A colloquio con José Carreras sulla "Misa Criolla" in programma sulle terrazze del Duomo di Milano

Musica andina su Spagna-Germania


di Marcello Filotei

Si prova anche durante la partita di calcio. I musicisti non si fermano davanti a niente, magari c'è la semifinale dei mondiali, magari sei spagnolo, magari non è mai successo prima, forse è la volta buona. Niente da fare:  ore 20 tutti schierati, si finisce alle 23. Dura sorte quella del maestro José Carreras, a Milano per eseguire la Misa Criolla di Ariel Ramírez sulle terrazze del Duomo, il calcio lo appassiona ma la musica di più, e non poteva essere altrimenti. La priorità va alla preparazione dei concerti del 9, del 12 e del 14 luglio, a smussare gli angoli di un lavoro che fin dal suo apparire nel 1963, ha suscitato una notevole impressione e che in questa occasione è affidato al Grupo Alturas, al coro Quod libet preparato da Leonardo Morini, e soprattutto alla voce solista di un tenore che non ha bisogno di presentazioni. Si tratta di una missa brevis in cinque parti (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei) affidata a voci soliste, coro misto e a un gruppo strumentale che comprende vari strumenti popolari latinoamericani affiancati, nell'edizione originale, dal clavicembalo. Il risultato ricercato è un'armonica fusione tra la solennità e il rigore della musica sacra e la fresca ispirazione della cultura popolare.
La Veneranda Fabbrica ha voluto inserire l'evento nell'ambito di "VivilDuomo 2010", un progetto con il quale si intende coinvolgere la città e il pubblico in un programma di iniziative che valorizzino e aprano al mondo il monumento simbolo di Milano. La particolare sonorità di una messa che riveste testi in spagnolo abbinati a ritmi e forme provengono dall'ambito della musica tradizionale argentina e boliviana, sarà quindi anche il veicolo per favorire la finalità principale dell'evento, quella cioè di mostrare l'esigenza del restauro della Guglia maggiore.

Quest'opera - chiediamo al maestro Carreras - rappresenta il tentativo di fondere la musica sacra occidentale con la tradizione popolare andina, come esempio di integrazione dei popoli attraverso la forza spirituale della religione. Si può dire che il compositore abbia raggiunto lo scopo?

Il misticismo e la spiritualità della messa si mescolano bene con il tocco folkloristico degli strumenti delle Ande. Ho eseguito questo lavoro molte volte e ho notato che arriva molto al pubblico. Mi sembra un esperimento riuscito.

Sicuramente è un tentativo di rilanciare la musica spirituale con linguaggi legati in qualche modo alla sensibilità odierna?

Il pubblico si raccoglie ascoltando questo pezzo, e alla fine c'è un entusiasmo contenuto, chiaro sintomo di partecipazione molto interiore. Solo dopo un po' la gente si scioglie. Per gli esecutori è un'esperienza molto intensa, e credo lo sia anche per il pubblico.

La musica sacra contemporanea ha sicuramente bisogno di essere vivificata, questa è una delle strade possibili, le sembra che ci siano buoni risultati in questo campo?

La musica nasce dalla spiritualità, è quindi naturale che oggi si componga secondo le esigenze e lo spirito del nostro tempo. L'importante è il livello, se il livello è alto tutta la musica è benvenuta. È difficile giudicare le partiture appena scritte, ma per quello che mi riguarda non si può vivere solo di Verdi, o di Rossini, anche se sono dei geni indiscussi che vanno sempre eseguiti. I compositori di oggi devono fare la loro parte.

La manifestazione alla quale sta prendendo parte ha anche una finalità extramusicale. In questo caso l'arte veicola altri messaggi.

Non c'è bisogno che io ricordi l'importanza del Duomo di Milano non solo per i milanesi e gli italiani, ma per tutto il mondo. Partecipare a manifestazioni di questo genere sia come artista che come uomo mi fa sentire molto felice. Cercherò di fare del mio meglio, la mia attenzione sarà tutta sulla partitura, in concerto come in prova. Poi se durante una pausa riesco ad andare al bar, almeno per sapere il risultato,...

Maestro, ¡suerte!



(©L'Osservatore Romano 8 luglio 2010)
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