Papi immaginari
ma non troppo


Il fascino immediato dei libri di Morris West sta soprattutto nella mescolanza di realtà e fantasia, evidente soprattutto nei romanzi d'ambiente italiano e vaticano: da The Devil's Advocate a The Salamander fino alla celebre trilogia papale, dove lo scrittore australiano, corrispondente da Roma per una testata del suo Paese, riversò l'esperienza del cronista e il gusto del narratore catturato dall'ambiente unico dove visse per anni. Qui sono messi in scena tre Pontefici - immaginari, ma non troppo (Kiril I, Gregorio XVII, Leone XIV) - ambientati nella seconda metà del Novecento, con tratti e contesti dove non è difficile riconoscere rimandi e allusioni ai pontificati di Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II, dai fermenti degli anni Cinquanta e Sessanta agli anni duri del terrorismo e del disincanto. Ma è soprattutto il primo dei tre romanzi d'argomento papale, The Shoes of the Fisherman, ad avere singolarmente prefigurato, con un quindicennio d'anticipo, l'elezione di un Pontefice slavo. In modo diverso, l'intuizione si realizzò in Karol Wojtyla, di cui si narra che conoscesse e amasse il bel romanzo dello scrittore cattolico. Ma, come spesso accade, la realtà superò la fantasia nel lungo pontificato di Giovanni Paolo II.

g.m.v.



(©L'Osservatore Romano 25 agosto 2011)
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