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20 - 14.10.2008
SOMMARIO
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TREDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE (LUNEDÌ, 13 OTTOBRE 2008 -
POMERIDIANO)
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QUATTORDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE (MARTEDÌ, 14 OTTOBRE 2008 -
ANTEMERIDIANO)
- AVVISI
TREDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE (LUNEDÌ, 13 OTTOBRE 2008 -
POMERIDIANO)
Nel pomeriggio di ieri, lunedì 13 ottobre 2008, si è tenuta
Tredicesima Congregazione Generale con un pellegrinaggio dei Padri
sinodali nella Basilica di San Paolo fuori le Mura in occasione
dell’Anno Paolino.
Successivamente, alle ore 18.00, nella Basilica di San Paolo fuori
le Mura, i Padri sinodali hanno assistito, su invito del Santo Padre
Benedetto XVI, al concerto dei Wiener Philharmoniker dedicato
all’Anno Paolino e alla XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo
dei Vescovi.
QUATTORDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE (MARTEDÌ, 14 OTTOBRE 2008 -
ANTEMERIDIANO)
- INTERVENTI IN AULA
(CONTINUAZIONE)
- AUDITIO AUDITORUM (II)
Alle ore 09.00 di oggi, martedì 14 ottobre 2008, con il canto
dell’Ora Terza, alla presenza del Santo Padre, è iniziata la
Quattordicesima Congregazione Generale, per la continuazione degli
interventi dei Padri sinodali in Aula sul tema sinodale Verbum
Domini in vita et missione Ecclesiæ.
Presidente Delegato di turno S.Em.R. Card. George PELL, Arcivescovo
di Sydney (AUSTRALIA).
Durante l’intervallo delle ore 10:30, il Santo Padre Benedetto XVI
ha ricevuto in udienza i gruppi dei Circoli Minori Anglicus A e
Gallicus A.
Al termine dell’intervallo, alla ripresa della Quattordicesima
Congregazione Generale, il Santo Padre Benedetto XVI è intervenuto
con una riflessione sul tema sinodale. Partendo dalla considerazione
del lavoro per il suo libro “Gesù di Nazareth”, il Santo Padre si è
soffermato sui criteri fondamentali dell’esegesi biblica, sui rischi
di un approccio secolaristico e positivistico alle Sacre Scritture e
sulla necessità di una stretta relazione tra esegesi e teologia.
Quindi, si è svolta l’Auditio Auditorum (II).
A questa Congregazione Generale, che si è conclusa alle ore 12.30
con la preghiera dell’Angelus Domini, erano presenti 241 Padri.
INTERVENTI IN AULA
(CONTINUAZIONE)
In questa Quattordicesima Congregazione Generale sono intervenuti i
seguenti Padri sinodali:
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S.Em.R. Card. Tarcisio BERTONE, S.D.B., Segretario di Stato (CITTÀ
DEL VATICANO)
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S.B.Em. Card. Emmanuel III DELLY, Patriarca di Babilonia dei Caldei,
Capo del Sinodo della Chiesa Caldea (IRAQ)
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S.E.R. Mons. Marian GOŁĘBIEWSKI, Arcivescovo di Wrocław, Breslavia
(POLONIA)
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S.E.R. Mons. Petro Herkulan MALCHUK, O.F.M., Vescovo titolare di
Media, Vescovo ausiliare di Odessa-Simferopol (UCRAINA)
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S.E.R. Mons. Ruy RENDÓN LEAL, Vescovo Prelato di El Salto (MESSICO)
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S.E.R. Mons. Angelo AMATO, S.D.B., Arcivescovo titolare di Sila,
Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi (CITTÀ DEL
VATICANO)
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S.E.R. Mons. Marin BARIŠIĆ, Arcivescovo di Split-Makarska (CROAZIA)
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S.E.R. Mons. Javier ECHEVARRÍA RODRÍGUEZ, Vescovo titolare di
Cilibia, Prelato della Prelatura personale dell'Opus Dei
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S.E.R. Mons. Kurt KOCH, Vescovo di Basilea (SVIZZERA)
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S.E.R. Mons. Joseph NGUYÊN CHI LINH, Vescovo di Thanh Hóa (VIET NAM)
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S.E.R. Mons. Juan MATOGO OYANA, C.M.F., Vescovo di Bata (GUINEA
EQUATORIALE)
Diamo qui di seguito i riassunti degli interventi:
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S.Em.R. Card. Tarcisio BERTONE, S.D.B., Segretario di Stato (CITTÀ
DEL VATICANO)
“Cari giovani, vi esorto ad acquistare dimestichezza con la Bibbia,
a tenerla a portata di mano, perché sia per voi come una bussola che
indica la strada da seguire”. E' la conclusione pratica del
Messaggio di Benedetto XVI ai giovani di tutto il mondo in occasione
della Giornata Mondiale della Gioventù del 2006. E' una consegna che
conferma quella data alla GMG di Colonia 2005 e che riceve un
ulteriore sviluppo nell'altro suo intervento in Piazza San Pietro il
6 aprile 2006, rispondendo ad una domanda diretta di un giovane sul
senso della Bibbia nella vita di un credente giovane.
E' un trittico che manifesta una precisa convinzione del Papa: nel
Libro Sacro debitamente incontrato, la fede giovanile trova un
orientamento indispensabile (bussola), avendo per altro attenta cura
che l'incontro con la Bibbia diventi un incontro con Cristo.
Un fossato da superare
Presa a se stante, la Bibbia non riesce a suscitare agli occhi di un
giovane, tanto più se nella prima adolescenza, una particolare
attrazione ed affezione. Si registra cioè una sostanziale
indifferenza per una fede comunicata tramite la Sacra Scrittura,
rispetto invece alla testimonianza di una persona credente,
indifferenza che si accompagna ad un notevole tasso di ignoranza e
soprattutto alla difficoltà di avvertirne il valore vitale. Tra
quanti non tengono praticamente mai un contatto personale con la
Bibbia (e sono 1'80% degli italiani) il numero più elevato è dato
dalla fascia degli adolescenti, tra i 14 e i 19 anni. Solo il 13%
ritiene che se "uno crede in Dio deve leggere e meditare la Bibbia o
altri testi sacri", mettendo tale lettura all'undicesimo posto su
sedici item.; il 7% poi realizza "il pregare leggendo, meditando la
Bibbia o altri testi religiosi" (Cfr. Aa.Vv., La religiosità in
Italia, Mondadori, Milano 1995).
Tuttavia, si nota in tanti di questi ragazzi una sorprendente
disponibilità verso la Bibbia quando la sintonia si raggiunge non
tanto, almeno all'inizio, per l'autorevolezza di una pagina biblica
detta Parola di Dio, ma per degli adulti che li accostano come
educatori pazienti e testimoni credibili del personaggio più grande
che è la figura di Gesù, di persone insomma che quando dicono Parola
di Dio, la mostrano nella loro vita. Se l'adulto,. da
educatore-amico, riesce a farsi aprire la porta del cuore del
giovane, allora la Scrittura si propone come un dono che porta con
sé tutte le qualità della Parola di Dio secondo la codificazione
biblica, con una peculiare caratterizzazione a riguardo dell'anima
giovanile. Così il giovane crescerà ed apprezzerà il protagonismo
dei giovani nella Bibbia e in specie nei Vangeli; metterà Gesù nel
suo "diario dell'anima" (abbiamo tanti esempi nei diari dei
giovani); apprezzerà anche tutte le immagini sportive presenti nella
Bibbia con originali applicazioni alla vita virtuosa (Es. Michel
Quoist).
Conclusione
Dal lungo intervento di Benedetto XVI in Piazza San Pietro, citato
sopra, che stupì un po' tutti per la chiarezza ed insieme per la
carica di convinzione sicura del Papa, ricaviamo una pedagogia
dell'approccio che lo stesso Santo Padre ha sintetizzato così:
“Penso che dobbiamo imparare questi tre elementi: leggere in
colloquio personale con il Signore; leggere accompagnati da maestri
che hanno l'esperienza della fede, che sono entrati nella Sacra
Scrittura; leggere nella grande compagnia della Chiesa, nella cui
Liturgia questi avvenimenti diventano sempre di nuovo presenti,
nella quale il Signore parla adesso con noi, così che man mano
entriamo sempre più nella Sacra Scrittura, nella quale Dio parla
realmente con noi, oggi”.
[00250-01.02] [NNNNN] [Testo originale: italiano]
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S.B.Em. Card. Emmanuel III DELLY, Patriarca di Babilonia dei Caldei,
Capo del Sinodo della Chiesa Caldea (IRAQ)
Sono un figlio della terra d'Abramo, l'Iraq. Sono certo che la
maggior parte di questa benedetta assemblea desidera avere qualche
informazione sulla situazione dell'Iraq, di questo paese torturato e
insanguinato.
La mia parola non sarà una lettura politica, ma il breve flashback
di un padre che da mezzo secolo vive con i suoi figli spirituali e
che vede i suoi cittadini soffrire e morire. Che sente il sacrosanto
dovere di difendere i diritti della chiesa e dei suoi fedeli ed il
suo compito di ammonire i responsabili a proseguire le vie giuste
della pace e sicurezza. Diciamo la verità: non abbiamo lasciato
niente di intentato per ottenere la pace e la tranquillità per il
paese.
La situazione in alcune parti dell'Iraq è disastrosa e tragica. La
vita è un calvario: mancano la pace e la sicurezza, così come
mancano nella vita di ogni giorno gli elementi basilari. Continuano
a mancare l'elettricità, l'acqua, la benzina, la comunicazione
telefonica è sempre più difficile, intere strade sono bloccate, le
scuole chiuse o sempre in pericolo, gli ospedali sono a organico
ridotto, la gente teme per la propria incolumità. Tutti temono il
rapimento, i sequestri e le intimidazioni. Che dire poi di tutti
quei rapimenti ingiustificabili che quotidianamente si susseguono,
danneggiando intere famiglie e privandole spesso dei loro cari, pur
avendo sborsato decine di migliaia di dollari per una liberazione
mai avvenuta? Per non parlare del numero sempre più crescente di
morti causati dalle autobombe e dai kamikaze che indossano cinture
esplosive.
