Accordo ecumenico per la stampa e la diffusione delle Sacre Scritture

Sulle pubblicazioni bibliche
prove di unità


Dar-es-Salaam, 28. Nell'ambito della settima assemblea plenaria della Federazione biblica cattolica (Cbf), dedicata alla "Parola di Dio, fonte di riconciliazione, giustizia e pace", in corso dal 24 giugno fino al 3 luglio nella capitale della Tanzania, rappresentanti di questa organizzazione ed esponenti delle Società bibliche unite (Ubs) hanno approvato una dichiarazione congiunta sulla già intensa collaborazione tra i due organismi. Nella dichiarazione si sottolinea il nuovo accordo di collaborazione nei settori delle traduzioni, della distribuzione e dello studio dei testi sacri. Su questi maggiori traguardi per le due società bibliche sono state poste alcune domande al reverendo Miller Milloy, segretario generale delle Ubs, al vescovo di Terni-Narni-Amelia, monsignor Vincenzo Paglia, presidente, e ad Alexander Schweitzer, segretario generale della Cbf.

Monsignor Paglia, nel suo intervento in apertura della settima assemblea plenaria ha annunciato una dichiarazione congiunta sulla collaborazione fra la Federazione biblica cattolica e le Società bibliche unite. Può spiegarcene le ragioni?

Il documento congiunto soddisfa l'urgenza di far conoscere la Bibbia e di diffonderla ampiamente... La collaborazione fra la Cbf e le Ubs, che ha già una lunga storia, oggi riceve nuovo impeto. Nel contesto della globalizzazione bisogna superare le divisioni fra cristiani. In campo ecumenico troviamo nella Bibbia la maggior parte degli elementi della nostra eredità comune. Nonostante la Cbf e le Ubs abbiano diverse costituzioni, possiamo e dobbiamo essere uniti nello sforzo di cooperare nelle aree della traduzione, della distribuzione e dello studio, che sono i prerequisiti di incontro fecondo con le Sacre Scritture.

Reverendo Milloy, lei partecipa all'assemblea plenaria in veste di segretario generale delle Ubs. Quale significato ha per lei questo documento?

Penso che il documento riaffermi la collaborazione esistente fra la Cbf e le Ubs. Queste ultime costituiscono un organismo internazionale che cerca di servire tutte le Chiese e ha una lunga tradizione di servizio alla Chiesa cattolica. Di certo, dalla chiusura del Concilio Vaticano II abbiamo avuto rapporti molto stretti con la Chiesa cattolica. Con il Vaticano, nel 1968, abbiamo concordato orientamenti sulle traduzioni interconfessionali prima che venisse creata la Cbf nel 1969. Tuttavia, a partire dalla sua creazione, abbiamo aumentato sempre più la collaborazione fra Ubs e Cbf. Questo nuovo documento intende sottolineare tale collaborazione e affermare pubblicamente il nostro impegno a estenderla. Questo anno è molto importante per la Chiesa cattolica e la Chiesa in tutto il mondo. Papa Benedetto XVI ha annunciato l'Anno paolino, dal 28 giugno 2008 alla stessa data del 2009, e la Chiesa cattolica ha chiesto alle Ubs di contribuire alla promozione di questo Anno molto speciale e di evidenziare quanto le persone possono imparare dalla Parola di Dio, da san Paolo e dai suoi scritti. Noi delle Ubs abbiamo ricevuto il grande onore di essere invitati a partecipare alla dodicesima assemblea del Sinodo dei Vescovi a Roma come delegati fraterni. Riteniamo che sia un segno importante di collaborazione reciproca e di rispetto fra la Chiesa cattolica e le Ubs.

Alexander Schweitzer, lei come segretario generale della Cbf ha partecipato alla stesura di questo nuovo documento. Perché lo ritiene importante?

Al di là dell'importanza generale che può essere attribuita al documento... rilevo un altro aspetto ancor più importante nel campo pratico dell'opera comune. Con l'ampliamento e l'ulteriore sviluppo dei compiti delle Ubs che ora si impegnano a produrre materiale e commenti pastorali biblici, c'è una certa sovrapposizione alle attività principali delle istituzioni membro della Cbf. In pratica, questo documento invita entrambe le parti a una collaborazione più concreta e invita le nostre istituzioni membro a coinvolgere attivamente le Ubs nell'opera di pubblicazione in campo pastorale biblico e offre alle Ubs un interlocutore cattolico che può contribuire a garantire la qualità cattolica dei prodotti pastorali biblici.

