Monsignor Pasini spiega i nuovi sistemi di protezione della Biblioteca Vaticana

Dan Brown s'inventi qualcos'altro


di Marcello Filotei

Interno giorno. Biblioteca Apostolica Vaticana o Archivio segreto, che per certi registi americani sono la stessa cosa. Un sotterraneo moderno. Enormi scaffalature custodiscono inconfessabili segreti. Vetri spessi e invalicabili, che se spingi bene comunque si rompono. Gli eroi senza macchia e con qualche peccato sono alla ricerca del volume che svelerà il secolare enigma. Assieme all'avvenente studiosa che l'accompagna trova il Galileo celato, da sempre portatore di una verità nascosta. Non c'è tempo per leggerlo, ma gli eroi non esitano:  strappano una pagina, la studieranno poi. Ma in fondo sanno già cosa c'è scritto, servirà loro per inchiodare alle proprie responsabilità i colpevoli del più immondo dei crimini:  la menzogna. Il fatto non è mai successo. La storia non ha alcun fondamento, come gran parte delle cose che racconta Dan Brown in libri che non varrebbe la pena di ritrovare tra qualche secolo in una qualsiasi biblioteca. Adesso, però, anche il più fantasioso dei calunniatori, dovrà inventare qualcosa di più raffinato se volesse anche solo sfiorare l'argomento. Tutti quei "segretissimi" volumi - da molti decenni a disposizione di chiunque voglia prendersi la briga di leggerli - sono stati catalogati con moderni metodi informatici e grazie a un enorme database si potranno consultare sempre più agevolmente. E soprattutto saranno superprotetti. Ce lo spiega il prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, monsignor Cesare Pasini. Ma andiamo per ordine.

Qual è la prima novità che si troveranno di fronte gli studiosi alla riapertura della
Biblioteca Apostolica Vaticana?


L'ingresso.

L'ingresso?

È stato ristrutturato completamente e permette di accedere a diversi percorsi. Non solo c'è la scala solenne che va al primo piano, ma anche un sottopasso che permette di accedere direttamente all'ascensore degli studiosi, a sua volta rinnovato per permettere un accesso più agile.

E una volta entrati?

La prima cosa di cui si accorgeranno i visitatori abituali è che non riceveranno più la chiave che serviva ad aprire l'armadietto. Al posto di quello che era diventato quasi un simbolo, gli studiosi avranno una tessera magnetica che permetterà loro di entrare nelle sale, chiedere volumi in collegamento wi-fi e, in generale, vedere facilitate le operazioni di ricerca.

Quali spazi sono interessati dall'informatizzazione?

Grazie alla chiusura, siamo potuti intervenire non solo nelle strutture che dovevano essere recuperate per motivi di statica, ma anche negli altri ambienti:  ora tutti i locali aperti al pubblico sono cablati.

Cosa cambia nella consultazione?

La velocità è molto più elevata. Per esempio stiamo mettendo in rete la bibliografia a stampa pubblicata nel corso dei decenni. Per ora abbiamo lavorato sul periodo che va dal 1991 al 2000, presto partirà il lavoro di digitalizzazione degli anni precedenti. Dal 2000 in poi inseriamo direttamente i dati al computer senza fare una stampa come avveniva in precedenza. A tutti questi dati c'è un accesso immediato.

Le prime notizie che trapelano raccontano di un raffinato controllo della sicurezza.

È un sistema che è partito in fase sperimentale diversi anni fa, e che ora può entrare a regime. Tutti i volumi che si trovano nelle sale di consultazione e una parte di quelli nei depositi sono dotati di un tag elettronico che non solo fa suonare un allarme se il libro viene portato fuori dalla struttura, ma soprattutto fornisce indicazioni specifiche riguardo ai dati di quel volume. Queste informazioni vengono lette dai computer di controllo e quindi quando si oltrepassa un varco o quando un libro viene consegnato a un tavolo, il volume viene identificato e le informazioni relative vengono inviate a un database denominato Pergamon. Questo archivio memorizza i dati dei libri e li confronta con quelli delle persone che in quel momento circolano nella biblioteca con la loro tessera magnetica in tasca.

In pratica che succede?

Chiunque passa in un varco viene identificato, e avendo i dati di tutti i volumi si può verificare in tempo reale se quella persona è autorizzata a essere in quel posto e a spostare quello specifico libro da una sala all'altra.

E se qualcuno occulta un libro che non ha il permesso di consultare?

Ci sono dei blocchi meccanici che si attivano. Ma esistono anche interventi meno drastici che dipendono dalla gravità della violazione.

Tutto sotto controllo, dunque, ma per quando è prevista l'apertura?

Per il 20 settembre, anche se qualche animo tremebondo si fa nascere dei dubbi. La data è comunque confermata, è ora di tornare alla normalità:  noi apriamo le porte, gli studiosi aprono i libri.
Pagine strappate, naturalmente zero. Meditate sceneggiatori, meditate.



(©L'Osservatore Romano 25 giguno 2010)
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