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21 - 14.10.2008
SOMMARIO
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QUINDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE (MARTEDÌ, 14 OTTOBRE 2008 -
POMERIDIANO)
- AVVISI
QUINDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE (MARTEDÌ, 14 OTTOBRE 2008 -
POMERIDIANO)
- INTERVENTI IN AULA
(CONTINUAZIONE)
- AUDITIO DELEGATORUM
FRATERNORUM (III)
- ESPOSIZIONE
ESPLICATIVA DELLA LECTIO DIVINA
Alle ore 16.30 di oggi, martedì 14 ottobre 2008, con la preghiera
Adsumus, è iniziata la Quindicesima Congregazione Generale, per la
continuazione degli interventi dei Padri Sinodali e dei Delegati
Fraterni in Aula sul tema sinodale La Parola di Dio nella vita e nella
missione della Chiesa.
Presidente Delegato di turno S.Em.R. Card. George PELL, Arcivescovo di
Sydney (AUSTRALIA).
A questa Congregazione Generale, che si è conclusa alle ore 19.00 con la
preghiera dell’Angelus Domini, erano presenti 235 Padri.
INTERVENTI IN AULA
(CONTINUAZIONE)
In questa Quindicesima Congregazione Generale sono intervenuti i
seguenti Padri sinodali:
-
S.E.R. Mons. Peter MARZINKOWSKI, C.S.Sp., Vescovo di Alindao (REPUBBLICA
CENTROAFRICANA)
-
S.E.R. Mons. José Sotero VALERO RUZ, Vescovo di Guanare (VENEZUELA)
-
S.E.R. Mons. Peter Antony MORAN, Vescovo di Aberdeen (SCOZIA)
-
S.E.R. Mons. António Maria BESSA TAIPA, Vescovo titolare di Tabborac,
Vescovo ausiliare di Porto (PORTOGALLO)
-
S.Em.R. Card. Antonio María ROUCO VARELA, Arcivescovo di Madrid,
Presidente della Conferenza Episcopale (SPAGNA)
-
S.E.R. Mons. Phillip PÖLLITZER, O.M.I., Vescovo di Keetmanshoop
(NAMIBIA)
- S.E.R. Mons. Rimantas NORVILA, Vescovo di Vilkaviškis (LITUANIA)
-
S.E.R. Mons. Velasio DE PAOLIS, Arcivescovo titolare di Telepte,
Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede
(CITTÀ DEL VATICANO)
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S.E.R. Mons. Jean Gaspard MUDISO MUND'LA, S.V.D., Vescovo di Kenge
(REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO)
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S.E.R. Mons. Johannes Harmannes Jozefus VAN DEN HENDE, Vescovo di Breda
(PAESI BASSI)
Diamo qui di seguito i riassunti degli interventi:
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S.E.R. Mons. Peter MARZINKOWSKI, C.S.Sp., Vescovo di Alindao (REPUBBLICA
CENTROAFRICANA)
Abbiamo constatato che la Parola di Dio, sebbene sia al centro della
catechesi, non è conosciuta dai catecumeni. Ne deriva l’urgenza di
rivedere il rapporto fra catechesi e apostolato biblico.
La situazione socioeconomica e politica della RCA è catastrofica e va
sempre più degradandosi. La popolazione non ha più speranza e sprofonda
nell’inerzia e nella paura. La gente ricade nelle pratiche della
religione tradizionale, poiché il cristianesimo non sembra più
rispondere alle sue attese. Un gran numero di giovani non ha futuro e si
orienta verso le sette fondamentaliste e i gruppi carismatici che
soppiantano e fanno dimenticare la situazione di miseria in cui ci si
trova.
La Conferenza Episcopale vede che occorrerebbe mettere di nuovo in
pratica una pastorale biblica. Solamente una fede radicata nella Parola
di Dio può far uscire dalla confusione il popolo centrafricano per dare
la speranza in un futuro più umano e proporre dei valori evangelici per
costruire una società nuova.
Vogliamo diventare una Chiesa solidale con i poveri a immagine di Dio
che ama gli esclusi.
[00211-01.04] [IN179] [Testo originale: francese]
-
S.E.R. Mons. José Sotero VALERO RUZ, Vescovo di Guanare (VENEZUELA)
Dal Documento di Lavoro n° 39: “i tre elementi che costituiscono la
natura profonda della Chiesa: proclamazione della Parola di Dio (kerygma-martyria),
celebrazione dei sacramenti (leitourgia) ed esercizio del ministero
della carità (diakonia)”.
Alle quattro parole greche: kerygma-martyria, leitourgia e diakonia
manca la parola categen. Cinque parole greche importanti nel Nuovo
Testamento e nella storia della Chiesa.
Nel progetto pastorale della nuova evangelizzazione queste cinque parole
greche sono parole-chiave.
Nel Sinodo dell’Evangelizzazione risaltano le parole kerygma-martyria.
