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31 - 21.10.2008
SOMMARIO
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VENTESIMA CONGREGAZIONE GENERALE (MARTEDÌ, 21 OTTOBRE 2008 -
ANTEMERIDIANO)
VENTESIMA CONGREGAZIONE GENERALE (MARTEDÌ, 21 OTTOBRE
2008 - ANTEMERIDIANO)
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PRESENTAZIONE DELL’ELENCO UNICO DELLE PROPOSIZIONI
- SUFFRAGATIO PRO CONSILIO (II)
- AUDITIO AUDITORUM (V)
Alle ore 09.00 di oggi martedì 21 ottobre 2008, alla presenza del Santo
Padre, con il canto dell’Ora Terza, ha avuto inizio la Ventesima
Congregazione Generale, per la presentazione dell’Elenchus Unicus
Propositionum.
Presidente Delegato di turno S.Em.R. Card. Odilo Pedro SCHERER,
Arcivescovo di São Paulo (BRASILE).
In apertura di questa Congregazione Generale il Segretario Generale del
Sinodo dei Vescovi, Mons. Nikola ETEROVIĆ, Arcivescovo titolare di Sisak,
ha ringraziato il Santo Padre Benedetto XVI, che nella visita di
domenica 19 ottobre 2008 al Santuario della Beata Vergine di Pompei
(ITALIA), ha pregato per i lavori della XII Assemblea Generale del
Sinodo dei Vescovi.
Prima dell’intervallo, il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi ha
donato al Santo Padre un esemplare del Terzo Volume dell’Enchiridion del
Sinodo dei Vescovi.
Durante l’intervallo delle ore 10.30, il Santo Padre ha ricevuto in
udienza i Membri dei Circoli Minori Anglicus C e Gallicus C.
In chiusura della Ventesima Congregazione Generale, il Segretario
Generale ha invitato i Padri sinodali a riunirsi questo pomeriggio nella
V Sessione dei Circoli Minori per la preparazione dei Modi collettivi
delle proposizioni.
Inoltre, il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi ha annunciato che
giovedi 23 ottobre 2008, alle ore 21.00, nella Chiesa di S. Maria in
Traspontina, si terrà, per i Padri sinodali, uno spettacolo sul tema
della “Parola di Dio” dal titolo “Genesi. La Creazione” (Dal I capitolo
del libro della Genesi, un happening artistico sulla Parola di Dio
Creatrice), diretto da Lorenzo Cognatti e presentato da Jobel Teatro in
collaborazione con il Sinodo dei Vescovi, sostenuto dal Comune di Roma.
La Ventunesima Congregazione Generale avrà luogo venerdì 24 Ottobre per
la presentazione e la votazione del Messaggio.
A questa Congregazione Generale, che si è conclusa alle ore 12.15 con la
preghiera dell’Angelus Domini, erano presenti 243 Padri.
PRESENTAZIONE DELL’ELENCO UNICO DELLE PROPOSIZIONI
In questa Ventesima Congregazione Generale, il Relatore Generale, S.Em.R.
Card. Marc OUELLET, P.S.S., Arcivescovo di Québec, e il Segretario
Speciale S.E.R. Mons. Laurent MONSENGWO PASINYA, Arcivescovo di Kinshasa,
hanno presentato l’Elenchus Unicus Propositionum, risultato dei lavori
di unificazione delle Proposizioni preparate dai singoli Circoli Minori,
svolti sabato pomeriggio, domenica e lunedì 18, 19 e 20 ottobre 2008 dal
Relatore Generale insieme al Segretario Speciale e ai Relatori dei
Circoli Minori. L’Elenco Unico, opera di tutta l’assemblea, è
distribuito ai Padri sinodali per lo studio privato e la preparazione
dei Modi individuali, che ciascun Padre sinodale potrà presentare in
seno al proprio Circolo minore per la discussione e l’esame comune.
