A colloquio con don Giuseppe Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana,
in occasione dell'apertura del punto vendita nel Palazzo di Propaganda fide

Al servizio del magistero e della cultura


di Nicola Gori

Far conoscere il magistero del Papa e la produzione editoriale cattolica a un maggior numero di persone. Raggiungere un pubblico diverso da quello abituale che frequenta la zona di San Pietro e del Vaticano. Promuovere la cultura e il dibattito culturale. Sono i motivi principali che hanno spinto il consiglio di amministrazione della Libreria Editrice Vaticana ad aprire un nuovo punto vendita presso il Palazzo di Propaganda fide in Roma. La libreria, che viene inaugurata martedì 3 giugno dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, è stata intitolata al servo di Dio Paolo VI nel trentennale della morte. Abbiamo chiesto a don Giuseppe Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana di spiegarci i dettagli e le finalità del nuovo negozio, anche alla luce delle prossime uscite editoriali.

Da dove nasce l'idea di aprire questo nuovo sportello nel cuore di Roma?

L'idea si può dire sia nata da una circostanza casuale. Nella ristrutturazione del Palazzo della Congregazione per l'evangelizzazione dei Popoli si è liberato il locale. La Congregazione allora ha deciso che questo spazio sarebbe stato messo a disposizione di un'istituzione vaticana. Monsignor Giuseppe Antonio Scotti, presidente del consiglio di amministrazione della Libreria Editrice Vaticana, ha preso i necessari contatti con i responsabili del dicastero e l'idea è divenuta realtà. Per noi si tratta certamente di una nuova opportunità, perché la zona, praticamente attaccata a piazza di Spagna, ci permette di avvicinare un pubblico diverso da quello che quotidianamente visita San Pietro e il Vaticano. Dunque realizzando questo progetto abbiamo avuto l'opportunità di portare il magistero e la nostra produzione editoriale in un luogo diverso della città. D'altra parte la possibilità di aprire più punti vendita era già contemplata dal nostro statuto. Abbiamo solo colto l'opportunità che ci è stata offerta. La libreria rimarrà aperta al pubblico dalle 9.30 alle 20, dal lunedì al sabato.

Per quale motivo è stato scelto di intitolare la nuova libreria internazionale a Paolo VI?

Il motivo fondamentale è stata la volontà di celebrare il trentennale della morte di Paolo VI, che ricorre quest'anno. E poi va detto che la Fondazione Paolo VI ha partecipato concretamente alla realizzazione di questo progetto. È stato infatti il presidente della Fondazione, cardinale Dionigi Tettamanzi, ad accogliere la proposta di finanziamento presentata da monsignor Scotti.

Quali progetti sono legati a questa nuova iniziativa?

Naturalmente la nostra attesa è quella di diffondere sempre più il magistero e la cultura cattolica negli ambienti più vari e raggiungere un pubblico più vasto. Tuttavia ci auguriamo che sia non solo una libreria ben funzionante, ma che diventi un punto di riferimento per la promozione di un dibattito culturale. D'intesa con Propaganda fide, potremmo anche farne un centro di presentazione di libri. In sostanza tra i nostri obiettivi ci sarebbe quello di non limitarsi a offrire un prodotto editoriale, ma anche di essere promotori di cultura. La cultura va trasmessa. Con tutte le iniziative possibili.

Vi sarà esposta solo una selezione o l'intero catalogo delle vostre pubblicazioni?

Ovviamente sarà possibile accedere all'intera produzione dell'editrice. Per quanto riguarda l'esposizione in loco faremo una certa selezione, perché riteniamo che il cliente della nuova libreria sia diverso rispetto al nostro tradizionale. Metteremo molto in luce l'aspetto della produzione artistica, per avvicinare alla nostra produzione cattolica un pubblico laico e non solo quello, per così dire, religioso. Vi sarà anche un angolo di esposizione e di consultazione di foto del servizio fotografico de "L'Osservatore Romano". Certamente, offriremo anche pubblicazioni in lingue diverse dall'italiano:  inglese, francese, spagnolo, tedesco, e adegueremo, a poco a poco, il nostro catalogo a questo genere di pubblico.

