Intervista alla superiora generale delle Missionarie della carità nel giorno della memoria liturgica della beata Teresa di Calcutta

L'India ha bisogno
di discepoli autentici di Cristo


In India, la risposta dei cristiani alla violenza è quella che avrebbe dato madre Teresa e che ripete chi oggi è al suo posto:  "La testimonianza cristiana necessaria in India oggi consiste nell'essere discepoli autentici di Cristo". Così risponde a "L'Osservatore Romano" suor Mary Nirmala Joshi, superiora generale delle Missionarie della carità, in un colloquio telefonico con suor Mary Elizabeth Lariviere, dell'edizione in lingua inglese, e con il nostro direttore.

Come ricordare madre Teresa oggi, anniversario della sua morte e giorno della sua memoria liturgica?

Oggi, giorno della sua festa liturgica, ricordiamo la nostra madre, beata Teresa di Calcutta, esprimendo la nostra profonda gratitudine a Dio per il dono della sua vita di santità e della sua missione mondiale di amore per i più poveri fra i poveri, i meno amati, i meno desiderati, i più dimenticati tra i figli di Dio, a prescindere dalla casta, dal credo, dalla nazionalità o dalla cultura. E questo lo facciamo con la preghiera, con il sacrificio e con umili servizi d'amore verso i nostri fratelli e le nostre sorelle che sono nel bisogno. Ma lo facciamo anche rinnovando il nostro desiderio di santità e la determinazione a divenire santi, ispirati dal suo esempio. Ricordiamo la Madre anche come potente strumento di intercessione in cielo, donataci da Dio, implorando la sua intercessione potente ed efficace per la pace e l'armonia fra tutti nell'Orissa e in tutte le aree tormentate del mondo, e per le necessità di quanti soffrono. Per nove giorni, a Calcutta, sulla tomba della Madre, stiamo celebrando messe precedute dalla recita del rosario, con la partecipazione di molte parrocchie di Calcutta e delle zone vicine, delle nostre suore e dei nostri Fratelli Missionari della Carità, con i malati e i bambini delle nostre case. Centinaia di persone, benestanti e molto povere, bambini e adulti psichicamente e fisicamente disabili, gremiscono la stanza che ospita la tomba della Madre, pregando e cantando. Anche persone non cattoliche appartenenti a tutte le religioni vengono a rendere omaggio, pregando, offrendo fiori e candele e implorando l'intercessione della Madre per le loro necessità e per quelle del Paese e del mondo. È previsto anche un incontro di preghiera tra le religioni.

Qual è il significato della vita di madre Teresa per il popolo indiano?

La nostra Madre è Ma per gli abitanti dell'India di qualunque età, religione, casta, credo, colore, ricchi e poveri, malati e sani. Le numerose persone toccate dal suo amore incondizionato verso di loro hanno imparato ad amare quanti appartengono a diverse religioni, caste e condizioni economiche. La Madre ha insegnato con le parole e con l'esempio che qualunque cosa facciamo all'ultimo dei nostri fratelli la facciamo a Dio stesso. Gli abitanti dell'India sono molto orgogliosi della Madre. In lei hanno trovato qualcuno che davvero si preoccupa di loro. La sua vita è per loro fonte d'ispirazione. Nel suo nome tutti i cuori e tutte le porte si aprono. In lei vedono un'India autentica. Inder Kumar Gujral, che era primo ministro dell'India quando la Madre morì, il 5 settembre 1997, vedeva in madre Teresa "colei che incarna i valori più alti e più nobili della civiltà indiana, valori che sono di rilevanza universale". E gli indiani vedono in lei l'incarnazione di Dio stesso.

In che modo applicherebbe l'insegnamento di madre Teresa alla tragica situazione attuale?

Lo scorso 28 agosto ho indirizzato al popolo dell'Orissa e di tutta l'India un messaggio dove ho ricordato che non bisogna usare la religione per dividerci e che la violenza in nome della religione è un abuso della religione stessa. Come ripeteva madre Teresa:  "La religione è un'opera di amore. Non è fatta per distruggere la pace e l'unità". Così oggi ripeto, in nome della nostra nazione e della nostra nobile eredità, in nome dei poveri, dei bambini e di tutti i nostri fratelli e sorelle vittime di questa insensata violenza e distruzione:  preghiamo, apriamoci alla luce e all'amore di Dio; deponiamo le armi dell'odio e della violenza e indossiamo l'armatura dell'amore; perdoniamoci gli uni gli altri per il male che ci siamo fatti; preghiamo per il riposo delle anime di Swami Lakshmananda Saraswati, dei suoi collaboratori e di tutti i nostri fratelli e sorelle che hanno perso la vita durante queste violenze; domandiamo a madre Teresa di pregare perché possiamo divenire strumenti di Dio e della sua pace, costruttori della civiltà dell'amore.

Di quale testimonianza cristiana ha bisogno l'India oggi?

La testimonianza cristiana necessaria in India oggi consiste nell'essere discepoli autentici di Cristo nell'amore per la persona di Cristo e nel vivere pienamente l'insegnamento che ci ha lasciato nel discorso della montagna.



(©L'Osservatore Romano 5 settembre 2008)
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