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All'indomani dei Patti Lateranensi, nel 1929, Pio XI
incaricò Guglielmo Marconi di costruire una stazione radio all'interno
del nuovo Stato Vaticano, per poter comunicare liberamente aldilà dei
confini e parlare ai cattolici di tutti i paesi e a tutte quelle regioni
del mondo dove i regimi totalitari impedivano infatti la libera vita
della Chiesa cattolica,chiamando a dirigere la Radio il padre gesuita
Giuseppe Gianfranceschi, fisico e matematico. Il 12 febbraio 1931 Pio XI
inaugurò l'impianto con un discorso in latino che suscitò vivissima
emozione in tutto il mondo.
Fra le prime trasmissioni, sperimentali, vi fu lo "Scientiarum Nuncius
Radiophonicus", una rassegna dell'attività della Pontificia Accademia
delle Scienze. Due anni dopo l'inaugurazione della Stazione Radio a onde
ultracorte.
Il 9 febbraio 1939 morì Pio XI, e la Radio fu impegnata nel seguire il
conclave e poi la cerimonia di incoronazione di Pio XII, commentata in 9
lingue. Nuovi studi e uffici vennero alloggiati nella Palazzina Leone
XIII, fino al 1936 sede della Specola Vaticana.
Allo scoppio della guerra, nel settembre 1939, la Radio costituì un
mezzo prezioso di libera informazione, nonostante le censure e i
disturbi. Goebbels giurò di ridurla al silenzio; i membri della
resistenza francese trascrivevano le sue trasmissioni e le distribuivano
clandestinamente.
La radio aveva un corpo redazionale formato da Padri Gesuiti e
trasmetteva in 9 lingue.
Nel gennaio del '40 nacque l'Ufficio Informazioni, che lanciava appelli
per rintracciare civili e militari dispersi e trasmetteva messaggi delle
famiglie ai prigionieri: dal 1940 al 1946 furono inviati 1.240.728
messaggi, pari al 12.105 ore di trasmissione.
Con la fine delle ostilità l'allargarsi del dominio comunista
sull'Europa dell'Est spinse a moltiplicare rapidamente i programmi
trasmessi nelle lingue dei popoli oppressi e le trasmissioni vaticane si
arricchirono di altre lingue: si rendevano necessari trasmettitore più
potenti e una rete di antenne direttive.
Nel 1954 iniziarono quindi i lavori per la costruzione di un Centro
Trasmittente a Santa Maria di Galeria, inaugurato il 27 ottobre 1957 da
Pio XII. Si potenziarono anche le trasmissioni specifiche orientate ai
continenti extraeuropei : Africa, America latina, Asia.
Nel 1958, anno dell'elezione di Giovanni XXIII, s'installarono nuovi
studi e uffici nell'ex Museo Petriano, per far fronte ai continui
sviluppi della Radio, che dedicò ai lavori del Concilio Ecumenico
Vaticano oltre 3.000 ore di trasmissione in 30 lingue.
Il 1963 vide l'elezione di Paolo VI, che col pellegrinaggio in
Terrasanta nel gennaio 1964 inaugurò la serie dei viaggi papali. Un
nuovo impegno per giornalisti e tecnici della Radio, inviati speciali al
seguito del Pontefice. Paolo VI incoraggiò molto la crescita della
produzione di programmi informativi e formativi di qualità. Per questo
la Radio, dopo una breve permanenza a palazzo Torlonia, ebbe la nuova
grande sede di Palazzo Pio, all'inizio di via della Conciliazione. Con
Paolo VI inizia la stagione dei grandi viaggi internazionali che sarebbe
poi esplosa nel pontificato di Giovanni Paolo II. La Radio Vaticana
diventa così itinerante insieme al Pontefice, allargando i suoi
orizzonti e i suoi rapporti internazionali. Nel 1971 in occasione del
40° anniversario dell'Emittente i dirigenti della radio vengono ricevuti
in udienza dal Papa.
Il 29 gennaio 1970 il Cardinale Villot, Segretario di Stato, inaugurò a
Palazzo Pio la nuova sede della Radio, che trasmetteva ormai 19-20 ore
al giorno in 32 lingue diverse e disponeva di un complesso di
trasmettitori per oltre 1.000 kW. Il personale era costituito da 260
persone di 38 paesi diversi.
