Intervista al vescovo di Rio Grande monsignor Stroeher

Sostegno alla vita e attenzione per i poveri


Centosessanta anni sono ormai trascorsi dalla fondazione della prima diocesi facente parte della Conferenza episcopale regionale Sul3 del Brasile. Una comunità che da allora è diventata adulta e a sua volta missionaria. Attualmente la Chiesa è impegnata su vari fronti, a cominciare dalla difesa della vita, dal suo concepimento fino al  suo  termine.  In  occasione della visita  ad  limina  Apostolorum,  abbiamo chiesto a monsignor José Mário Stroeher, vescovo di Rio Grande e presidente della Conferenza, di illustrarci la realtà di questa comunità.

Come potrebbe definire la realtà della Chiesa Conferenza episcopale della regione Sul3 del Brasile?

La realtà della regione ecclesiastica Sul3 è ricca di speranze. Centosessanta anni fa venne creata la prima diocesi nello Stato. Nel 1848 sorse la diocesi di São Pedro do Rio Grande do Sul. Nel 2010 si celebrerà il centenario della creazione dell'arcidiocesi di Porto Alegre. Ma anche altre festeggeranno l'anniversario della fondazione, dato che nel 1910 furono create le diocesi di  Pelotas,  Santa  Maria  e Uruguaiana.
In questi centosessanta anni la vita cristiana è cresciuta e le vocazioni si sono moltiplicate. Molti missionari sono partiti per altre terre. Oggi le diocesi comprese nella regione del Sul3 sono diciotto, raggruppate in quattro organismi interdiocesani.

L'evangelizzazione è una priorità della Chiesa. Come viene promossa nelle varie diocesi?

Ogni tre anni teniamo l'assemblea regionale  dell'azione evangelizzatrice e definiamo un progetto comune per le diciotto diocesi. In questo triennio le priorità sono la tutela della vita, la formazione e la gioventù. L'asse centrale  è  la  conversione  per  la  missione.

La crisi economica sta favorendo la presa di coscienza dei valori umani e cristiani finora poco considerati?

La crisi economica può portare le persone a un maggiore avvicinamento a Dio oppure a ricorrere ancora di più ai beni materiali. Attualmente assistiamo a una rinascita religiosa, con il moltiplicarsi  di  gruppi di credenti. Allo  stesso  tempo,  sta   crescendo l'interesse per la Bibbia. La lettura orante  della  Parola  di  Dio rafforza la  fede  nelle  persone  e  nelle comunità.

Con quali strumenti i vescovi intervengono per una vita politica più giusta e libera dalla corruzione?

In ogni organismo interdiocesano esiste una scuola di formazione politica. La Campagna di fraternità affronta ogni anno un tema legato al senso civico e all'inserimento dei cristiani nella vita sociale e politica. Nel 2010 il tema sarà l'economia e la vita.

Nella pastorale delle vostre Chiese locali che posto occupa la difesa della dignità della vita umana?

La priorità principale delle nostre Chiese locali è la tutela della vita. Tutte le attività pastorali si prodigano nella lotta per una maggiore tutela della dignità delle persone, soprattutto fra le più bisognose. Dal 1° al 7 ottobre di ogni anno si celebra la settimana nazionale della vita. L'8 ottobre si celebra la giornata nazionale del nascituro. I servizi pastorali, i vescovi e i cristiani in generale si preoccupano di impedire che una mentalità permissiva in tema di aborto si diffonda nella società e si rifletta anche nella legislazione. Finora, grazie a Dio, ci siamo riusciti. Nell'ultima conferenza nazionale sulla salute, il clima generale, contrariamente ad altre volte, è stato di sostegno alla vita.



(©L'Osservatore Romano 4 dicembre 2009)
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