Colloquio con monsignor Orani João Tempesta, arcivescovo di São Sebastião do Rio de Janeiro, in visita "ad limina apostolorum"

Tra lusso e povertà la sfida dell'evangelizzazione


di Nicola Gori

Lusso e povertà fianco a fianco in una metropoli, Rio de Janeiro, famosa nel mondo per le sue meraviglie naturali, per le sue tradizionali espressioni folkloristiche e carnascialesche ma anche per quella triste cintura costituita dalle favelas. I bairros sembrano stringere la città in una morsa di povertà, che sembra sconosciuta solo qualche metro più avanti ma che per la Chiesa rappresenta una sfida quotidiana. Ne abbiamo parlato con l'arcivescovo di São Sebastião do Rio de Janeiro, monsignor Orani João Tempesta, in occasione della visita ad limina Apostolorum.

Tra il lusso di Copacabana e la miserie delle favelas:  due città in una stessa metropoli che si confrontano.

Rio de Janeiro ha più di due realtà. Non solo Copacabana e le favelas, ma anche le realtà delle comunità fluviali, della zona rurale, realtà nuove come la Barra da Tijuca, dei condomini lussuosi e anche delle favelas controllate ora dall'esercito, ora dai trafficanti di droga. È chiaro che tutto ciò costituisce una sfida per la Chiesa che deve evangelizzare tutte le situazioni. Dai luoghi più lussuosi dei condomini alle favelas, passando per le persone che vivono di pesca nelle isole. E la Chiesa è presente in tutte queste realtà. Ha operato e opera nel campo dell'evangelizzazione grazie all'opera di sacerdoti presenti nelle diverse realtà, di parrocchie dedite all'educazione, alla formazione e all'attività sociale.

Tra i problemi che più scuotono la coscienza c'è il fenomeno dei bambini abbandonati che vanno spesso a infoltire la schiera della delinquenza minorile, una vera piaga sociale per una grande città come Rio de Janeiro. In quale modo la pastorale giovanile cerca di avvicinare questi giovani in difficoltà per assisterli e accompagnarli verso modi di vita diversi?

Cerchiamo di aiutare i bambini, gli adolescenti e i giovani a vivere la loro vita cristiana. Vi è per esempio la pastorale dei minori:  si tratta di un'opera molto bella, che cerca di andare incontro ai bambini che vivono in condizioni a rischio. Cerchiamo di collaborare con tutte le forze in campo per aiutare questi bambini, a livello sia di prevenzione, sia di assistenza quando perdono la libertà, sia per il loro inserimento nella società. La nostra azione fra i bambini è nota in tutto il Brasile, e anche la nostra attività fra i giovani è molto importante. La Chiesa cerca sempre di coinvolgere i giovani per renderli partecipi delle iniziative. Esiste una gioventù cattolica, motivata e coraggiosa a Rio de Janeiro. Ci occupiamo quotidianamente dei bambini che vivono in strada, per poterli indirizzare e aiutare. Entriamo nelle favelas, avviciniamo le famiglie, cerchiamo di collaborare per assistere e aiutare i minori a uscire da situazioni di disagio.

Lo stesso problema la Chiesa lo affronta a causa del triste fenomeno del turismo sessuale che spesso vede tra i protagonisti i minori.

Il turismo sessuale in realtà è un problema mondiale. A Rio de Janeiro questo tipo di turismo non è ben visto, in quanto per tradizione il turismo di questa città è stato sempre rivolto alle bellezze naturali e ai loro spettacoli e allo sport. Ma certamente ci sono luoghi in questa terra in cui il turismo sessuale è più evidente. Cerchiamo di affiancare gruppi che operano per prevenire tale fenomeno e che adottano iniziative per aiutare i giovani a uscire da questo turpe commercio.

Quali sollecitazioni pastorali vengono dall'esperienza delle nuove povertà, quali droga, alcolismo?

Le condizioni di nuova povertà presuppongono nuovi lavori. Abbiamo organizzato vari incontri per articolare e utilizzare i progetti già esistenti, come le case per il recupero degli alcolisti e dei tossicodipendenti, oppure attraverso la prevenzione e il reinserimento. Allo stesso tempo, si è lavorato con i giovani e con le famiglie al fine di evitare che si ritrovassero in simili contesti. Chiaro che molto dipende dall'orientamento religioso. La persona che ha fede infatti è avvantaggiata, come lo è se vive in una famiglia sana.

La povertà conduce spesso a scegliere surrogati della fede, di contro la smodata ricchezza porta ad allontanarsi. Come si può contrastare questa emorragia di fedeli per cause diverse?

Esistono entrambi gli aspetti. Spesso i poveri si fanno trasportare dalle promesse facili dei messianismi e, al contrario, le persone che godono di una buona posizione economica non si preoccupano della vita di fede. Noi cerchiamo di assistere le persone che sono nel bisogno e anche di dialogare con quelle che vivono un certo allontanamento dalla fede, cerchiamo di annunciare Gesù Cristo. Annunciando la Buona Novella cerchiamo di far comprendere alle persone la necessità di trovare la vera fede, e non di cercare surrogati o soluzioni facili proposte dai messianismi.

La Chiesa nella vostra regione ha le forze necessarie per promuovere, come sollecitato dalla Conferenza di Aparecida, la nuova evangelizzazione?

È chiaro che saremo sempre pochi per questo lavoro, anche se disponiamo di molti sacerdoti, di religiosi, di religiose, di nuove comunità, di molti agenti di pastorale laici e laiche, anche per il lavoro di missione al di fuori dell'arcidiocesi, come nel Mato Grosso e in Amazzonia. Ciononostante il numero delle persone che partecipano a questa missione di evangelizzazione è ancora esiguo per tante necessità. È chiaro che si attendono sempre nuove persone, nuovi animatori, affinché il mondo possa vedere la bellezza che risiede nell'incontrare Gesù Cristo e la Chiesa che lo annuncia e lo proclama.

Di fronte alla corruzione nella politica, la Chiesa ha lanciato la campagna "Ficha Limpa". Sta riscuotendo successo e riesce a sensibilizzare la gente per una amministrazione delle cose pubbliche più trasparente e onesta?

Questa è stata la seconda campagna che abbiamo fatto in Brasile. La prima è stata sulla legge 840 e ora questa, chiamata "Ficha limpa". È chiaro che ci si aspettava che avesse successo e fosse subito applicata. Ci sono però molte forze contrarie alla sua applicazione ma, come è avvenuto con la legge 840 che continua a essere applicata e molto bene credo, anche questa legge lo sarà in breve tempo. Ma l'importante non è solo la sua applicazione ma anche il cambiamento di mentalità che sta avvenendo nei confronti della società stessa. Penso che sia questo il grande trionfo della campagna popolare. Le firme sono state tante e anche i dibattiti, ma l'idea è penetrata così a fondo nelle persone che i candidati oggi vogliono essere di "Ficha limpa", il che è un segnale positivo del cambiamento della mentalità. Credo tuttavia che ci sia ancora molto da fare, sebbene la popolazione sia più attenta agli eventi e non si lasci trasportare dalle passioni politiche, utilizzando maggiormente il proprio raziocinio. E così tutto sembra più onesto e trasparente in ogni campo, sia per l'amministrazione della cosa pubblica sia per la nazione; è meglio che le cose siano ottenute per diritto e non per donazione, ossia non semplicemente date come favore. Sono passi avanti, e la Chiesa in Brasile ha aiutato la popolazione e la nazione a comprendere  sempre  più a fondo tutto ciò.



(©L'Osservatore Romano 24 settembre 2010)
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