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Comunicato del presidente della Conferenza episcopale tedesca
Rigore nella ricerca della verità
e misure di prevenzione
Sul sito della Conferenza episcopale tedesca è disponibile un comunicato del
presidente, monsignor Robert Zollitsch, arcivescovo di Freiburg im Breisgau, di
cui pubblichiamo una nostra traduzione.
Come ogni anno, dopo l'assemblea plenaria di primavera della Conferenza
episcopale tedesca, ho avuto oggi un colloquio con Papa Benedetto XVI per
informarlo sui temi più importanti. Perciò ho informato il Santo Padre dei casi,
divenuti noti nelle settimane scorse, di trattamento pedagogicamente violento e
di abuso sessuale verso minorenni nella Chiesa cattolica in Germania. Con grande
tristezza e profonda emozione il Santo Padre ha preso conoscenza del mio
resoconto.
Per me è stato importante rendere chiaro che i vescovi tedeschi sono
profondamente sconvolti per i soprusi che sono stati possibili nell'ambiente
ecclesiale. Proprio alcune settimane fa ho chiesto scusa alle vittime, cosa che
oggi ripeto ancora una volta a Roma. Ho informato il Santo Padre delle misure
che abbiamo adottato. Gli sono grato per avermi incoraggiato a proseguire la
messa in opera di questo piano di misure con tenacia e coraggio.
Vogliamo scoprire la verità e arrivare a una spiegazione leale, priva di false
interpretazioni, anche quando ci vengono presentati casi che risalgono a molto
tempo fa. Le vittime ne hanno diritto.
Seguiamo le "Direttive della Conferenza episcopale tedesca sulla procedura in
casi di abusi sessuali su minori perpetrati da ecclesiastici". Nessun Paese ha
queste direttive. Esse assicurano alle vittime e ai loro parenti un aiuto umano,
terapeutico e pastorale, che viene adattato individualmente. In ogni diocesi
esiste una persona a cui rivolgersi. Attualmente stiamo studiando come
migliorare la scelta di queste persone.
Inoltre, rafforziamo la prevenzione. Chiediamo alle parrocchie e, in
particolare, ai responsabili delle nostre scuole e del lavoro giovanile, di
promuovere una cultura di attenta osservazione. Sono lieto del fatto che il
ministro per la Famiglia e quello per la Cultura abbiano organizzato una grande
tavola rotonda con i più rilevanti gruppi sociali, il 23 aprile 2010, a Berlino,
per affrontare il problema dell'abuso sessuale, non da ultimo anche in vista di
possibili misure di prevenzione. Naturalmente la Conferenza episcopale sarà
presente. Due settimane fa ho espresso apprezzamento, nel corso di un'intervista
a un giornale, per questa grande tavola rotonda.
Un quarto punto delle misure da noi adottate riguarda la responsabilità che noi
percepiamo. Per questo abbiamo nominato il vescovo di Trier, Stephan Ackermann,
incaricato speciale della Conferenza episcopale tedesca per tutte le questioni
collegate agli abusi sessuali. Anche il Santo Padre ha accolto favorevolmente
questa decisione.
Permettetemi di ribadire ancora una volta chiaramente: non sfuggiamo alle
nostre responsabilità e non possiamo scusare nessuno dei casi accaduti.
Tuttavia, attualmente in Germania stiamo venendo a conoscenza di un numero
notevole di azioni di sopruso, in ambito pedagogico, e di casi di abusi del
passato, che vanno ben oltre l'ambito della Chiesa cattolica. Ciò rafforza noi
vescovi nel nostro intento di cercare un dialogo per il chiarimento e la
prevenzione con il maggior numero possibile di attori della scena sociale.
In questo rientra anche il sostegno della Chiesa alle autorità giudiziarie
statali nel perseguire gli abusi sessuali contro i minori. Invitiamo i sacerdoti
e gli impiegati laici delle nostre strutture ecclesiastiche, come anche i
volontari, ad autodenunciarsi quando vi possano essere fatti significativi.
Informeremo noi le autorità giudiziarie. Rinunceremo a farlo solo in circostanze
straordinarie, per esempio quando ciò corrisponde all'espresso desiderio della
vittima. Poiché le competenze riguardanti il procedimento penale statale e il
procedimento ecclesiastico vengono continuamente rappresentate in modo errato,
desidero ancora una volta precisare: in caso di sospetto di abusi sessuali
esiste una procedura penale statale e una ecclesiastica. Riguardano diversi
ambiti giuridici e sono del tutto separate e indipendenti l'una dall'altra.
Evidentemente il procedimento ecclesiastico non è superiore a quello statale.
L'esito della procedura ecclesiastica non ha alcuna influenza sul procedimento
statale, né sul sostegno della Chiesa alle autorità giudiziarie statali.
Sono grato a Papa Benedetto XVI per il suo espresso sostegno all'azione decisa
della Conferenza episcopale tedesca. Egli ci incoraggia a proseguire con
coerenza la via intrapresa per un chiarimento completo e rapido. In particolare
ci chiede di seguire in modo continuo gli orientamenti adottati e - laddove è
necessario - di migliorarli. Papa Benedetto XVI ha anche espressamente
apprezzato il nostro piano di misure. Esco rafforzato dal colloquio odierno e
sono fiducioso che stiamo procedendo sul cammino per guarire le ferite del
passato.
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