Le suore della Sacra Famiglia di Nazareth li preparano per la benedizione

Due agnelli in ricordo
del martirio di sant'Agnese


di Nicola Gori

Li lavano, li asciugano, li nutrono, li coccolano, li adornano a festa. A occuparsi dei due agnelli che venerdì 22 gennaio, memoria liturgica di sant'Agnese, verranno presentati al Papa - e la cui lana sarà usata per confezionare i sacri palli - sono le suore della Sacra Famiglia di Nazareth, che da quasi 130 anni svolgono questo singolare e discreto compito. Un incarico che si inserisce nel carisma della congregazione - come ci ha detto la superiora Maria Solecka - quello cioè di vivere secondo lo stile della Sacra Famiglia, nel nascondimento e nel servizio alla Chiesa. Ce ne parla in questa intervista al nostro giornale suor Hanna Pomnianowska, una tra le religiose che vivono da più tempo nella comunità romana dell'Esquilino.

Da quanti anni vi occupate della preparazione degli agnelli?

Ha cominciato la nostra madre fondatrice, la beata Frances Siedliska nel 1884. A quel tempo, vi erano delle suore di un'altra congregazione che si occupavano della preparazione degli agnelli per la festa di sant'Agnese, ma si trattava di una comunità di religiose ormai anziane. La loro casa confinava con quella che la Siedliska aprì sull'Esquilino, a Roma. Dato che la nostra prima comunità era formata da molte giovani, quelle suore chiesero alla fondatrice se era disposta a prendersi quell'incarico. E lei accettò molto volentieri. Da allora, la tradizione si ripete:  salvo alcuni anni nel periodo della seconda guerra mondiale, abbiamo sempre provveduto a preparare gli agnelli per il rito.

Cosa avviene quando ricevete gli agnelli?

Il 20 gennaio di ogni anno i trappisti delle Tre Fontane ci portano i due agnelli. Appena ricevuti, li portiamo all'ultimo piano della nostra casa, dove abbiamo un grande terrazzo con la lavanderia. Potete immaginare che essi diventano la gioia di tutta la comunità, specialmente delle suore più giovani. La suora incaricata della cura dei due agnelli è Wanda Baran che, da quando è arrivata a Roma negli anni della seconda guerra mondiale, si occupa di loro. In genere è aiutata da altre tre o quattro suore. La prima cosa che facciamo è lavarli. Li mettiamo in un lavatoio e con del sapone per bambini eliminiamo delicatamente lo sporco. In questo modo, facciamo risplendere il bianco della loro lana. Poi li asciughiamo:  una volta si faceva con dei panni ora con il phon. Stiamo molto attente a non lasciare umido il loro manto, perché sono piccoli e potrebbero ammalarsi. Per questo riscaldiamo bene l'ambiente. Dopo l'asciugatura, li mettiamo all'interno di una vasca ricoperta di paglia e chiusa con dei teli, perché non prendano freddo. Diamo loro da mangiare del fieno e a questo punto sono pronti per trascorrere la notte nella lavanderia.

In che modo vengono adornati?

Al mattino successivo, cioè il giorno della festa di sant'Agnese, mettiamo loro una specie di mantello sul dorso. Per un agnello è di colore rosso, in ricordo del martirio della santa, per l'altro è bianco, in ricordo della sua verginità. Sui due mantelli ci sono tre lettere:  da una parte, s.a.v., che sta per sant'Agnese vergine, e dall'altra s.a.m., cioè sant'Agnese martire. Poi intrecciamo due corone di fiori - una di colore rosso e una bianca - e gliele poniamo sul capo. Mettiamo loro anche dei fiocchetti alle orecchie. Dopo questa sorta di vestizione, i due agnelli vengono posti ognuno dentro una cesta. Siamo costretti a legarli per evitare che scappino:  una volta, infatti, ho visto un agnello fare un salto e scappare dall'altare. I due animali sono così pronti per la cerimonia.

Dopo cosa succede?

Verso le nove del mattino vengono da noi alcuni addetti della basilica Lateranense, che portano i due agnelli a Sant'Agnese fuori Le Mura, sulla via Nomentana. Appena giunti, vengono messi sull'altare della santa e benedetti con il tradizionale rito. Terminata la cerimonia nella basilica di Sant'Agnese, alcuni sediari pontifici portano con un furgone i due agnelli nel Palazzo Apostolico, dove vengono presentati al Papa.

Voi siete presenti anche al rito in Vaticano?

Due nostre consorelle, quelle che in genere festeggiano il giubileo di professione religiosa, sono ammesse nella cappella di Urbano VIII del Palazzo Apostolico, alla presenza del Papa, dove assistono personalmente alla cerimonia.

Quali altre attività svolgete in comunità?

Siamo 15 suore nella casa madre di Roma. Abbiamo una scuola materna composta da due classi divise per età. Potete immaginare che l'arrivo degli agnelli diventa una festa per tutti i bambini, ma non solo, perché l'avvenimento è seguito anche dagli abitanti del quartiere. La gente si assiepa intorno alla casa per vedere i due agnelli. Non c'è la folla che accorreva quando sono arrivata qui a Roma, nel 1947, ma si tratta comunque di una tradizione ancora molto sentita.



(©L'Osservatore Romano 21 gennaio 2011)
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