Come nel documento Evangelii Nuntiandi di Paolo VI.
La parola categen emerge nel Sinodo della Catechesi e nel documento
Catechesis tradendae di Giovanni Paolo II. E anche nel Catechismo della
Chiesa Cattolica e nel Direttorio Generale per la Catechesi.
La parola leitourgia emerge nel Sinodo sull’Eucaristia e nel documento
sinodale Sacramentum Caritatis.
La parola diakonia si manifesta in modo particolare nell’enciclica Deus
caritas est.
Con queste cinque parole greche (kerygma-martyria, categen, leitourgia e
diakonia), lo Spirito Santo con la Parola di Dio ha costruito e continua
a costruire la Chiesa nel mondo.
[00251-01.04] [IN198] [Testo originale: spagnolo]
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S.E.R. Mons. Peter Antony MORAN, Vescovo di Aberdeen (SCOZIA)
La Parola di Dio continuamente nuova
Gli interventi precedenti hanno sottolineato
1) Profondi aspetti cristologici della Parola di Dio
2) Il preservare la Parola di Dio nei contesti di persecuzione e povertà
3) La formazione pratica dei lettori e di altri agenti
Desidero parlare della Parola di Dio “continuamente nuova”.
Offro un esempio esegetico (Gv 2, Cana) e un esempio inerente al ruolo
del lettore liturgico.
[00252-01.04] [IN199] [Testo originale: inglese]
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S.E.R. Mons. António Maria BESSA TAIPA, Vescovo titolare di Tabborac,
Vescovo ausiliare di Porto (PORTOGALLO)
1 - Nel Cap. I circa la Parola di Dio sarebbe buono, a mio avviso,
riferire il Mistero della Parola di Dio, anche al Mistero
dell'Eucaristia. È, infatti, nell'Eucaristia che la Parola di Dio, il
Verbo fatto Parola, si esprime in tutta la sua forza significativa e
performativa.
Sarebbe un modo di aiutare a capire la Liturgia della Parola e la
Liturgia Eucaristica come una unica azione liturgica
2 - Nel Cap. II si parla della Sacra Scrittura. Anche qui si potrebbe
stabilire il rapporto tra la Sacra Scrittura, il Mistero della Bibbia e
il Mistero Eucaristico. Se nell'Eucaristia abbiamo il pane consacrato,
possiamo anche dire che la Bibbia è Parola umana consacrata.
Aiuterebbe a guardare la Sacra Scrittura anche come un libro speciale,
santo, umano-divino.
A considerarla e a venerarla nel suo Mistero.
3 - Per ultimo e adesso riguardo al Cap. V, n° 41, proporrò come
determinante per l'ascolto della Parola di Dio che cerchiamo nella
Bibbia, oltre alla fede, la lettura assidua, lo studio esigente,
l'obbedienza, la povertà e la libertà, di cui si parla nel n° 41, anche
l'attenzione al mondo e alla storia. Al mondo degli uomini. Ascoltiamo,
vediamo e leggiamo quello che accade. Lo sappiamo. Penso, pure, che sarà
necessario amare questo mondo, il nostro mondo, che Dio ha amato e ama.
Amarlo nei suoi dolori e sofferenze, nelle sue delusioni e angosce,
nella sua ricerca di pace, di vita degna e che tante volte prende una
direzione errata. Amarlo anche nelle realizzazioni a favore dell'uomo e
della sua dignità di persona.
Questo aiuterà ad aprire alla parola la via del suo aggiornamento e
permetterebbe di penetrare nell'inesauribilità della sua novità,
suscitata dalla novità di ogni tempo.
[00260-01.03] [IN208] [Testo originale: italiano]
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S.Em.R. Card. Antonio María ROUCO VARELA, Arcivescovo di Madrid,
Presidente della Conferenza Episcopale (SPAGNA)
Fare in modo che la Parola di Dio sia fermento della cultura moderna
presuppone tenere in considerazione uno dei tratti che la caratterizzano
maggiormente, soprattutto nel contesto euroamericano, ovvero: la
concezione immanentista dell’uomo e del mondo, senza riferimento né
esplicito né implicito a Dio Creatore e Redentore dell’uomo. Questa
caratteristica si rileva in particolare nella cultura sociopolitica e
giuridica. Lo Stato moderno, nella sua versione laicista radicale, è
sfociato, nel XX secolo, nelle forme totalitarie del comunismo sovietico
e del nazionalsocialismo. Naturalmente, la visione cristiana della vita
ha continuato ad essere viva ed operante a livello giuridico-sociale
nella cultura della modernità. Vi è stato persino un ritorno del diritto
naturale, partendo dallo “Ius Gentium” della Scuola di Salamanca. La
postmodernità ha inasprito la concezione moderna dell’uomo, della
società e dell’ordine politico-giuridico nei suoi aspetti più negativi,
aprendo la strada al nichilismo esistenziale e alla “dittatura” del
relativismo etico. Il trattamento legale riservato al diritto alla vita,
come se lo Stato potesse disporre di esso illimitatamente, è una prova
eloquente di quanto detto. Occorre, dunque, una risposta culturale del
Vangelo che, in un dialogo sincero tra fede e ragione, faccia presente
nella vita pubblica la verità di Dio Creatore e Redentore dell’uomo: del
“Dio che è amore”. I laici devono esserne i protagonisti più attivi.
