Intervista al segretario generale della Conferenza episcopale monsignor Juanito Figura

Per una società più attenta
alla morale della Chiesa


di Roberto Sgaramella

"I vescovi filippini sono fermamente convinti che sarà possibile vincere la corruzione e abbattere così la povertà solo attraverso il rafforzamento dei capisaldi morali della nostra società", afferma monsignor Juanito S. Figura, segretario generale della Conferenza dei vescovi cattolici delle Filippine (Cbcp), nel corso di un'intervista concessa a "L'Osservatore Romano". Il prelato sottolinea che il documento pubblicato sabato dalla Cbcp, intitolato Securing our moral heritage Towards a moral society, vuole fare chiarezza sul rapporto tra morale cattolica e azione politica.

Monsignor Figura, perché i vescovi filippini hanno deciso di ribadire l'importanza della "moral society"?

L'importanza di avere valori morali che siano da guida per l'azione politica è sempre stato uno dei temi ricorrenti nei documenti della Cbcp. Tuttavia ora questa affermazione assume un maggiore significato in quanto milioni di filippini cattolici, alle elezioni del 10 maggio, hanno espresso la loro preferenza per il nuovo presidente Benigno Simeon Aquino iii apprezzando lo slogan della sua campagna elettorale:  Kung walang corrupt walang mahirap ("senza la corruzione non vi sarà più la povertà").

I membri della Cbcp ritengono che il nuovo presidente possa dare subito inizio alla moralizzazione del Paese?

Nel documento appena pubblicato richiamiamo l'attenzione su due problemi particolari che devono essere risolti urgentemente per dare un nuovo indirizzo morale alla politica:  il problema dell'educazione sessuale da impartire alle nuove generazioni e quello della legislazione sulla salute riproduttiva. Questi due temi, già esaminati dai vescovi durante la precedente presidenza di Gloria Macapagal Arroyo, sono da considerare il primo banco di prova per vedere l'indirizzo morale del nuovo Governo. La Chiesa delle Filippine non ha mai modificato la sua posizione sulle due questioni; io stesso ho ribadito la posizione della Cbcp durante l'incontro con il segretario per l'educazione Armin Luistro al termine dell'assemblea plenaria dei vescovi il 10 luglio. Ora aspettiamo di sentire quello che dirà il nuovo presidente nel primo messaggio che rivolgerà alla nazione dall'inizio del suo incarico.

Può riassumere i motivi che spingono i vescovi a giudicare negativamente i due programmi proposti dal Governo?

L'attuale Governo deve precisare la sua posizione verso i due programmi elaborati nel corso della precedente legislatura. Credo che nell'apparato statale, ancora oggi, continuano a esercitare influenza persone legate agli interessi delle multinazionali. Per questo, c'è chi vuole che i programmi stabiliti nella precedente legislatura vadano comunque avanti, come se il voto dei cattolici non avesse ora una maggiore influenza. Ovviamente, i vescovi la pensano diversamente e chiedono ai leader politici che anche nel campo della salute riproduttiva e in quello dell'educazione sessuale si debba tenere sempre conto della morale cattolica. Contrariamente a quanto alcuni giornali hanno scritto, i vescovi non sono contrari che ai ragazzi e alle ragazze vengano spiegati i temi della sessualità e della salute. Tuttavia il programma attualmente proposto per le scuole non fa alcun riferimento a valori morali e religiosi. Anzi, esso sembra ispirarsi ai programmi svolti nelle scuole pubbliche di Paesi noti per l'altissima percentuale di rapporti prematrimoniali anche in età precoce. Invece, i vescovi affermano che la sessualità debba essere spiegata come il miracolo dell'amore che viene da Dio e che è soprattutto dovere e diritto dei genitori dire ai loro figli come l'amore, anche quello sessuale, ha pieno valore solo nell'ambito del matrimonio per la costruzione di una nuova famiglia. Il programma proposto per le scuole ha invece insegnamenti di tipo anatomico e tratta il tema della riproduzione senza nessun riferimento alla morale.

Questo tipo di considerazioni è valido anche per il progetto legislativo sulla salute riproduttiva?

Certo! Il progetto presentato ora alla valutazione dei membri del Congresso, House bill 96, è praticamente una copia di quello esaminato nella legislatura precedente e denominato Health bill 5043. Anche qui i vescovi contestano la mancanza di una morale cattolica. Viene proposto l'uso dei metodi contraccettivi artificiali per ridurre il numero dei poveri. Certamente chi propone queste misure non prende in considerazione una morale sociale e neppure religiosa. Come si può sperare che la società filippina migliori se ancora si continua a pensare che il problema della povertà sia risolvibile riducendo il numero dei figli? I vescovi filippini ritengono che è necessario che il nuovo presidente Aquino chiarisca quale strada il Paese dovrà percorrere per uscire definitivamente dal sottosviluppo. La Chiesa ritiene che il popolo sia in mezzo a un guado ma essa sa sempre da che parte indirizzarlo predicando gli insegnamenti di Gesù Cristo contenuti nei vangeli.

Dal nuovo presidente cosa si aspettano in particolare i vescovi filippini?

Venti anni fa, durante la presidenza di sua madre Corazón Aquino, fu approvata una norma costituzionale:  "La vita è protetta fin dal primo momento del concepimento". Noi ci aspettiamo che la norma venga ora pienamente applicata dal figlio, nonostante gli attacchi di chi vuole imporre al Paese una cultura laicista con norme contrarie alla morale cristiana.



(©L'Osservatore Romano 26-27 luglio 2010)
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