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12 - 09.10.2008
SOMMARIO
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SETTIMA CONGREGAZIONE GENERALE (GIOVEDÌ, 9 OTTOBRE 2008 - POMERIDIANO)
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COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE PER IL MESSAGGIO
SETTIMA CONGREGAZIONE GENERALE (GIOVEDÌ, 9 OTTOBRE 2008 -
POMERIDIANO)
- INTERVENTI IN AULA
(CONTINUAZIONE)
- AUDIZIONE DEI DELEGATI FRATERNI (I)
Alle ore 16.30 di oggi giovedì 9 ottobre 2008, con la preghiera Adsumus,
guidata dal Santo Padre, è iniziata la Settima Congregazione Generale,
per la continuazione degli interventi dei Padri Sinodali in Aula sul
tema sinodale La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa
e per la prima Auditio Auditorum.
Presidente Delegato di turno S.Em.R. Card. William Joseph LEVADA,
Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (CITTÀ DEL
VATICANO).
In apertura della Settima Congregazione Generale il Segretario Generale
del Sinodo dei Vescovi ha comunicato la composizione della Commissione
per il Messaggio, pubblicato in questo Bollettino.
INTERVENTI IN AULA
(CONTINUAZIONE)
Quindi, sono intervenuti i seguenti Padri:
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S.Em.R. Card. Crescenzio SEPE, Arcivescovo di Napoli (ITALIA)
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S.Em.R. Card. Ennio ANTONELLI, Presidente del Pontificio Consiglio per
la Famiglia (CITTÀ DEL VATICANO)
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S.E.R. Mons. Juan Bautista GAVILÁN VELÁSQUEZ, Vescovo di Coronel Oviedo
(PARAGUAY)
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S.E.R. Mons. David Louis WALKER, Vescovo di Broken Bay (AUSTRALIA)
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S.E.R. Mons. Louis PELÂTRE, A.A., Vescovo titolare di Sasima, Vicario
Apostolico di Istanbul, Amministratore Apostolico dell'Esarcato
Apostolico di Istambul (TURCHIA)
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S.Em.R. Card. Cláudio HUMMES, O.F.M., Prefetto della Congregazione per
il Clero (CITTÀ DEL VATICANO)
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S.Em.R. Card. Paul Josef CORDES, Presidente del Pontificio Consiglio
"Cor Unum" (CITTÀ DEL VATICANO)
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S.E.R. Mons. Ignatius Ayau KAIGAMA, Arcivescovo di Jos (NIGERIA)
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S.E.R. Mons. Héctor Miguel CABREJOS VIDARTE, O.F.M., Arcivescovo di
Trujillo, Presidente della Conferenza Episcopale (PERÙ)
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S.E.R. Mons. Antoni DZIEMIANKO, Vescovo titolare di Lesvi, Vescovo
ausiliare di Minsk-Mohilev (BIELORUSSIA)
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S.E.R. Mons. Francesco COCCOPALMERIO, Arcivescovo titolare di Celiana,
Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi (CITTÀ DEL
VATICANO)
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S.E.R. Mons. Guillermo LORÍA GARITA, Vescovo di San Isidro de El General
(COSTA RICA)
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S.Em.R. Card. Francis ARINZE, Prefetto della Congregazione per il Culto
Divino e la Disciplina dei Sacramenti (CITTÀ DEL VATICANO)
Diamo qui di seguito i riassunti degli interventi:
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S.Em.R. Card. Crescenzio SEPE, Arcivescovo di Napoli (ITALIA)
Incarnare la Parola di Dio nel tempo e nella storia che ci troviamo a
vivere, poiché solo in questo modo la si rende efficace e creatrice di
conversione e di carità.
Osservare la Parola significa innanzitutto, come ci ha insegnato la
predicazione di Gesù, testimoniarla con la propria vita e tradurla in
opere di carità. Anche i tanti approfondimenti esegetici, le molteplici
iniziative catechetiche e tutti gli sforzi rivolti a una maggiore
conoscenza rischiano di non portare frutto se la Parola non viene
vissuta con coerenza nella vita quotidiana.
Per superare il dramma della separazione tra fede e vita e per fare in
modo che dalla Parola scaturiscano gesti e opere di carità, occorre
andare alle sorgenti, ossia alla carità: solo essa, se vissuta e
praticata, può cementare il tessuto ecclesiale e aprire la strada alla
concretezza dell'amore. I tanti malati nel corpo e nello spirito, i
poveri che affollano le strade delle nostre città, i luoghi di
sofferenza, come gli ospedali, le carceri rappresentano altrettante
prove concrete della fedeltà alla Parola e della nostra capacità di
conformare la nostra esistenza su quella del “Vangelo vivente”, più
eloquente di tante parole perché è diventato “carne e sangue”.
“L'uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri
o, se ascolta i maestri, lo fa perché sono dei testimoni”, ha scritto
Paolo VI nella Evangelii Nuntiandi (n. 41).
Questa verità elementare, ma di frequente ignorata, deve essere ribadita
affinché i vescovi, ma anche i sacerdoti, i diaconi e i catechisti
avvertano sempre più l'urgenza di confrontarsi seriamente con la Parola
di cui sono servitori.
Immagine perfetta dell'Incarnazione è la Vergine Maria, la donna del
“sì” che ha concepito il Verbo nel suo cuore, prima ancora che nel suo
seno.
Il Mistero dell'Incarnazione della Parola di Dio deve continuare a
realizzarsi nell'oggi della Chiesa attraverso il “sì” dei suoi figli che
incarnano, nella vita, la Parola salvatrice di Dio.
