Ad Avila un congresso internazionale su il "Libro della Vita" di santa Teresa di Gesù

La grandezza
di essere donna


Si svolge dal 23 al 31 agosto ad Avila il i Congresso internazionale "Il libro della Vita", organizzato dal Centro internazionale teresiano sangiovannistico (Cites). Pubblichiamo un'intervista al direttore del Cites e stralci di una delle relazioni.
 

di Cristiana Dobner

Il Cites e l'Università della mistica dei carmelitani scalzi hanno sede ad Avila, terra che immediatamente evoca Teresa di Gesù. Anche per questo proprio su Il libro della Vita scritto dalla santa è incentrato il congresso internazionale del quale parliamo con padre Francisco Javier Sancho Fermín, direttore del centro.

Quale è il volto del Cites, che cosa esprime questa sigla?

Il Centro internazionale teresiano sangiovannistico è nato nel 1986 per decisione del Definitorio generale dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, con una vocazione internazionale che cerca innanzitutto di approfondire e di diffondere a tutti i livelli la vita, la dottrina e l'esperienza dei due grandi maestri della mistica cristiana:  Teresa di Gesù e Giovanni della Croce. Un progetto molto semplice e indirizzato inizialmente soltanto ai membri dell'Ordine, quale centro di formazione e specializzazione, ma le molteplice richieste di corsi, di formazione e di approfondimento della mistica del Carmelo hanno portato pian piano ad aprire le porte per dare una risposta a questa sete di spiritualità e di esperienza di Dio, di cui gli uomini di oggi hanno bisogno. Per questo nel 2008 è nata l'Università della mistica, che cerca di offrire lo spazio e la formazione a quanti da tutte le parti del mondo vogliono soddisfare la sete profonda di Dio:  un luogo aperto allo studio, alla esperienza di Dio, alla fraternità, alla preghiera, che offre attività a tutti i livelli:  per studiosi e specialisti, per semplici cristiani. In fondo, la missione è portare avanti il grande desiderio e progetto di Teresa di Gesù e di Giovanni della Croce:  aiutare l'uomo di tutti i tempi ad avere un rapporto esistenziale ed esperienziale con Dio.

Qual è il significato di un congresso internazionale dedicato ad un libro scritto da una monaca nel XVI secolo?

Se lo scopo di questo congresso internazionale fosse soltanto avvicinarsi a un libro scritto nel secolo XVI sarebbe interessante solo dal punto di vista storico e letterario; lo scopo però non è semplicemente riempire un curriculum accademico. Il Libro della Vita di santa Teresa è un libro "vivo", nel senso che è testimone di una profonda esperienza di Dio che, lungo i secoli, è riuscito a muovere a tante persone a prendere una decisione cosciente per Dio, per esempio, Edith Stein. Il fatto che Teresa monaca sia anche la prima donna dottore della Chiesa, e dottore soprattutto per quanto riguarda l'orazione e l'esperienza di Dio, è ancora una testimonianza valida della salvezza che Dio continua a realizzare in ogni persona. In poche parole non si può sottolineare tutta la ricchezza presente in queste pagine di Teresa, dire tuttavia che è una donna che ha vissuto la grandezza del suo essere donna nell'incontro con Dio, apre le porte a tantissime conclusioni esistenziali di cui sempre abbiamo bisogno.

Perché questo primo congresso internazionale?

Questo appuntamento vuole essere l'inizio di un cammino che porta verso il 2015, anno della celebrazione del V centenario della nascita di santa Teresa. Nel Carmelo crediamo, dopo l'esperienza non tanto lontana di altri centenari, che non ci si debba arrivare solo con l'idea di far festa o di guadagnare un giubileo. L'idea è molto più ambiziosa:  vogliamo veramente fare un cammino di formazione profonda del pensiero e dell'esperienza mistica di Teresa, ma anche essere capaci di vedere la sua attualità e capacità di dialogo e incontro, sia con le altre scienze, sia con le altre religione e i diversi stati di vita. Percorrere quindi nuove vie, riscoprendo una Teresa di Gesù capace di offrire "vita" a tutte le persone:  una risposta e una soluzione alle gravi crisi dell'uomo e della Chiesa.

A chi è rivolto il congresso?

Il congresso proprio per questo è aperto a tutte le persone. Certamente si toccano temi di grande profondità e specializzazione ma, per il fatto che parliamo anzitutto di un'"esperienza", di qualcosa che, in un modo o nell'altro, può essere offerta a tutti, siano o meno conoscitori di Teresa.

Da chi è stata voluta e come viene gestita un'esperienza così capillare?

Da anni, nella misura in qui nasceva il  progetto dell'Università della mistica,  una delle idee principali era l'organizzazione  di  congressi internazionali,  come  i quattro del 2010 con temi diversi.  Decisiva  è  stata la creazione della Commissione internazionale di preparazione del centenario che, nella sezione culturale si è impegnata nell'organizzazione dei congressi teresiani, per approfondire la lettura annuale di una delle opere di Teresa fino al 2015.

Quale è l'attesa dei Carmelitani e della Carmelitane Scalze e di tutti coloro che guardano a Teresa come Madre della vita nello Spirito?

Essere capaci di portare avanti oggi il desiderio e la missione di Teresa:  fare in modo che tanti uomini e donne, cristiani e non cristiani diventino "veri amici di Dio". La via è seguire i passi di Teresa:  conoscerla meglio per conoscere più profondamente a Dio, aprirci all'esperienza del Dio vivo, vero e misericordioso, ed essere capaci di testimoniare con la propria vita il Dio Amore, riscoprire che Teresa si è incontrata con Dio nella propria umanità. Perché Il Libro della Vita è un testo vivo, capace di trasmettere ancora vita ed esperienza:  non solo nello stile peculiare di Teresa, ma nella testimonianza profonda di un Dio che non smette di amare, di donarsi, di ricreare le persone. Un Dio che nella sua umanità riempie di senso la vita dell'uomo nella narrazione di un Dio vicino e amico, nella narrazione di una persona che riscopre e accetta se stessa, nella storia di amore che porta all'amore dell'altro, che non si chiude in sé, ma si apre a tutta l'umanità perché in Dio scopre il vero senso della sua vita e la dignità infinita di ogni essere umano. Chi vuole scoprire se stesso, chi vuole scoprire il Dio amico, troverà sempre in questo libro una guida attuale, perché parla del desiderio più profondo di ogni essere umano:  scoprire la via della pienezza e della felicità.



(©L'Osservatore Romano 23-24 agosto 2010)
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