Nel 1978, dopo il brevissimo pontificato di Giovanni Paolo I, viene
eletto Giovanni Paolo II, che appena dopo ne visita la sede di Palazzo
Pio.
Il Papa dei grandi pellegrinaggi apostolici in Italia e all'estero, il
Papa che ogni primo sabato del mese recitava il Rosario in diretta, in
unione spirituale con il mondo intero. Con lui la radio ha celebrato il
traguardo del 60° anniversario in occasione del quale Giovanni Paolo II
visita il Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria.
Le nuove possibilità offerte dalla tecnologia moderna portano a una
rapida trasformazione delle attività di radiodiffusione. Dalle
tradizionali Onde Corte e Medie si passa negli anni 90 alla trasmissione
satellitare _ con due stazioni a terra in Vaticano - e poi via Internet.
Un numero sempre maggiore di emittenti di vario genere e dimensione ,
soppratutto cattoliche ma non solo , puo cosi ritrasmettere i programmi
della Radio Vaticana nella propria lingua : nel 2005 hanno nettamente
superato il migliaio.
La produzione dei programmi passa rapidamente dalla tecnologia analogica
a quella digitale : scompaiono i registratori a nastro e i computer
prendono il loro posto.
Gli eventi di portata planetaria del Grande Giubileo del 2000 e della
morte di Giovanni Paolo II e della elezione di Benedetto XVI nel 2005
impegnano a fondo la Radio Vaticana nel suo servizio di presenza nella
vita dell'Urbe (con lo sviluppo di canali in FM in diretta per Roma) e
di diffusione del messaggio della Chiesa cattolica nel mondo intero, e
ne moltiplicano le forme di collaborazione e servizio con emittenti e
agenzie di informazione di ogni genere.
Nel 2006 la Radio vaticana festeggia il suo 75° anniversario con la
prima e storica visita di Benedetto XVI, il 3 marzo, nella sede di
Palazzo Pio; restano scolpite nei dipendenti le parole del Papa che con
tono cordiale e amabile ha esortato l’emittente pontificia ad essere una
voce di verità e un coro di più lingue a servizio della pace e del
dialogo tra le religioni.
Un nuovo traguardo viene raggiunto nel 2007 con il 50° anniversario del
Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria, celebrato alla presenza
del cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone. Durante l’anno, una
novità nel segno della multimedialità appare sul sito web della Radio:
grazie a una più stretta sinergia con il Centro Televisivo Vaticano,
vengono pubblicate giornalmente delle videonews, “pillole” televisive di
un minuto che raccontano l’attività del Papa con l’ausilio delle
immagini girate poco prima dal CTV.
Gli anni più recenti vedono un’insistita sperimentazione delle
tecnologie digitali di trasmissione (DRM, T-DAB, T-DMB). Anche dal punto
di vista informativo, radiogiornali e bollettini prodotti dall’emittente
vanno incontro a una notevole ramificazione distributiva, grazie all’uso
sistematico di newsletter, podcast, contributi audio e video che
arrivano a configurare il preludio a una Web TV. Nel 2009 l’accoppiata
Radio Vaticana - CTV sbarca su YouTube con il nuovo canale vaticano in
quattro lingue, mentre nel 2010 è la volta di Twitter (6 canali).
E’ una delle ultime frontiere raggiunte dall’emittente, che, secondo la
sua lunga tradizione, continua a mantenere la barra del timone sulla
scia dell’avanguardia tecnologica, necessaria sia per adeguare la
propria missione al “rapido sviluppo” della comunicazione, sia per “dare
un’anima” al mondo digitale e a Internet, secondo uno dei più recenti
inviti di Benedetto XVI.
La Radio Vaticana, nata il 12 febbraio 1931, taglia così il nastro degli
ottanta anni guardando avanti: con le 45 lingue in cui trasmette
regolarmente e le 38 lingue online del sito web; con uno staff di 355
persone, in maggioranza laici, di 59 nazionalità diverse; con le oltre
66 ore di trasmissione quotidiane, per un totale di 24.117 ore di
trasmissione annuali.
Aggiornato il 9 febbraio 2011
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