[00143-01.05] [IN112] [Testo originale: italiano]
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S.Em.R. Card. Ennio ANTONELLI, Presidente del Pontificio Consiglio per
la Famiglia (CITTÀ DEL VATICANO)
Raccomandare e promuovere con appropriati sussidi l'ascolto comunitario
della Parola di Dio nelle famiglie e la condivisione delle esperienze
vissute. Per poter collegare più facilmente le parole scritte con Gesù
Cristo, la Parola vivente, seguire l'anno liturgico attraverso il
Vangelo del giorno o almeno quello della domenica, sottolineando in esso
una frase da ricordare e da vivere durante la giornata o durante la
settimana. Non occorre molto tempo; pochi minuti bastano per pregare e
ascoltare insieme, per prendere un impegno comune da attuare nelle
attività e relazioni quotidiane e da ricordare al momento opportuno nel
dialogo familiare spontaneo. Se invece si fa un solo incontro
settimanale di ascolto della Parola, esso può essere più prolungato e
può costituire una preparazione o una continuazione e applicazione della
Messa domenicale in parrocchia.
NelI'Instrumentum laboris si dice che i misteri del Rosario sono «forma
semplice e universale di ascolto orante della Parola» (parte I, Cap.
III, n. 26). Per accentuare e rendere più consapevole questo ascolto
sarebbe opportuno aggiungere ufficialmente all'enunciazione di ogni
mistero una breve citazione biblica appropriata: ad es., al primo
mistero gaudioso (l'Annunciazione) aggiungere «Eccomi sono la serva del
Signore»(Lc 1,38).
[00130-01.04] [IN114] [Testo originale: italiano]
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S.E.R. Mons. Juan Bautista GAVILÁN VELÁSQUEZ, Vescovo di Coronel Oviedo
(PARAGUAY)
L’uomo e la donna dei nostri popoli vivono oggi oppressi e dispersi; è
diventato per loro difficile sviluppare la propria capacità di ascolto
nella vita quotidiana. Se spostiamo lo scenario sul piano religioso
ecclesiale, la necessità e l’urgenza sono ancora maggiori. Per tutto ciò
crediamo che la pratica dell’ascolto tra gli uomini e le donne del
nostro tempo sia della massima importanza. Ascolto a partire dalle
necessità e sofferenze, come faceva Gesù, il Maestro. Come servitori del
Popolo di Dio la nostra grande responsabilità è di favorire la capacità
di ascolto e, soprattutto, l’ascolto della Parola Incarnata, ovvero Gesù
Cristo stesso.
Il nostro popolo ha bisogno di incoraggiamento, di speranza, perché ha
“fame... d’ascoltare la
parola del Signore” (Amos 8, 11). E siccome la fede della Chiesa nasce
dall’ascolto attento e fiducioso della Parola, ci proponiamo di
raddoppiare gli sforzi nell’offerta dell’ascolto della Parola. Siamo
consapevoli della necessità di rendere più agili i sussidi e di agenti
pastorali. E, se le circostanze lo esigessero, di “abbandonare le
strutture antiquate che ormai non aiutano la trasmissione della fede”
(Documento di Aparecida, 365)
Ci proponiamo di restituire al Popolo di Dio la Parola di speranza, di
giustizia, di pace e amore. Vogliamo sottolineare l’importanza di
piccoli gruppi di persone che si fortifichino mutuamente con l’ascolto
della Parola di Dio e costruire così comunità e famiglie più vive e che
siano testimoni.
Queste iniziative richiederanno a tutti e a ciascun membro della Chiesa
un impegno maggiore
in due direzioni: una, nella formazione degli agenti per tutti i livelli
e, in particolare, per curare la formazione dei seminaristi, come pure
la formazione permanente dei presbiteri, laici e Vescovi, nello spirito
della pastorale della Parola, sottolineando la testimonianza; in secondo
luogo, nei sussidi pratici, fare in modo che la partecipazione segua il
principio: “poco, ma con tutti”.
Non confidiamo nelle nostre forze umane per raggiungere i nostri
obiettivi, ma solo nel Signore: “sulla tua parola getterò le reti” (cf
Luca 5, 5).
[00136-01.04] [IN120] [Testo originale: spagnolo]
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S.E.R. Mons. David Louis WALKER, Vescovo di Broken Bay (AUSTRALIA)
Dopo dodici anni di ministero episcopale, sono due le questioni che mi
preoccupano in particolar modo: prima di tutto, il fatto che ai nostri
fedeli cattolici non sia stata data l’opportunità di approfondire il
mistero di Nostro Signore Risorto e, secondariamente, la formazione di
sacerdoti in grado di propiziare tale approfondimento.
La santità è al centro della nostra fede, dunque la santità di ciascun
credente deve essere di alto livello e far sì che ciò avvenga è un
urgente compito pastorale (Giovanni Paolo II). Profonda santità e
intimità con le Scritture vanno di pari passo e tale intimità si può
acquisire nel tempo solo mediante una regolare lettura della Bibbia,
accompagnata dalla meditazione e dalla preghiera.
Quando non proclamiamo il Vangelo in modo radicale e profondo, noi
deludiamo i nostri fedeli: in realtà l’abbiamo addomesticato, domato, ed
è per questo che non induce nei credenti una risposta radicale.
Oggi i nostri sacerdoti sono probabilmente più preparati che in passato
riguardo alle Sacre Scritture, tuttavia ciò non si è tradotto in un
presbiterato al cui centro vi è una “biblioteca della Parola” (Origene)
o un “dipinto del colore delle Scritture” (Cassiano): un tale approccio
da solo può portare ad avere la testa piena delle Scritture, ma il cuore
vuoto.
Dobbiamo dunque portare l’esperienza delle Scritture dalla testa al
cuore, poiché questo è il vero fondamento di un ministro ordinato; per
far ciò, una pratica da seguire è la lettura fedele e condivisa della
Bibbia, accompagnata dalla meditazione e dalla preghiera.
[00084-01.07] [IN058] [Testo originale: inglese]
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S.E.R. Mons. Louis PELÂTRE, A.A., Vescovo titolare di Sasima, Vicario
Apostolico di Istanbul, Amministratore Apostolico dell'Esarcato
Apostolico di Istambul (TURCHIA)
Vengo dall’Asia Minore, l’attuale Turchia.