Vivere la parola di Dio significa per noi testimoniarla anche a
costo della propria vita, com'è accaduto e accade finora con il
sacrificio di vescovi, sacerdoti e fedeli. Essi continuarono a
essere in Iraq forti nella fede ed amore di Cristo grazie al fuoco
della parola di Dio. Per questo, vi supplico di pregare per noi e
con noi il Signore Gesù, Verbo di Dio, e condividere la nostra
preoccupazione, le nostre speranze e il dolore delle nostre ferite,
affinché la Parola di Dio fatta carne rimanga nella sua Chiesa e
insieme a noi come buon annunzio e come sostegno. 16 dei nostri
sacerdoti e due vescovi sono stati rapiti e rilasciati dopo un
riscatto molto elevato. Alcuni di loro appartengono alla schiera dei
nuovi martiri che oggi pregano per noi dal Cielo: l'arcivescovo di
Mosul, Faraj Rahho, padre Raghid Ganni, altri due sacerdoti e altri
sei giovani.
[00223-01.03] [IN191] [Testo originale: italiano]
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S.E.R. Mons. Marian GOŁĘBIEWSKI, Arcivescovo di Wrocław, Breslavia
(POLONIA)
Da alcuni decenni il metodo storico-critico rimane un approccio alla
Bibbia dominante nell'esegesi. Quel metodo ha portato molti frutti
positivi nello studio sulla Bibbia. È noto però che oggi questo
metodo è insufficiente. Per questo negli ultimi anni si sono
sviluppati altri metodi di ricerca sul testo ispirato. Tra questi, i
metodi linguistici - il narrativo e lo strutturale, nonchè la
lettura della Bibbia nello spirito della psicologia del profondo,
diventano più importanti. Sembra giusta la richiesta di trattare
tutti i metodi come complementari e non trattarne alcuno come
dominante. Così i risultati della ricerca esegetica riveleranno agli
occhi del lettore il pluridimensionale senso del frammento
analizzato. Permetteranno di scoprire molti significati e non si
limiteranno ad uno soltanto. Risulta però che il compito
dell'esegeta non finisce nello scoprire quel pluridimensionale senso
del frammento analizzato (letterale, storico, simbolico, allegorico
e spirituale). Rimane una domanda molto pratica: come collegare con
la vita di ciascun fedele e di intere comunità ecclesiali quel testo
il cui significato è stato ormai scoperto? Come passare dal testo
alla vita e dalla vita al testo? Il lettore contemporaneo della
Bibbia richiede dagli esegeti e dai teologi che sappiano trarre
dalla Scrittura principi e criteri, i quali dovrebbero essere
normativi nei singoli campi della vita personale e comunitaria. I
più importanti a proposito risulterebbero i principi e criteri di
natura generale; da questi invece bisognerebbe trarre i principi più
dettagliati, capaci di rispondere alle questioni morali poste dai
bioetici, ecologi, medici, psicologi, sociologi e anche politici. È
importante anche il movimento verso la direzione opposta: dalla vita
alla Bibbia. Diventa sempre più manifesta la richiesta che non solo
l'uomo credente legga la Bibbia ma anche che la Bibbia diventi il
fattore interpretativo della sua vita, cioè che la Bibbia “legga” la
persona umana. L'uomo credente non soltanto dovrebbe sapere trarre
dalla lettura della Scrittura Sacra i principi dell'agire ma
dovrebbe sapere anche guardarsi alla Bibbia come allo specchio.
[00218-01.03] [IN186] [Testo originale: italiano]
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S.E.R. Mons. Petro Herkulan MALCHUK, O.F.M., Vescovo titolare di
Media, Vescovo ausiliare di Odessa-Simferopol (UCRAINA)
Nella mia relazione mi riferirò al punto 21, in cui si dice che alla
luce del Concilio Vaticano II e del Magistero successivo, si deve
prestare attenzione neccessaria e riflessione specifica, ai sensi
biblici ciòè a quello storico-letterale e teologico-spirituale.
Una realtà in cui si trovano i destinatari della Parola ci fa vedere
che gli uni scoprono il senso storico-letterale e si fermano, gli
altri invece arrivano a scoprire il senso teologico-spirituale. Il
punto centrale, dunque, del mio intervento è il senso
teologico-spirituale.
Già san Girolamo ha detto e il Vaticano II ha ripetuto; “Le divine
scritture devono essere lette ed interpretate con l’aiuto dello
stesso Spirito Santo mediante il quale furono scritte”, “devono
essere lette ed interpretate con l’“aiuto dello stesso Spirito Santo
mediante il quale furono scritte”.
Sembra ridicolo, però certe volte succede che proprio persone
chiamate al servizio della Parola possono essere di un certo
impedimento ad essa. Ma Rosario ogni giorno prima della Santa Messa,
tutto l'anno? No! C’e il mese di ottobre, allora si prega il rosario
e basta. Ma chi mai ha visto pregare la Via Crucis tutti i giorni
della Quaresima? Basta soltanto il venerdì! Confessarsi ogni mese?
Ma basta una volta all'anno! Così viene a mancare la Parola Pregata
e la Parola che vivifica cioè il sacramento della Confessione.
Ecco, quanto è attuale l’ammonizione di San Francesco che disse ai
suoi fratelli: “la lettera uccide, lo Spirito vivifica. Sono uccisi
dalla lettera quei religiosi che non vogliono seguire lo Spirito
della divina Scrittura ma desiderano sapere solo parole e spiegarle
agli altri. E sono vivificati dallo Spirito della divina Scrittura
quelli che ogni cosa che sanno e desiderano sapere, non la
attribuiscono al loro corpo, ma con la parola e coll’esempio, la
rendono all'Altissimo al quale appartiene ogni bene”.
Dunque, la mia proposta è prestare più attenzione non soltanto ai
documenti ufficiali della Chiesa ma soprattutto dare un posto dovuto
nella pastorale al sacramento della Riconciliazione. Farne uso e
metterlo in pratica specialmente nei seminari e nell’attività
pastorale. L’analisi evidenzia il fatto che nelle comunità, e
specialmente nelle parocchie dove manca la Confessione, la frequenza
diminuisce e la spiritualità diventa meno profonda.
[00219-01.03] [IN187] [Testo originale: italiano]
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S.E.R. Mons. Ruy RENDÓN LEAL, Vescovo Prelato di El Salto (MESSICO)
La Palabra de Dios la encontramos, en primer lugar, en la Sagrada
Escritura, cuando con fe y humildad es recibida y llevada a la
oración. Dios también nos habla a través de las obras creadas, lo
mismo que a través de la Liturgia sobre todo la Celebración
Eucarística. Otras presencias de esta Palabra Salvífica las tenemos
en los acontecimientos, en el Magisterio de la Iglesia y en nuestro
prójimo, sobre todo en el más pobre, en el que sufre.
1.Encontrar y escuchar la Palabra. La Iglesia debe favorecer, en su
Pastoral, la lectura y el conocimiento de la Biblia. Todos los
bautizados debemos estar empeñados en suscitar en nosotros y en los
demás un encuentro profundo con Jesucristo, Palabra eterna del
Padre, a fin de lograr una fuerte experiencia de Dios y una
auténtica conversión. Este encuentro con la Palabra reclama una
escucha atenta con el corazón.
2.Orar y celebrar la Palabra. A través de diversos métodos, en
especial la Lectio divina, la Palabra, llevada a la oración, se
convierte para nosotros en fuente de agua viva. Asimismo, en la
Liturgia de la Palabra, bien preparada y bien ejecutada, de cada una
de las Celebraciones Sacramentales, la Palabra proclamada con su
fuerza salvífica, es capaz de transformar la vida de los creyentes.
3.Vivir y transmitir la Palabra. La sociedad contemporánea exige de
los cristianos testimonio de lo que somos y hacemos. No basta con
llamarnos cristianos católicos, más aún, no basta con rezar y
participar en los Sacramentos. El testimonio de unidad y de una vida
congruente con el Evangelio deberán ser distintivos de todos los
bautizados. El empeño por compartir nuestra experiencia de fe, nos
llevará, sin duda, a transmitir con nuestras palabras, obras y
actitudes, la Palabra de Dios a los demás.
[00209-04.03] [IN177] [Texto original: español]
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S.E.R. Mons. Angelo AMATO, S.D.B., Arcivescovo titolare di Sila,
Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi (CITTÀ DEL
VATICANO)
Gesù dice: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore e
troverete ristoro per le vostre anime” (Mt 11,29). Lungo due
millenni, uomini e donne, grandi e piccoli, sapienti e ignoranti, in
oriente come in occidente, si sono messi alla scuola del Signore
Gesù, il quale ha fatto risuonare nella loro mente e nel loro cuore
un comandamento sublime: “Siate perfetti come è perfetto il Padre
vostro celeste” (Mt 5,48). Non una perfezione a misura d'uomo, ma
l'altezza della perfezione divina è la meta da raggiungere. Con
semplicità e umiltà, anche giovani - come il quattordicenne san
Domenico Savio o come la tredicenne Laura Vicuña - hanno preso sul
serio l'invito del Signore e si sono fatti santi.La loro biblioteca
era formata sostanzialmente dalla vita e dalla parola di Gesù: beati
i poveri, beati gli afflitti, beati i miti, beati coloro che hanno
fame e sete di giustizia, beati i misericordiosi, beati i puri di
cuore, beati gli operatori di pace, beati i perseguitati. I santi,
comprendendo che le beatitudini sono l'essenza del Vangelo e il
ritratto stesso di Gesù, si sono fatti suoi imitatori.
