A colloquio con l'arcivescovo di Sydney, cardinale George Pell,
a un mese dal viaggio del Papa in Australia per la Gmg 2008

Un successo spirituale
che va oltre la logica dei numeri


di Gianluca Biccini

"La XXIII Giornata mondiale della gioventù è stata un successo dal punto di vista sia religioso sia organizzativo". Non ha dubbi il cardinale George Pell, arcivescovo di Sydney, a un mese dall'avvenimento che ha visto la sua diocesi ospitare il Papa e centinaia di migliaia di giovani dei cinque continenti.
In quest'intervista al nostro giornale il porporato evidenzia come tutta la gente in Australia, e non soltanto i cattolici, abbiano concordato nel riconoscere che "Benedetto XVI ha portato un messaggio forte e attraente sia per gli anziani sia per i giovani" e che i grandi protagonisti della settimana di Sydney 2008 sono stati i pellegrini stessi. "Il comandante della polizia li ha elogiati - spiega il cardinale Pell - e gli agenti sono stati contenti di lavorare con loro; perfino il tasso di criminalità in città è diminuito notevolmente durante quei giorni". Anche il Papa all'Angelus di domenica 10 agosto, ritornando sull'esperienza vissuta in Australia, ha parlato di "segno di gioia autentica, a tratti chiassosa ma sempre pacifica e positiva. Malgrado fossero tanti - ha sottolineato Benedetto XVI - non hanno causato disordini né recato alcun danno".

Per un'intera settimana Sydney è stata sotto gli occhi del mondo. Quale ricordo ha lasciato la Giornata mondiale della gioventù alla comunità locale?

Una serie di ricordi felici. Gli abitanti di Sydney si sono presi a cuore i pellegrini, sorpresi della loro allegria e del loro comportamento educato. Come sempre, le persone più adulte sono felici di vedere i giovani che si divertono. La polizia ha finito con l'apprezzare molto il lavoro con i pellegrini ed è rimasta sorpresa della loro gentilezza e gratitudine.
A loro volta, i pellegrini, alcuni dei quali veterani di molte Gmg, mi hanno raccontato quanto sono rimasti impressionati dalla disponibilità degli autisti degli autobus e perfino dei passanti.
Anche gli altri australiani giunti dal resto del Paese sono rimasti contenti dell'esperienza della Gmg e sono tornati nelle diocesi di provenienza con rinnovata fiducia nella loro fede e come persone migliori e più fedeli. E mentre gli abitanti di Sydney si sono affezionati ai giovani pellegrini, questi si sono affezionati a Sydney, portando via con loro ricordi preziosi della nostra bella città e - cosa ancor più importante - il ricordo delle migliaia di membri dello staff e dei volontari che hanno lavorato duramente e delle migliaia di passanti che si sono sforzati di aiutare anche solo magari per dare un'informazione.

A giudicare dalle cifre che sono state diffuse si tratta di un record senza precedenti per la città più grande d'Australia. Bastano i numeri a decretare il successo di questa XXIII Gmg?

Si è trattato di un successo spirituale e religioso. Il successo non viene semplicemente dai numeri, dalla buona organizzazione e dal bel tempo, sebbene questi fattori aiutino. I criteri più importanti per il successo sono spirituali ed è impossibile quantificare con accuratezza i frutti religiosi. Non possiamo essere certi di come opera l'economia divina, ma l'accoglienza che ha ricevuto la Via crucis ha mostrato la potenza spirituale di Cristo Nostro Signore e della sua storia redentrice. I giovani che hanno interpretato le varie parti non erano attori professionisti, ma bravi cattolici dalla fede profonda.
I quattrocentomila presenti alla messa conclusiva - un numero relativamente basso secondo gli standard della Gmg - costituiscono nel loro insieme il più grande raduno singolo nella storia dell'Australia. Avendo celebrato messa in molte situazione diverse, ogni tanto anche quando l'assemblea si distrae o diventa rumorosa, per me è stato un piccolo miracolo che nei grandi incontri di Sydney 2008, ciascuno con 150.000 o più partecipanti, vi siano stati lunghi momenti in cui si sarebbe sentito cadere uno spillo. Decine di migliaia di giovani pellegrini, per la maggior parte australiani, hanno pregato in silenzio. A coloro che affermano che non è possibile dico:  "Chiedete a chi era presente".
Ho fatto colazione con un gruppo proveniente da Kalamazoo, Michigan (Stati Uniti d'America), e un veterano di molte Gmg mi ha fatto i complimenti per la qualità dell'organizzazione, affermando che quella di Sydney era la Gmg più cordiale alla quale aveva partecipato.
Il cristianesimo fa la differenza nella vita quotidiana, una differenza in positivo. È questa una delle ragioni per cui i seguaci di Cristo sono aumentati e sono cresciuti in tutto il mondo per quasi duemila anni. Alcuni protestanti mi hanno perfino detto di essere sorpresi di scoprire quanto siano cristocentrici i cattolici. La Via crucis è stata un successo, anche grazie alla fedeltà alle Scritture.