Buona parte degli scritti del Nuovo Testamento sono stati redatti in
questa regione.
Il ministero degli Apostoli attraverso queste regioni ci interroga sulla
trasmissione del messaggio nelle lingue locali. Il testo greco che ci è
giunto è stato preceduto dalla tradizione orale e costituisce già uno
sforzo di traduzione. La Costituzione Dei Verbum del Vaticano II ricorda
che i vescovi sono i primi responsabili dell’interpretazione della Sacra
Scrittura e richiama la loro attenzione, al numero 25, sulle traduzioni
(versiones) dei testi sacri e delle necessarie spiegazioni che devono
accompagnarli.
Esistono nel mondo eccellenti commissioni per le traduzioni della Bibbia
nelle diverse lingue internazionali ma che dire delle traduzioni nelle
lingue locali parlate solo da poche persone? È un problema serio per la
Turchia. Dobbiamo ringraziare i nostri fratelli delle società bibliche
protestanti che da tempo svolgono un eccellente lavoro in quest’ambito,
ma allo stesso tempo dobbiamo deplorare il fatto che la Chiesa cattolica
non sia abbastanza presente e che manchi di elementi competenti per
partecipare a questo sforzo di traduzione di qualità, propedeutico
all’evangelizzazione nella lingua del popolo. Faccio perciò appello a
tutte le società missionarie affinché inseriscano tra le proprie
priorità la scelta di persone esperte di linguaggio biblico e allo
stesso tempo delle lingue locali per mettere a punto dei testi di
qualità degni della Parola di Dio che vogliamo annunciare. Purtroppo si
trovano abbastanza facilmente i soldi per stampare dei bei libri, ma non
per garantire la qualità del contenuto, cosa che spinge a trovare
volontari che svolgano questo lavoro oscuro e di ampio respiro che
costituisce il primo passo dell’azione evangelizzatrice della Chiesa.
[00066-01.03] [IN060] [Testo originale: francese]
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S.Em.R. Card. Cláudio HUMMES, O.F.M., Prefetto della Congregazione per
il Clero (CITTÀ DEL VATICANO)
Una volta, anni fa, un mio collega, dottore in teologia e professore,
rimase sconvolto per ciò che aveva letto sulla risurrezione di Cristo in
un paio di libri teologici ed esegetici, che ponevano in questione tanti
aspetti di questo domma fondamentale della nostra fede e lo svuotavano,
in gran parte, del suo vero contenuto, in modo inquietante. Lui mi
raccontò questo suo smarrimento. Era la Veglia di Pasqua. Allora mi
domandò: "Domani è Pasqua. Cosa dirò in chiesa alla gente sulla
risurrezione?" Io gli risposi, subito: "Dovrai annunziare che Gesù
Cristo è risorto dai morti e vive! Punto". Ed egli: "Ma è vero! È
questo!". E se ne andò felice.
Questo episodio fa pensare al bisogno urgente di consegnare ai nostri
presbiteri e diaconi una buona teologia e un sicuro metodo esegetico.
Riguardo al metodo esegetico, il Papa Benedetto XVI indica la direzione
nella Premessa del suo libro "Gesù di Nazaret".
Riguardo ai presbiteri e ai diaconi, la Parola di Dio sia per loro cibo
di un personale discepolato. Premesso che la Parola di Dio è anzitutto
la stessa persona di Gesù Cristo, l'ascolto della stessa Parola nelle
Sacre Scritture deve condurre ad un incontro forte e personale con Lui.
In questo incontro l'ascoltatore deve consegnarsi totalmente a Cristo,
lasciarsi trasformare da Lui e aderire a Lui, incondizionatamente, nella
fede, sviluppando così una fedele sequela di Gesù, ovunque Egli lo
conduca. Per compiere questo itinerario, la "lectio divina" si presenta
come metodo raccomandabile, tenendo in conto che Dio è amore e la Bibbia
è la storia di come Dio ha amato il Suo popolo.
L'incontro con Cristo darà la necessaria forza di testimonianza all'
annunziatore della Parola. Perciò, il Kerigma, ossia il contenuto del
primo annuncio della persona di Gesù Cristo, morto e risorto per la
nostra salvezza, e del suo Regno, dovrà essere riscoperto. Inoltre, in
tale nuovo slancio missionario, bisogna andare in cerca anche dei
cosiddetti "lontani", coloro che noi abbiamo battezzati, ma che non
partecipano della vita delle nostre comunità.
[00064-01.04] [IN062] [Testo originale: italiano]
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S.Em.R. Card. Paul Josef CORDES, Presidente del Pontificio Consiglio
"Cor Unum" (CITTÀ DEL VATICANO)
Nel mondo civilizzato, la sollecitudine per il prossimo è, allo stesso
tempo, un’istanza culturale. La maggior parte delle religioni mondiali -
quali l’Islam, l’Induismo o il Buddismo - hanno imparato dal
cristianesimo e fatto propria la promozione dell’amore per il prossimo.
Eppure, per quanto riguarda il n. 39 del Documento di lavoro, che esige
l’amore per il prossimo per i membri della Chiesa, questo sembra non
essere oggi il compito più urgente.
Nel presente contesto culturale, diventa molto più importante guardare
all’albero che produce frutto. Dobbiamo diventare più consapevoli delle
radici bibliche dell’azione umanitaria e rafforzarle. Infatti la
Rivelazione divina lega il comandamento di amore per il prossimo a
quello dell’amore di Dio, del quale è una conseguenza. Nella
predicazione di Gesù, il dovere dell’amore compare come doppio
comandamento. E proprio per mostrare l’amore del Padre Celeste (cf Gv
10, 32), Gesù stesso, il modello definitivo dell’amore per il prossimo,
“passò beneficando e risanando tutti” (At 10, 38).
