Il cardinale Giovanni Coppa per le celebrazioni dei santi Cirillo e Metodio nella Repubblica Ceca

Festa dell'identità
e dell'unità nazionale


di Nicola Gori

"Purtroppo, non c'è ancora un concordato e non c'è alcun accordo siglato tra la Santa Sede e la Repubblica Ceca". Lo rileva con rammarico il cardinale Giovanni Coppa, già nunzio apostolico a Praga, in un'intervista al nostro giornale sul significato della festività dei santi Cirillo e Metodio e sulla loro importanza per i popoli slavi. L'occasione è stata il suo primo viaggio da cardinale nella Repubblica Ceca, per la festa dei compatroni d'Europa. Il porporato ha presieduto il 5 luglio, a Velehrad, la concelebrazione eucaristica trasmessa in diretta televisiva e radiofonica, alla presenza dell'episcopato locale. Il cardinale Coppa è una delle voci più autorevoli sulla situazione religiosa della Repubblica Ceca e sui rapporti tra Stato e Chiesa, essendo stato nunzio apostolico nell'allora Cecoslovacchia dal 29 giugno 1990 fino al 1° gennaio 1993, quando è divenuto rappresentante pontificio nella Repubblica Ceca e in Slovacchia fino al 2 marzo 1994. Dopo la separazione in due stati autonomi del Paese al di là della cortina di ferro, l'allora arcivescovo Coppa è stato nunzio a Praga fino al 2001. È stato lui a riaprire la storica sede della nunziatura apostolica della capitale, dov'era giunto nel 1990 quando furono riallacciati i rapporti diplomatici tra Santa Sede e Cecoslovacchia, interrotti nel 1948. Con la sua azione ha anche sostenuto la rinascita della Chiesa locale, dopo anni di persecuzione.

Cosa l'ha colpita di questa festa nazionale?

È la prima volta da quando sono stato creato cardinale che torno nella Repubblica Ceca. L'occasione è stato l'invito della Conferenza episcopale ceca a presiedere le celebrazioni per i santi Cirillo e Metodio. Sono arrivato nella Repubblica Ceca il 3 luglio e sono rimasto fino al 15 seguente. Appena giunto ho celebrato la messa in una parrocchia della Moravia con tutti i vescovi della Conferenza episcopale. Poi il 5 luglio ho presieduto la messa nel piazzale antistante la basilica di Maria Santissima Assunta di Velehrad. Hanno concelebrato i vescovi cechi e numerosi sacerdoti provenienti da tutto il paese. Vi erano circa 30.000 persone presenti alla celebrazione. Da qui nel pomeriggio, ogni anno ci si sposta in diocesi di Brno a Mikulcice, dove ci sono ancora i resti di molte basiliche cristiane costruite al tempo di Metodio. In quest'area si trovano numerosi reperti sacri, alcuni dei quali sono stati raccolti in un museo molto ben realizzato. La zona è strettamente legata alla memoria di Metodio, il quale tornò da Roma con l'incarico di primo nunzio apostolico. Il vincolo con le antiche radici cristiane è molto forte. Unica nota dolente, è che ancora non sappiamo esattamente dove si trovi la tomba di Metodio. Ho trascorso poi i giorni successivi visitando e incontrando i fedeli nei più importanti santuari della Moravia e della Boemia, dove la Conferenza episcopale aveva organizzato delle celebrazioni.

La festa del 5 luglio è sentita dai cechi come un evento non solo religioso?

Per i cechi la ricorrenza del 5 luglio rappresenta la festa nazionale dei cattolici, mentre il 6 luglio è la festa nazionale dei protestanti in onore di Jan Hus. La Repubblica ceca, a dire il vero, celebra ufficialmente la festa nazionale per san Venceslao il 28 ottobre. È una giornata di commemorazione solo civile. Per quanto riguarda il 5 luglio, invece, l'accento è posto sull'aspetto religioso. Viene celebrata a luglio per dare la possibilità alla gente di accedere più facilmente che non a marzo quando in genere vi è molta neve. Il popolo ama i santi Cirillo e Metodio e compie ogni anno un grande pellegrinaggio a Velehrad, l'antica "Veligrad" che al tempo dell'impero della Grande Moravia ne era la capitale. Fu anche la sede episcopale di san Metodio, primo arcivescovo della Grande Moravia.
Il 5 luglio vengono sottolineati i valori della fede tramandati dai due fratelli di Tessalonica. Le radici cristiane del paese nascono da lì. Questa festa ha un'importanza enorme, perché i due santi sono molto amati dalla gente, in quanto sono stati fondamentali nella storia degli slavi. Basti ricordare l'introduzione dei caratteri cirillici.

Cosa rappresentano i santi Cirillo e Metodio per il popolo ceco?

Come ho detto nell'omelia, i santi Cirillo e Metodio giunsero nella Grande Moravia come missionari del Regno di Dio. Realizzarono in pieno il comando di Cristo ai suoi apostoli di annunciare il Vangelo a tutte le genti. Da quel momento gli slavi acquistarono piena consapevolezza della loro dignità di uomini liberi, redenti da Cristo, guidati dal Vangelo, conquistati dalla novità della vita cristiana ad essi portata dai due apostoli. Essi sono stati nella terra slava gli apostoli del Regno di Cristo, hanno affascinato i popoli slavi mostrando loro la bellezza di appartenere a Cristo, di abbandonare gli idoli pagani, di seguire il Vangelo. Non hanno imposto nulla con la violenza, ma hanno mostrato con i fatti della loro vita eroica che vale la pena accogliere Gesù, vivere per Lui, imprimere nei costumi della società il suo dominio di amore e di pace. Essi continuano ad affascinare il popolo ceco, proponendo il loro messaggio di pace. I nostri tempi in un certo senso sono simili a quelli di allora, gli idoli del paganesimo consumistico e senza freni hanno una forte attrattiva, la prepotenza e l'egoismo rendono insensibili alle sofferenze degli altri, il disinteresse per le cose di Dio allontana dalla civiltà dell'amore.
Cirillo e Metodio sentirono dentro di loro la verità delle parole di san Paolo, quando rivolgendosi ai corinzi afferma il primato di Dio. Infatti, Dio ci ha amati per primo, ci ha donato il suo Figlio, Re d'amore degli uomini e dei popoli, Dio che pensa a noi e ci fa suoi figli. Questo è l'annuncio dei due fratelli:  solo Dio è buono, solo Dio è misericordioso. Il Regno di Dio non toglie, ma innalza la dignità, i diritti, la grandezza degli uomini, creati a immagine e somiglianza di Dio.



(©L'Osservatore Romano 6 agosto 2008)
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