Molti sostengono che le Gmg sono dispendiose per le comunità ospitanti. In realtà quanto pesa l'organizzazione di un evento del genere sul bilancio della diocesi e delle amministrazioni civili?

Un grande incontro di cinque giorni non può essere pagato con l'aria fresca o con la grazia santificatrice! Con una piccola comunità cattolica di poco più di cinque milioni di persone in Australia, l'arcidiocesi di Sydney non avrebbe potuto ospitare la Gmg senza l'aiuto finanziario del governo federale (trentacinque milioni di dollari australiani in contanti, oltre al contributo di alcuni servizi) e quello offerto dal governo del New South Wales per un valore di ottantasei milioni di dollari.
La comunità cattolica è grata per questo aiuto e per le numerose offerte di donatori e di imprese commerciali molto generosi.
I pellegrini provenienti dalla regione del Pacifico sono stati il doppio rispetto alle stime e sono stati sovvenzionati dai pellegrini australiani e neozelandesi. Molte parrocchie e scuole australiane si sono associate con gruppi del Pacifico e di Papua Nuova Guinea per aiutare con le spese di viaggio.
In un recente sondaggio, il 75 per cento degli abitanti di Sydney ha espresso l'opinione che gli organizzatori guidati dal vescovo Fisher e da Danny Casey hanno fatto un buon lavoro, e questo verdetto della maggioranza è giustificato. Il 71 per cento ha dichiarato che la Gmg è stata una buona cosa per Sydney, e solo il 12 per cento ha pensato che sia stata negativa.
Una percentuale ancora più elevata, l'81 per cento, ha dichiarato che è stato bello vedere tanti giovani divertirsi.
Nonostante le costanti critiche da parte di alcuni settori dei media, le elevate percentuali di approvazione della Gmg a Sydney da parte del pubblico hanno dimostrato che gli australiani non sono anticattolici:  del resto i cattolici rappresentano il 26 per cento della popolazione del Paese.
La copertura da parte dei giornali del Telegraph e di The Australian è stata straordinaria, presentando non soltanto la personalità del Papa, ma anche ciò che aveva da dire. Sebbene non sia un grande oratore pubblico, egli è un maestro eccezionale e i suoi discorsi generano rilettura e studio. La sua natura tranquilla rivela un uomo buono e gentile, in pace con se stesso e con il mondo che lo circonda. Le persone hanno detto di avere avuto la sensazione che parlasse loro personalmente. Benedetto XVI è stato felice, grato di tutta la cordialità ufficiale e pubblica che gli è stata mostrata, e forse un po' sorpreso dalla profondità della fede che ha incontrato.
Insomma la Gmg è valsa ogni centesimo speso.

Durante la messa inaugurale a Barangaroo lei ha portato il pastorale e ha indossato la croce pettorale di due suoi predecessori. Perché ha fatto questa scelta?

Ho utilizzato l'anello e la croce pettorale del primo arcivescovo di Sydney, il benedettino inglese John Bede Polding, e il pastorale del primo cardinale australiano, Francis Patrick Moran, di origini irlandesi. Ho anche utilizzato il calice di William Ullathorne, altro benedettino inglese che ha lavorato in Australia come sacerdote e che poi è ritornato in Inghilterra per diventare il primo arcivescovo di Birmingham. È stato un modo per mantenere vivo il patrimonio di fede della nostra Chiesa.

Dalla giovanissima Australia alla vecchia Europa. Che cosa pensa della scelta di Madrid come sede della Giornata mondiale della gioventù 2011?

Sono lieto e onorato di aver fatto parte della squadra che ha organizzato la Gmg 2008. È stata una celebrazione splendida, donatrice di vita. Auguro ai nostri fratelli e alle nostre sorelle spagnoli ogni successo nell'ospitare la prossima Giornata mondiale della gioventù. La fede della Chiesa in Australia è stata rafforzata dalla Gmg e sono certo che accadrà lo stesso in Spagna.



(©L'Osservatore Romano 21 agosto 2008)
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