Ieri sono stati canonizzati quattro nuovi Santi, appartenenti a tre
diversi continenti. Tra di essi c'è una giovane religiosa, Suor
Alfonsa Muttathypadathu, la prima santa indiana, una nobile figura
di donna gioiosa e forte. Anche la perfezione della sua santità è
stata misurata dalla parola di Gesù: “Se qualcuno vuol venire dietro
di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mc 8,34).
Suor Alfonsa ha accolto i suoi malanni fisici e le sue afflizioni
morali - come l'incomprensione e il disprezzo - vivendo sine glossa
la sua personale via crucis alla sequela del Signore Gesù. Al
termine della sua breve esistenza, Suor Alfonsa poteva ripetere con
san Paolo: “Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi
e completo quello che nella mia carne manca ai patimenti di Cristo,
a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24). Come ieri,
ancora oggi sono innumerevoli i fedeli che quotidianamente fanno
diventare carne e sangue le parole di Gesù. E si santificano.
[00214-01.03] [IN182] [Testo originale: italiano]
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S.E.R. Mons. Marin BARIŠIĆ, Arcivescovo di Split-Makarska (CROAZIA)
Nella Chiesa in Croazia, dal nono secolo nella liturgia si usa la
lingua popolare. L'incontro della Parola di Dio e la lingua popolare
si rispecchia nella parola croata "pošteno" - che significa onesto,
umano, sincero e giusto - etimologicamente proviene dal "po-štenju"
cioè secondo-la-lettura. La norma della vita umana proveniva proprio
dalla lettura e dall'ascolto attento della Parola di Dio
(Instrumentum Laboris n.27).
Questo stile di vita umana e cristiana sorge dalla Parola di Dio, la
cui identità si riflette ed esprime nella Chiesa in ascolto, Chiesa
in preghiera e Chiesa in servizio.
- Alla Parola di Dio corrisponde e risponde la Chiesa in ascolto,
che è capace di sentire i problemi specifici della nostra epoca (cfr.
GS 1), come di rivolgere la Parola adatta e necessaria al mondo e
alla cultura d'oggi (cfr. GS 40-45).
- La potenza creatrice e rinnovatrice della Parola va scoperta in
modo particolare nella celebrazione liturgica. Da questa sorgente la
Parola si porta nella quotidianità della vita.
- Ciò che la Chiesa ascolta e celebra si traduce nella sua missione
evangelizzatrice. La pienezza della gioia che viene dall'ascolto
obbediente e dalla celebrazione dalla Parola di Dio non può
lasciarci muti ma ci trasforma in protagonisti fiduciosi della
credibilità del Vangelo, per vivere "pošteno" - secondo la lettura.
[00215-01.03] [IN183] [Testo originale: italiano]
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S.E.R. Mons. Javier ECHEVARRÍA RODRÍGUEZ, Vescovo titolare di
Cilibia, Prelato della Prelatura personale dell'Opus Dei
Nella vita dei santi l'incontro con la Parola di Dio attraverso la
lettura della Sacra Scrittura ha prodotto un cambiamento radicale
nell'esistenza. Dobbiamo cercare di avere tutti, noi, i nostri
sacerdoti e i laici una profonda sete di Gesù Cristo, vivendo ogni
scena del Vangelo come un personaggio tra gli altri. La Bibbia
richiede all'interlocutore credente una risposta: la risposta
dell'orazione. È opportuno che noi pastori, nel sacramento della
Confessione, raccomandiamo spesso ai fedeli la lettura del Vangelo,
insegnando a partecipare in quanto lì ci viene narrato e invitando i
penitenti a offrire anch'essi questo stesso consiglio ai colleghi,
ai famigliari, agli amici. Non basta meditare idee o scene che
possano suscitare la nostra ammirazione per la verità, la bontà o
bellezza che riflettono; è necessario far sì che tutti noi
cristiani, come i santi, cerchiamo di portare questi testi alla
nostra vita personale di ogni giorno, per trasformarla. Le donne e
gli uomini hanno sempre più urgente necessità non già di parole
effimere e vane, ma della Parola di Dio, la sola capace di dare un
senso autentico alla vita. Sarebbe conveniente promuovere iniziative
volte a diffondere tra i fedeli questo atteggiamento di preghiera e
di raccoglimento interiore di fronte al Vangelo, per far sì che
incida realmente nella nostra vita quotidiana. Ritengo inoltre che
sia molto opportuno curare la lettura ben fatta, cioè davvero
vissuta, dei testi della Messa, non come una declamazione, ma con la
certezza che Dio stia parlando a loro e alla comunità.
[00220-01.03] [IN188] [Testo originale: italiano]
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S.E.R. Mons. Kurt KOCH, Vescovo di Basilea (SVIZZERA)
“Die Kirche hat die Heiligen Schriften immer verehrt wie den
Herrenleib selbst” (DV 21). Diese Wegweisung ist im allgemeinen
Glaubensbewusstsein noch viel zu wenig rezipiert worden, was vor
allem an vier aktuellen Brennpunkten aufscheint:
1. In der Schweiz und überhaupt in Europa befindet sich ein
Grossteil der Kirchenglieder faktisch im Status von getauften
Katechumenen, denen nicht nur die Glaubenssprache der Kirche,
sondern auch die biblische Welt fremd sind. Es braucht deshalb heute
nicht nur neue Zugangswege zum Wort Gottes, sondern die gesamte
Pastoral muss entschiedener eine Pastoral der Evangelisierung und
darf nicht weiterhin allein eine Pastoral der Sakramentalisierung
sein.
2. Von der Heiligen Schrift kann man nur reden, wenn man auch über
die Kirche als ihr Subjekt spricht. Damit ist der innerste Kern des
ökumenischen Problems gegeben. Dabei geht es nur vordergründig um
einen Streit über kirchliche Institutionen wie das Lehramt und das
Amt überhaupt. Die strittige Frage ist vielmehr diejenige nach dem
Verhältnis zwischen dem Wort Gottes und amtlich beauftragten Zeugen
dieses Wortes.
3. Nicht nur im allgemeinen Glaubensbewusstsein, sondern auch in der
theologischen Reflexion sind in zunehmendem Masse markionitische
Tendenzen spürbar, insofern die Einheit von Altem und Neuem
Testament brüchig geworden zu sein scheint. Das Christentum konnte
aber vom Judentum viel lernen, beispielsweise einen unverkrampfteren
Umgang mit Schrift und Tradition, da :für die Juden die hebräische
Bibel nicht einfach ein abgeschlossenes
Buch ist, sondern eine lebendige Wirklichkeit.
4. 1m interreligiösen Dialog pflegt man heute unumwunden von den
Heiligen Schriften der Menschheit zu reden. In Vergessenheit gerät
damit, dass das Christentum in erster Linie nicht - wie das Judentum
und der Islam - eine Buchreligion ist. Denn das Wort Gottes ist eine
Person, der fleischgewordene Sohn Gottes und geht deshalb der
Heiligen Schrift voraus. Ohne innere Freundschaftsbeziehung zu
dieser Person bleibt auch das Papier der Heiligen Schrift geduldig.
Die Verlebendigung des Wortes Gottes im Leben der Kirche steht und
fällt deshalb mit einer Erneuerung des Christusglaubens heute.
[00221-05.02] [IN189] [Originalsprache: Deutsch]
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S.E.R. Mons. Joseph NGUYÊN CHI LINH, Vescovo di Thanh Hóa (VIET NAM)
Vendredi dernier, mon cher confrère vietnamien, son excellence
Joseph Vo duc Minh, vous a présenté sommairement l’histoire de l’évangélisation
de notre peuple. Je me permets de continuer son rapport en me
référant au numéro 28 de l’Instrumentum Laboris parlant du rôle de
soutien de la Parole de Dieu dans l’histoire de l’Église, afin de
vous illustrer comment ce rôle s’est réalisé dans la vie de l’Église
au Vietnam.
L’Évangile a été pour la première fois proclamé sur notre terre au
début du 16e siècle dans le contexte douloureux d’une guerre interne
entre deux royaumes de frères ennemis. Merveilleusement grâce à
cette coïncidence, elle est devenue une grande consolation pour les
premiers baptisés et depuis, ne cesse jamais d’être le soutien moral
et spirituel, le principe d’enrichissement pour l’Église au Vietnam,
une des Églises les plus éprouvées par des persécutions sanglantes
et consécutives. Embarqués dans une telle histoire tissée de haine,
de guerres idéologiques et de restrictions discriminatoires, nos
chrétiens sont de plus en plus convaincus que seule la Parole de
Dieu peut les garder dans l’amour, la joie, la paix, la communion et
la tolérance.
Il m’est douloureux de vous dire que le Vietnam, jusqu’ici, occupe
le premier rang des avortements. Cette catastrophe pourtant,
paradoxalement, a suscité le mouvement “pro vita”chez les
catholiques, consistant surtout à aller chercher des bébés avortés
dans les hôpitaux, les baptiser s’il y a encore un petit signe de
vie, de créer des cimetières pour les enterrer. Au début, cet acte a
été accusé par les autorités civiles et les responsables
hospitaliers comme des crimes demandant que les catholiques devaient
agir clandestinement. Maintenant, on n’autorise pas encore, mais on
le tolère. Quelques cinéastes en font même des films documentaires
et des reporters en font éloge sur les médias. Pourquoi ce progrès ?
Réponse : on reconnaît mieux le témoignage des chrétiens, ceux qui
vivent de la Parole et sous la lumière de cette Parole, on respecte
la vie. Je voudrais répéter cette conviction dont parle Gaudium et
Spes, au numéro 44 “l’Église reconnaît que, de l’opposition même de
ses adversaires et de ses persécuteurs, elle a tiré de grands
avantages et qu’elle peut continuer à le faire”.