Reverendo Milloy, può dirci qualcosa delle clausole di questo documento? Come faciliterà la concreta collaborazione fra le Ubs e la Cbf?

L'impegno è ora un elemento particolare su cui ci concentriamo, è a questo impegno che Schweitzer si riferisce nella produzione e nella creazione di materiale che aiuterà le persone a impegnarsi nelle Sacre Scritture, non solo a possederle. Ciò che accadrà veramente dipenderà dalla collaborazione a livello nazionale. Un esempio è quello delle Filippine, dove la Conferenza episcopale lavora a stretto contatto con la Società biblica delle Filippine per elaborare un programma che cerca di distribuire cinque milioni di Bibbie nelle case cattoliche. Si tratta di una collaborazione fra la Conferenza episcopale e la locale società biblica, nella fattispecie la Società biblica delle Filippine.

Alexander Schweitzer, questo documento è soltanto un appello generale alla collaborazione oppure specifica direttive particolari per la collaborazione fra gli organismi membri delle Ubs e della Cbf?

Sono vere entrambe le cose. È un appello a livello mondiale in termini generali e in una sezione particolare offre concreti "principi di collaborazione". In tali principi di collaborazione stabiliamo che il primo interlocutore nel caso di pubblicazioni pastorali bibliche da parte delle società bibliche deve essere la Cbf. Tuttavia, le strutture a livello nazionale sono piuttosto diverse. Per questo, non abbiamo definito procedure precise, ma ci siamo limitati a indicare che tali progetti dovrebbero essere sviluppati in stretta collaborazione.

Reverendo Milloy, può farci alcuni esempi di concrete opzioni editoriali per l'edizione di Bibbie per fruitori cattolici?

Certamente. Se posso riferirmi ad Alexander, nella sezione su "principi di collaborazione" l'esempio è dato dal fatto che le società bibliche al fine di migliorare i loro servizi alla Chiesa cattolica ora pubblicano l'ordine canonico dei libri secondo quello previsto dalla Chiesa cattolica. Alcune di queste edizioni cattoliche contengono note introduttive a libri particolari della Bibbia. Per garantire che tali note riflettano veramente il pensiero cattolico, consulteremo la Cbf.

Monsignor Paglia, quando verrà firmata la "Dichiarazione congiunta sulla collaborazione al ministero biblico"?

Il documento è stato approvato dal comitato esecutivo della Cbf e presentato ai partecipanti dell'assemblea plenaria in Tanzania. Verrà firmato prima dell'inizio del prossimo sinodo dei vescovi. Quale frutto del nostro incontro in Tanzania, mi sembra che sia uno dei piccoli passi concreti lungo il cammino ecumenico che Papa Benedetto XVI ha definito di vitale importanza all'inizio del suo pontificato. Nessuno di noi desidera minimizzare le differenze fra le confessioni cristiane, ma siamo di certo invitati dal Pontefice a proseguire il  cammino  ecumenico  come  stile  di vita.

Reverendo Milloy, lei è stato invitato al prossimo sinodo dei vescovi sul tema "La Bibbia nella vita e nella missione della Chiesa". Qual è il suo messaggio prima del sinodo?

Posso affermare che la lettera d'invito era molto specifica sul ruolo del delegato fraterno e affermava chiaramente che sarei stato, più che un osservatore, un vero partecipante. Desidero portare al Sinodo la volontà e la disponibilità della rete mondiale delle società bibliche al servizio della Chiesa cattolica. Ci siamo impegnati a permettere a tutti di avere un accesso facile alle Sacre Scritture, cosa a cui aveva esortato la Dei Verbum nel 1965. La Chiesa cattolica solleva in maniera molto opportuna la questione del ruolo della Bibbia nella vita e nel ministero della Chiesa. Auspico che altre confessioni si interessino a questa esigenza, a questo bisogno di riflettere sul ruolo della Bibbia nella loro missione e nel loro ministero particolari.



(©L'Osservatore Romano 29 giugno 2008)
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