[00172-01.04] [IN148] [Testo originale: spagnolo]
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S.E.R. Mons. Phillip PÖLLITZER, O.M.I., Vescovo di Keetmanshoop
(NAMIBIA)
Nel Documento di lavoro noto la mancanza di visibilità di due temi
fondamentali: lo Spirito Santo e la missio ad extra. Entrambi questi
aspetti quasi scompaiono nel linguaggio tecnico teologico. È vero che
vengono menzionati più volte in maniera implicita, tuttavia vorrei
vederli illustrati e utilizzati molto più spesso in maniera esplicita.
1. Lo Spirito Santo.
Dove rimane lo Spirito Santo nel Documento di lavoro? Nascosto tra le
righe delle affermazioni casuali? Se, allora come oggi, la parola di Dio
si è fatta e si fa presente in modo totale e sotto ogni aspetto
attraverso lo Spirito Santo, allora dovremmo anche affermarlo in modo
chiaro. Le strategie dell’annuncio devono essere illustrate/attuate in
modo inequivocabile nella prospettiva dello Spirito Santo.
2. La missio ad extra.
Non mi riferisco ai “territori di missione”, bensì al compito
missionario davanti alla porta di casa! Il buon esempio da solo non
basta. La parola diretta è necessaria tanto per chi è distante quanto
per i milioni di non cristiani che oggi, in occidente, accorrono, per
così dire, direttamente tra le braccia di madre Chiesa. Che cosa fa la
madre Chiesa? Trema scoraggiata. Detto in parole chiare: facciamo
abbastanza, in modo diretto e consapevole, per le persone lontane e per
gli immigranti? Lo Spirito Santo, attraverso di noi, può parlare anche a
coloro che sono in balia dello spirito/spirito maligno secolare o
etnico-tradizionale!
[00212-01.04] [IN180] [Testo originale: tedesco]
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S.E.R. Mons. Rimantas NORVILA, Vescovo di Vilkaviškis (LITUANIA)
Vorrei sottolineare quanto detto al numero 57 dell’Instrumentum Laboris
riguardo alla ricerca della cosiddetta “storia degli effetti” della
Bibbia nella cultura e nell’ethos comune. Non possiamo dimenticare i
frutti che la Parola di Dio, caduta come seme, produsse e continua a
produrre nei cuori dei fedeli e di tutti gli uomini di buona volontà, e
di conseguenza, in tutta la storia. Questo frutto abbondante «nella
misura chi del trenta, chi del sessanta, chi del cento per uno» (Mc 4,
20), non può essere dimenticato, nascosto sotto la «zizzania». Sarebbe
opportuno mostrare la «storia della grazia e della verità» che non può
essere ridotta alla «storia del peccato».
Nell'esperienza millenaria la Chiesa di Cristo ha affrontato diverse
sfide, né il momento attuale sembra senza via d'uscita. Restando nella
fede e non perdendo la speranza anche oggi scopriamo esperienze
incoraggianti, che ribadiscono - in primo luogo per noi stessi - che la
missione della Chiesa è possibile in ogni tempo e in ogni luogo,
senz'altro nel mondo odierno. Non dobbiamo scoraggiarci, anche se
avvertiamo la fatica della scarsità dei collaboratori, il limite delle
risorse, le risposte non sempre incoraggianti, alle iniziative messe in
campo. Anche le parole di Gesù non sempre erano accolte con benevolenza.
Tenendo presente la parabola del padrone di casa «che estrae dal suo
tesoro cose nuove e cose antiche» (Mt 13, 52), da tutti noi - ministri
sacri - vescovi, presbiteri - appartenenti alla vita consacrata e
fratelli laici tutti - ci si attende di cercare le vie antiche e nuove
per proclamare la Buona Novella.
Vorrei riferire anche al n. 27 dell'Instrumentum laboris, circa i
pellegrinaggi in Terra Santa. Molto opportunamente la Terra Santa viene
denominata "il quinto vangelo". Per i noti riferimenti alla vita storica
di Gesù essa rappresenta una privilegiata occasione per la pastorale
della Parola di Dio e la sua conoscenza più profonda e autentica, oltre
che un reale segno di solidarietà cristiana nei confronti dei fratelli e
delle sorelle che vivono in quella Terra
[00213-01.03] [IN181] [Testo originale: italiano]
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S.E.R. Mons. Velasio DE PAOLIS, Arcivescovo titolare di Telepte,
Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede
(CITTÀ DEL VATICANO)
La parola è il modo di donarsi di Dio nella storia nelle diverse tappe
della storia della salvezza.
