Monsignor Egger: 
«La Chiesa diventi un grande gruppo biblico»

"La mia speranza è che il sinodo aiuti la Chiesa a divenire sempre più un grande gruppo biblico composto da uomini e donne che, sotto la guida del magistero, partecipino alla lettura orante per essere evangelizzati e per essere evangelizzatori". Lo afferma monsignor Wilhlem Emil Egger, vescovo di Bolzano-Bressanone, che il Papa ha nominato segretario speciale della dodicesima assemblea generale ordinaria del sinodo dei vescovi. Esperto e appassionato biblista, autore di importanti pubblicazioni sul tema della parola di Dio, è nato a Innsbruck nel 1940 ed è entrato tra i cappuccini nel 1956. Sacerdote dal 1965 è vescovo di Bolzano-Bressanone dal 1986. A "L'Osservatore Romano" presenta le sue aspettative per l'assemblea di ottobre:  "Il sinodo sulla parola di Dio è una grazia per far crescere la consapevolezza del grande dono che Dio ci dà con la rivelazione e la Bibbia come rivelazione attestata".

Qual è il punto centrale del sinodo?

Senza dubbio il sinodo si inserisce nella problematica centrale del nostro mondo. Viviamo nell'epoca della comunicazione:  Dio desidera comunicare se stesso a noi. Nel nostro mondo dalle molte parole la fede ci dice che abbiamo una parola con la maiuscola.

Il tema suggerisce un'apertura al dialogo con tutti gli uomini.

L'incontro tra religioni e culture, che ormai avviene su scala planetaria, ci induce a riflettere sull'identità cristiana a cui la parola di Dio contribuisce accanto ai sacramenti. Il sinodo cercherà, come dicono i Lineamenta, il dialogo con le confessioni e le religioni, cercando di cogliere i "semi di verità", presenti anche nei libri sacri delle altre religioni, e di presentare nel dialogo il mistero di Cristo unico salvatore.

Una proposta anche ai non credenti.

Il sinodo si svolge nell'anno europeo dedicato al dialogo interculturale. Nei progetti di alcuni paesi europei è inserito il dialogo tra le religioni, in quanto molte culture sono profondamente collegate con le religioni.

A quarant'anni dalla Dei verbum, il sinodo è un'occasione per fare il punto sull'attuazione di quella costituzione dogmatica conciliare.

Certamente il sinodo rifletterà sulla realizzazione delle indicazioni della Dei verbum. Si deve notare, con gratitudine, quanti sono nella Chiesa i nuovi lettori e i nuovi ministri della parola:  catechisti, insegnanti di religione, lettori nella liturgia, animatori di gruppi biblici. È un segno di speranza per il futuro. Il mio augurio è che grazie al sinodo un numero sempre più alto di persone - vescovi, sacerdoti, religiosi, professori, laici, poveri - partecipino alla lettura orante per essere evangelizzati e per essere evangelizzatori.



(©L'Osservatore Romano 13 gennaio 2008)
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