaborazione del Governo australiano - e per questa accoglienza vanno ricordati i nomi dell'arcivescovo di Sydney, il cardinale George Pell, e del primo ministro Kevin Rudd - la visita del Papa, lungamente preparata, ha reso più visibili l'attualità della proposta cristiana e l'urgenza di trasmetterla. Per un appuntamento dato alla Chiesa di tutto il mondo e al quale hanno risposto diverse centinaia di vescovi di moltissimi Paesi insieme a un numero davvero grande di giovani.
Ancora una volta, insomma, Benedetto XVI si è speso per mostrare la continuità e la vitalità sempre nuova della tradizione cristiana. E ha saputo farlo con parole sapienti e suggestive. Come nell'ultima grande celebrazione che ha chiuso questa giornata mondiale della gioventù, dove il vescovo di Roma è stato profondo e nello stesso tempo chiaro nel descrivere l'azione dello Spirito Santo nella vita della Chiesa. Il dono dello Spirito Santo può infatti vincere i mali di oggi:  indifferenza, stanchezza spirituale, conformismo allo spirito del tempo, superficialità, apatia, chiusura, nel panorama di un "deserto spirituale" che si va allargando. Purché a questo dono si sia disposti ad aprire il proprio cuore; ed "ecco perché - ha aggiunto il Papa - la preghiera è così importante".
Alle centinaia di migliaia di giovani riuniti a Sydney - e attraverso di loro a tutta la Chiesa - Benedetto XVI ha posto domande semplici e radicali, centrate proprio sulla trasmissione della fede ricevuta come un'eredità preziosa:  "State costruendo qualcosa che durerà? State vivendo le vostre vite in modo da fare spazio allo Spirito in mezzo a un mondo che vuole dimenticare Dio, o addirittura rigettarlo in nome di un falso concetto di libertà?". In questo modo, grazie a questa tradizione che va mantenuta viva, i cristiani devono contribuire "all'edificazione di un mondo in cui la vita sia accolta, rispettata e curata amorevolmente". Collaborando con tutti, credenti e non credenti, per testimoniare Cristo sino ai confini della terra.

g.m.v.



(©L'Osservatore Romano 21-22 luglio 2008)
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