Il X Congresso eucaristico nazionale in Spagna

Per saziare
la fame di futuro


di Marta Lago

Risuona a Toledo, con la sua tradizione eucaristica, e in tutta la Spagna, il motto "Mi avvicinerò all'altare di Dio, la gioia della mia gioventù", che dà il titolo al X Congresso eucaristico nazionale, che si tiene dal 27 al 30 maggio. L'evento offre soprattutto ai giovani l'occasione di riscoprire il sacramento dell'Eucaristia e la sua dimensione personale e comunitaria, come spiega in questa intervista a "L'Osservatore Romano", l'arcivescovo di Toledo e primate di Spagna, Braulio Rodríguez Plaza.

Il Congresso cerca di approfondire la conoscenza dell'Eucaristia, di rivitalizzare la sua celebrazione e la sua adorazione, e di viverla come segno di carità. Si tratta di una catechesi particolarmente necessaria?

L'Eucaristia è sempre attuale. Il pericolo è di perdere di vista quello che Benedetto XVI ha indicato nella sua prima enciclica:  l'identità cristiana non procede da idee, progetti o desideri, ma dall'incontro con una persona viva. È qui che si situa l'Eucaristia. Nell'ultima Cena o quando Gesù parla del pane di vita, si tocca sempre questa sua realtà personale.

Quali altri atteggiamenti bisogna evitare nell'avvicinarsi all'Eucaristia?

È necessario allontanare l'idea che l'Eucaristia sia una "riunione di amici". È il momento centrale della Nuova Alleanza, ossia la commemorazione del mistero pasquale, l'Eucaristia che il Signore ci ha lasciato. Gesù ascende al cielo e dalla casa del Padre invia il Paraclito, lo Spirito e, allora, la comunità cristiana si riunisce e inizia a celebrare l'Eucaristia nelle sue case, nel giorno del Signore.

Il X Congresso eucaristico nazionale s'inserisce in questa linea di feste tanto importanti. Si chiude la domenica della Santissima Trinità e poco dopo si celebra la solennità del Corpus Domini.

Il Congresso è l'atto conclusivo del piano pastorale della Conferenza episcopale spagnola degli ultimi cinque anni dal titolo "Io sono il pane di vita" (Giovanni, 6, 35). E questo avviene in un concatenarsi di celebrazioni che fanno molto bene allo spirito. Dopo la grande solennità eucaristica, ci sarà la chiusura dell'Anno sacerdotale a Roma, dove accanto al Papa, ci saranno tanti sacerdoti, ministri dell'Eucaristia.

Il Papa sottolinea spesso il vincolo fra Eucaristia e sacerdozio e l'incontro personale con Cristo, affinché i sacerdoti siano pane spezzato e condiviso.

Sì, perché come potremmo avere la certezza di incontrare quel pane spezzato e condiviso che è Gesù Cristo, se non esistesse la celebrazione dell'Eucaristia e neppure persone del popolo della Nuova Alleanza, che, una volta scelte, fanno le veci di Cristo? E tutto ciò avviene attraverso le azioni salvifiche di Gesù Cristo e le sue illuminanti parole.

Bisognerebbe scoprire l'Eucaristia anche come sacramento di rinnovamento e di risanamento degli stessi sacerdoti?

Credo di sì. Nel seminario minore, durante l'adolescenza, a volte dicevamo:  "Non sento nulla, perché devo fare la comunione? Sono in crisi". I padri spirituali ci rispondevano che l'Eucaristia apre l'appetito alle cose del Signore; evitarla renderebbe solo la crisi più profonda. Lo stesso direi io a livello di tutta la Chiesa. L'Eucaristia e la domenica sono tanto importanti che senza di esse non potremmo vivere. Il nostro atteggiamento a volte può essere freddo. Anche per rimediare a ciò c'è l'Eucaristia, per ascoltare la Parola di Dio, per lodarlo insieme ai fratelli, per rinnovare il mistero pasquale.

Che vuole anche dire aprire l'appetito dei giovani. La Conferenza episcopale spagnola ha sottolineato che il Congresso si offre soprattutto ai giovani e abbraccia il cammino della Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid nel 2011.

È una particolarità di questo congresso. Forse i giovani hanno maggior bisogno d'incontrare questa componente personale della nostra fede in Gesù Cristo. Gesù Cristo è il cristianesimo; Gesù Cristo-Eucarestia è la Presenza. È indubbiamente di grande aiuto per preparare l'importante evento della Giornata Mondiale della Gioventù, la cui croce i giovani riceveranno a Toledo proprio nei giorni in cui si svolge il Congresso.

Ciononostante, si va dall'ignoranza all'indifferenza e alla routine. Come rafforzare la catechesi eucaristica fra i giovani?

Cercando di scoprire che l'Eucaristia non è un atto di culto fra i tanti che si realizza per avere un Dio propizio o per promuovere un altro tipo di credenza. Ciò che fa sì che Gesù Cristo sia per noi il Figlio di Dio nella nostra generazione, nella nostra realtà, è la celebrazione dell'Eucaristia:  la Commemorazione. Accade qualcosa di concreto che tocca la mia vita. Il giovane che non si sente coinvolto in tutto ciò, non intravede una realtà nuova ogni volta che si celebra l'Eucaristia. È difficile che - con esortazioni o con altri tipi di raccomandazione morale - riesca a vivere l'Eucaristia come facevano i primi cristiani, i quali dicevano:  non possiamo vivere senza la domenica. Da qui l'importanza della testimonianza di altri giovani che si sentono nella celebrazione eucaristica come a casa propria.

L'esortazione apostolica post-sinodale di Benedetto XVI sintetizza l'Eucaristia come sacramento di carità.

Siamo molto grati per l'enorme gentilezza e finezza del Papa che si farà presente in questo evento ecclesiale attraverso il suo legato, il cardinale Angelo Sodano. E il congresso è anche eco della sua esortazione Sacramentum caritatis, perché è espressione di un'importantissima realtà attuale:  tutte le diocesi spagnole si stanno adoperando per aiutare le tante persone bisognose in una società che sta vivendo una crisi soprattutto economica, ma logicamente anche una crisi morale. È giusto riconoscere quello che la Chiesa sta facendo. Non è l'unica istituzione a mostrare tale sollecitudine, ma sta chiaramente realizzando la Parola:  "Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare".



(©L'Osservatore Romano 27 maggio 2010)
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