Ad ogni dono da parte di Dio viene offerta anche la possibilità all'uomo
di rispondere al dono e l'indicazione della strada da percorrere.
L'agire morale del cristiano non trae origine dall’obbligo di osservare
delle norme, ma dall'essere nuova creatura in Cristo e consiste in una
risposta di amore a Dio. La sorgente e la meta dell'agire morale del
cristiano è l'amore, che necessariamente passa attraverso la strada
dell'osservanza della parola di Dio; il fedele è chiamato a compiere,
mediante l'amore, le opere della legge. L'agire morale cristiano è una
morale pasquale; una morale che consiste nel dimorare in Cristo, nella
testimonianza di amore verso Dio Padre e verso il prossimo, nello
Spirito Santo.
Il Concilio Vaticano Il ha sottolineato con il decreto Ad Gentes, la
necessità di una missione specifica, consistente nel primo annuncio a
quanti non hanno la fede cristiana (Missio ad gentes). Con il tempo non
pochi fattori hanno contribuito ad affievolire l'impegno in questa
missione. La necessità della Missio ad gentes è connessa con verità
fondamentali della fede cristiana, particolarmente sottolineata dalla
Dichiarazione Dominus Jesus (Unicità e universalità del mistero
salvifico di Gesù Cristo; Unicità e unità della Chiesa). L'Enciclica
Redemptoris Missio del 1990 ribadisce la necessità della Missio ad
gentes. La confusione tra missione come cura di anime o come nuova
evangelizzazione da una parte e la missio ad gentes continua a
persistere.
Penso che sia necessario che questo Sinodo, ispirandosi alla Redemptoris
Missio, ribadisca l'impegno della Chiesa nella Missio ad Gentes. La
rinnovata vitalità della Chiesa si è manifestata, nel corso della
storia, soprattutto nel nuovo impegno missionario ad gentes.
È opportuno ricordare che oggi con le migrazioni si aprono nuovi
orizzonti. Gran parte dei migranti che vengono tra noi non sono
cristiani. Le chiese particolari, oltre ad essere sensibili alla loro
accoglienza secondo i principi dell' amore cristiano, devono sapere
trovare anche le strade per annunciare loro il mistero di Cristo
Salvatore di tutti gli uomini. In questa opera di evangelizzazione
bisogna vedere il futuro della Chiesa.
[00216-01.03] [IN184] [Testo originale: italiano]
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S.E.R. Mons. Jean Gaspard MUDISO MUND'LA, S.V.D., Vescovo di Kenge
(REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO)
Il mio intervento riguarda l’Apostolato biblico, in particolare la
preparazione o la formazione dei futuri sacerdoti all’Apostolato biblico
come disciplina accademica nei seminari e negli istituti di formazione
religiosa. Faccio riferimento al Documento di Lavoro n° 49, 4 e alla
Sacramentum caritatis n° 46.
Se la Parola di Dio deve ispirare tutta la pastorale della Chiesa (IL n°
48; DV n° 24), dobbiamo ripensare e rivedere la formazione nei grandi
seminari e negli istituti religiosi, poiché la Parola di Dio non è e non
può essere una materia d’insegnamento come le altre, al pari delle
altre.
Occorre quindi una preparazione molto seria, tanto accademica e
scientifica, quanto spirituale per i futuri sacerdoti. Tuttavia,
lamentiamo una certa carenza a questo proposito nella formazione data
nei seminari. Lo studio della Bibbia tende a privilegiare la lectio
scholastica, la lettura accademica della Bibbia che trasmette
principalmente conoscenze intellettuali, che sono certamente necessarie
ma lasciano un vuoto per quanto riguarda la lettura spirituale, ossia la
dimensione pastorale della Parola di Dio.
L’Apostolato biblico come disciplina accademica vuole, appunto, colmare
questa lacuna. Esso desidera aiutare il credente a incontrare il Signore
che si rivolge a lui e lo interpella nella sua vita concreta. Questa
lezione potrebbe avere una doppia finalità:
a) risvegliare nel seminarista una profonda presa di coscienza delle
Scritture come Parola di Dio, sorgente della vita cristiana e strumento
del ministero pastorale;
b) aiutare il seminarista a tradurre le proprie conoscenze delle
Scritture nella quotidianità della vita (cf BICAM: Syllabus, Accra 2008,
p. 21).
[00217-01.04[IN185] [Testo originale: francese]
-
S.E.R. Mons. Johannes Harmannes Jozefus VAN DEN HENDE, Vescovo di Breda
(PAESI BASSI)
Catechesi sulla natura della Chiesa alla luce della Sacra Scrittura,
insieme alla Catechesi sulla Sacra Scrittura nella comunione della
Chiesa.
