Il compositore a trecento anni dalla nascita in un'intervista a Vincenzo de Vivo

Pergolesi e la malinconia degli affetti


di Marcello Filotei

Cinque o sei anni di lavoro sono bastati a Pergolesi per sistemarsi stabilmente, non economicamente, ma nella storia della musica. A trecento anni dalla nascita del compositore la Fondazione Pergolesi Spontini, concentrata sullo studio e la promozione dei due maestri marchigiani, pone l'accento sull'attualità dell'opera del genio che il 4 gennaio 1710 nasceva a Jesi da una famiglia originaria di Pergola, piccolo borgo dello Stato della Chiesa, oggi in provincia di Pesaro. "Pergolesi è un nostro contemporaneo, un autore che esprime con una verità di accenti quelle che sono le pieghe più nascoste della psicologia umana" spiega Vincenzo de Vivo, consulente scientifico della Fondazione.
Ma non ha fatto in tempo a scrivere molto.
Pur avendo composto solo sei opere, due oratori e una manciata di musica sacra e strumentale Pergolesi è riuscito meglio di tanti suoi contemporanei a delineare per ciascuno dei suoi personaggi una personalità così autentica da sconvolgere i francesi della sua epoca. Diderot e Rousseau gridarono al miracolo di fronte alla verità di sentimenti presente sia nelle opere buffe, dove l'ironia e la malinconia hanno lo stesso peso, sia nelle opere serie, dove la crescita di ciascun personaggio nell'arco drammaturgico dell'opera è una maturazione che anticipa ciò che accadrà ai protagonisti delle opere mature di Mozart.

Cominciamo da La serva padrona. Il lato buffo si coglie immediatamente, ma la parte malinconica qual è?

Si tratta di un intermezzo nato per intercalare gli atti de Il prigionier superbo, che è un'opera seria. In questo caso nel gioco di contrasti tra una donna giovane e un uomo attempato la chiave non è tanto il meccanismo del vecchio che sposa una giovinetta e la solleva dalla condizione servile, quanto la capacità di intuizione della giovane donna, capace di far leva sulla malinconia e sulla nostalgia di una giovinezza perduta, che porta l'uomo di maturare il progetto matrimoniale.

Una bisbetica che non è mai domata.

Di più. Una bisbetica che impara a domare.

Anche nelle opere serie convivono l'elemento drammatico e quello buffo?

Non in senso tradizionale perché non c'è un'alternanza di elementi buffi e di elementi seri. Accade invece una cosa straordinaria e unica:  alcuni moduli compositivi che di solito sono utilizzati solo nell'opera buffa, per esempio degli incisi ritmici, compaiono all'interno dell'opera seria illuminando con un raggio di leggerezza i pensieri di personaggi destinati ad azioni o sentimenti tragici. La parola chiave per l'opera serie di Pergolesi è "contaminazione", la capacità di far coesistere dei motivi legati al mondo dell'opera comica all'interno di una struttura rigorosamente drammatica.

Un esempio?

Nell'opera seria le arie si susseguono con alternanza di tempi lenti e veloci legate da recitativi con pochi pezzi d'assieme:  duetti e terzetti, in un caso un quartetto. Ogni aria esprime un unico sentimento, quello che all'epoca di Pergolesi si chiamava "affetto". Nell'espressione di questo sentimento a volte Pergolesi usa un ritmo di danza popolare o un motivo appartenente alla sfera dell'opera buffa per alleggerire il peso della psicologia di un personaggio costretto a vivere una dimensione drammatica.

Come si traduce questa lettura dell'opera di Pergolesi nel programma delle celebrazioni?

Dando l'occasione al pubblico, per la prima volta, di ascoltare nell'arco di un anno tutta la musica pergolesiana. Le celebrazioni sono state inaugurate lo scorso giugno da Claudio Abbado che ha diretto l'Orchestra Mozart nella Messa di sant'Emidio e si concluderanno nei primi mesi del 2011. Tra le altre cose sono compresi tre festival ai quali parteciperanno i migliori ensemble internazionali che lavorano su questo repertorio.

Ma le finalità della Fondazione non si esauriscono in questo.

Oltre a programmare ci interessa continuare gli studi pergolesiani e produrre edizioni critiche che consentano a chiunque nel mondo di avere a disposizione una partitura di riferimento per eseguire le opere del compositore jesino. Inoltre intendiamo essere di supporto a quelle istituzioni che intendono programmare questi lavori.

A che punto siete?

Stiamo avviando un'edizione nazionale che consentirà in dieci anni di avere l'opera completa di Pergolesi a disposizione di tutti. Oggi gran parte delle sue opere sono pronte per delle edizioni d'uso e nei prossimi anni verranno corredate da apparati critici.



(©L'Osservatore Romano 2-3 gennaio 2010)
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