L'arcivescovo Nikola Eterovic spiega i compiti del relatore generale e del segretario speciale nominati dal Papa

Due ruoli chiave
per il Sinodo sulla parola di Dio

Giampaolo Mattei


Entra nel vivo il sinodo sulla parola di Dio. In vista della XII assemblea generale ordinaria, che si terrà in Vaticano dal 5 al 26 ottobre, Benedetto XVI ha nominato oggi (cfr Nostre Informazioni a pagina 1) relatore generale il cardinale canadese Marc Ouellet, religioso sulpiziano, 64 anni, arcivescovo di Québec, e segretario speciale monsignor Wilhelm Emil Egger, cappuccino, 68 anni, vescovo di Bolzano-Bressanone.
Mancano nove mesi, il tempo di una gestazione, all'apertura dei lavori che saranno centrati sul tema scelto dal Papa dopo un'ampia consultazione nella Chiesa universale:  "La parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa".
Il conto alla rovescia è dunque iniziato e ora si stanno mettendo a punto tutti i preparativi necessari. Spiega l'arcivescovo Nikola Eterovic, segretario generale del sinodo dei vescovi:  "Quelle di relatore generale e di segretario speciale sono due cariche molto importanti per la conduzione e lo svolgimento dell'assemblea sinodale. Benedetto XVI ha scelto due autorevoli figure che possono svolgere il loro compito nel migliore dei modi. Nella storia del sinodo c'è stato un naturale sviluppo dei diversi ruoli e con il tempo, ad esempio, il relatore generale ha assunto un peso maggiore. Il nuovo regolamento sinodale, aggiornato di recente dopo quarant'anni, ne delinea con precisione i compiti al capitolo VIII, specificatamente agli articoli 14 e 15". Nell'intervista a "L'Osservatore Romano" monsignor Eterovic fa il punto sul prossimo sinodo.

Qual è il ruolo del relatore generale?

Il relatore generale è nominato dal Papa per ogni singola assemblea. Ha il compito di preparare due importanti relazioni:  prima e dopo gli interventi dei padri sinodali, nella prima parte dei lavori. Presiede inoltre alla preparazione del testo delle proposizioni o di altri documenti da presentare all'esame dei padri in assemblea plenaria. In questo suo lavoro è assistito dal segretario speciale.

Quali sono le caratteristiche delle due relazioni a cui ha fatto riferimento?

La relazione introduttiva, la relatio ante disceptationem, espone la materia del sinodo e precisa i punti sui quali verterà la discussione. Il testo dovrà essere consegnato almeno un mese prima dell'inizio dell'assemblea al segretario generale che lo distribuirà a tutti i padri.
La seconda relazione, la relatio post disceptationem, è la sintesi del dibattito. Viene redatta dopo tutti gli interventi in aula dei padri sinodali e farà riferimento agli argomenti affrontati, indicando i punti su cui è opportuno continuare la discussione nei circoli minori o in altro modo.

Quali sono invece i compiti del segretario speciale?

È sempre uno specialista nella materia del sinodo ed è anch'egli nominato dal Papa per la singola assemblea sinodale. Come ho spiegato, assiste il relatore generale in tutte le sue funzioni. È tenuto a coordinare, in particolare, il lavoro degli esperti e a curare la redazione delle proposizioni o di altri documenti che i padri sono chiamati a votare. Deve inoltre approntare documenti, relazioni e offrire spiegazioni e notizie a tutti coloro che lo richiedessero.

Dopo queste due nomine, quali saranno i prossimi passi verso l'assemblea di ottobre?

Il 21 e il 22 gennaio si terrà la riunione del consiglio ordinario della segreteria generale del sinodo dei vescovi. Ne fanno parte quindici membri. All'ordine del giorno abbiamo l'impegno di analizzare i contributi sui Lineamenta che ci sono giunti dalle 113 Conferenze episcopali del mondo, da tutti i dicasteri della Curia romana, dall'Unione dei superiori generali e dalle dodici Chiese orientali cattoliche sui iuris.
Il risultato di questo studio sarà un primo progetto dell'Instrumentum laboris che sarà successivamente approfondito per arrivare al testo definitivo e dunque al vero e proprio documento di lavoro sinodale. Sarà la fotografia di come oggi la parola di Dio viene vissuta nella Chiesa, con gli aspetti positivi e con le realtà da migliorare.

Quali reazioni avete raccolto sul tema del sinodo?

Il sinodo sta suscitando in tutto il mondo un grande interesse. Lo si vede anche dalle tantissime iniziative che vengono promosse a vari livelli. I vescovi, ad esempio, ne parlano con entusiasmo. C'è un grande movimento di preghiera e vorrei sottolineare in particolare la riscoperta dell'esperienza della lectio divina. Siamo poi a quarant'anni dalla Dei verbum, una delle quattro costituzioni dogmatiche conciliari, e questo anniversario è lo spunto per un significativo contributo alla riflessione.
Il tema del sinodo suggerisce tanti approfondimenti:  tra questi, il rapporto tra la parola di Dio e la scienza. Da rilevare, infine, la forte attenzione ecumenica da parte dei protestanti e anche degli ortodossi:  ricordiamo che all'assemblea parteciperanno anche delegati fraterni.

Il metodo collegiale sinodale si apre, in questo tempo, su diversi fronti:  dopo il sinodo sull'eucaristia ecco quello sulla parola di Dio mentre sta già muovendo i primi passi la preparazione della seconda assemblea speciale per l'Africa.

Sì, dal 4 al 25 ottobre 2009 si svolgerà una nuova assemblea speciale per l'Africa del sinodo dei vescovi. Entro la fine dell'anno raccoglieremo le risposte ai Lineamenta che abbiamo diffuso anche in arabo e in swahili. A quindici anni dal primo sinodo africano (era il 1994) si dovranno mettere a fuoco i modi in cui la Chiesa può adoperarsi per trovare strade di riconciliazione, di giustizia e di pace.
Proseguiamo intanto la valutazione dell'impatto dei vari sinodi (quello sull'eucaristia come quelli dedicati ai vari continenti) attraverso le analisi di come vengono recepiti i contenuti delle esortazioni apostoliche post-sinodali. In agenda abbiamo per il 14 e il 15 febbraio la riunione del consiglio per l'Oceania.
Ad ogni modo, attualmente la priorità riguarda la preparazione del sinodo di ottobre sulla parola di Dio:  parola che è "viva, efficace e tagliente" e che, per la grazia dello Spirito Santo, sta suscitando un rinnovato dinamismo in tutta la Chiesa con influssi molto positivi anche sulla società.



(©L'Osservatore Romano 13 gennaio 2008)
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