A colloquio con la religiosa al termine dell'assemblea nazionale

Madre Viviana Ballarin
nuova presidente dell'Usmi


di Paolo Brocato

Roma, 28. "Ricevo una grande eredità. E al contempo sono di fronte ad una impegnativa sfida in un orizzonte segnato da tumultuosi mutamenti culturali e sociali. L'esperienza insegna che quando si crede a un progetto, come quello della formazione permanente, siamo disposte a sacrificare molto per realizzarlo. Credere alla significatività dell'Unione superiore maggiori d'Italia (Usmi) e al suo compito principale e peculiare di coordinamento e di animazione della vita religiosa, aiuta ad accettare il servizio, benché oneroso, per il prossimo quinquennio". Lo sottolinea madre Viviana Ballarin, della Congregazione delle Domenicane di santa Caterina, nuova presidente dell'Usmi chiamata a succedere a madre Teresa Simionato giunta alla fine del suo secondo mandato. L'elezione (anche della vicepresidente suor Regina Cesarato, superiora generale delle Pie Discepole del Divin Maestro), è stata l'atto conclusivo della cinquantacinquesima assemblea nazionale dell'Usmi, svoltasi a Roma presso la Pontificia università Urbaniana sul tema generale "La vita religiosa risorsa ecclesiale per il bene comune".
La prima testimonianza attesa - puntualizza madre Ballarin - riguarda proprio noi stessi:  "Ci è chiesto anzitutto di avere il coraggio di purificare le nostre concezioni della vita religiosa ripartendo da una visione organica ed ecclesiale di essa, che ha il suo fondamento nel battesimo. Non possiamo cercare solo di continuare a fare ciò che abbiamo sempre fatto; è quanto mai necessario recuperare il significato della nostra vocazione nel suo senso originario".
Secondo madre Ballarin neanche la collaborazione con i laici potrà aiutare la vita religiosa, "se ciò non favorisce la riscoperta, l'incremento della qualità della personale vita religiosa e non ci porta tutti a riscoprire la ricchezza e le esigenze di essere un unico popolo di Dio".
La neoeletta presidente dell'Usmi parla anche di riscoperta del servizio della profezia. Nel nostro mondo è ancora vivo il mito che sia possibile conoscere le cose senza conoscere il loro significato in Dio. "Il dono della profezia che riceviamo nel battesimo - dice madre Viviana - non è quello di una conoscenza soprannaturale differente e opposta a quella umana, ma una conoscenza integra, che sola può discernere e perciò capire la realtà nella sua totalità. Essa è anzitutto conoscenza del bene e del male e del bene attraverso il male. Si tratta cioè di una conoscenza che può essere solo "dall'alto". Per trasmettere la sapienza della vita e la fede alle nuove generazioni, occorre allora trovare il modo di offrire una formazione più integra, più ecclesiale e più sapienziale".
A questo punto madre Ballarin ricorda santa Caterina da Siena, la quale "offriva al mondo la misericordia sapienziale della sua testimonianza di fede".
"Se c'è un servizio che i religiosi possono rendere, oggi, ai laici questo non consiste essenzialmente nelle diverse opere, ma nella testimonianza della radicalità della vita cristiana".
Nell'evangelizzazione pertanto, con la carità delle opere urge la carità della trasmissione della fede, che sembra imporsi oggi come sfida alla pastorale.
"Non si tratta di sottovalutare le "opere", che sono anch'esse testimonianza dell'Amore, ma di correggere - risponde madre Ballarin - con una tendenza, dovuta al mutamento in atto che rischia di svuotare di profezia la vita di molti Istituti. Tante sorelle, pur donando tutto, sono affannate e costrette a un ritmo quotidiano che impedisce loro un formazione spirituale seria e continua, un contatto vitale che consenta loro di alimentarsi alla fonte della Vita. In questo modo quella che dovrebbe essere una testimonianza della "carità perfetta" diventa la presentazione di uno stile di vita che poco si distingue dal modo come opera e vive il mondo".
"In questa situazione - conclude madre Ballarin - sentiamo che c'è un urgente bisogno di persone che hanno sperimentato la Salvezza, che hanno conosciuto il Signore in un lungo discepolato, perché annuncino e testimonino il grande amore che avvolge l'umanità".
Nella giornata conclusiva dell'assemblea dell'Usmi dopo la Lectio divina guidata dal monaco camaldolese Innocenzo Gargano, le votazioni per la carica di presidente e vicepresidente e lo scambio delle consegne. Il vescovo Gianfranco Agostino Gardin, segretario della Congregazione per la vita consacrata e le Società di vita apostolica, ha presieduto la celebrazione eucaristica.
Benedetto XVI, in un telegramma a firma del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, ha formulato l'auspicio che le religiose continuino a rendere "un fecondo servizio alla comunità italiana" e che "la proficua riflessione di questi giorni susciti un nuovo slancio apostolico".



(©L'Osservatore Romano 29 marzo 2008)
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