SUFFRAGATIO PRO CONSILIO (II)
Non avendo ottenuto nessun Padre sinodale la maggioranza assoluta
richiesta nella prima votazione, si è proceduto a una seconda votazione,
in modo elettronico, nella quale sono stati eletti i 12 Padri sinodali
che hanno ottenuto il maggior numero di voti per la maggioranza
relativa. L’elenco dei Membri eletti, con l’aggiunta dei Membri di
nomina pontificia, sarà pubblicato nei prossimi giorni.
AUDITIO AUDITORUM (V)
Infine, sono intervenuti i seguenti Uditori e Uditrici:
-
Sig. Carl Albert ANDERSON, Cavaliere Supremo dell'Ordine dei Cavalieri
di Colombo (Supreme Knight of Columbus) (STATI UNITI D'AMERICA)
-
Rev. Daniel Pablo KERBER MÁS, Professore di Teologia Biblica presso la
Facoltà Teologica; Direttore dell'Istituto Pastorale di Catechesi
dell'Acidiocesi di Montevideo; Parroco di S. Alessandro e di S. Pietro
Claver (URUGUAY)
-
Sig.ra Elvira GO, Assistente per la Pastorale Biblica (FILIPPINE)
-
Rev.da Suora Euphrasie BEYA, Presidente dell'Unione delle Superiore
Maggiori (U.SU.MA.) nella Repubblica Democratica del Congo (REPUBBLICA
DEMOCRATICA DEL CONGO)
-
Prof. Rigoberto ANGARITA, Professore presso l'Istituto di San Giuseppe
dei Padri Salesiani a San Cristobal (VENEZUELA)
-
Rev.da Suora Maria Antonieta BRUSCATO, F.S.P., Superiora Generale della
Pia Società Figlie di San Paolo (ITALIA)
-
Rev. Fidèle MABEGLE, Direttore della Scuola di Teologia per Laici
dell'Arcidiocesi di Yaoundé (CAMERUN)
Diamo qui di seguito i riassunti degli interventi:
- Sig. Carl Albert ANDERSON, Cavaliere Supremo dell'Ordine dei Cavalieri
di Colombo (Supreme Knight of Columbus) (STATI UNITI D'AMERICA)
A) Per molti anni i Cavalieri di Colombo hanno promosso una forma di
Lectio Divina nel contesto della devozione mariana, attraverso il
rosario e le ore di preghiera mariana. Riteniamo che questa
proclamazione e meditazione comunitaria della Parola di Dio nell’ambito
delle devozioni cattoliche tradizionali - specialmente la recita del
rosario - faccia parte di una risposta efficace al diffondersi delle
sette, specialmente in America Latina, dove le comunità sono
svantaggiate a causa della mancanza di sacerdoti. In questo modo,
possiamo crescere più pienamente nella conoscenza di Maria come “modello
per ogni credente di accoglienza della Parola” e, come ha osservato il
cardinale Ouellet, come lei, possiamo rispondere in modo “dinamico,
dialogale e contemplativo”.B) Per offrire ai laici una maggiore
formazione e una catechesi accurata, proponiamo la realizzazione di un
compendio del lezionario che colleghi le sezioni del Catechismo della
Chiesa cattolica alle letture della domenica, al fine di offrire una
maggiore ricchezza nella predicazione domenicale e un maggior
collegamento tra le verità fondamentali della fede cattolica e la Sacra
Scrittura.
C) Per favorire una migliore formazione dei laici negli “studi
superiori” della Parola di Dio, affinché “la novità e la forza del
Vangelo risplendano ogni giorno nella loro vita familiare e sociale”,
raccomandiamo alle università cattoliche di estendere i requisiti
fondamentali di filosofia e teologia per includere tutto il Nuovo
Testamento, al fine di promuovere una conoscenza realistica e amorevole
della fede, incoraggiando, con le parole della Dei Verbum, una “pia
lettura” della Bibbia.
