Dieci anni di esperienza creativa per «BombaCarta»

Vita e poesia:  pane e companatico

Tonino Pintacuda


"Tutto è partito da un cassetto - racconta padre Antonio Spadaro, gesuita e critico letterario de "La Civiltà Cattolica" - o, meglio, da una poesia trovata per caso, incisa nel fondo del cassetto di un banco del liceo "Massimiliano Massimo" di Roma, dove insegnavo; avevo bisogno di una penna e trovai una poesia:  chi aveva scritto quei versi tanto ingenui quanto incisivi e penetranti nel fondo di quel cassetto? Da quel momento mi fu chiara una cosa ovvia:  che molti scrivono:  scrivono di tutto e su tutto. Da qui è nato il desiderio di far emergere il sommerso. Misi un avviso nelle bacheche:  "tirate fuori dai cassetti i vostri testi, le vostre poesie, i vostri racconti e si cercherà di dare una veste pubblica ai vostri lavori pubblicandoli in un sito internet". E i testi arrivarono e in abbondanza. Insomma, come disse qualcuno un po' ironicamente, era una "bombacarta", un'esplosione di testi. Era il 24 marzo 1997. Nel dicembre successivo due ragazzi mi fecero una proposta:  perché non incontrarci periodicamente e formare un gruppo di riflessione e pratica creativa? Anche questa volta fu affisso un avviso in bacheca con la certezza che ci saremmo trovati in quattro. E invece no, il pomeriggio del 12 gennaio del 1998 eravamo quarantadue".
È questa la nascita dell'Associazione Culturale "BombaCarta" che dieci anni dopo rappresenta una realtà significativa sul territorio italiano. I numeri forniscono un quadro rassicurante:  oggi sono tredici le associazioni partecipanti alla Federazione "BombaCarta" da Trento a Palermo (l'ultima è nata in Romania, a Targu Mures), un blog sempre "in movimento" e una vivace mailing list che ha superato i quattrocento iscritti, due riviste in formato digitale ("Gasolina" e "Lettera in versi") e, soprattutto, tanti laboratori:  scrittura, video, teatro, lettura espressiva, lettura critica, cinema, musica e perfino "BombaBimbo", un laboratorio di lettura e scrittura per bambini gestito da un loro coetaneo.
Ma a padre Spadaro la dicitura associazione culturale sta molto stretta:  ""BombaCarta" è piuttosto una bottega - spiega -. Più precisamente:  è un gruppo di persone che vivono una particolare esperienza di crescita umana e culturale. Questa realtà è nata (e cresce tuttora) infatti come una rete di rapporti tra persone e non un luogo asettico di apprendimento passivo. Negli incontri di "BombaCarta" (che si chiamano "laboratori" oppure "officine", a sottolineare l'aspetto pratico, creativo e concreto) non ci sono docenti e uditori, ma tutti partecipano attivamente, da protagonisti, e da amici. Nel Manifesto dell'Associazione c'è una battuta significativa sul fatto che noi vogliamo "imparare l'arte dell'amicizia vivendo l'amicizia per l'arte"".
Ormai sono migliaia gli amici che sono vicini in un modo o nell'altro a "BombaCarta":  uomini e donne di tutte le estrazioni sociali geografiche e religiose, dai dieci agli ottanta anni, così come anche scrittori, poeti e critici letterari tra i più vari, curiosi e innovativi del panorama culturale italiano, che hanno partecipato ad alcune delle sue iniziative da Claudio Piersanti a Davide Rondoni, da Giovanni Casoli a Claudio Damiani, da Giovanni D'Alessandro a Elisabetta Rasy a Filippo La Porta.
Quando fa riferimento all'essere protagonista di ogni singolo partecipante, padre Spadaro si riferisce in particolare ai laboratori di lettura, così strutturati:  una riunione di 10-15 persone senza un direttore, ma dove tutti intervengono leggendo ad alta voce un brano letterario (poesia o narrativa) che hanno scelto e fotocopiato per gli altri. Dopo la lettura chi ha scelto il brano spiega in pochissimi minuti i motivi della scelta, motivi che, assieme al testo letto, vengono poi liberamente analizzati e interpretati dagli altri.
"Questa struttura - spiega padre Antonio - impedisce la deriva narcisistica e permette un confronto serrato sui testi, sull'esperienza della lettura. Ma, attenzione, "BombaCarta" non è, e non intende essere, un fuoco d'artificio di testi e opere sparse, né semplicemente un gruppo ricreativo, ma un progetto critico forte e articolato. La filosofia di questo progetto è centrata sull'importanza di una riflessione sulle tematiche e sulle domande principali circa l'arte e l'espressione. Su queste basi alcune persone negli anni, sono venute a Roma e sono poi tornate a casa per vivere lì con altri amici la stessa esperienza; così sono nate le associazioni federate. Alcuni di questi gruppi hanno poi dato vita a loro volta ad altre mailing list e riviste, su carta o virtuali, come ad esempio, "BombaSicilia". L'associazione "Pietre di Scarto" di Reggio Calabria, oltre ai laboratori e alle attività nelle biblioteche e dentro le scuole della città, organizza ormai da quattro anni un grande convegno letterario a cadenza annuale sui grandi temi della letteratura dove si sono avvicendati alcuni grandi nomi della cultura italiana".