[00222-01.02] [IN190] [Testo originale: latino]
AUDITIO DELEGATORUM
FRATERNORUM (III)
In questa Quindicesima Congregazione Generale sono intervenuti i
seguenti Delegati Fraterni:
-
Rev. Archibald Miller MILLOY, Segretario Generale delle "United Bible
Societes" (GRAN BRETAGNA)
-
S.E. MARK [Sergej Golovkov], Vescovo di Yegorievsk, Vice Presidente del
Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di
Mosca (FEDERAZIONE RUSSA)
-
S.E. SILUAN [Ciprian Şpam], Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena in
Italia (ITALIA)
-
S.E. ARMASH [Hagop Nalbandian], Vescovo Primate di Damasco (SIRIA)
-
Exc.tia Sua Rev. Nicholas Thomas WRIGHT, Vescovo di Durham, Comunione
Anglicana (GRAN BRETAGNA)
Diamo qui di seguito i riassunti degli interventi:
-
Rev. Archibald Miller MILLOY, Segretario Generale delle "United Bible
Societes" (GRAN BRETAGNA)
Le United Bible Societies (UBS) considerano un grande onore essere state
invitate a partecipare al Sinodo in qualità di ospite speciale. Le
United Bible Societies fanno risalire la loro stretta collaborazione con
la Chiesa cattolica a livello parrocchiale, nazionale e mondiale alla
promulgazione della Costituzione sulla Divina Rivelazione Dei Verbum,
frutto del Concilio Vaticano II. La Dei Verbum ha dato ai cristiani
cattolici l’incarico esplicito di lavorare alla traduzione della Bibbia
e di farlo in collaborazione con le loro sorelle e i loro fratelli delle
altre denominazioni. Più specificamente, l’esortazione della Dei Verbum
che tutti “i fedeli abbiano largo accesso alla sacra Scrittura” ha fatto
sì che, negli ultimi 40 anni, le UBS portassero a termine 134 traduzioni
in collaborazione con la Chiesa cattolica. Il Documento di lavoro
giustamente afferma che questo “largo accesso” è un prerequisito per la
missione oggi. C’è quindi da rammaricarsi che solo in 438 delle 7000
lingue del mondo esista una traduzione completa della Bibbia. Le UBS
attualmente partecipano a 646 progetti di traduzione in tutto il mondo.
Durante il Sinodo, le UBS firmeranno un nuovo accordo di collaborazione
con la Federazione Biblica Cattolica per testimoniare la crescente
collaborazione, oggi, delle due organizzazioni. Certamente molti
cattolici sono ora membri attivi delle Società Bibliche in tutto il
mondo. Al Sinodo è stato segnalato un nuovo progetto “Perché siano una
cosa sola”, lanciato recentemente dalla Commissione episcopale per
l’apostolato biblico (ECBA) della Conferenza dei vescovi cattolici delle
Filippine e dalla Società Biblica di tale paese.
[00199-01.05] [DF006] [Testo originale: inglese]
-
S.E. MARK [Sergej Golovkov], Vescovo di Yegorievsk, Vice Presidente del
Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di
Mosca (FEDERAZIONE RUSSA)
Come rappresentante della Chiesa Ortodossa Russa vorrei raccontarvi
della nostra esperienza storica legata al tema delle Sacre Scritture.
Sin dal momento della sua conversione al Cristianesimo, nel X secolo, la
Rus’ ha ricevuto le Sacre Scritture nella propria lingua. Sin da allora
la fede in Cristo era indissolubilmente legata allo studio della Bibbia.
Il primo libro stampato in Russia fu l’“Apostolo” - un libro liturgico
contenente il libro degli Atti e le Lettere dei Santi Apostoli. Con
l’evoluzione della lingua parlata mutò gradualmente anche il testo della
traduzione slava. La Chiesa Ortodossa ritiene importante che le Sacre
Scritture siano accessibili ad ognuno. La lettura della Bibbia in Chiesa
durante le funzioni liturgiche, tuttavia, rappresenta il modo di ascolto
più valido. Assieme all’accessibilità dei testi biblici, un principio
basilare per la loro comprensione risulta essere l’adempimento della
tradizione. La teologia ortodossa non rinuncia a nuovi studi sui testi
sacri. Ciò nonostante noi riteniamo che l’interpretazione dei testi
biblici sia strettamente legata alla spiegazione lasciataci dai Padri
della Chiesa. La fedeltà alla tradizione è la strada sicura che aiuta a
non perdersi tra le molteplici opinioni. La nostra Chiesa non esclude
altri percorsi per far incontrare l’uomo contemporaneo con il Libro dei
Libri. In particolare, negli ultimi anni, sono stati prodotti degli
audio-dischi con le letture del Vangelo e del Salterio. Così come
materiali per i bambini: si tratta di testi evangelici adattati per la
comprensione dei bambini e di racconti sugli eventi della Storia sacra.
[00275-01.02] [DF007] [Testo originale: italiano]
-
S.E. SILUAN [Ciprian Şpam], Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena in
Italia (ITALIA)
Innanzitutto vorremmo trasmettere il Nostro caloroso saluto a tutti i
vescovi e delegati presenti alla XII sessione del Sinodo dei Vescovi
della Chiesa Cattolica arrivati da tutto il mondo, riuniti in questi
giorni a Roma.