[00243-01.04] [UD021] [Testo originale: inglese]
- Rev. Daniel Pablo KERBER MÁS, Professore di Teologia Biblica presso la
Facoltà Teologica; Direttore dell'Istituto Pastorale di Catechesi
dell'Acidiocesi di Montevideo; Parroco di S. Alessandro e di S. Pietro
Claver (URUGUAY)
La Chiesa esiste per evangelizzare perché essa stessa ascolta ogni
giorno il Vangelo che il Signore annuncia. In che modo la Chiesa si
trasforma sempre di più in testimone dell’ascolto per essere maestra
dell’ascolto?
Parlare della Parola di Dio significa lasciarci trovare dal Dio della
Parola. In che modo tutti i nostri sforzi per la Parola sono
caratterizzati da questa chiave di incontro?
Occorre cambiare il paradigma della formazione, mettendo al centro la
Parola viva di Dio.
Esistono già molti strumenti, Cebipal, Febic, SBU. In che modo ci
arricchiamo reciprocamente con queste iniziative che lo Spirito stesso
suscita nella Chiesa?
[00266-01.03] [UD024] [Testo originale: spagnolo]
- Sig.ra Elvira GO, Assistente per la Pastorale Biblica (FILIPPINE)
Il mio impegno con il Quiz Biblico Familiare Cattolico Nazionale nelle
Filippine è stato un’esperienza di scelta, cambiamento e sfida ispirata
dallo Spirito Santo.
Un’esperienza di scelta. È stato nel 1997 che ho sperimentato la
presenza del Signore con il suo messaggio “io esisto”. Lo Spirito Santo
“che è Signore e dà la vita” ha risvegliato la mia fede nel Dio vivente.
Questa esperienza religiosa mi ha portato diverse sorprese che sono
andate oltre le mie scelte personali, come l’impegno con il Quiz Biblico
Familiare Cattolico Nazionale.
Un’esperienza di cambiamento. I partecipanti al Quiz Biblico Familiare
hanno sperimentato nella loro vita la forza trasformatrice dello Spirito
Santo. Questa esperienza di cambiamento rispecchia il n. 41 del
Documento di lavoro: la Parola “interpella, esorta, stimola ad un
cammino di discepolato e di sequela, dispone ad accettare l’azione
trasformatrice dello Spirito, favorisce grandemente la fraternità
creando vincoli profondi, provoca un impegno evangelizzatore”.
Un’esperienza di sfida. Il Quiz Biblico Familiare nelle Filippine è una
collaborazione tra famiglie con il sostegno di volontari laici,
religiosi, sacerdoti, vescovi e mezzi di comunicazione. Come potremo
continuare questo progetto è una sfida per tutti, ma confidiamo nello
Spirito Santo che ispira e dà la vita a ognuno di noi. È la Parola di
Dio che “nutre la vita del credente, generando la spiritualità biblica:
l’interiorizzazione profonda della Parola; la perseveranza nelle prove,
suscitata dalla Parola” (Instrumentum laboris 41). Perseverare significa
affrontare le sfide di questo lavoro.
[00267-01.04] [UD025] [Testo originale: inglese]
- Rev.da Suora Euphrasie BEYA, Presidente dell'Unione delle Superiore
Maggiori (U.SU.MA.) nella Repubblica Democratica del Congo (REPUBBLICA
DEMOCRATICA DEL CONGO)
Il mio intervento fa riferimento al n° 51 del Documento di Lavoro sul
dovere dei laici. “Fatti membri della Chiesa per il battesimo e muniti
della funzione sacerdotale, profetica e regale di Cristo, i fedeli laici
condividono la missione salvifica che il Padre ha affidato a suo Figlio
per la salvezza di tutte le genti (LG 34-36)... sono altresì chiamati a
far risplendere la novità e la forza del Vangelo nella loro vita
quotidiana, familiare e sociale”.
Penso al ruolo che svolgono le donne in Africa nell’annuncio della
Parola di Dio, le madri catechiste, lettrici, educatrici, insegnanti.