Un autre signe mérite d’être mentionné pour montrer que la Parole de
Dieu continue à soutenir l’Église au Vietnam. Il s’agit de la
conversion en masse des milliers de personnes des minorités
ethniques peu de temps après la canonisation des 117 Martyrs du
Vietnam en 1988. Ce qui est curieux c’est que plusieurs ont avoué
qu’ils ont écouté la Radio Protestante à Manille, aux Philippines,
mais se convertissent au catholicisme au Vietnam. Ainsi, les
Protestants sèment et les catholiques moissonnent. La Parole de Dieu
résonnant de très loin, en atteignant leurs oreilles, est devenu
source de l’espérance pour ces gens perdus dans les montagnes,
privés de tout et sans avenir.
En conclusion, je voudrais, en tant que chrétien vietnamien, répéter
cette conviction que dans les persécutions, notre plus grande grâce
est la fidélité à la Parole de Dieu.
[00249-03.02] [IN197] [Texte original: français]
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S.E.R. Mons. Juan MATOGO OYANA, C.M.F., Vescovo di Bata (GUINEA
EQUATORIALE)
Geográficamente Guinea Ecuatorial ocupa una posición favorecida, que
alcanzaron con facilidad, ya en el sig. XV, algunos misioneros. Sólo
cuatro siglos más tarde, los evangelizadores pusieron pie firme y
estable en ella. Les fue muy fácil abarcar sus pequeñas dimensiones
para llevar la Palabra a todos sus moradores.
Pasado el período de esta primera evangelización, afrontamos, como
los demás pueblos, el reto de profundizar en la Buena Nueva que ya
recibimos. Más en concreto: como poner bajo la luz del Evangelio
nuestras raíces culturales, nuestra tradición, para que lleguemos al
"hombre nuevo" al que nos llama Cristo. -Cómo salir, con todos los
hermanos, de la pobreza hacia mejores condiciones de vida, sin
pesimismos fatalistas ni materialismos egoístas, para vivir, con la
dignidad de los hijos de Dios. Y en este doble empeño, no faltan
voces y realidades que se erigen en guías, ofreciendo diversos
reclamos, con pretensiones de ser la solución adecuada en cada
momento. Pero sus propuestas se suceden unas a otras, porque pronto
se revelan tan incompletas como efímeras.
La Palabra autorizada. Ser cristiano desde las propias raíces y
tradiciones culturales. requiere iluminar éstas con el Evangelio. Y
eso sólo es posible cuando se va decididamente tras los pasos de
quien enseñó a valorar adecuadamente ambos polos. Y por eso afirmo,
por un lado: "No penséis que he venido a abolir la Ley y los
profetas ... " (Mt 5, 17) y por otro," Habéis oído que se os dijo
... , pero yo os digo ... "(Mt 5, 21 ss).
De igual modo, salir de la pobreza, en solidaridad con los hermanos,
alejándonos, tanto del pesimismo fatalista como del materialismo
egoísta, supone tener la base consistente en Aquél que enseño:
"Donde está tu tesoro, allí está tu corazón" (Lc 12, 34)
La tarea continua de evangelizadores. Nos toca entonces imitar al
Sembrador que esparce con abundancia la semilla de la Palabra (cf Mt
13, 1 ss ). Más aún, hemos de hacer nuestra la solicitud del obrero
de la higuera, que pide nuevas oportunidades y se ofrece a
desarrollar nuevas estrategias, para favorecer más intensamente el
crecimiento de la semilla depositada en tierra, y consiguientemente
poder esperar con fe activa el correspondiente fruto (cf Lc 13,
8-9).
[00210-04.07] [IN178] [Texto original: español]
AUDITIO AUDITORUM (II)
In questa Quattordicesima Congregazione Generale sono intervenuti i
seguenti Uditori e Uditrici:
-
Sig. Andrea RICCARDI, Fondatore della Comunità di Sant'Egidio
(ITALIA)
-
Sig.ra Maria VOCE, Presidente del Movimento dei Focolari (ITALIA)
-
Sig. Luis Fernando FIGARI RODRIGO, Superiore Generale del Sodalitium
Vitae Christianae (PERÙ)
-
Sig.ra Michelle MORAN, Presidente del Consiglio dell'International
Catholic Charismatic Renewal Services (I.C.C.R.S.) (GRAN BRETAGNA)
-
Prof. Thomas Hong-Soon HAN, Professore di Economia presso il
"College of Business and Economics", "Hankuk University of Foreign
Studies" (Seoul); Presidente del Consiglio dell'Apostolato dei Laici
Cattolici (COREA)
-
Rev.da Suora Evelyne FRANC, F.d.C., Superiora Generale delle Figlie
della Carità di San Vincenzo de' Paoli (FRANCIA)
-
Prof. Rafael Chainarong MONTHIENVICHIENCHAI, Vice Cancelliere
dell'Università di St. John's, Bangkok (THAILANDIA)
-
Sig. Moysés Louro DE AZEVEDO FILHO, Fondatore e Moderatore Generale
della Comunità Cattolica Shalom (BRASILE)
-
Sig.ra Ewa KUSZ, Presidente della Conferenza Mondiale degli Istituti
Secolari (C.M.I.S.) (ITALIA)
-
Rev.da Suora Jocelyne HUOT, S.F.A., Presidente Generale del
Movimento "Les Brebis de Jésus", Québec (CANADA)
-
Sig.ra Agnes Kam Leng LAM, Presidente dell'Associazione Cattolica
Biblica di Hong Kong (CINA)
-
Sig.ra Teresa Maria WILSNAGH, Direttrice Regionale della "Catholic
Bible Foundation" (C.B.F.) di Cape Town, Durban e Johannesburg
(SUDAFRICA)
-
Sig. Amel Diockel SARR, Catechista dell'Arcidiocesi di Dakar
(SENEGAL)
-
Sig. Daniele BOSCARO, Capo Clan dell'Associazione Guide e Scouts
Cattolici Italiani (A.G.E.S.C.I.), Padova (ITALIA)
-
Rev.da Suora M. Clare MILLEA, A.S.C.J., Superiora Generale delle
Apostole del Sacro Cuore di Gesù (STATI UNITI D'AMERICA)
-
Rev.da Suora M. Viviana BALLARIN, O.P., Superiora Generale delle
Suore Domenicane di S. Caterina da Siena, Presidente dell'Unione
Superiore Maggiori d'Italia (U.S.M.I.) (ITALIA)
-
Sig.ra Natalja FEDOROVA BOROVSKAJA, Professore presso l'Università
Statale Umanistica Russa e presso l'Accademia Russa di Belle Arti
(FEDERAZIONE RUSSA)
-
Sig.ra Silvia SANCHINI, Presidente Nazionale Femminile della
Federazione Universitaria Cattolica Italiana (F.U.C.I.) (ITALIA)
Diamo qui di seguito i riassunti degli interventi:
-
Sig. Andrea RICCARDI, Fondatore della Comunità di Sant'Egidio
(ITALIA)
Gregorio Magno insegna: la Parola cresce con chi la legge. Illumina
i poveri, guidandoci a capire che stare vicino a loro è esserlo a
Cristo stesso. Fa emergere la dimensione strutturante del cristiano:
il discepolo. Lo è divenuto sul Mar di Galilea, ascoltando Gesù,
prima di essere chiamato cristiano ad Antiochia. In un tempo di
turbinio di parole, la Parola fa maturare nel silenzio. Da qui
sgorga una preghiera, che custodisce il mondo. Talvolta la Parola è
incatenata da progetti, protagonismo, letture ideologiche. Oggi la
gente è spaesata; ha paura del futuro. Parliamo delle difficoltà ad
evangelizzare. Ma la gente vuole ascoltare. Come aiutarla?
Nutrendoci noi stessi della Parola di Dio. Il popolo sente chi la
ama. In taluni cristiani e ministri della Parola, non se ne sente il
gusto. Basta ascoltare alcune prediche. Per tutti un solo modo:
l'assiduità della lettura per una vita. Chi ascolta la Parola sa
parlare ai cuori. Evangelizzare non è tecnica, ma traboccare della
Parola. Il Sinodo può essere il momento opportuno per far maturare
nel popolo di Dio una stagione di amore per la Scrittura. Forti di
un secolo di cultura biblica, non è tempo per sviluppare la
devozione alla Sacra Pagina tra il popolo di Dio? L’uomo e la donna
cristiani diverranno allora - dice Crisostomo - “semplici con
intelligenza” in un mondo complesso.
[00226-01.03] [UD003] [Testo originale: italiano]
-
Sig.ra Maria VOCE, Presidente del Movimento dei Focolari (ITALIA)
Fin dagli albori del Movimento dei Focolari, Chiara Lubich, insieme
ad un piccolo gruppo di compagne, intraprendeva un cammino
spirituale tracciato da una profonda riscoperta e vita del Vangelo.
Effetto di questa vita fu la nascita di una comunità formata da
quanti, venendo in contatto con loro, cominciavano a loro volta a
vivere con impegno ed entusiasmo il Vangelo comunicandosene le molte
sorprendenti esperienze. Ancora oggi la Parola di Dio occupa un
posto centrale. Si sperimenta la Parola come una fonte di Dio (cf DV
7) cui abbeverarci, con cui nutrire l’anima, come con l’Eucaristia (cf
DV 21).
La consuetudine di comunicarsi reciprocamente le esperienze
scaturite dalla vita della Parola contribuisce a suscitare una
sempre più autentica evangelizzazione.
Si può allora comprendere l’anelito di Chiara a lasciare a chi
l’avrebbe seguita solo il Vangelo. “Ciò che resta e resterà sempre -
ha detto - è il Vangelo, che non subisce l’usura del tempo” (...)
“così, l’Opera di Maria rimarrà sulla terra veramente come altra
Maria: tutto Vangelo, nient’altro che Vangelo, e, perché Vangelo,
non morirà” (C. Lubich, Essere tua Parola, Roma p. 85).
