A colloquio con monsignor Ruiz, responsabile del servizio internet del Vaticano

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nella casa del Papa


di Gianluca Biccini

È il sito del Papa e della Santa Sede, il punto della rete in cui si rende presente e vivo il magistero petrino; "il braccio, le gambe, la voce virtuali del Pontefice", per arrivare "urbi et orbi" attraverso le autostrade digitali:  è questa l'immagine che il responsabile del servizio internet del Governatorato, il monsignore argentino Lucio Adrian Ruiz, sceglie per parlare del dominio internet www.vatican.va che permette l'accesso alle informazioni riguardanti l'attività di Benedetto XVI e della Sede Apostolica. Nato nel 1965 a Santa Fe, dov'è stato ordinato sacerdote a venticinque anni, monsignor Ruiz è uno specialista del settore, avendo compiuto studi approfonditi in patria e in Spagna, e insegnando materie legate all'informatica in due atenei romani e a Bogotá.

Che cosa è www.vatican.va?

È l'asse fondamentale su cui si regge la presenza ufficiale in rete del Papa e della Sede Apostolica. Questo sito, possiamo dire, è la maniera virtuale della presenza del ministero petrino del Pontefice per la Chiesa universale in internet. Un "di più" rispetto ai media tradizionali - giornali, radio e televisione - perché grazie alla rete si può rileggere, riascoltare e rivedere permanentemente ovunque, "fino agli stremi confini della terra", qualsiasi contenuto lì presente. Chi vuole può attingere alla fonte ufficiale i testi e le parole complete degli insegnamenti pontifici senza passare per altri mezzi, spesso volentieri tagliati, nonché interpretati.

Il sito www.vatican.va è l'unico sito ufficiale del Vaticano?

Come sito "del Papa", sì. Ma c'è tutta la famiglia ".va" che fa presente le diverse realtà della Sede Apostolica ufficialmente, per esempio:  www.vaticastaate.va e www.resources.va e ancora www.operatorisanitari.va eccetera. Da quest'anno cominceranno a vedere la luce tanti altri siti dei diversi Dicasteri romani che faranno parte della famiglia ".va", cioè, una rappresentazione e presenza virtuale di ciò che uno trova nella realtà reale quando si visita a Roma la Sede Apostolica. Vatican.va noi lo consideriamo una sorta di finestra virtuale del Papa nella rete, come quella dell'Angelus, che permette al Pontefice di "affacciarsi in internet", di mostrarsi e di far sentire la propria voce e la propria presenza in tutto il mondo. Una finestra che consente, in certo qual modo, l'esercizio del ministero petrino, di padre e maestro universale, nella rete internet. Per questo, come negli Angelus di piazza San Pietro non ci sono spazi di dialogo con chi viene a incontrare e ad ascoltare il Papa, così anche nel nostro sito non è prevista interattività con gli utenti:  non è una chat line, né un social network, né è attiva una casella di posta elettronica per scrivergli.

Per quale motivo?

Ci sono ragioni pratiche e teologiche insieme. Per quanto riguarda le prime, basti pensare quanta gente vorrebbe interagire con il Papa, il che renderebbe impossibile la gestione di una mole di lavoro del genere; per quanto riguarda le seconde, va tenuto presente che al Pontefice spetta la missione universale, mentre per quella personale, per il contatto con ogni singolo individuo, ci sono i sacerdoti e i vescovi, il cui ruolo va valorizzato per non rischiare di sopprimere la ricchezza della Chiesa, che ha tutta una gerarchia di ministeri e di carismi. Tuttavia ciò non significa che non ci rendiamo conto della necessità di attualizzare il linguaggio, di renderlo comprensibile ai fruitori di internet di oggi, che è tanto cambiato da quando il sito ha visto la luce per la prima volta. Perciò stiamo studiando un rinnovamento non solo grafico ma anche strutturale che permetta di usufruire del contenuto, anzi della presenza virtuale del Papa, in una maniera migliore in internet.

Come state procedendo?