Il tema di questo Sinodo, “La Parola di Dio nella vita e nella missione
della Chiesa”, si trova nella preoccupazione comune delle nostre Chiese
per sottolineare e riaffermare il ruolo che ha la Parola divina nella
dinamica missionaria dell’inizio del ventunesimo secolo. In questo senso
portiamo alla vostra conoscenza con gioia che la nostra Chiesa Ortodossa
Romena, tramite la voce unanime dei suoi vescovi, ha dichiarato l’anno
2008 come “Anno-giubileo della Santa Scrittura e della Santa Liturgia”.
Questo fatto sta sottolineando il legame organico ed inseparabile tra la
Santa Scrittura e la Santa Liturgia, tra la Parola di Dio e la Santa
Eucaristia. L’intero tesoro liturgico della Chiesa Ortodossa è
profondamente marcato dalle parole della Sacra Scrittura che penetrano
le preghiere e gli inni che i fedeli ascoltano durante le varie
celebrazioni che frequentano. Anche le letture che si fanno durante i
diversi uffici riprendono un numero considerevole di parole da Dio
ispirate attraverso la bocca dei profeti e degli Apostoli, nonché dai
libri sapienziali o dai salmi. Al primo posto tra i libri della Sacra
Scrittura più usati nel nostro culto tradizionale si trovano le pericopi
riprese dalle lettere di San Paolo Apostolo. Consideriamo che lo zelo
missionario di San Paolo ci può ispirare nel contesto europeo
secolarizzato di oggi e la sua preghiera ci sarà di grande aiuto nella
nostra attività missionaria. In conclusione, congratulandomi con voi per
aver scelto di dibattere quest’anno un tema così ispirato, vogliamo
augurarvi che i lavori della XII sessione del Sinodo dei vescovi portino
dei frutti spirituali e pastorali in abbondanza per tutti quelli che vi
partecipano.
[00274-01.02] [DF008] [Testo originale: italiano]
-
S.E. ARMASH [Hagop Nalbandian], Vescovo Primate di Damasco (SIRIA)
La Parola di Dio in Armenia è stata proclamata già nel I secolo dagli
apostoli Taddeo e Bartolomeo che, dopo la loro azione missionaria sono
morti martiri. L’annuncio della Parola di Dio nei tre secoli successivi
ha dato frutto, sicché, primo stato al mondo, nel 301 l’Armenia ha
proclamato il cristianesimo come religione di stato.
Nel corso dei secoli la Sacra Scrittura e l’esegesi della Parola hanno
caratterizzato la dottrina e la teologia della Chiesa armena. La Parola
di Dio è anche diventata il vero contenuto di vita degli armeni,
accompagnandoli durante le persecuzioni. Vorrei citare solo un esempio
del passato più recente. Come avremmo potuto sopravvivere al genocidio
se non avessimo creduto alla forza della Parola donatrice di vita? La
fede nella Parola fatta carne, nella sua crocifissione e soprattutto
nella sua risurrezione donatrice di vita ci ha dato la forza per
sopravvivere al genocidio. Il popolo armeno, attraverso il suo martirio,
ha dato una testimonianza che ancora oggi forgia l’identità cristiana di
ogni armeno. La Parola di Dio è stata ed è fonte della speranza e della
sopravvivenza.
Com’è la situazione dell’annuncio della Parola in Armenia oggi?
L’Armenia è un paese post-sovietico. Quale fosse la situazione in epoca
sovietica è già noto. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, oggi in
Armenia sperimentiamo un risveglio spirituale e un profondo interesse
per l’ascolto della Parola di Dio. Il numero dei circoli biblici e delle
persone che frequentano la chiesa è in aumento. Questa nuova attrattiva
dell’ascolto della Parola può, secondo me, essere spiegata in tre punti:
1. Imparando a conoscere la Bibbia e partecipando all’eucaristia e alla
preghiera si ritrovano le proprie radici. È la fede dei propri avi, dei
nonni e dei genitori.
2. Professando il cristianesimo ci si sente parte del vasto mondo,
membro della grande comunità della Chiesa di Cristo.
3. Si vuole leggere la Bibbia, comprenderla, studiarla... perché per 70
anni sono state raccontate delle menzogne e ora si vuole finalmente
conoscere la verità.
Le situazioni quotidiane ci portano all’ascolto della Parola. La
disponibilità all’ascolto della Parola ha molte forme e modi. La Parola
di Dio può essere sperimentata e ascoltata anche al di fuori della
Messa. L’annuncio della Parola deve essere mirato, così da poter
penetrare nel cuore e nell’anima delle persone. La Parola deve avere per
il cristiano un significato che sia di orientamento. Le situazioni di
vita ci aiutano a cercare la Parola, quindi come servitori della Chiesa
e annunciatori della Parola dobbiamo volgerci verso gli ascoltatori e i
fedeli, imparare a conoscere le loro situazioni e le loro esperienze di
vita. Le loro situazioni di vita e le loro attese possono fornirci la
chiave per aprire il loro cuore. Il messaggio di salvezza deve essere
una risposta ai loro bisogni e alle loro afflizioni.