I Pastori della Chiesa quindi dovrebbero essere attenti a non
abbandonare semplicemente le istituzioni caritative ecclesiali al clima
filantropico generale. Piuttosto dovrebbero riconoscere nella
sensibilità delle persone di oggi il KAIROS di rivelare Dio come colui
che ispira ogni atto da “buon Samaritano”: è l’annuncio dell’amore di
Dio che ispira la capacità di amare il prossimo. Proprio per questa
ragione, Cor Unum ha organizzato lo scorso mese di giugno gli Esercizi
Spirituali per i capi delle organizzazioni caritative cattoliche in
America. L’accoglienza sostanzialmente positiva è una prova che i nostri
collaboratori anelano all’incontro personale con Dio. L’enfasi
teocentrica non deve trascurare l’impegno a operare per la giustizia
nella società, che il Documento di lavoro descrive erroneamente come
“prima forma di carità” (n. 39); in effetti l’amore supera infinitamente
la giustizia (cf 1Cor 13). Quando, il servizio delle organizzazioni
caritative e i singoli cristiani non manifestano Dio con chiarezza a
coloro che chiedono e che cercano, noi rinunciamo a una funzione della
Chiesa che è cruciale per i tempi che stiamo vivendo. Perché l’uomo ha
più che mai bisogno di questa unione con Dio.
La prima Enciclica del Santo Padre, Deus Caritas Est, afferma
incontestabilmente la verità teologica che, nelle loro diocesi, i
Vescovi sono i responsabili ultimi della missione caritativa della
Chiesa (cf n. 32). Non possono delegare questo compito ai collaboratori
o affidarlo alle mani di qualche potente amministrazione od organismo.
Allo stesso modo è vero per la carità ciò che è già esplicito per la
predicazione della Parola - i martyria - e per la celebrazione dei
sacramenti - la leitourgia -: nelle diocesi, la responsabilità finale
della diakonia spetta ai Vescovi. È un vero peccato che il Codice di
Diritto Canonico non menzioni espressamente questo dovere dei Pastori,
un’omissione che Papa Benedetto sottolinea nella sua Enciclica (n. 32).
Il tempo è maturo per riempire questo vuoto.
[00063-01.04] [IN063] [Testo originale: inglese]
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S.E.R. Mons. Ignatius Ayau KAIGAMA, Arcivescovo di Jos (NIGERIA)
1. Il Sinodo sulla Parola di Dio offre a oltre un miliardo di cattolici
la possibilità di sviluppare una devozione più profonda per le Sacre
Scritture; di essere un “vangelo vivente” per gli altri.
2. Il segno della croce sulla fronte, sulle labbra e sul cuore alla
lettura del Vangelo significa che la Parola deve essere assorbita dalla
mente, radicarsi nel cuore ed essere proclamata. L’effatà al battesimo,
che significa ascolto e proclamazione, deve diventare parte integrante
del battesimo.
3. In Africa diciamo che Dio ci ha dato due orecchie e una sola bocca
per ascoltare di più. Il progresso tecnologico può rendere molto
difficile l’ascolto. La distrazione causata dalla povertà e dalla
preoccupazione per le cose essenziali della vita, ma anche l’eccessiva
ricchezza, rendono molto difficile ascoltare durante la Messa. I Pastori
dovrebbero parlare dei fedeli e delle sfide a più livelli della loro
vita nell’omelia.
4. La parola di Dio deve fornire gli ingredienti per una vita cristiana
autentica. È però triste che, quando sorgono questioni etniche o
politiche, anche coloro che condividono la stessa Parola di Dio e
l’Eucaristia prendano violentemente in mano le armi gli uni contro gli
altri: o la Parola non ha nessuna importanza nella loro vita, oppure è
superficiale a causa di pratiche sincretistiche e l’appartenenza anche
ad altri culti.
5. Suggerimenti: I Pastori devono insegnare la lettura personale delle
Scritture, affinché i cristiani vi possano trovare Gesù come dialogo con
Dio. In Nigeria incoraggiamo a possedere la Bibbia anche coloro che non
sanno leggere. In alcuni casi è un pre-requisito per il battesimo, il
matrimonio e la cresima. Esortiamo i cattolici che ne hanno i mezzi a
donare delle Bibbie, i genitori a regalare la Bibbia ai figli per il
battesimo e a custodirla, poi, per il bambino fino a quando saprà
leggere. Incoraggiamo a custodire e a condividere la Bibbia in casa e
tra i membri della famiglia. Le edizioni cattoliche della Bibbia sono
costose e dovrebbero essere rese disponibili e abbordabili con la
traduzione in un numero maggiore di lingue indigene. È necessario
formare insegnanti della Bibbia, catechisti e traduttori. Dovrebbe
esservi una catechesi biblica settimanale, come quella del Santo Padre.
I movimenti ecclesiali dovrebbero iniziare gli incontri leggendo la
Bibbia. La condivisione del Vangelo nel vicinato deve essere
incoraggiata. La lettura personale quotidiana di passi della Bibbia può
radicare il cristiano nei valori del Vangelo e portare una
trasformazione economica, politica e sociale a casa e sul lavoro.
[00062-01.04] [IN064] [Testo originale: inglese]
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S.E.R. Mons. Héctor Miguel CABREJOS VIDARTE, O.F.M., Arcivescovo di
Trujillo, Presidente della Conferenza Episcopale (PERÙ)
In quest’epoca menzioniamo spesso, e a ragione, l’importanza dei mezzi
di comunicazione per portare la Parola di Dio ai nostri contemporanei.
Tuttavia, ogni settimana, abbiamo l’opportunità di annunciare il Vangelo
nel momento privilegiato della celebrazione eucaristica, proclamazione
molte volte carente. È un tema che è importante considerare in tutta la
sua serietà e urgenza.