Quali sono i canali con i quali vengono distribuiti i vostri libri?

Innanzitutto, il libro deve camminare, altrimenti rimane nei depositi o, nella migliore delle ipotesi, nelle biblioteche. Il libro va al lettore soltanto se il lettore lo vede, lo prende, lo può acquistare. Il percorso dalla produzione al lettore è un percorso arduo, a volte difficile e costoso. Noi ci affidiamo a una rete di distributori che ci consentono di arrivare in tutte le librerie. Chiaramente, questo non lo si fa per tutti i libri, perché la distribuzione costa molto. La scelta più economica sarebbe quella di arrivare direttamente nelle librerie con una nostra distribuzione, ma attualmente non l'abbiamo, perché ci sono dei costi organizzativi non indifferenti da sostenere. Nonostante i costi, riusciamo comunque ad arrivare in moltissime librerie. Nel breve termine, c'è il progetto di aderire anche a qualche consorzio speciale dell'editoria cattolica, come per esempio quello degli editori cattolici, che consentirà di entrare nel loro "data base", facilitando le vendite e la diffusione. Tuttavia, nel caso di pubblicazione di enclicliche e di documenti o anche di libri che si vogliono diffondere ad ampio raggio, abbiamo gli strumenti e l'organizzazione per poter raggiungere tutti i lettori.

Avete progetti a breve, pubblicazioni importanti?

In questi giorni è uscito il volume che raccoglie gli esercizi spirituali predicati a Benedetto xvi dal cardinale Albert Vanhoye. Sono usciti anche i volumetti che riportano la predicazione del Papa durante la scorsa Settimana santa e i discorsi del suo viaggio negli Stati Uniti. È da notare che i volumi che raccolgono il magistero del Papa sono tutti cartonati per adeguare la nostra produzione a quella della Germania e degli Stati Uniti. Ultimamente, è stato messo in vendita anche un volume dal titolo Le religiose ieri, oggi e domani, di statistica sugli istituti religiosi femminili. Si tratta di uno studio interessante su questa realtà, che aggiorna i dati e le presenze nel mondo. Vorrei citare anche l'uscita del documento dal titolo Il servizio dell'autorità e l'obbedienza. Questa è l'attività abbastanza ordinaria della casa editrice. In occasione dell'Anno paolino verranno messi in vendita una serie di volumi che potranno essere utili agli operatori pastorali e ai fedeli per la meditazione personale e per le celebrazioni. Si tratta di Pensieri su Paolo, piccole meditazioni prese da omelie, messaggi e discorsi di Benedetto xvi. Sette giorni in cammino con san Paolo. Esercizi spirituali sulla via di Damasco a cura di un religioso americano della società di San Sulpizio e Celebrazione della Parola per l'Anno Paolino, raccolta di schemi per celebrare liturgicamente la memoria di san Paolo attraverso riflessioni di Benedetto xvi e di madre Anna Maria Cànopi. Inoltre, in co-edizione con le Edizioni San Paolo è stata appena pubblicata l'antologia Paolo l'Apostolo delle genti di Benedetto xvi, nel quale sono raccolti il discorso dell'indizione dell'Anno paolino, un profilo dell'apostolo e una sintesi del suo insegnamento.

Sul versante artistico che progetti avete?

È pronto il secondo volume artistico edito in collaborazione con i Musei Vaticani e la Jaca Book. Si tratta delle riproduzioni delle Logge di Raffaello. Sta per uscire anche un messale festivo in collaborazione con Jaca Book e Città Nuova. Presto verrà messo in vendita un volume a cura di monsignor Ugo Doveri sugli insegnamenti di Giovanni Paolo ii relativi ai beni culturali. E in settembre uscirà il secondo volume artistico della serie del magistero di Benedetto xvi.



(©L'Osservatore Romano 2-3 giugno 2008)
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