[00227-01.03] [UD004] [Testo originale: italiano]
-
Sig. Luis Fernando FIGARI RODRIGO, Superiore Generale del Sodalitium
Vitae Christianae (PERÙ)
El Papa Pablo VI ponía de relieve la dimensión comunicativa de la
revelación divina, en la Ecclesiam suam. Esto mismo se expresa en
aquel bello pasaje del Éxodo donde se nos dice que «Dios conversaba
con Moisés cara a cara, como con su amigo». Llegada la plenitud de
los tiempos, Dios pronuncia Su Palabra, que está en Dios desde el
principio y que es Dios, y se encarna en la Inmaculada Virgen María,
por obra del Espíritu Santo. La Palabra Eterna encarnada habla en
lenguaje humano y manifiesta el misterio de Dios y su Plan, así como
el misterio del ser humano, la grandeza de su vocación y el
horizonte de su realización personal.
La Palabra de Dios escrita por inspiración del Espíritu, interpela
lo profundo del ser humano y lo invita al apasionante e
indescriptible encuentro con el Señor Jesús.
En este camino es fundamental la maestría en un silencio activo que
implica no sólo escuchar debidamente sino hacerlo in Ecclesia,
abriendo el corazón a la interiorización y adhesión a la Palabra de
Dios. La Palabra escuchada y acogida, alimenta en nosotros la fe en
la mente, transformando nuestros criterios hasta llegar a tener «la
mente de Cristo»; despierta la fe en el corazón hasta llegar a
«tener entre nosotros los mismos sentimientos que tuvo Cristo Jesús»;
y nos impulsa a la fe en la acción, conscientes de que son
bienaventurados aquellos que «oyendo la palabra la ponen en práctica».
La Virgen María es el modelo de escucha, y respuesta a la Palabra de
Dios.
[00228-04.03] [UD005] [Texto original: español]
-
Sig.ra Michelle MORAN, Presidente del Consiglio dell'International
Catholic Charismatic Renewal Services (I.C.C.R.S.) (GRAN BRETAGNA)
Commenting upon the essential relationship that exists between the
Holy Spirit and the Word of God( IL.3). The Charismatic Renewal
helps to foster a new openness to the graces and gifts and of the
Holy Spirit. It is involved in producing resources to help people
not just to have access to the Scriptures, important as this is, but
also to have life changing experiences through encountering the Word
of God in the power of the Holy Spirit.
When people come alive in faith there is a hunger for the Word of
God. Some people fail to have this hunger satisfied due to poor
homiletic preaching. Undoubtedly, there is more to be done in the
area of clergy training in homiletics. However, if preaching is to
come alive it requires an openness and docility to the power of the
Holy Spirit. I would like to suggest that all those involved in the
ministry of preaching and proclamation are also offered
opportunities to experience a renewal of the Holy Spirit in their
lives.
In IL, part III 'the Word of God in the Mission of the Church,'
before beginning his public ministry we are told that Jesus was
filled with the Holy Spirit and led by the Spirit (LK 4:1). The Holy
Spirit is therefore an essential prerequisite for effective
Evangelisation and Mission. Prayerful attentiveness to the Word of
God guided by the Holy Spirit will protect us from over activism and
lead us into fruitful missionary engagement with the World.
[00240-02.03] [UD017] [Original text: English]
-
Prof. Thomas Hong-Soon HAN, Professore di Economia presso il
"College of Business and Economics", "Hankuk University of Foreign
Studies" (Seoul); Presidente del Consiglio dell'Apostolato dei Laici
Cattolici (COREA)
My intervention refers to numbers 38,39 and 41 of Instrumentum
Laboris.
There is urgent need·for a solid formation of Christ's faithful on
the Word of God. And this should be more than a mere transmission of
knowledge. Formation in the Word of God must be "performative".(Spe
Salvi, 2). It must be life-transforming and should aim at combating
. "structures of sin" to create a better world to live in.
Performative Formation in the Word of God should integrate into it a
solid formation in the Church's social doctrine. The Compendium of
the Social Doctrine of the Church can serve as a valid instrument in
this regard. We need competent educators in the field of social
doctrine and in the study of the Word of God. The Church should
invest human and financial resources in the formation of educators.
A performative formation in the Word of God requires that the whole
Church and all its members must bear witness of actions. We must
recognize that people are more persuaded by holiness of life than by
intellectual argument.
The Church leaders need to make a serious examination of the
lifestyles and possessions within the Church in light of the Word of
God and take every measure possible to implement the social doctrine.
Moreover, while making commercial contracts, the Church must ensure
that principles of justice, living wages and good working conditions
are included in them. Unfortunately, the Church's record has not
always been satisfactory.
I hope that this Synod will establish a biblical lifestyle proper to
a witnessing Church and promote a performative formation of lay
faithful.
[00225-02.02] [UD002] [Original text: English]
-
Rev.da Suora Evelyne FRANC, F.d.C., Superiora Generale delle Figlie
della Carità di San Vincenzo de' Paoli (FRANCIA)
1. La Parole de Dieu au coeur de notre vie (Instrumentum Laboris n°
24, 38, 52)
La Parole nous réveille chaque matin et nous accompagne au long du
jour à travers la liturgie des heures, l’Eucharistie, les temps de
prière et de service. Elle est à la fois douce comme le miel et
amère comme le fiel; elle conforte et bouscule, provoque à avancer
au large, nous désinstalle.
Le partage de la Parole (lectio divina) ranime notre engagement
apostolique, est facteur d’unité et chemin de pardon, de
réconciliation et de discernement. Il est encore plus nécessaire à
notre époque où, dans les cinq continents, les Soeurs en proximité
de coeur et de vie avec les pauvres, sont parfois confrontées à des
situations de difficulté extrême. Le partage de la Parole fortifie
alors leur sens d’appartenance au Christ, les relie à la communauté
qui les envoie, à la mission de l’Église.
2. L’annonce de la Parole à travers notre service des pauvres.
(Instrumentum Laboris n°36, 39,43,44)
La Parole nous pousse à servir non seulement pour combattre la faim
matérielle, la misère, elle nous pousse aussi à travailler pour un
monde où tous soient respectés, elle nous pousse à dénoncer les
injustices. Une double lecture de la Parole s’impose : lire la vie
des pauvres à la lumière des Écritures et lire les Écritures du
point de vue des pauvres ; ils sont sacrement du Christ au milieu de
nous, ces pauvres qui nous évangélisent.
En conclusion, deux mots sur l’annonce de la Parole dans la
pastorale des jeunes et la piété populaire.
Les jeunes des cinq continents répondent avec enthousiasme aux défis
lancés lors des JMJ : “Vous êtes le sel de la terre ... Vous êtes la
lumière du monde” (Mt 5,13-14) à Toronto, “Nous sommes venus L’adorer”
(Mt 2,2) à Cologne, “Vous allez recevoir une force, celle de
l’Esprit Saint qui descendra sur vous. Vous serez alors mes témoins”
(Ac 1, v8) à Sydney. Les jeunes attendent de nous de tels défis et
sont prêts à les relever quand nous cheminons à leurs côtés, vivons
de cette Parole et savons la leur expliquer.
Le numéro 36 de l’Instrumentum Laboris cite la piété populaire,
prenons un exemple : La médaille miraculeuse offerte à tant et tant
de personnes à travers le monde est un humble outil catéchétique, un
résumé de l’histoire du salut qui permet d’annoncer la Parole de
Dieu.
Cette Parole, Marie, la femme eucharistique, notre modèle de vie
spirituelle, l’a reçue pleinement et nous la partage totalement.
[00237-03.02] [UD014] [Texte original: français]
-
Prof. Rafael Chainarong MONTHIENVICHIENCHAI, Vice Cancelliere
dell'Università di St. John's, Bangkok (THAILANDIA)
The role of parents in the development of the faith in children
cannot be overemphasized. In the past and present, most Catholic
parents will still teach their children to make the sign of the
cross and recite simple prayers - all before the children even go to
school.
For most parents, unfortunately, their role decreases substantially
as soon as the children go to school. Teachers become more
influential than the parents, especially regarding the formation of
the faith in young children.
Catholic education and dedicated catechists/teachers with effective
teaching methodology can help to form a long-lasting and solid faith
in their young students who naturally refer to the Word of God when
times are good and apply it when trouble arises
[00242-02.02] [UD020] [Original text: English]
-
Sig. Moysés Louro DE AZEVEDO FILHO, Fondatore e Moderatore Generale
della Comunità Cattolica Shalom (BRASILE)
Attraverso i movimenti ecclesiali e le nuove comunità migliaia di
persone hanno fatto un cammino di incontro con Gesù Cristo vivo e
scoperto la gioia di essere Chiesa. Questo incontro personale con il
Risorto che è passato per la Croce e che soffia lo Spirito Santo è
l'evento che trasforma la persona in discepolo, facendole scoprire
la bellezza e la forza della Sua Parola.
A partire da questa esperienza nasce nel cuore del discepolo di
Cristo la necessità vitale di alimentarsi della Parola di Dio e allo
stesso tempo esso si sente spinto ad incontrarla in una lettura
orante della Sacra Scrittura, nella Liturgia Eucaristica, e
nell'impegno missionario di testimoniare la stessa Parola con
fermezza e coraggio, cioè, con parresia.
Nell’esperienza della Comunità Cattolica Shalom, il discepolo
percorre a livello personale e comunitario un itinerario formativo
sistematico e orante, rapportando si alle Sacre Scritture alla luce
della Tradizione viva della Chiesa e secondo l'orientamento del Suo
Magistero. Alimenta così la sua intelligenza e il suo cuore e la
Parola di Dio diventa la forza potente che trasforma la sua vita, a
livello personale, comunitario e sociale, spingendo lo in modo
urgente alla missione. Siamo convinti che, in realtà, abbiamo la
comprensione piena della Parola di Dio quando, per la forza dello
Spirito, la mettiamo in pratica nella nostra vita quotidiana e la
condividiamo con gli altri. La Parola accolta e trasmessa con fede
fa del discepolo un testimone.