Penso in particolare alla funzione della madre nell’iniziazione dei
bambini alle Sacre Scritture all’interno della famiglia. È lei che vive
di più con il bambino, lei sa come risvegliare il suo ascolto della
Parola di Dio e come aiutarlo a entrare personalmente in relazione con
Dio. È la madre che spesso trasmette al bambino i valori cristiani come
il senso del perdono, la condivisione...
Per adempiere meglio a questa missione educativa, la donna africana ha
bisogno non solo della Parola di Dio ma anche della formazione biblica.
È alla ricerca dell’intelligenza della sua fede: deve conoscere non solo
i valori tradizionali della cultura, ma anche il radicarsi della fede
nella tradizione della Chiesa universale affinché si rafforzi in essa
“l’uomo interiore” (Ep 3, 16) nell’amore di Cristo e affinché con la sua
vita e le sue parole possa “rispondere...della speranza”(1 Pt 3) che
vive in lei. Da qui l’importanza della formazione biblica per penetrare
meglio le Scritture poiché la conoscenza è sorgente d’Amore, dono dello
Spirito Santo che conduce al dono del nostro essere a Dio nella carità.
Questo è l’esempio offerto dalla Beata Anuarite, religiosa morta martire
a causa del radicalismo dei consigli evangelici.
Questa formazione biblica è necessaria anche per le semplici madri dei
villaggi, che sono spesso vittime delle manipolazioni delle sette.
Per le donne che non sanno né leggere né scrivere, è importante
promuovere la trasmissione orale dei passi della Bibbia poiché,
provenendo dalla tradizione orale, hanno una grande capacità di
memorizzazione e di interiorizzazione. Con l’aiuto dei media, è
importante organizzare formazioni bibliche adeguate al loro livello.
[00268-01.05] [UD026] [Testo originale: francese]
- Prof. Rigoberto ANGARITA, Professore presso l'Istituto di San Giuseppe
dei Padri Salesiani a San Cristobal (VENEZUELA)
Desidero glorificare Dio, Uno e Trino, per la sua infinita bontà e
misericordia, che mi permette di partecipare con tutti voi a questa
assemblea. La mia gioia è ancora più grande nell’ascoltare le
dissertazioni presentate in questi giorni, che sottolineano le
preoccupazioni che, da pastori della nostra Chiesa, emergono a proposito
dello splendido tema scelto da Sua Santità per questo Sinodo. Come
laico, condivido molte di queste preoccupazioni dato che i nostri popoli
hanno grandi necessità a livello economico, politico e socio-culturale;
ma indubbiamente la maggiore necessità è costituita dalla sete e dalla
fame di Dio e della sua Parola; Parola che dà vita, Parola che
trasforma, libera, guarisce e redime. La Parola di Dio ci permette di
conoscere la vera speranza, colmandoci di forza e di entusiasmo per
affrontare ogni tipo di difficoltà. È lo Spirito Santo stesso che ci
parla e ci interpella; per questo, ritengo urgente che il contenuto di
questo Sinodo sia ampiamente diffuso, approfondito e applicato in tutte
le diocesi e le parrocchie che formano la Chiesa universale. Nella
nostra diocesi, il Vescovo Sua Eccellenza Monsignor Mario Del Valle
Moronta Rodríguez, ha convocato, in risposta al Concilio Plenario del
Venezuela, un Sinodo che ha visto la presenza di tutti i presbiteri, dei
rappresentanti delle comunità religiose e dei laici dei movimenti di
apostolato e di tutte le parrocchie. È stata un’esperienza meravigliosa
che ci ha permesso di “CAMMINARE INSIEME” come Chiesa, animandoci e
pianificando le diverse attività pastorali per i prossimi tre anni.
