Preghiera e offerte
per i coetanei bisognosi

Alla vigilia della Giornata per l'infanzia missionaria abbiamo raggiunto telefonicamente in Brasile Suor Maria Teresa Crescini, Superiora generale delle Maestre Pie Venerini, incaricata dell'animazione internazionale della Pontificia opera dell'infanzia missionaria.

L'Opera è diffusa in 150 Paesi del mondo e conta 111 direttori nazionali. Quanti bambini vi aderiscono?

L'Infanzia missionaria è un movimento di solidarietà e come tale si rivolge a tutti i bambini battezzati. Non è possibile fornire cifre, perché è un movimento ecclesiale trasversale. Come tale, coinvolge tutte le realtà che si riconoscono nella missionarietà della Chiesa:  Acr, catechesi, scout ecc.

Ci sono differenze nei vari continenti?

In America latina tutte le diocesi hanno un movimento di infanzia e adolescenza missionarie, che coinvolge molti ragazzi. Sono realtà creative ed entusiaste:  hanno un bellissimo programma di formazione; credo si tratti del movimento ecclesiale più vivace ed operativo. In Europa questa realtà sta riprendendo energia. Nel novembre scorso si sono riuniti i delegati di 19 Paesi dell'Est Europeo e dell'Africa mediterranea offrendo una testimonianza eloquente della vitalità dell'Opera.

Come avviene in concreto la realizzazione dei progetti?

Lo slogan è i "bambini aiutano i bambini" con la preghiera e con le offerte. Tutte le offerte giungono a Roma in un fondo comune di solidarietà. Quest'anno abbiamo già raggiunto i 22.460.230 dollari, ed in genere si arriva sempre a venticinque milioni. I più generosi sono Germania, Spagna, Italia e Stati Uniti; ma in questa materia sono significativi anche i pochi dollari dei bambini del Rwanda, delle Filippine, dell'India del Bangladesh, dell'Albania. "Tutti i bambini per tutti i bambini":  chi non può dare denaro aiuta i malati gli anziani e aiuta con la preghiera.

Come vi regolate per la scelta della destinazione delle offerte?

Anche per il 2008 sono già arrivate dal mondo migliaia di domande di aiuto:  soprattutto dall'Africa e dall'Asia. Speriamo di poter rispondere a tutti. La Santa infanzia è un cammino di fede dei bambini basato sulla solidarietà.

Come avvengono i collegamenti e il coordinamento tra Roma, dove risiede la presidenza, e le realtà locali?

Ogni anno, nel mese di maggio, si riuniscono in assemblea tutti i direttori delle Pontificie opere missionarie e decidono la distribuzione delle offerte che vanno a favore di progetti per i bambini di Africa, Asia, America Latina e Oceania. Per l'Europa si considerano solo le richieste dell'Albania. Di norma vengono privilegiati i progetti in Africa per bambini malati di Aids, bambini-soldato, orfanotrofi, case di accoglienza per minori vittime degli stregoni; scuolette di villaggi, classi di catechesi ecc. Passando all'Asia, moltissimi orfanotrofi in India vivono con le offerte della Santa Infanzia. Ci sono poi i convegni nazionali e internazionali e le frequenti visite ai progetti.

Che programmi avete per il 2008?

Siamo solo a livello di proposte. Tra queste:  un pellegrinaggio di bambini e animatori a Parigi, nella cattedrale di Notre Dame, dov'è il sepolcro di Paul Tchen, il piccolo cinese che fu battezzato grazie alla solidarietà dei bambini europei, crebbe nell'orfanotrofio della Santa Infanzia e subì il martirio. Le reliquie del bambino santo - canonizzato da Giovanni Paolo II durante il Giubileo del 2000 - si venerano nella Cappella della Santa Infanzia a Notre Dame. Un altro pellegrinaggio vorremmo farlo a Roma, in occasione dell'Anno Paolino. (gl.b.)



(©L'Osservatore Romano 6 gennaio 2008)
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