É impressionante vedere come il contatto con il testimone alimentato
dalla Parola, dalla preghiera e dall'Eucaristia, si possa
trasformare in un'esperienza con Cristo stesso, in un incontro
capace di cambiare la vita.
Oggi contempliamo una moltitudine che soffre di fame e sete della
Parola di Dio. Questi volti ci interpellano ad andare loro incontro
e, come testimoni appassionati, con parresia e creatività, far loro
amare e conoscere in profondità la Parola che si fece carne! È
questa la nostra unica risposta. Grazie.
[00224-01.03] [UD001] [Testo originale: italiano]
-
Sig.ra Ewa KUSZ, Presidente della Conferenza Mondiale degli Istituti
Secolari (C.M.I.S.) (ITALIA)
Während dieser Synode vertrete ich die Säkularinstitute, deren
Mitglieder inmitten der Welt ein Zeichen der uneingeschränkten
Zugehörigkeit zu Christus sein wollen.
In meinem Beitrag möchte ich die Aufmerksamkeit dem Menschen
schenken, der das Wort Gottes annehmen und nach ihm leben soll. Um
auf den Anderen - ob Gott oder Mensch - zu hören, muss der Mensch
die Erfahrung gemacht haben, dass er von jemandem gehört worden ist.
Wir leben in einer Welt in der zu viele Worte gesprochen werden, die
niemand hört, weil es fast unmöglich ist, einen Raum der Stille zu
finden, wo es möglich wäre, zu hören. Es ist eine Welt in der der
Mensch vor allem auf seine Bedürfnisse hört und deren Befriedigung
sucht.
1. Wenn wir also wollen, dass die Menschen das Wort Gottes hören,
sollten die, die es verkünden, sich zunächst im Hören des Wortes
üben. Sie sollten lernen, Gott und die Mitmenschen zu hören. Die
Ausbildung in den Priesterseminaren, aber auch die Fortbildung der
Priester müsste meines Erachtens nicht nur die intellektuelle
Erkenntnis der Heiligen Schrift vermitteln, sondern auch Zeit finden,
für die Begegnung mit Gott und für die Übung der Fähigkeit, auf sein
Wort zu hören. Neben der Kommunikationsfähigkeit sollte man vor
allem die Bereitschaft und die Fähigkeit zum Hören entwickeln.
2. Das Instrumentum Laboris ermutigt die Laien, dass sie “den
Menschen in ihrer konkreten Lebenssituation die Gute Nachricht
verkünden”.Ich möchte unterstreichen, dass diese “Verkündigung” des
Wortes Gottes durch uns Laien nicht selten ohne Worte erfolgt. Sie
geschieht vielmehr im einfachen, alltäglichen Zeugnis zu Hause, in
der Arbeit und in der Nachbarschaft. Dieses “stille” Apostolat,
vergleichbar mit dem Werk des Sauerteigs, ist unsere Hauptaufgabe.
Erst dann sind einige von uns Animatoren in verschiedenen
Bibelkreisen in den Pfarreien oder anderswo. Ich plädiere also dafür,
dass uns Laien von den Hauptamtlichen mehr Vertrauen geschenkt wird,
dass wir tatsächlich den verborgenen “Dienst am Wort” im Alltag tun.
Es scheint mir wichtig, dass die Erfahrung der in der Kirche
engagierten Laien ernst genommen wird und dass gemeinsam
entsprechende Formen der “Verkündigung” gesucht und gefunden werden,
weil wir existentiell denen näher stehen, denen das Wort Gottes
verkündet wird.
[00229-05.02] [UD006] [Originalsprache: Deutsch]
-
Rev.da Suora Jocelyne HUOT, S.F.A., Presidente Generale del
Movimento "Les Brebis de Jésus", Québec (CANADA)
“Je suis le bon Berger, je connais mes brebis et mes brebis me
connaissent. Je suis venu pour que mes brebis aient la vie et l’aient
en abondance” (Jn 10,14).
Telle est la Parole fondatrice du mouvement d’évangélisation Les
Brebis de Jésus (né en avril1985). L’Amour se révèle, l’Amour a soif
de nous. Qui donc accueille cette révélation de douceur et de force
tout à la fois? L’enfant, parce qu’il a soif d’être aimé. “Me voici
Jésus, je suis ta brebis. Par ton Esprit Saint, conduis-moi dans le
coeur du Père!”. Cette image biblique du pasteur et de la brebis
n’est pas atteinte par la brisure de la relation parent-enfant. Elle
offre donc un merveilleux chemin de découverte de l’amour de Dieu
pour chacun de nous.
Toute la pédagogie du mouvement s’appuie sur la puissance de la
Parole de Dieu. Elle se présente comme une semence de vie, appelée à
donner son fruit. Elle demande donc à être accueillie dans un coeur
ouvert et attentif. La mise en route de chaque rencontre favorise
cette écoute et met en présence de l’Amour.
La Parole de Dieu se présente aussi comme une nourriture
amoureusement préparée par le Berger pour sa Brebis. Chaque
expérience évangélique est comparable à un repas où la nourriture
est offerte à chaque enfant personnellement, partagée et mangée dans
une atmosphère de joie et de communion.
Enfin, la Parole de Dieu se présente comme une lumière d’amour. En
même temps que l’intelligence est éclairée, le coeur s’embrase d’un
feu nouveau qui porte en lui un souffle missionnaire. Le mouvement
grandit par la force du témoignage et dans le mystère de la Croix.
[00230-03.02] [UD007] [Texte original: français]
-
Sig.ra Agnes Kam Leng LAM, Presidente dell'Associazione Cattolica
Biblica di Hong Kong (CINA)
1. The Word of God for the Church to shepherd today’s people in
today’s world.
The Church should respond to the daily behavioural pattern of
today's people, by adjusting her mode of showing forth the Word of
God, so that today's people may come to know Jesus Christ, follow
him, finding in him the destiny of their lives.
- Simple method for the complex world. Examples of simple method:
recitation, Lectio Divina
- Reading bible is like eating, a home-made soup prepared with love
and time is delicious, while fast food is tasteless.
- Strive for living out the Word of God today and invite for taking
part in the life and mission of the Word of God.
- Invite the Holy Father to open a multi-language blog to shepherd
today's world: daily scriptural verse with simple reflection, brief
text and plentiful images
2. The Word of God for the Church to shepherd today’s faithful
Bible formation for the laity
- Drill on close listening to the Word of God: 'Reading the Bible,
entering the heart of the Lord.' (Sr. Maria Ko, FMA, cf. Jn 14:20;
Ph12:5)
- Basic drill on opening the Book of the Bible including formation
on the attitude of Bible reading: attend to what the bible says,
more than exegesis
- Survival kit on basic bible knowledge.
- In view of the demand for speed, return, variety and touch of
life, try to stimulate a stable interest in Bible reading for the
laity, through a basic bible program of sufficient length, so that
the faithful may accustom to settle themselves at the feet of the
Word of God.
Encourage Bible reading groups
- Laity needs community experience or partner support in bible
reading and sharing
- Reminder on the skills and attitude of bible sharing
- Bible Pastoral Ministry Formation for the facilitators for Bible
reading or sharing groups, including the development of methods for
Bible sharing, should be tailor-made from or in response to local
situation.
I propose to adopt “simple method for a complex world”.
[00231-02.02] [UD008] [Original text: English]
-
Sig.ra Teresa Maria WILSNAGH, Direttrice Regionale della "Catholic
Bible Foundation" (C.B.F.) di Cape Town, Durban e Johannesburg
(SUDAFRICA)
Not many people are aware of the Catholic Biblical Federation who,
next year celebrate their 40th anniversary. The CBF is involved in
the biblical pastoral apostolate with members all over the world.
Within the CBF there is a strong network of support among the
members concerning the different means of bringing Scripture to all
people.
Within South Africa we have developed different programmes in a
creative way on how to bring the Bible to all people in an exciting
way.
The word "formation" does not sit well with me - I prefer the word "empower".
We give the people of all ages - from the very young to the not so
young - an encounter of the living presence of God / Jesus in the
Bible. Many people are afraid to open their Bible and we show them
you come as you are; God speaks to us in our every day lives, God
speaks to us through others & God speaks to us in His word.
I find it impossible to share Scripture with others if I had not
made the word my own - internalised it myself and listened! The
following comment had been made within the Synod - our lives are a
witness to others, what we do is much stronger than what we say!
Our programmes incorporate simple methods of Bible study, sharing &
prayer. We show people you do not need to be a scholar to hear God
speaking. Within Lectio Divina, they see how they can come to text
several times; read, reflect and respond to the message that God has
for them through a specific text.
With the young we invite them to share in a creative way eg. song,
drama, protest march etc, their understanding of a specific text.
Even a simple Lectio Divina has been developed for the youth. People
are encouraged to use the coming Sunday' s Gospel reading, so that
when they come to Mass they have already spent some time with the
Word. God speaks to them again when the Word is proclaimed and when
the word is opened within the homily.
We have encountered people who can not read or write but have
memorised texts; their love for the Word is powerful. We have had
the occasion where we were given time within the Mass, at the time
of the homily, to bring of our programme to the parishioners. As we
know, for most at Mass, it is their only encounter of Scripture and
many walk long distances for this opportunity to celebrate the
Eucharist and the Word.
We empower people to take Scripture and make it their own; empower
people to bring Scripture to others by training them in our methods
so that the Word can spread even further!
The word of God is powerful, able to achieve anything it has been
sent out to do. You just need to accept it in faith!