Quest’esperienza ha permesso di mettere a punto un programma di
pastorale chiamato “Parrocchia partecipata, comunità delle comunità”, in
cui si propone la suddivisione delle parrocchie in piccole comunità per
favorire la vita della fede tra i vicini. L’obiettivo è quello di creare
delle autentiche comunità cristiane, riproducendo gli inizi della nostra
amata Chiesa presentata nel libro degli Atti degli Apostoli 2, 42. Siamo
convinti che nelle piccole comunità si possa meditare, contemplare e
vivere la Sacra Scrittura; perciò, in virtù dei frutti che questo Sinodo
diocesano ha prodotto, mi permetto di suggerire, con il dovuto rispetto,
che venga promossa la realizzazione di Assemblee Diocesane o Sinodi
Diocesani con il tema specifico che stiamo affrontando in questa sede e
che, alla luce di questo Santo Sinodo, si possano approfondire i punti
di forza e di debolezza di ogni parrocchia per riuscire a mettere a
punto strategie pastorali precise e attuali adattate alla realtà
diocesana. Anche noi laici vogliamo impegnarci e offrire le nostre vite
per il servizio della Parola di Dio, con spirito missionario, nei nostri
luoghi di lavoro, di studio, di residenza e soprattutto nelle nostre
famiglie, culla della vita e dell’amore del Signore.
Cari pastori, contate su di noi perché “Camminando insieme” arriveremo a
una buona conclusione.
Molte grazie.
[00271-01.04] [UD029] [Testo originale: spagnolo]
- Rev.da Suora Maria Antonieta BRUSCATO, F.S.P., Superiora Generale
della Pia Società Figlie di San Paolo (ITALIA)
Ringrazio il Signore che, nel suo disegno misterioso e provvidente, mi
ha condotta qui, in mezzo a voi, a riflettere sul ruolo della Parola di
Dio nella vita e nella missione della Chiesa, di ogni cristiano; una
riflessione che diventa ogni giorno più stimolante e coraggiosa.
E sono profondamente riconoscente al Santo Padre per questa felice
opportunità. Sento che con me sono presenti tutte le Figlie di San
Paolo, da sempre impegnate nella “predicazione della Divina Parola”,
sull’esempio dell’Apostolo delle genti, come amava ripeterci il nostro
Fondatore, il beato Giacomo Alberione, che in ogni parte del mondo ci
sollecitava alla più ampia diffusione della Bibbia e del Vangelo.
Il mio intervento si riferisce a quanto affermato nel n. 52
dell’Instrumentum Laboris (IL) circa il servizio alla Parola di Dio
svolto dalle persone consacrate.
La vita consacrata, maschile e femminile, contemplativa e apostolica,
lungo i secoli ha sempre nutrito la sua vita e la missione alla mensa
della Parola. Non poteva essere diversamente. La vita religiosa è,
infatti, chiamata ad essere profezia, e la profezia nasce con l’orecchio
“alla bocca di Dio”, si nutre di ascolto: “Mattina dopo mattina, Egli
sveglia il mio orecchio, perché io ascolti come discepolo” (Is 50,4). È,
in fondo, l’esperienza dello stesso Verbo di Dio, rivolto costantemente
verso il Padre (Gv 1,1), tutto proteso a Lui, alla sua Parola, alla sua
volontà. Sono convinta che noi consacrati e consacrate diventiamo
discepoli e discepole di questo Maestro nella misura in cui accogliamo
la Parola con cuore attento, docile e orante, lasciandoci evangelizzare
dalla “sovreminente scienza di Cristo” (Fil 3,8). Negli ultimi decenni,
grazie anche ai ripetuti inviti del Magistero, la mensa della Parola
occupa un posto di rilievo nella nostra vita personale e comunitaria. È
alimento per lo spirito, luce e forza per perseverare nelle vie del
Signore, fonte di creatività e audacia apostolica.
Quanta Parola scorre lungo la nostra giornata! Ne dovremmo essere
“impastati” al punto di raccontarla con la nostra vita, di essere noi
stessi Parola. Siamo, in realtà, ben consapevoli di non aver ancora
raggiunto quella qualità spirituale e apostolica frutto dell’abbondanza
del Seme continuamente deposto nella nostra vita. Rischiamo di essere
noi a soffocare tra le spine del momento presente: l’età che avanza, la
mancanza di vocazioni, le opere da sostenere, l’inadeguatezza di fronte
alle sfide del mondo e alle urgenze apostoliche... Vorremmo fare di più,
avere di più: in personale, in mezzi economici, in preparazione
professionale.
