A colloquio con il cardinale patriarca di Lisbona

Evangelizzare la cultura è la nuova sfida


di Nicola Gori

La Chiesa portoghese e tutto il Paese attendono la visita di Benedetto XVI. C'è grande fermento e mobilitazione durante gli ultimi preparativi per i quattro giorni della permanenza del Pontefice che interesserà le diocesi di Lisbona, Leiria-Fátima e Porto. Quale società troverà ad accoglierlo? Cosa  si  attendono i fedeli? Ne abbiamo parlato con il patriarca di Lisbona, il cardinale José da Cruz Policarpo.

La visita di Benedetto XVI in Portogallo coincide con il x anniversario della beatificazione di Francesco e Giacinta Marto. Cosa si aspetta il Paese dall'incontro con il Pontefice?

La fecondità propria di un momento forte di fede e di espressione della Chiesa. Il Papa, per la grazia propria del suo ministero di Pastore universale, conduce sempre la Chiesa a esprimere la sua cattolicità, la carità della fede e la comunione con tutte le Chiese del mondo, che la Chiesa a Lisbona ha sempre dimostrato in diversi modi:  una forte unione con il Santo Padre, l'ardore missionario, la solidarietà con le Chiese più povere. Facendosi pellegrino a Fátima, il Papa rafforza l'innegabile importanza di Fátima nella fede dei portoghesi.

Durante la sua permanenza a Lisbona, il Papa incontrerà il mondo della cultura. Quali sono i principali punti di contatto fra la fede cristiana e la cultura nel suo Paese?

È necessario distinguere fra la cultura di base del popolo portoghese e gli agenti culturali, che oggi dispongono di grandi mezzi d'intervento. Nonostante la tendenza laicizzante, la cultura del popolo portoghese è ancora legata alla sua matrice cristiana. E fra gli agenti culturali solo una minoranza la rifiuta aggressivamente. Da qui la simpatia con cui la gente ha accolto l'invito a incontrare il Papa. Fra i membri della Chiesa ci sono agenti culturali che sono apprezzati e rispettati. La grande sfida per la Chiesa è l'evangelizzazione della cultura, intervenendo chiaramente nel dibattito, in un tempo di accelerato cambiamento culturale.

Che società accoglierà il Papa?

Una società pluralista, oggi profondamente europea, segnata dalla crisi, che tende a dare la priorità agli aspetti materiali dell'esistenza. È una società aperta a messaggi di speranza.

Come si è preparato il Paese alla visita del Papa?

C'è dinamismo nelle tre diocesi che lo accoglieranno e anche una forte sensibilizzazione a livello nazionale. Il Papa visiterà il Portogallo e nessun cattolico resterà indifferente a ciò. Abbiamo preparato i cristiani ad accogliere la sfida dell'autenticità cristiana che giunge dal Pontefice. Particolare attenzione si sta dando alla mobilitazione dei giovani.

Una tappa fondamentale del viaggio sarà Fátima. Cosa rappresenta il messaggio di Nostra Signora per il Portogallo e per la Chiesa?

È un messaggio esigente, perché è un appello alla conversione. Lì si apprende che la salvezza è sempre possibile, basta accoglierla. La sfida alla preghiera è l'aspetto più forte del messaggio di Fátima. Sono molti quelli che lì imparano a pregare.

Che impatto ha avuto sull'ambito economico del Paese la Caritas in veritate?

È stata accolta bene ed è stata l'occasione per dibattiti interessanti. È però presto per valutarne gli effetti. L'enciclica apre nuovi orizzonti, in cui il significato dell'economia si approfondisce, in quanto ricerca del bene comune.



(©L'Osservatore Romano 10-11 maggio 2010)
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