[00232-02.02] [UD009] [Original text: English]
-
Sig. Amel Diockel SARR, Catechista dell'Arcidiocesi di Dakar
(SENEGAL)
Je suis à ce synode en tant que catéchiste auditeur, proposé au
Saint-Siège par Son Éminence le Cardinal Théodore Adrien SARR,
Archevêque de Dakar, pour ces assises. Notre intervention porte sur
la Parole de Dieu certes, mais nous croyons que nous ne pouvons pas
nous prononcer sur cette Parole sans faire allusion à ceux qui vous
aident de façon particulière à véhiculer le message du Seigneur :
nous, les catéchistes.
En nous inspirant de la Vérité: “Jésus Verbe ou Parole de Dieu par
Excellence”, nous disons souvent aux catéchistes que nous formons,
qu’à force d’annoncer l’Évangile (ou la Parole de Dieu), en actes
surtout, le Catéchiste devient lui-même évangile ou parole, c’est-à-dire
un modèle.
Cela veut dire que le Catéchiste, lui-même initié dans l'Église et
déjà formateur, doit être le premier à respecter la Parole de Dieu
et à vivre ce qu’il enseigne ; il doit être son propre catéchiste.
En pédagogie catéchétique, nous disons encore qu’on n’enseigne pas
seulement la catéchèse entre quatre murs. L’enseignement doit se
poursuivre dans la cité par le témoignage.
Les catéchistes ont fait partie des “pionniers” durant la première
évangélisation dans plusieurs pays. Imprégnés de nos différentes
cultures, en lien avec l‘Évangile, ils ont été et demeurent les
collaborateurs incontournables dans la traduction et la transmission
de la Parole de Dieu.
De ce fait, si nous avons pris la parole, c’est pour vous demander,
chers Pères synodaux, une plus grande attention et soutien pour leur
formation et leur ministère.
Très Saint-Père, de la part de tous les catéchistes, je vous
souhaite longévité et une très bonne santé en vue de la mission.
Nous prions toujours pour vous, en union avec nos Évêques et nos
prêtres.
[00234-03.02] [UD011] [Texte original: français]
-
Sig. Daniele BOSCARO, Capo Clan dell'Associazione Guide e Scouts
Cattolici Italiani (A.G.E.S.C.I.), Padova (ITALIA)
Lo scoutismo ha tra le sue specificità: il contatto con la natura,
il primato dell'educazione attraverso l'esperienza, lo spirito di
comunità e il servizio ai fratelli. Questo può declinarsi: nella
ricerca delle tracce della Parola di Dio che si trovano nel mondo
creato, nella capacità di rileggere la propria storia come storia di
salvezza, nel condividere la vita con i fratelli e scegliere di
servirli. L'ottica di riferimento è che non possa esserci educazione
globale della persona senza una proposta di fede ad essa integrata.
Dalla nostra esperienza risulta urgente che la Parola di Dio
coinvolga l'intera persona passando dalla testa al cuore per
coinvolgere esistenzialmente le persone nelle loro decisioni
fondamentali che toccano il loro essere prima che il loro fare.
Questo significa lavorare su un'integrazione tra Fede e Vita che sia
capace di offrire un approccio al testo biblico nella prospettiva
della piena realizzazione dell'uomo: oggi Dio e Felicità sono spesso
percepiti dalle giovani generazioni come disgiunti, alimentando
illusori tentativi di autosalvezza. A testa e cuore possono essere
aggiunte le mani: esse portano in luce la necessità di una fede che
abbia nel servizio al prossimo il suo naturale compimento così la
fede sarà raccontata nell'agire.
Emerge come sia primariamente necessaria una relazione personale con
il Vivente, e per questo ripartire dall'annuncio della Buona
Notizia. Percorsi kerigmatici e catechetici, soprattutto se
supportati da un accompagnamento personale, sono capaci di condurre
ad una rilettura della storia della salvezza in riferimento alla
propria storia personale. Per questo, a partire dalla centralità
della Sacra Scrittura, possono essere utili approcci al testo che
giungano a dimensioni più interiori della persona tramite l'utilizzo
di tecniche attive (drammatizzazione, espressione corporale, gioco).
Sui giovani il punto centrale è che essi sono i cristiani adulti di
domani ed in base a quanto la Parola di Dio sarà presente nel
periodo delle scelte fondamentali di vita, la custodiranno e saranno
Chiesa viva ed appassionata!
Sui laici e la definizione di "gigante dormiente" sentita in
quest'aula: il termine "gigante" rileva la forza e la visibilità che
possono essere per la Chiesa ma anche la necessità di spazio per
muoversi. L'essere "dormiente" evidenzia la necessità di una
chiamata per svegliarsi e, probabilmente, il tempo per prepararsi e
organizzare l'agenda delle cose da fare.
[00235-01.02] [UD012] [Testo originale: italiano]
-
Rev.da Suora M. Clare MILLEA, A.S.C.J., Superiora Generale delle
Apostole del Sacro Cuore di Gesù (STATI UNITI D'AMERICA)
The Instrumentum laboris, with its seven specific references to
consecrated life, as well as three references to community life
clearly challenges our congregations and each of us personally to
contribute to this ecclesial event. As religious, the following of
Christ set forth in the Gospels is our supreme rule, and union with
God through the profession of the evangelical counsels is our
purpose for being. (Perfectae Caritatis, 2a, e).
The founders and foundresses of religious congregations were
enlightened by a spark of the Word of God which the Holy Spirit
ignited in their hearts, causing each charism and Rule to spring
from that Word and be an expression of it. (cf. CIVCSVA, Starting
Afresh from Christ, no. 24).
The charism of the Servant of God Clelia Merloni, Foundress of the
Apostles of the Sacred Heart of Jesus, has its origin in the Heart
of Christ pierced on the Cross for the redemption of the world (cf.
Jn. 19,34). She calls her daughters to bring to all people the Word
that illuminates, the faith that saves, the example that convinces,
the self-sacrifice that redeems, and the infinite and merciful love
that bursts forth from the very Heart of Jesus.
In occasion of the preparation and celebration of this Synod, many
of our local communities have recommitted themselves to personal and
community lectio divina and are seeking ways to promote prayerful
reading of the Scriptures among the people with whom they serve,
particularly young people.
We have also begun a Congregation-wide campaign of solidarity to
provide Bibles for youth and families who cannot afford one and who
are willing to learn to read and pray Scripture along with our
Sisters.
Apostles from 13 countries in Europe, Asia, Africa, North and South
America have been sharing with me their experiences of personal
transformation through the power of the Word, even in the lives of
non-Christians.
We are grateful for the Synod's encouragement and prayer for all of
us who have chosen to follow Christ in the way of the evangelical
counsels. We promise you our faithful and loving obedience and our
joyful collaboration in the great evangelizing mission of the Church.
[00236-02.02] [UD013] [Original text: English]
-
Rev.da Suora M. Viviana BALLARIN, O.P., Superiora Generale delle
Suore Domenicane di S. Caterina da Siena, Presidente dell'Unione
Superiore Maggiori d'Italia (U.S.M.I.) (ITALIA)
Mi riferisco al n. 25 e 52 dell’Instrumentum Laboris.
C’è un misterioso e strettissimo legame tra la Parola e la donna.
È l’esperienza di una moltitudine di donne consacrate che, chiamate
per nome non hanno resistito al fascino di quella Parola divina
pronunciata nella loro vita, donne che con la sollecitudine di Maria
corrono nei sentieri di molteplici storie umane portando in grembo
la Parola e porgendola a chi ha fame e sete di verità, a tutti,
anche a coloro che non sanno di cercarla. Donne, consapevoli e
felici di mettere a disposizione le loro energie perché la speranza,
l’amore, la dignità, la tenerezza e anche la bellezza possano
abitare in ogni cuore umano.
In una società orfana e ripiegata su se stessa, le donne consacrate
diventano una esegesi vivente della Parola di Dio che continua a
farsi carne nella concretezza della loro vita consegnata,
itinerante, costellata di opere buone, totalmente dedicata, a volte
fino al martirio.
E lo sono per tutti, anche per coloro che non le riconoscono o verso
i quali è difficile e pericoloso andare, coloro ai quali spesso si
evita di andare. Raggiungono le pieghe più nascoste dell’esistenza
umana, spazi o situazioni in cui non si possono pronunciare omelie,
ma solo gridare con la forza di un silenzio che si fa presenza e
accompagna, azione e servizio, carezza che si prende cura.
Una moltitudine di donne consacrate/religiose infaticabili
testimoni, dispensatrici della Parola di Dio che è Padre e madre.
Vivono tra i banchi delle scuole e nelle carceri, tra i letti di
ospedale e per le strade accanto ai drogati, ai malati di AIDS, alle
donne sfruttate dalla prostituzione, accanto agli anziani e ai
bambini abusati, alle famiglie distrutte o senza casa o lavoro, ai
malati di ogni genere, tenera presenza in ogni angolo della terra.
Questa moltitudine di donne infaticabili dispensatrici della Parola
con mani e cuore di madri, sono il volto della Chiesa madre, sono il
suo grembo fecondo, spazio in cui Dio può incontrare l’uomo e l’uomo
il suo Dio.
Che questo volto e cuore di madre, riflesso di un Amore appassionato
che cerca i suoi figli, possa essere espresso con efficacia nel
documento finale del Sinodo sulla Parola di Dio e ancor più nelle
parole quotidiane della Chiesa stessa.
[00238-01.03] [UD015] [Testo originale: italiano]
-
Sig.ra Natalja FEDOROVA BOROVSKAJA, Professore presso l'Università
Statale Umanistica Russa e presso l'Accademia Russa di Belle Arti
(FEDERAZIONE RUSSA)
I am a teacher of the History of art so my intervention is connected
with §22d of Instrumentum Laboris where art shows us as an
instrument of "a spiritual reading of the Bible". We have just
listened to the beautiful reflections of the ex. bishops from
Roumania and Germany about the role of art in our contacts with the
Holy Scripture. For me the Christian art, especially Russian icons
and Italian Renaissance painting became a route to the space of God'
s life. I was born in the USSR - the country of state atheism. I've
never thought about the God and nobody spoke with me about Him
except the works of art, music and literature.
