Intervista al metropolita Cirillo

«È il tempo del disgelo»

Giampaolo Mattei

"Il grande freddo non c'è più, è il tempo del disgelo" che prepara e annuncia la primavera. È con toni di grande speranza che il metropolita Cirillo, presidente del dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del patriarcato di Mosca, commenta la nomina del nuovo arcivescovo cattolico a Mosca, l'italiano Paolo Pezzi, che sabato 27 ottobre ha ricevuto l'ordinazione episcopale. Dice il metropolita:  "Nella preghiera auspico che insieme possiamo contribuire a superare le difficoltà che purtroppo esistono ancora oggi tra cattolici e ortodossi in Russia". Ecco l'intervista a Cirillo, 61 anni, metropolita di Smolensk e Kaliningrad, seconda autorità del patriarcato ortodosso di Mosca.


La Chiesa ortodossa russa come ha accolto la nomina del nuovo arcivescovo della Madre di Dio a Mosca?


Innanzitutto intendo ripetere le alte parole che il patriarca ha rivolto, nel suo messaggio ufficiale, a monsignor Pezzi in occasione dell'ordinazione episcopale.  Parole  fraterne. Il  patriarca ha auspicato che l'obbedienza a Benedetto XVI, che il nuovo arcivescovo è chiamato ad esercitare in un paese come la Russia, dove convivono più denominazioni cristiane e più religioni, avvenga in una continuità di dialogo.

In concreto che cosa significa?

È del tutto evidente che la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa russa sono ormai sempre più consapevoli di essere alleate riguardo a moltissime problematiche che oggi interpellano l'umanità. Anche per questa ragione si crea, direi naturalmente, una certa solidarietà nei rapporti reciproci sia a livello di organizzazioni internazionali sia nel dialogo con il mondo secolarizzato. Ed è altrettanto chiaro che ci si attende tutti una dinamica sempre più positiva in questi rapporti tenendo conto che, come cristiani, abbiamo gli stessi valori spirituali e morali sui quali non esistono certamente divisioni o incomprensioni.

Riguardo alla realtà della Russia, quali sono le aspettative dopo la nomina del nuovo arcivescovo cattolico?

Ciò che più mi preme dire, ciò che maggiormente mi sta a cuore, è un auspicio, una grande speranza:  che i cattolici russi vivano sempre in pace con gli ortodossi russi. Insieme possiamo e dobbiamo fraternamente collaborare. Sono convinto che anche la personale e lunga esperienza compiuta, sul campo, dal nuovo arcivescovo Paolo Pezzi sia di grandissimo aiuto per un futuro migliore dei nostri rapporti reciproci. Egli ha conosciuto in questi anni molto bene la realtà della Chiesa ortodossa, dal di dentro se così si può dire.

È stata significativa la presenza di un rappresentante della Chiesa ortodossa russa alla celebrazione per l'ordinazione episcopale di monsignor Pezzi.

È vero, abbiamo voluto che alla celebrazione per l'ordinazione episcopale di monsignor Pezzi la Chiesa ortodossa russa fosse rappresentata dal mio primo e diretto collaboratore che ha portato il messaggio augurale del patriarca Alessio II e anche il mio personale. È stato sicuramente un giorno di festa per tutti i cristiani della Russia. Noi conosciamo molto bene il servizio svolto da monsignor Pezzi nel nostro paese. Conosciamo la sua formazione sacerdotale e spirituale. Apprezziamo molto tutto ciò che egli ha fatto e siamo ben lieti di aver già collaborato insieme con lui. Insieme troveremo sempre nuove strade di dialogo e di collaborazione. Penso alla sua opera come docente e rettore del seminario e al suo servizio anche culturale dove ha mostrato di voler dialogare con tutti.


(©L'Osservatore Romano 1 novembre 2007)
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