È questo oggi l’invito all’ascolto della Parola di Dio.
[00279-01.04] [DF009] [Testo originale: tedesco]
-
Exc.tia Sua Rev. Nicholas Thomas WRIGHT, Vescovo di Durham, Comunione
Anglicana (GRAN BRETAGNA)
1. Dobbiamo affrontare le stesse sfide vostre: non solo la
secolarizzazione e il relativismo, ma anche la postmodernità.
L’incertezza produce ansietà: a) la Bibbia potrebbe dirci cose
indesiderate; b) il suo messaggio potrebbe essere soffocato.
2. Una quadruplice lettura della Scrittura come amore di Dio: cuore (Lectio
Divina, lettura liturgica); mente (studio storico/critico); anima (vita
ecclesiale, tradizione, insegnamento) e forza (missione, regno di Dio).
Questi elementi devono essere equilibrati.
3. In particolare, abbiamo bisogno di un nuovo impegno orientato alla
missione verso la nostra cultura. Il punto 57 del Documento di lavoro
suggerisce che l’impegno di Paolo purifica ed eleva semplicemente ciò
che già esiste nella cultura. Ma Paolo si confronta anche con
l’idolatria pagana, e lo stesso dobbiamo fare noi. In particolare,
dobbiamo confrontarci in modo critico con gli strumenti e i metodi dello
studio storico/critico stesso.
4. Il culmine del Canone è Gesù Cristo, specialmente la sua croce e
risurrezione. Questi eventi non sono soltanto salvifici. Offrono un
principio ermeneutico vicino alla tradizione ebraica della “critica
dall’interno”.
5. Maria come modello: Fiat (mente); Magnificat (forza); Conservabat
(cuore), ma anche Stabat, attendendo pazientemente nell’anima, la
tradizione e l’attesa della Chiesa di una nuova rivelazione, inattesa e
forse indesiderata, ma tuttavia salvifica.
[00276-01.05] [DF010] [Testo originale: inglese]
ESPOSIZIONE
ESPLICATIVA DELLA LECTIO DIVINA
Alla ripresa dei lavori, dopo l’intervallo, Mons. Nikola Eterović,
Arcivescovo di Sidak e Segretario generale del Sinodo dei Vescovi, ha
introdotto un’Esposizione esplicativa della “Lectio Divina”, presentata
dai S.E.R. Mons. Santiago Jaime SILVA RETAMALES, Vescovo titolare di
Bela, Vescovo ausiliare di Valparaíso (CILE).
Riportiamo il riassunto della presentazione nel Bollettino N. 22.
Quindi, sono seguiti gli interventi liberi sul tema sinodale.
AVVISI
- CONFERENZE STAMPA
- BRIEFING PER I GRUPPI
LINGUISTICI
- POOL PER L’AULA DEL SINODO
- BOLLETTINO
- NOTIZIARIO TELEFONICO
-
ORARIO DI APERTURA DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE
CONFERENZE STAMPA
Alla Seconda Conferenza Stampa sui lavori della XII Assemblea Generale
Ordinaria del Sinodo dei Vescovi del 16 ottobre 2008, ore 12.45
interverranno:
- S.Em.R. Card. William Joseph LEVADA, Prefetto della Congregazione per
la Dottrina della Fede (CITTÀ DEL VATICANO), Presidente Delegato della
XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi
- S.Em.R. Card. George PELL, Arcivescovo di Sydney (AUSTRALIA),
Presidente Delegato della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo
dei Vescovi
- S.Em.R. Card. Odilo Pedro SCHERER, Arcivescovo di São Paulo (BRASILE),
Presidente Delegato della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo
dei Vescovi
- S.Em.R. Card. Peter Kodwo Appiah TURKSON, Arcivescovo di Cape Coast,
Presidente dell'Associazione delle Conferenze Episcopali dell'Africa
occidentale (A.C.E.A.O.) (GHANA), Presidente della Commissione per
l’Informazione della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei
Vescovi
- S.E.R. Mons. Diarmuid MARTIN, Arcivescovo di Dublin (IRLANDA), Membro
della Commissione per l’Informazione della XII Assemblea Generale
Ordinaria del Sinodo dei Vescovi
- S.E.R. Mons. Luis Antonio G. TAGLE, Vescovo di Imus (FILIPPINE),
Membro della Commissione per l’Informazione della XII Assemblea Generale
Ordinaria del Sinodo dei Vescovi
Alla Terza Conferenza Stampa sui lavori della XII Assemblea Generale
Ordinaria del Sinodo dei Vescovi del 25 ottobre 2008, ore 12.45
interverranno:
- S.E.R. Mons. Laurent MONSENGWO PASINYA, Arcivescovo di Kinshasa,
Presidente della Conferenza Episcopale (REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL
CONGO), Segretario Speciale della XII Assemblea Generale Ordinaria del
Sinodo dei Vescovi
- S.E.R. Mons. Gianfranco RAVASI, Arcivescovo titolare di Villamagna di
Proconsolare, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura (CITTÀ
DEL VATICANO), Presidente della Commissione per il Messaggio della XII
Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi
- S.E.R. Mons. Santiago Jaime SILVA RETAMALES, Vescovo titolare di Bela,
Vescovo ausiliare di Valparaíso (CILE), Vice Presidente della
Commissione per il Messaggio della XII Assemblea Generale Ordinaria del
Sinodo dei Vescovi.