Prima di tutto va chiarito che sarà un processo lungo, vatican.va ha 500.000 pagine dentro, cioè mezzo milione. Ma comunque va fatto. Per iniziare questo percorso ci siamo posti due domande. La prima:  come far vivere il Papa nella rete, cioè come fare presente il suo ministero petrino nell'era digitale. La seconda:  come approfondire la conoscenza della rete, del suo linguaggio e della sua cultura, per dare risposte adeguate, come richiesto da Benedetto XVI nel messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2010. "Con la loro diffusione, la responsabilità dell'annuncio non solo aumenta, ma si fa più impellente e reclama un impegno più motivato ed efficace", e Giovanni Paolo ii aveva scritto:  "L'impegno nei mass media, tuttavia, non ha solo lo scopo di moltiplicare l'annunzio:  si tratta di un fatto più profondo, perché l'evangelizzazione stessa della cultura moderna dipende in gran parte dal loro influsso". Per questo è già presente in modo permanente a tutti i livelli - audio, video e testi - in diretta o in differita, e tutto il mondo può vederlo, ascoltarlo, conoscerne il pensiero, attingendo ufficialmente alla fonte. In definitiva www.vatican.va non è un semplice sito ma è "l'immagine missionaria del Papa" in formato digitale, in varie lingue e luoghi, grazie agli strumenti della tecnologia che lo permettono.

Da quanto tempo esiste il sito ufficiale?

La prima versione, una pagina con il messaggio di Giovanni Paolo ii, risale al Natale 1995. Il sito con le sezioni navigabili - Santo Padre, Curia romana, servizi di informazione, archivio - è stato pubblicato in occasione della Pasqua del 1997. Al mio modo di vedere, un vero evento storico, come tanti altri grandi eventi, marcato della lungimiranza di un Papa missionario che capiva che questo strumento gli permetteva di arrivare "fino agli stremi confini della terra". Oggi, con Benedetto, tutto ciò prende nuova vita perché con i suoi recenti messaggi colloca internet tra quei nuovi strumenti al servizio della Parola che non possono essere ignorati dalla Chiesa. Quel flusso di grazia e di vita che sgorga dall'Eucaristia ha un nuovo canale per arrivare agli uomini di tutto il mondo, e la Chiesa deve accettare questa sfida.

Può descriverci brevemente le voci principali?

L'area con la maggiore attività di aggiornamento quotidiano è quella dedicata al pontificato di Benedetto XVI. Il calendario delle attività riporta tutti gli impegni con relativa documentazione:  video, testi, fotografie. I testi sono pubblicati sul sito in tempo reale, possibilmente in più lingue. Una sezione è dedicata al magistero dei pontefici dal 1900. Tutti i documenti sono raccolti secondo le specifiche tipologie:  encicliche, motu proprio, lettere apostoliche, costituzioni apostoliche, messaggi, ai quali si affiancano le catechesi e tutti i pronunciamenti quotidiani, come discorsi, omelie, lettere, Angelus, preghiere. Per esempio nella schermata delle celebrazioni liturgiche si può consultare il calendario aggiornato degli impegni del Papa, corredato da indicazioni e fotografie.

Sono previste nuove voci?

Stiamo per ampliare la sezione dei Pontefici, includendo tutti i successori di Pietro cercando di mettere per ciascuno i documenti principali in maniera di poter avere il fil rouge del magistero pontificio on line. È di prossima pubblicazione la raccolta degli interventi legati all'attività diplomatica della Santa Sede. Sono pronti nuovi documenti nella sezione cinese. E stiamo lavorando all'archivio video del Papa:  creeremo, cioè, una pagina con la raccolta di tutti i filmati attualmente presenti sul sito. Bisogna infatti ricordare che da agosto 2009 registriamo lo streaming trasmesso dal Centro Televisivo Vaticano per i singoli eventi legati all'attività del Pontefice e inseriamo i video negli indici di riferimento:  per esempio Angelus, udienze, omelie, viaggi.

E la pagina Focus?

Questo settore della home page è dedicato al lancio delle nuove schermate. Nuove icone vengono realizzate di volta in volta per rendere nota una nuova area del sito.

Attualmente sono usate otto lingue. Ne sono previste altre?

Si progetta una possibile apertura al russo e l'arabo, ma in questioni di lingue il problema ci si pone con le possibilità del personale a disposizione.

Quanti contatti avvengono quotidianamente?

In media tre milioni di hits al giorno quando non ci sono eventi straordinari. Ma è opportuno precisare che si tratta di contatti, non di utenti. Perché è possibile che un utente acceda più volte al giorno. Solo con un nuovo sistema statistico - che stiamo in fase d'implementazione - potremo sapere il numero effettivo di persone che navigano nel sito.