Today I teach the history of art. And the main question for me -
what methods and conception of the teaching can help my students to
meet the love of God through their studies. And it's evident: they
will find their Father only if I'll be able to remain in the space
of His Word. But how to stay there in the situation of lecture or
seminar when it's necessary to decide the concrete professional
problems? In this case three moments are important:
1. To receive the work of art in the heart like a prayer of painter.
Giving a lecture to understand that you are staying in the
atmosphere of this prayer like a priest for his liturgical
celebration stays in the eternal prayer of Christ.
2. To look at the history of art with the spiritual attention trying
to read its deep religious symbolism. I think that the Church must
pray constantly for all the masters and art historians because the
life of art in the world is the sacred history of God's mercy.
3. To look at the person of artist in the light of the God's love.
We see that often the painter's biography is the crossway, and the
content of the cross consists of his sins, mistakes and temptations,
that unfortunately are too well-known. Not every painter lived like
fra Beato Angelico. Why in spite of the dark circumstances of their
life they could create their high-spiritual works? The concept of
these phenomena is not only scientific. This is a history of art as
a history of the Word of God, the history of Salvation for that the
Eternal Word - Jesus Christ - is ready to suffer, to be crucified
and to die in the soul of every painter for the rising in his talent
that was created by the Farther like a language of His Beloved Son.
[00239-02.04] [UD016] [Original text: English]
-
Sig.ra Silvia SANCHINI, Presidente Nazionale Femminile della
Federazione Universitaria Cattolica Italiana (F.U.C.I.) (ITALIA)
Due considerazioni fondamentali: l’importanza della Parola nella
vita dei giovani e il legame tra Parola e vita e dunque anche tra
Parola e studio. La Parola può e deve essere una vera e propria
lampada nel cammino dei giovani, nel loro discernimento e nella
scoperta della loro vocazione, soprattutto in questa fase difficile
contraddistinta da quella che il Papa ha definito una vera e propria
"emergenza educativa", caratterizzata da nuove forme di disagio e di
violenza. Anche lo studio può aiutare nella scoperta dell’importanza
di ascoltare e vivere la Parola. Vangelo e cultura, fede e
intelligenza non sono infatti in antitesi. Anzi, possono
vicendevolmente alimentarsi e favorire la formazione di una
coscienza matura e credente.
Suggerisco che vengano pensate proposte serie e qualificate per
favorire l’incontro dei giovani con la Parola. Innanzitutto
l’esperienza della Lectio divina, per la preghiera personale e
comunitaria ma anche giornate e settimane di studi biblici rivolte
ai giovani, preferibilmente in collaborazione con le comunità
monastiche. L’augurio è che sempre più giovani riscoprano il primato
e la centralità della Parola nella loro vita.
[00241-01.03] [UD018] [Testo originale: italiano]
AVVISI
- CONFERENZE STAMPA
- BRIEFING PER I GRUPPI
LINGUISTICI
- POOL PER L’AULA DEL SINODO
- BOLLETTINO
- NOTIZIARIO TELEFONICO
-
ORARIO DI APERTURA DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE
CONFERENZE STAMPA
Alla Seconda Conferenza Stampa sui lavori della XII Assemblea
Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi del 16 ottobre 2008, ore
12.45 interverranno:
- S.Em.R. Card. William Joseph LEVADA, Prefetto della Congregazione
per la Dottrina della Fede (CITTÀ DEL VATICANO), Presidente Delegato
della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi
- S.Em.R. Card. George PELL, Arcivescovo di Sydney (AUSTRALIA),
Presidente Delegato della XII Assemblea Generale Ordinaria del
Sinodo dei Vescovi
- S.Em.R. Card. Odilo Pedro SCHERER, Arcivescovo di São Paulo
(BRASILE), Presidente Delegato della XII Assemblea Generale
Ordinaria del Sinodo dei Vescovi
- S.Em.R. Card. Peter Kodwo Appiah TURKSON, Arcivescovo di Cape
Coast, Presidente dell'Associazione delle Conferenze Episcopali
dell'Africa occidentale (A.C.E.A.O.) (GHANA), Presidente della
Commissione per l’Informazione della XII Assemblea Generale
Ordinaria del Sinodo dei Vescovi
- S.E.R. Mons. Diarmuid MARTIN, Arcivescovo di Dublin (IRLANDA),
Membro della Commissione per l’Informazione della XII Assemblea
Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi
- S.E.R. Mons. Luis Antonio G. TAGLE, Vescovo di Imus (FILIPPINE),
Membro della Commissione per l’Informazione della XII Assemblea
Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi
Alla Terza Conferenza Stampa sui lavori della XII Assemblea Generale
Ordinaria del Sinodo dei Vescovi del 25 ottobre 2008, ore 12.45
interverranno:
- S.E.R. Mons. Laurent MONSENGWO PASINYA, Arcivescovo di Kinshasa,
Presidente della Conferenza Episcopale (REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL
CONGO), Segretario Speciale della XII Assemblea Generale Ordinaria
del Sinodo dei Vescovi
- S.E.R. Mons. Gianfranco RAVASI, Arcivescovo titolare di Villamagna
di Proconsolare, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura
(CITTÀ DEL VATICANO), Presidente della Commissione per il Messaggio
della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi-
S.E.R. Mons. Santiago Jaime SILVA RETAMALES, Vescovo titolare di
Bela, Vescovo ausiliare di Valparaíso (CILE), Vice Presidente della
Commissione per il Messaggio della XII Assemblea Generale Ordinaria
del Sinodo dei Vescovi
BRIEFING PER I GRUPPI
LINGUISTICI
Si comunica la seguente variazione nei luoghi di briefing degli
Addetti Stampa indicati nel Bollettino N. 2: il Gruppo linguistico
francese si riunirà non più presso la Radio Vaticana ma presso la
Sala Stampa della Santa Sede, in un locale che verrà indicato di
volta in volta.
L’ottavo briefing per i gruppi linguistici avrà luogo domani,
mercoledì 15 ottobre 2008 alle ore 14.00 circa, a conclusione della
Conferenza Stampa, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa
della Santa Sede, per la presentazione del film “Testimonianza” (Testimony),
tratto dal libro “Una vita con Karol” del Sig. Cardinale Stanisław
Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia, e di Gianfranco Svidercoschi.
Si ricorda che i Signori operatori audiovisivi (cameramen e tecnici)
e i fotoreporter sono pregati di rivolgersi al Pontificio Consiglio
delle Comunicazioni Sociali per il permesso di accesso (molto
ristretto).
POOL PER L’AULA DEL SINODO
Il settimo “pool” per l’Aula del Sinodo sarà formato per la
preghiera di apertura della Diciassettesima Congregazione Generale
di venerdì mattina, 17 ottobre 2008.
Nell’Ufficio Informazioni e Accreditamenti della Sala Stampa della
Santa Sede, (all’ingresso, a destra) sono a disposizione dei
redattori le liste d’iscrizione al pool.
Si ricorda che i Signori operatori audiovisivi (cameramen e tecnici)
e fotoreporters sono pregati di rivolgersi al Pontificio Consiglio
per le Comunicazione Sociali per la partecipazione al pool per
l’Aula del Sinodo.
Si ricorda che i partecipanti al pool sono pregati di trovarsi alle
ore 08.30 nel Settore Stampa, allestito all’esterno di fronte
all’ingresso dell’Aula Paolo VI, da dove saranno chiamati per
accedere all’Aula del Sinodo, sempre accompagnati da un ufficiale
della Sala Stampa della Santa Sede, rispettivamente dal Pontificio
Consiglio per le Comunicazioni Sociali.
BOLLETTINO
Il prossimo Bollettino N. 21, riguardante i lavori della
Quindicesima Congregazione Generale della XII Assemblea Generale
Ordinaria del Sinodo dei Vescovi di questo pomeriggio, sarà a
disposizione dei giornalisti accreditati domani, mercoledì 15
ottobre 2008, all’apertura della Sala Stampa della Santa Sede.
NOTIZIARIO TELEFONICO
Durante il periodo sinodale sarà in funzione un notiziario
telefonico:
- +39-06-698.19 con il Bollettino ordinario della Sala Stampa della
Santa Sede;
- +39-06-698.84051 con il Bollettino del Sinodo dei Vescovi,
antemeridiano;
- +39-06-698.84877 con il Bollettino del Sinodo dei Vescovi,
pomeridiano.
ORARIO DI APERTURA DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE
La Sala Stampa della Santa Sede, in occasione della XII Assemblea
Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, resta aperta secondo il
seguente orario:
- Martedì 14 ottobre: ore 09.00 - 16.00
- Mercoledì 15 ottobre: ore 09.00 - 20.00
- Giovedì 16 ottobre: ore 09.00 - 21.00
- Venerdì 17 ottobre: ore 09.00 - 16.00
- Sabato 18 ottobre: 09.00 - 19.00
- Domenica 19 ottobre: ore 10.00 - 13.00
- Da lunedì 20 ottobre a sabato 25 ottobre: ore 09.00 - 16.00
- Domenica 26 ottobre: ore 09.00 - 13.00
Il personale dell’Ufficio Informazioni e Accreditamenti è a
disposizione (nell’ingresso a destra):
- Lunedì-Venerdì: ore 09.00-15.00
- Sabato: ore 09.00-14.00
Eventuali cambiamenti saranno comunicati appena possibile, tramite
annuncio nella bacheca della Sala dei giornalisti presso la Sala
Stampa della Santa Sede, nel Bollettino informativo della
Commissione per l’informazione della XII Assemblea Generale
Ordinaria del Sinodo dei Vescovi e nell’area Comunicazioni di
servizio del sito Internet della Santa Sede.
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