Forse, l’origine di questa situazione sta nella mancanza di una
formazione biblica seria e sistematica. Una buona conoscenza della Sacra
Scrittura è garanzia di una buona predicazione. Questa formazione, si
deve ricevere durante gli studi di teologia, una teologia che, seguendo
la linea del Concilio, abbia come “anima” la Sacra Scrittura (DV 24) e
sia come “soffio vitale” della formazione sacerdotale. Ogni tre anni i
ministri della Parola si ritrovano con gli stessi testi; la mancanza di
una formazione biblica solida e permanente che permetta loro di trarre
da essi “cose nuove e cose antiche”, come dice il Vangelo di Matteo
(13,51), li fa velocemente passare per questi passi biblici, se non
cadere a volte nell’aneddotico e nel non trascendente.
Una conoscenza del contesto rende più efficace la presentazione del
Vangelo. Dobbiamo esortare i ministri della Parola a elaborare
attentamente le loro omelie, tenendo in considerazione i destinatari
della predicazione. Questa deve essere chiara nell’espressione, fedele e
vicina agli aspetti precisi del messaggio che si trovano nei testi
letti. Occorre avere presente che l’omelia è la comunicazione della
Parola viva di Dio, una comunicazione che, come indica il termine
stesso, è orientata a produrre comunione con il Dio della nostra fede,
fondamento della comunione dei credenti. Comunicazione, comunione e
comunità formano un tutto unico.
E sebbene l’omelia debba rispondere a una solida formazione biblica ed
essere attenta alla realtà e ai mutamenti del mondo in cui vivono i suoi
destinatari, la testimonianza personale del predicatore, la coerenza con
il Vangelo della sua vita, deve confermare ciò che si proclama. Questo
darà credibilità a ciò che si dice. Tale condizione esige una profonda
spiritualità dei ministri della Parola, sulla quale dobbiamo vegliare
pastoralmente.
[00089-01.05] [IN067] [Testo originale: spagnolo]
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S.E.R. Mons. Antoni DZIEMIANKO, Vescovo titolare di Lesvi, Vescovo
ausiliare di Minsk-Mohilev (BIELORUSSIA)
Vorrei fare una piccola riflessione legata alla vita della Chiesa in
Bielorussia, in riferimento al tema dell'attuale Sinodo.
Si può dire che, nel periodo delle persecuzioni, la Sacra Scrittura,
letta dai sacerdoti, si presentava come l'unica letteratura religiosa
che era alla base della predicazione e della devota riflessione rivolta
ai fedeli. La drammatica situazione del blocco, della Cortina di Ferro,
è diventata uno stimolo ancor più forte alla lettura della Sacra
Scrittura da parte del clero e per la pratica della Lectio Divina.
Ultimamente è stato fatto, a livello interdiocesano, un concorso di
conoscenza biblica. Sebbene molto lentamente, stanno sorgendo dei gruppi
nelle parrocchie, che, sotto la guida di un sacerdote, approfondiscono
la Bibbia. Nella pagina web della Conferenza Episcopale Bielorussa
vengono regolarmente proposte delle Lectio Divina. Nella formazione
intellettuale degli alunni si osserva scrupolosamente la trasmissione
della scienza biblica ai futuri sacerdoti, secondo il rispettivo numero
delle ore indicate dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica. Le
lezioni sono tenute da biblisti adeguatamente preparati.
Perché "i fedeli cristiani abbiano largo accesso alla Sacra Scrittura"
(DV 22) è necessaria un'appropriata, corretta e totale traduzione della
Bibbia in lingua bielorussa, così da suscitare l'amore per la Sacra
Scrittura, sottolineando l'unità che esiste tra il pane della Parola e
il Corpo di Cristo. In questo modo i cristiani potranno assicurarsi il
pieno nutrimento per la loro vita.
Auspichiamo anche che il contributo finale del Sinodo non si limiti alla
dimensione informativa, ma che abbia un influsso essenziale, ci
coinvolga in un'azione concreta e vitale, perché la stessa Parola di Dio
si possa manifestare così com'è: viva, efficace e penetrante,
comprensibile e in ogni lingua umana.
[00124-01.05] [IN069] [Testo originale: italiano]
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S.E.R. Mons. Francesco COCCOPALMERIO, Arcivescovo titolare di Celiana,
Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi (CITTÀ DEL
VATICANO)
1) Nella esposizione delle "ragioni dottrinali" - come si dice nel primo
testo sopra citato - dovremmo evitare di riesporre il complesso di tali
ragioni dottrinali, ma limitarci all'essenziale e al discorso semplice.
Proviamo a metterci dinanzi ai fedeli delle nostre parrocchie, fedeli
nella generalità dei casi di media istruzione teologica, e proviamo a
spiegare a loro alcune ragioni dottrinali, che facciano capire che cosa
è la Sacra Scrittura e quindi muovano il desiderio di frequentarla. Ci
sono frasi incisive come quella di San Cipriano, opportunamente citata
al n. 25 verso la fine: "quando leggi, è Dio che parla con te". Se
veramente i nostri fedeli capissero questo, succederebbe una rivoluzione
nella loro vita nei confronti della lettura della Bibbia.
2) Nella scelta dei risultati da ottenere, dovremmo indicare alcune
prassi molto importanti, ma anche molto semplici. Mi permetto di
elencarne alcune che a me sembrano tali. Su questi obiettivi dovremmo
però ottenere l'impegno convinto di tutte le diocesi, le parrocchie, le
comunità.
Ma ora vorrei proporre qualcosa di più specifico, ovvero, di più
attinente al mio particolare lavoro nella Curia Romana e in servizio del
Papa. Come Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi e
quindi responsabile che la legislazione della Chiesa sia sempre
aggiornata, mi chiedo se da una Assise così importante e su un tema così
determinante per la vita della Santa Chiesa non possa e non debba venire
anche un apporto significativo alla Legge della Chiesa stessa, in modo
del tutto particolare nel Codice di diritto canonico.
