A colloquio con monsignor Erwin Gatz, rettore della chiesa e della confraternita di Santa Maria in Campo Santo Teutonico

Joseph Ratzinger, il confratello divenuto Papa


di Nicola Gori

Un lembo di terra tedesca in Vaticano. Una tradizione risalente all'VIII secolo, che richiama nientemeno che l'intervento di Carlo Magno. È la chiesa e il complesso sacro di Santa Maria in Campo Santo Teutonico. Dimora e punto di riferimento dei fedeli di lingua tedesca in Roma. Occasione e luogo di aggregazione ecclesiale e identitario per quanti emigravano nella città eterna per motivi di fede, di studio e di lavoro, che volevano mantenere il legame con le origini germaniche. Per assicurare il culto in lingua tedesca e per occuparsi del cimitero, venne fondata una confraternita che annovera tra i suoi membri illustri personaggi. Tra questi, anche Benedetto XVI, il quale fin dal suo arrivo a Roma come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ha frequentato il collegio e la chiesa di Santa Maria. Abbiamo chiesto a monsignor Erwin Gatz, rettore del collegio e della chiesa, di ripercorrere la storia e di illustrarci l'attività attuale di questa realtà.

La chiesa di Santa Maria in Campo Santo Teutonico è uno degli edifici di culto tra i più antichi del Vaticano. Qual è stata la sua origine?

Sull'area dove sorge l'attuale chiesa di Santa Maria in Campo Santo Teutonico si trovava il circo di Nerone. Nel 799 si parla per la prima volta di una schola Francorum che aveva sede in quei locali. Per ricordare il legame con i franchi, su una parte dell'edificio si nota ancora un'immagine in maiolica raffigurante Carlo Magno quale fondatore. Prima di parlare della chiesa, vorrei ricordare che nel Quattrocento la popolazione romana era diminuita notevolmente e non superava le 20.000 persone. Se si pensa che anticamente, anche se non si hanno stime esatte, la popolazione romana era costituita da circa 700.000 unità, allora si vede che gli abitanti dell'urbe erano sensibilmente ridotti di numero e vivevano su un terreno di rovine. Solo con il ritorno dei Papi da Avignone, la città ha avuto una nuova crescita demografica ed economica. Nel XV secolo, a seguito dello sviluppo e della diffusione dei commerci, molti artigiani provenienti dal nord Europa giunsero a Roma. Molti di questi appartenevano alla comunità tedesca, tanto che si decise di dare vita a tre confraternite:  una detta dei poveri morti, una dei fornai e una dei calzolai. Alla confraternita dei poveri morti, fondata nel 1454, della quale facevano parte anche dei fiamminghi, si deve l'edificazione della chiesa in Campo Santo Teutonico sul colle Vaticano. L'edificio venne innalzato nel XV secolo accanto al cimitero già esistente. Con l'aumentare del numero degli iscritti, nel 1597 la confraternita dei poveri morti venne riconosciuta ufficialmente con il nome di "Arciconfraternita di nostra Signora sul Campo Santo tedesco presso San Pietro".

Come lei ha detto, la Confraternita dei poveri morti venne fondata nel 1454. Con quali finalità è stata istituita e quali sono oggi le sue attività?

Suoi scopi principali erano prendersi cura del cimitero e promuovere il culto in lingua tedesca. Tutti i membri della confraternita, a prescindere dalla loro situazione economica, hanno il diritto di esservi sepolti. Condizione essenziale per l'iscrizione alla confraternita è l'essere cattolici di lingua tedesca e avere residenza in Roma. Attualmente, vi sono un centinaio di iscritti che vivono in città, in quanto non vengono accolte persone che abitano fuori Roma, perché non possono partecipare alle celebrazioni. Per quanto riguarda la chiesa, è molto frequentata, non solo dai nostri confratelli, ma anche dai pellegrini di lingua tedesca provenienti dalla Germania, dall'Austria e anche italiani dell'Alto Adige. Ogni anno vi sono almeno 500 gruppi che celebrano la messa nella nostra chiesa. I fedeli di area germanica che abitano a Roma sanno che garantiamo ogni domenica alle nove la messa in lingua tedesca. Dal lato economico, è la confraternita che mantiene la chiesa, grazie a qualche rendita di proprietà immobiliari in città. Nello stesso palazzo della confraternita esiste anche un collegio fondato nel 1876 per ospitare sacerdoti e studiosi.

Nel 1997 vennero celebrati i 1.200 anni dalla fondazione della "schola Francorum". L'8 dicembre 1997 la celebrazione venne presieduta dall'allora cardinale Joseph Ratzinger. Quale il suo legame con la chiesa e il collegio?

Quando l'allora cardinale Ratzinger giunse a Roma nel febbraio 1982, dopo essere stato nominato, nel novembre 1981, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il suo appartamento non era ancora pronto. Venne ospitato nel nostro collegio per tre o quattro mesi. In qualità di rettore, gli chiesi se poteva celebrare da noi una messa alla settimana e lui si disse disponibile. Scelse il giovedì mattina. Ogni giorno ha continuato a celebrare nella nostra chiesa fino a quando è stato eletto Papa. Lo invitai anche a entrare nella confraternita. Oggi è uno dei suoi membri più illustri. Dopo di lui sono entrati a farne parte anche i cardinali Walter Kasper e Paul Josef Cordes. Eletto Pontefice, Benedetto XVI venne a farci visita ufficialmente il 24 maggio 2005.

Che legame esiste tra la Germania e il complesso del Collegio Teutonico?

Il complesso è gestito da un consiglio di amministrazione di cui sono il presidente. All'interno di esso, vi sono gli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede della Germania e dell'Austria e un rappresentante dei fiamminghi. Il legame con i Paesi di lingua tedesca si evidenzia anche nella nomina del rettore del collegio, in quanto è la presidenza della Conferenza episcopale dei vescovi della Germania, d'accordo con quella dell'Austria, a presentare alla Santa Sede la nomina formale.

Del complesso fa parte un'importante biblioteca. È aperta al pubblico? E quali sono i testi vi si possono trovare?

Abbiamo in effetti una biblioteca scientifica, nella quale sono conservati prevalentemente testi di storia della Chiesa e archeologia cristiana. Il collegio, del resto, è famoso per essere stato la culla dell'archeologia cristiana. Questa disciplina si è sviluppata nel XIX secolo, poi è stata approfondita con il ritrovamento e l'esplorazione delle catacombe. Il nostro collegio ha contribuito molto a queste ricerche, in quanto molti celebri studiosi della materia hanno vissuto in parte qui da noi. Anche io come studioso ho approfittato della vicinanza del Collegio Teutonico agli archivi vaticani per cercare materiale per le mie ricerche. La mia specializzazione è in storia ecclesiastica dell'Europa centrale. Tra l'altro ho scritto:  un Lexicon biografico su tutti i vescovi del Sacro Romano Impero di lingua tedesca con 5.500 voci, la cui redazione è durata un quarto di secolo; una storia della Chiesa e un Lexicon su tutte le diocesi del Sacro Romano Impero dei Paesi di area germanica. La biblioteca è accessibile al pubblico dal lunedì al giovedì dalle 15.30 alle 19.30.



(©L'Osservatore Romano 3-4 novembre 2008)
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