Come sono regolati i rapporti tra le associazioni della federazione?

La federazione è nata e si sta sviluppando in maniera informale. Condividiamo però un preciso modello pedagogico. Esso tiene presenti varie esperienze recenti, ma le sue radici affondano lontano nel tempo, almeno fino alla fine del Cinquecento, data di avvio di una lunga e attenta riflessione sulla pratica pedagogica delle prime scuole dei gesuiti, poi approdata nella compilazione della ratio studiorum. Le scuole di scrittura creativa hanno infatti origini antiche, ben più antiche delle scuole americane di inizio secolo e "BombaCarta" ha all'interno del suo codice genetico alcuni elementi importanti di essa e degli esercizi spirituali di Ignazio di Loyola. La parola-chiave degli esercizi è discernimento, cioè la comprensione (riflessione) delle mozioni interiori, dopo averle sperimentate (esperienza) in ordine a una scelta da compiere (azione) all'interno di una vita spirituale. Esperienza, riflessione e azione sono i tre momenti essenziali generati da questo modello e attivi nei nostri incontri. Detto questo, bisogna precisare che "BombaCarta" non è un'associazione confessionale:  ha al suo interno persone di ogni orientamento ideale, religioso e politico. L'unico punto essenziale di riferimento è il nostro "Manifesto di impegno culturale e creativo" e lo sviluppo del metodo è ancora in corso.

Nelle sue parole ritorna più volte la parola "esperienza" e "BombaCarta" si presenta proprio come "associazione di esperienza e riflessione creativa".

Oggi pare che tutto sia a tempo determinato, ogni cosa, dal lavoro agli affetti. Tutto è presto consumato e quindi deve essere cambiato; viviamo una condizione in cui tutto ci appare controllabile e sostituibile:  fatta un'esperienza, oggi si crede che si possa tornare indietro sempre e comunque. Ecco quindi che l'esperienza si riduce a semplice esperimento in una situazione in cui nulla sembra lasciare tracce:  la simulazione batte il reale per la sua più ampia potenzialità e il suo basso livello di rischio. Tuttavia ciò che il soggetto crede di padroneggiare viene neutralizzato, diventa qualcosa di inerte, di spento. È vero, la realtà è insicura:  essa non garantisce il riparo dalle ferite e dai sentimenti negativi, ma soltanto se accettiamo il fatto che non si può padroneggiare la realtà, riusciamo ad afferrare qualcosa di questa realtà, e della vita. Penso infatti che la vera esperienza non è mai quella che progettiamo di affrontare, secondo i nostri modi e i nostri tempi, ma è qualcosa che ci supera e ci sorprende; qualcosa nella quale ci troviamo immersi, un vero e proprio ambiente di vita. L'esperienza però, bisogna aggiungere, non è l'accumulo di sensazioni provate legate all'oggetto o alla situazione o alla persona che abbiamo davanti:  esse potrebbero essere finte, cioè indotte da simulazioni. La letteratura e l'espressione di cui si parla in "BombaCarta" dovrebbe essere qualcosa di irreversibile, fatta - come scrive Cechov - di "caldo sangue e nervi", capace di modificare realmente il modo in cui una persona vive la propria vita, la propria esperienza umana. Questo rapporto profondo tra vita e letteratura, poesia, arte è il nostro pane quotidiano negli incontri e negli scambi che avvengono all'interno di BombaCarta. La vera esperienza invece implica l'intelligenza delle cose, la domanda sul senso di ciò che si vive, il giudizio. Questo vale anche per l'esperienza della letteratura e dell'espressione creativa. E questa è la strada che BombaCarta in questi primi dieci anni ha cercato di percorrere.



(©L'Osservatore Romano 12 gennaio 2008)
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