[00272-01.02] [UD030] [Testo originale: italiano]
- Rev. Fidèle MABEGLE, Direttore della Scuola di Teologia per Laici
dell'Arcidiocesi di Yaoundé (CAMERUN)
Il n. 51 del Documento di lavoro parla tra l’altro della necessità della
formazione dei fedeli laici in modo che possano “svolgere la loro
missione nel mondo” proclamando “la Buona Notizia agli uomini nelle loro
situazioni di vita”.
Questo auspicio era già stato sottolineato da Papa Giovanni Paolo II
nell’Esortazione Apostolica postsinodale Ecclesia in Africa, al n. 53.
Il Santo Padre, di venerata memoria, chiede di prestare “dovuta
attenzione alla formazione dei fedeli laici, ben riconoscendone il ruolo
insostituibile nell'evangelizzazione dell’Africa” (il caso esemplare dei
catechisti è molto eloquente).
Questa speranza del Magistero supremo coincide con l’aspettativa dei
fedeli laici africani, in generale, e, in particolare, del Camerun. E la
Chiesa del Camerun ha risposto in modo positivo ed efficace alla
richiesta del Papa e agli appelli dei laici. La facoltà di teologia
dell’Università Cattolica dell’Africa Centrale, a Yaoundé, forma
numerosi laici della nostra subregione. Molte diocesi del Camerun hanno
dato avvio all’esperienza della scuola di teologia per laici (Douala,
Yaoundé, Buea e Bamenda, tra le altre). Vorrei parlare qui
dell’esperienza dell’Arcidiocesi di Douala di cui sono responsabile.
Da tre anni, Sua Eminenza il Cardinale Christian TUMI, Arcivescovo di
Douala, ha creato la “École cathédrale de théologie St. Jérôme de Douala”,
una casa di formazione per i fedeli laici. Il suo motto è: “Ignorare la
Scrittura vuol dire ignorare Cristo”. Il suo obiettivo fondamentale è di
formare cristiani, adulti responsabili della loro vocazione nel mondo di
oggi; innamorati della Parola di Dio che la dominino senza complessi;
innamorati di Cristo, della sua Chiesa e dell’uomo secondo il disegno di
salvezza in Dio, che essi avranno imparato a conoscere meglio in questa
specie di seminario aperto della durata di tre o quattro anni.
La posta in gioco è mettere alla portata dei nostri laici i principi
fondamentali di teologia e filosofia che occorrono loro per vivere
pienamente l’impegno cristiano nel mondo e annunciare con efficacia il
messaggio di salvezza veicolato dalla Parola di Dio. Così dunque, sul
cammino di questa Parola di Dio, essi non saranno più semplici
ascoltatori passivi, ma partecipanti attivi, collaboratori accorti,
competenti e utili.
Per familiarizzare i nostri laici con la Parola di Dio contenuta nella
Bibbia e con il Catechismo della Chiesa Cattolica, li iniziamo alla
filosofia, alla Sacra Scrittura, al Catechismo, alla dogmatica, alla
liturgia, al diritto canonico, alla spiritualità e alla storia della
Chiesa. Al termine di questa formazione, abbiamo degli agenti pastorali
ben preparati.
In un mondo in cui gli uomini non trovano il tempo di dedicarsi allo
studio delle cose sacre, vogliamo rilevare la sfida di smentire questa
concezione minimalista. Perciò abbiamo progettato questo periodo di
formazione in base ai momenti liberi delle persone attive nella società.
La scuola costituisce una delle nostre migliori opere di pastorale di
evangelizzazione profonda dei nostri fedeli e le nostre preghiere si
elevino a Dio affinché la Parola di Dio diventi il criterio delle loro
scelte e dei loro orientamenti nella vita.
[00295-01.04] [UD034] [Testo originale: francese]
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