Per chiarire il pensiero porto un esempio assolutamente elementare. Il
can. 276 sulla vita spirituale dei chierici così si esprime: "[I
Chierici] alimentino la propria vita spirituale alla duplice mensa della
Sacra Scrittura e dell'Eucaristia ... " (§ 2, n. 2). Il testo è
pregevole, ma si riferisce solo alla celebrazione dell'Eucaristia.
Quando poi si viene a parlare di preghiera personale si afferma solo:
"sono sollecitati ad attendere regolarmente all'orazione mentale" (§ 2,
n. 5). L'espressione "orazione mentale" è assolutamente chiara, però è
datata.
Potrebbe, invece, essere questo il luogo in cui "esortare i chierici a
praticare quotidianamente la lectio divina".
In definitiva la mia proposta è che le conclusioni del Sinodo, con il
consenso del Santo Padre, diventi anche compito di riflessione affidato
ai Dicasteri della Curia, con il servizio speciale di stimolo e di
coordinamento del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, perché
propongano al Legislatore supremo i necessari adattamenti alle norme
della Chiesa per quanto riguarda il particolare ambito della Parola di
Dio.
[00091-01.04] [IN070] [Testo originale: italiano]
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S.E.R. Mons. Guillermo LORÍA GARITA, Vescovo di San Isidro de El General
(COSTA RICA)
IL 3. Mettere con forza la Bibbia nelle mani dei fedeli, incontro
esistenziale, personale e comunitario; portare avanti una solida
formazione continua e sistematica con materiali per la corretta
comprensione del testo, illuminazione e applicazione nella propria vita
(cf DV 25).
IL 22c. Studi di esperti specialisti diano risposta alla questione
dell’evangelizzazione, migliore formazione biblica in seminari e fedeli.
Versione popolare di: DV, OT, IBI, Il popolo ebraico e le sue sacre
Scritture nella Bibbia cristiana; se ne accentui lo studio nei seminari.
La Chiesa esponga i suoi insegnamenti a partire dal messaggio lieto e
vivificante della Parola; tutta la teologia deve nutrirsi per prima cosa
della Scrittura e non prima di tutto della filosofia (cf DV 24). I
teologi riformulino la fede con conoscenze bibliche salde.
IL 40. Diffusione di materiali di sussidio biblico: compiono la
funzione? Si utilizzano? Sono noti ai fedeli? Di facile accesso? La
pastorale sia permeata, nutrita e guidata dalla Parola, senza essere
biblicismo. Comunità eucaristiche e bibliche, cristocentriche.
IL 43. Finanziamento per l’elaborazione di materiale serio e
interessante dei libri della Bibbia, che susciti aspirazione e desiderio
di conoscere di più la Parola. Creare commissioni continentali per
elaborare materiale di sussidio in comunione con la Pontificia
Commissione Biblica.
[00092-01.04] [IN071] [Testo originale: spagnolo]
-
S.Em.R. Card. Francis ARINZE, Prefetto della Congregazione per il Culto
Divino e la Disciplina dei Sacramenti (CITTÀ DEL VATICANO)
1. Ricchezza della Liturgia delle Ore.
La Liturgia della Parola caratterizza l'intera economia sacramentale, al
cui centro risplende la Santissima Eucaristia. Senza dubbio, la
celebrazione eucaristica domenicale è per la maggior parte dei cattolici
la via principale per ascoltare e rispondere a Dio che parla oggi al suo
popolo. Ma non dobbiamo dimenticare la quotidiana preghiera della Chiesa
che è la Liturgia delle Ore, costituita in massima parte dai testi della
Sacra Scrittura, a cominciare dai Salmi.
Suggerisco che il Sinodo alla fine dica molto sulla Liturgia delle Ore,
specie per i sacerdoti, i diaconi, i religiosi, le religiose e
certamente per i monastici. Purtroppo non mancano sacerdoti che
tralasciano alcune ore dell'Ufficio Divino. Un aiuto importante per
loro, a complemento di quanto si ascolta nelle letture bibliche della S.
Messa, è proprio l'Ufficio delle Letture (cf Instr.
Lab., 34).
2. Importanza dei Praenotanda
Giustamente l'Instrumentum Laboris evidenzia l'importanza della Liturgia
della Parola, caratteristica di ogni azione sacramentale, e in modo
particolare dell'Eucaristia. Al riguardo sono da valorizzare, con
rinnovato interesse e in diversi modi, la conoscenza dei Praenotanda dei
diversi rituali, specialmente dell'Ordo Lectionum Missae. In riferimento
a questi testi autorevoli e normativi, in cui si coniugano aspetti
teologici, celebrativi, disciplinari e pastorali, permette di conoscere
il senso della Liturgia della Parola e il modo di celebrarla
concretamente, senza indulgere ad arbitrii soggettivi.
Suggerisco che il Sinodo insista sull'importanza della traduzione della
Sacra Scrittura debitamente approvata dalla Conferenza Episcopale, e più
specificamente della traduzione della Sacra Scrittura per l'uso
liturgico con la dovuta recognitio della S. Sede.
3. La Bibbia ed altri elementi nella liturgia.
Sacrosanctum Concilium, 24, ci ricorda ancora che le preghiere, le
orazioni, gli inni, i canti, le antifone, i gesti ed i segni sono
ispirati dalle Sacre Scritture e da esse ricevono il loro significato.
Suggerisco che il Sinodo parli anche dei canti liturgici: i canti
d'ingresso, alla presentazione dei doni e alla comunione sono tratti
dalle Sacre Scritture, così come antifone e responsori dell'Ufficio
Divino. Non è senza importanza allora che i canti eseguiti nella
liturgia non siano composizioni qualsiasi, spesso improvvisate, senza
l'approvazione del Vescovo o della Conferenza dei Vescovi.