BRIEFING PER I GRUPPI
LINGUISTICI
Si comunica la seguente variazione nei luoghi di briefing degli Addetti
Stampa indicati nel Bollettino N. 2: il Gruppo linguistico francese si
riunirà non più presso la Radio Vaticana ma presso la Sala Stampa della
Santa Sede, in un locale che verrà indicato di volta in volta.
L’ottavo briefing per i gruppi linguistici avrà luogo domani, mercoledì
15 ottobre 2008 alle ore 14.00 circa, a conclusione della Conferenza
Stampa, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede,
per la presentazione del film “Testimonianza” (Testimony), tratto dal
libro “Una vita con Karol” del Sig. Cardinale Stanisław Dziwisz,
Arcivescovo di Cracovia, e di Gianfranco Svidercoschi.
Si ricorda che i Signori operatori audiovisivi (cameramen e tecnici) e i
fotoreporter sono pregati di rivolgersi al Pontificio Consiglio delle
Comunicazioni Sociali per il permesso di accesso (molto ristretto).
POOL PER L’AULA DEL SINODO
Il settimo “pool” per l’Aula del Sinodo sarà formato per la preghiera di
apertura della Diciottesima Congregazione Generale di venerdì mattina,
17 ottobre 2008.
Nell’Ufficio Informazioni e Accreditamenti della Sala Stampa della Santa
Sede, (all’ingresso, a destra) sono a disposizione dei redattori le
liste d’iscrizione al pool.
Si ricorda che i Signori operatori audiovisivi (cameramen e tecnici) e
fotoreporters sono pregati di rivolgersi al Pontificio Consiglio per le
Comunicazione Sociali per la partecipazione al pool per l’Aula del
Sinodo.
Si ricorda che i partecipanti al pool sono pregati di trovarsi alle ore
08.30 nel Settore Stampa, allestito all’esterno di fronte all’ingresso
dell’Aula Paolo VI, da dove saranno chiamati per accedere all’Aula del
Sinodo, sempre accompagnati da un ufficiale della Sala Stampa della
Santa Sede, rispettivamente dal Pontificio Consiglio per le
Comunicazioni Sociali.
BOLLETTINO
Il prossimo Bollettino N. 22, riguardante i lavori della Sedicesima
Congregazione Generale della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo
dei Vescovi di mercoledì 15 ottobre 2008, sarà a disposizione dei
giornalisti accreditati a conclusione della Congregazione Generale.
NOTIZIARIO TELEFONICO
Durante il periodo sinodale sarà in funzione un notiziario telefonico:
- +39-06-698.19 con il Bollettino ordinario della Sala Stampa della
Santa Sede;
- +39-06-698.84051 con il Bollettino del Sinodo dei Vescovi,
antemeridiano;
- +39-06-698.84877 con il Bollettino del Sinodo dei Vescovi,
pomeridiano.
ORARIO
DI APERTURA DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE
La Sala Stampa della Santa Sede, in occasione della XII Assemblea
Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, resta aperta secondo il
seguente orario:
- Mercoledì 15 ottobre: ore 09.00 - 20.00
- Giovedì 16 ottobre: ore 09.00 - 21.00
- Venerdì 17 ottobre: ore 09.00 - 16.00
- Sabato 18 ottobre: 09.00 - 19.00
- Domenica 19 ottobre: ore 10.00 - 13.00
- Da lunedì 20 ottobre a sabato 25 ottobre: ore 09.00 - 16.00
- Domenica 26 ottobre: ore 09.00 - 13.00
Il personale dell’Ufficio Informazioni e Accreditamenti è a disposizione
(nell’ingresso a destra):
- Lunedì-Venerdì: ore 09.00-15.00
- Sabato: ore 09.00-14.00
Eventuali cambiamenti saranno comunicati appena possibile, tramite
annuncio nella bacheca della Sala dei giornalisti presso la Sala Stampa
della Santa Sede, nel Bollettino informativo della Commissione per
l’informazione della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei
Vescovi e nell’area Comunicazioni di servizio del sito Internet della
Santa Sede.
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