Quali sono i Paesi che "cliccano" più spesso?

Nell'ordine i primi dieci con maggiori accessi sono gli Stati Uniti d'America, l'Italia, la Spagna, la Germania e il Brasile, seguiti da Corea del Sud, Messico, Canada, Francia e Cina.

Quali sono le ore di punta del traffico?

L'orario di maggiore attività è tra le 15 e le 24 (ora di Roma).

Quali le voci più ricercate?

I motori di ricerca registrano tra le parole più digitate:  vatican o vaticano, catholic, romano, osservatore, church, santa.

È possibile tracciare l'identikit dell'internauta medio che si aggira nell'universo informatico della Santa Sede?

Dipende dal tempo e dalle occasioni. Per esempio, nella Settimana Santa c'è una presenza più spirituale; in caso di eventi speciali, come i viaggi del Papa, è invece più giornalistica e d'informazione generale. Quando morì Giovanni Paolo ii e per l'elezione di Benedetto XVI entrambi i flussi coincisero, sia il religioso che l'informativo.

Un tema affascinante è quello della sicurezza e degli attacchi hacker. Possiamo raccontarne qualcuno?

Ci sono stati vari episodi negli anni, per non parlare degli attacchi quotidiani di entità diversa, ma è bene non soffermarcisi per questioni di sicurezza. C'è sempre un buon rapporto con l'Interpol, la Polizia delle telecomunicazioni e l'intelligence italiana che ci aiutano nella nostra attenta analisi quotidiana e la protezione dei nostri sistemi. Abbiamo inoltre un grande aiuto delle aziende che producono i sistemi di sicurezza, oltre alla relazione fornitore-cliente, c'è un grande affetto per il Papa che raduna sforzi davvero importanti. Come tutti i grandi sistemi siamo soggetti all'appetito sia dello "smanettatore" sia del professionista. Dobbiamo sempre essere attenti e seguire lo sviluppo delle questioni di sicurezza informatica.

A questo punto parliamo del servizio internet.

È una realtà che ha un doppio compito:  il servizio internet e i servizi internet, cioè, deve fornire, a tutta la Sede Apostolica, l'accesso a internet e tutti i servizi a esso collegato (web, mail, ecc.) per portare avanti da una parte la presenza digitale del Papa, della Santa Sede e della Città del Vaticano nell'universo internet, e dall'altra per portare il mondo verso il Papa e la Santa Sede nel percorso inverso, favorendo il flusso richiesto dalla Chiesa per una nuova evangelizzazione in una "nuova cultura". Questa realtà, istituzionalmente dipende dalla Direzione delle Telecomunicazioni dello Stato della Città del Vaticano, che raggruppa i diversi servizi di telecomunicazione con l'intenzione di offrire un servizio efficace ed efficiente in questo ambito.

Com'è organizzato?

Siamo ventuno persone in una struttura doppia, come un corpo che ha due polmoni:  lo staff tecnico e quello documentale-grafico. Il primo cura gli aspetti tecnologici per le due finalità:  dare l'accesso a internet e offrire i servizi internet; il secondo coordina e inserisce i contenuti che provengono dalla Santa Sede e dallo Stato della Città del Vaticano e hanno come destinazione il sito. Si tratta quindi anche di curare l'organizzazione e gli aspetti grafici di www.vatican.va. Lavoro analogo viene svolto per i siti correlati, che hanno vita autonoma perché particolarmente complessi, ma che nello stesso tempo interagiscono con noi. Tra i più grandi mi vengono in mente quelli di Radio Vaticana e della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli con la sua agenzia Fides, ma attualmente ne abbiamo undici in attesa di lancio, tra i quali anche quello de "L'Osservatore Romano". Ma l'aspetto da sottolineare è che questa doppia struttura, questi due polmoni, hanno la coscienza di essere parte di un solo corpo e quest'unità crea una forza sinergica non solo di aiuto reciproco ma, soprattutto, di studio e comprensione della grandissima missione da compiere per la Chiesa, quella di portare la persona, la  presenza  del  Papa,  nel  mondo internet "fino agli stremi confini della terra".



(©L'Osservatore Romano 11 agosto 2010)
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