[00098-01.04] [IN077] [Testo originale: italiano]
AUDIZIONE DEI DELEGATI FRATERNI (I)
Successivamente sono intervenuti i seguenti Delegati Fraterni:
-
Rev. Robert K. WELSH, Segretario Generale ed Officiale Ecumenico,
Discepoli di Cristo (STATI UNITI D'AMERICA)
-
Rev. Gunnar STÅLSETT, Vescovo emerito di Oslo, Federazione Mondiale
Luterana (NORVEGIA)
Diamo qui di seguito i riassunti degli interventi dei Delegati Fraterni:
-
Rev. Robert K. WELSH, Segretario Generale ed Officiale Ecumenico,
Discepoli di Cristo (STATI UNITI D'AMERICA)
È per me un onore essere qui tra voi, come Delegato fraterno dei
Discepoli di Cristo, per partecipare all’elevata discussione di questo
Sinodo sull’importante tema “La Parola di Dio nella vita e nella
missione della Chiesa”. È un tema centrale nella vita di tutta la
Chiesa, suscitando obbedienza nell’ascolto della Chiesa, obbedienza
nella nostra proclamazione e obbedienza nella nostra risposta alla
Parola di Dio fatta carne per il bene e la salvezza del mondo intero. Il
mio intervento è incentrato su due riflessioni.
Anzitutto, l’unità dei cristiani è al centro del messaggio del Vangelo;
le divisioni all’interno del corpo di Cristo sono uno scandalo dinanzi a
Dio e dinanzi al mondo. La nostra divisione alla Mensa dell’Eucaristia
rappresenta una negazione continua del potere della croce di sanare,
riconciliare e legare tutte le cose in terra e tutte le cose in cielo.
Spero che questo Sinodo approfondisca la sua riflessione sul rapporto
tra la Parola di Dio, l’Eucaristia e l’unità di tutti i cristiani
nell’unico corpo di Cristo. In secondo luogo, spero che il vostro lavoro
e le vostre discussioni durante questo Sinodo esaminino in maniera più
piena il rapporto tra la Parola di Dio e la missione della Chiesa,
specialmente riguardo ai poveri e ai sofferenti, gli oppressi e gli
emarginati. La mia Chiesa si è impegnata nella comprensione della
missione basata sul principio guida della “presenza critica” nella
missione, che dà la priorità al ministero a e con gli interlocutori a
livello del bisogno più profondo; non solo ascoltare i poveri, ma
preparare l’incontro con la Parola viva di Dio nella loro lotta e nella
loro testimonianza quotidiana di speranza dinanzi alla disperazione, di
vita dinanzi alla morte.
Prego affinché questo Sinodo dei Vescovi, riflettendo sulla Parola di
Dio, non porti soltanto a un rinnovamento della vita nella Chiesa
cattolica, ma serva davvero tutta la Chiesa portando un rinnovamento nel
movimento ecumenico e in tutte le Chiese nella nostra comune chiamata
alla missione nel mondo.
[00142-01.04] [DF002] [Testo originale: inglese]
-
Rev. Gunnar STÅLSETT, Vescovo emerito di Oslo, Federazione Mondiale
Luterana (NORVEGIA)
Il tema del Sinodo è veramente ecumenico, interessa tutte le religioni e
ha un messaggio per il mondo.
Il dialogo fra cattolici romani e luterani ha contribuito per oltre 30
anni alla sostanza del tema del Sinodo con questioni centrali quali la
dottrina della giustificazione, il ruolo del ministero consacrato e la
natura della Chiesa.
La distinzione luterana fra Sacra Bibbia come norma normans e le
confessioni - o tradizioni della Chiesa - come norma normata pone la
Sacra Scrittura come autorità ultima della Chiesa.Tutte e tre le
religioni del Libro - Giudaismo, Cristianesimo e Islam - si trovano oggi
in una stretta fra secolarismo e fondamentalismo.
Libertà di religione e libertà di espressione sono diritti umani
fondamentali. Questo implica che nella società debba esserci spazio per
espressioni fondamentaliste di fede, anche se ciò porta a settarismo e
divisioni.
Il terrorismo in nome di Dio è un affronto a tutte le fedi, poiché è
violenza contro Dio. L’antidoto al fondamentalismo può essere solo una
più autentica interpretazione delle Sacre Scritture. La Chiesa deve
continuare a tenere in equilibrio tolleranza e verità.
Gli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG) delle Nazioni Unite
costituiscono un appello a tutti i popoli di fede a superare
ingiustizia, povertà, disuguaglianza, analfabetismo e disoccupazione,
sofferenze che definiscono la vita di gran parte dell’umanità. La
pandemia dell’Aids ha distrutto milioni di vite e può perdurare fra noi
ancora per molte generazioni. Comunità religiose di tutte le fedi, non
ultime la Chiesa e le comunità cattoliche, stanno dando il proprio
contributo alla cura dei fedeli ispirata dall’amore. Vi sono purtroppo
interpretazioni religiose che contribuiscono ad una stigmatizzazione.
Dobbiamo pertanto continuare a cercare modi, congeniali alla nostra
fede, per meglio tutelare la vita di quanti sono esposti al virus
dell’HIV, nel matrimonio e al di fuori di esso.
La globalizzazione dell’inquietudine e della disperazione richiede la
globalizzazione della salvezza e della speranza. I leader religiosi sono
chiamati a un ministero di pace e di riconciliazione.
[00149-01.03] [DF003] [Testo originale: inglese]
Quindi sono seguiti gli interventi liberi.
A questa Congregazione Generale che si è conclusa alle ore 19.00 con la
preghiera dell’Angelus Domini erano presenti 238 Padri.
COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE PER IL MESSAGGIO
Publichiamo di seguito i nominativi dei Membri della Commissione per il
Messaggio, eletti nella Sesta Congregazione di questa mattina, giovedì 9
ottobre 2008, con l’aggiunta dei Membri di nomina pontificia:
Presidente
- S.E.R. Mons. Gianfranco RAVASI, Arcivescovo titolare di Villamagna di
Proconsolare, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura (CITTÀ
DEL VATICANO)
Vice Presidente
- S.E.R. Mons. Santiago Jaime SILVA RETAMALES, Vescovo titolare di Bela,
Ausiliare di Valparaíso (CILE)
Membri
- S.Em.R. Card. Godfried DANNEELS, Arcivescovo di Mechelen-Brussel,
Presidente della Conferenza Episcopale (BELGIO)
- S.Em.R. Card. Oscar Andrés RODRÍGUEZ MARADIAGA, S.D.B., Arcivescovo di
Tegucigalpa, Presidente della Conferenza Episcopale (HONDURAS)
- S.Em.R. Card. Walter KASPER, Presidente del Pontificio Consiglio per
la Promozione dell'Unità dei Cristiani (CITTÀ DEL VATICANO)
- S.E.R. Mons. Anthony Sablan APURON, O.F.M. Cap., Arcivescovo di Agaña,
Presidente della Conferenza Episcopale del Pacifico (C.E.P.C.) (GUAM)
- S.E.R. Mons. John Olorunfemi ONAIYEKAN, Arcivescovo di Abuja (NIGERIA)
- S.E.R. Mons. Thomas MENAMPARAMPIL, S.D.B., Arcivescovo di Guwahati
(INDIA)
- S.E.R. Mons. Basil Myron SCHOTT, O.F.M., Arcivescovo Metropolita di
Pittsburg dei Bizantini, Presidente del Consiglio della Chiesa Rutena
(STATI UNITI D'AMERICA)
- S.E.R. Mons. Zbigniew KIERNIKOWSKI, Vescovo di Siedlce (POLONIA)
- S.E.R. Mons. Louis PELÂTRE, A.A., Vicario Apostolico di Istanbul,
Vescovo titolare di Sasima. Amministratore Apostolico dell'Esarcato
Apostolico di Istambul (TURCHIA)
- R.P. Carlos Alfonso AZPIROZ COSTA, O.P., Maestro Generale dei Frati
Predicatori (U.S.G.)
AVVISI
- BRIEFING PER I GRUPPI
LINGUISTICI
- POOL PER L’AULA DEL SINODO
- BOLLETTINO
- NOTIZIARIO TELEFONICO
-
ORARIO DI APERTURA DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE
BRIEFING PER I GRUPPI
LINGUISTICI
Il quarto briefing per i gruppi linguistici avrà luogo (nei luoghi di
briefing e con gli Addetti Stampa indicati nel Bollettino N. 2) venerdì
10 ottobre 2008 alle ore 13.10 circa.
Si ricorda che i Signori operatori audiovisivi (cameramen e tecnici)
sono pregati di rivolgersi al Pontificio Consiglio delle Comunicazioni
Sociali per il permesso di accesso (molto ristretto).
POOL PER L’AULA DEL SINODO
Il terzo “pool” per l’Aula del Sinodo sarà formato per la preghiera di
apertura della Ottava Congregazione Generale di domani mattina, venerdì
10 ottobre 2008.
Nell’Ufficio Informazioni e Accreditamenti della Sala Stampa della Santa
Sede, all’ingresso, a destra) sono a disposizione dei redattori le liste
d’iscrizione al pool.
Si ricorda che i Signori operatori audiovisivi (cameramen e tecnici) e
fotoreporters sono pregati di rivolgersi al Pontificio Consiglio per le
Comunicazione Sociali per la partecipazione al pool per l’Aula del
Sinodo.
Si ricorda che i partecipanti al pool sono pregati di trovarsi alle ore
08.30 nel Settore Stampa, allestito all’esterno di fronte all’ingresso
dell’Aula Paolo VI, da dove saranno chiamati per accedere all’Aula del
Sinodo, sempre accompagnati da un ufficiale della Sala Stampa della
Santa Sede, rispettivamente dal Pontificio Consiglio per le
Comunicazioni Sociali.
BOLLETTINO
Il Bollettino N. 13, riguardante i lavori della Ottava Congregazione
Generale della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi
di domani mattina venerdì 10 ottobre 2008, sarà a disposizione dei
giornalisti accreditati a conclusione della Congregazione Generale.
NOTIZIARIO TELEFONICO
Durante il periodo sinodale sarà in funzione un notiziario telefonico:
- +39-06-698.19 con il Bollettino ordinario della Sala Stampa della
Santa Sede;
- +39-06-698.84051 con il Bollettino del Sinodo dei Vescovi,
antemeridiano;
- +39-06-698.84877 con il Bollettino del Sinodo dei Vescovi,
pomeridiano.
ORARIO
DI APERTURA DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE
La Sala Stampa della Santa Sede, in occasione della XII Assemblea
Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi resterà aperta secondo il
seguente orario:
- Fino a sabato 11 ottobre: ore 09.00 - 16.00
- Domenica 12 ottobre: ore 09.30 - 13.00
- Lunedì 13 ottobre e martedì 14 ottobre: ore 09.00 - 16.00
- Mercoledì 15 ottobre: ore 09.00 - 20.00
- Giovedì 16 ottobre e venerdì 17 ottobre: ore 09.00 - 16.00
- Sabato 18 ottobre: 09.00 - 19.00
- Domenica 19 ottobre: ore 10.00 - 13.00
- Da lunedì 20 ottobre a sabato 25 ottobre: ore 09.00 - 16.00
- Domenica 26 ottobre: ore 09.00 - 13.00
Il personale dell’Ufficio Informazioni e Accreditamenti sarà a
disposizione (nell’ingresso a destra):
- Lunedì-Venerdì: ore 09.00-15.00
- Sabato: ore 09.00-14.00
Eventuali cambiamenti saranno comunicati appena possibile, tramite
annuncio nella bacheca della Sala dei giornalisti presso la Sala Stampa
della Santa Sede, nel Bollettino informativo della Commissione per
l’informazione della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei
Vescovi e nell’area Comunicazioni di servizio del sito Internet della
Santa Sede. |