A colloquio con Ugo Amaldi

I nipoti dei raggi x ci salveranno la vita


di Silvia Guidi

Migliaia di studenti italiani hanno studiato sul libro di testo che ha scritto insieme al padre (Edoardo Amaldi, uno dei "ragazzi di Via Panisperna", insieme ad altri nomi leggendari della fisica italiana come Enrico Fermi, Bruno Pontecorvo ed Ettore Majorana); interessato da sempre ai problemi dell'insegnamento e della divulgazione scientifica - nel 1997 è uscito il suo primo cdrom interattivo dedicato agli studenti - Ugo Amaldi non ha mai rinunciato a coniugare la ricerca con le applicazioni pratiche della fisica delle particelle fondamentali, fin dal lontano 1957, quando, giovane ricercatore all'Istituto Superiore di Sanità, iniziò a studiare l'uso terapeutico delle radiazioni ionizzanti.

Nel 1991 ha fatto nascere il Progetto adroterapia. Di che si tratta?

Volevamo portare in Italia la figlia più giovane della radioterapia:  l'adroterapia utilizza fasci di protoni (ioni idrogeno) di ioni carbonio e di neutroni, particelle più pesanti degli elettroni (detti adroni, appunto). Produrre protoni e ioni carbonio e accelerarli ad alte velocità per farli penetrare nel corpo è più difficile e costoso che produrre gli elettroni necessari per una terapia convenzionale, ma i vantaggi sono notevoli. Gli effetti biologici sono quelli dei raggi x, ma si possono trattare i tumori profondi radioresistenti ed è possibile seguire il contorno delle neoplasie con precisione millimetrica, risparmiando i tessuti sani circostanti.

Ci sono già strutture dove viene praticata l'adroterapia?

Il Cnao (Centro nazionale adroterapia ontologica) di Pavia, che entrerà in funzione l'anno prossimo, è il quarto centro esistente al mondo; si prevede che nelle tre sale di trattamento nel 2014 saranno curati 2800 pazienti l'anno, nel quadro del servizio sanitario nazionale. Insieme alla fondazione Tera avrà responsabilità nel funzionamento del progetto anche l'Istituto di fisica nucleare nazionale.

Quali tipi di tumori possono essere curati con l'adroterapia?

Gli ioni carbonio sono molto efficaci in caso di big killer come i tumori al fegato e al polmone. In questi giorni abbiamo presentato il progetto di un nuovo tipo di acceleratore lineare Idra (Istituto per la diagnostica radioterapica avanzata) per la terapia dei tumori nei bambini con fasci di protoni. Per i protoni, la fase di ricerca clinica è stata completata; nel mondo sono stati già irradiati 60000 pazienti. Gli ioni carbonio hanno una storia clinica più giovane, con 5ooo persone trattate.

Un bilancio della visita al Large Hadron Collider del Cern di Ginevra?

Il cardinale Lajolo è stato fortunato; ha avuto come "cicerone" Edward Witten, il più grande fisico vivente. È rimasto colpito dalla bellezza del laboratorio e dall'unicità del Cern, un posto che fa lavorare insieme, a un unico progetto, diecimila persone provenienti da tutti i Paesi del mondo. Anche dal punto di vista scientifico il cardinale ha colto il nocciolo della questione:  trovare una teoria che unifichi meccanica quantistica e legge di gravità è la sfida della fisica del ventunesimo secolo.



(©L'Osservatore Romano 6 giugno 2009)
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