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CONCLUSIONE DELL'INCONTRO INTERCAPITOLARE
DEI FRATELLI DELLE SCUOLE CRISTIANE

OMELIA DEL CARD. GIOVANNI BATTISTA RE

Sabato, 22 maggio 2004

 

Rev.mo Superiore Generale,
Carissimi Fratelli delle Scuole Cristiane,

Questa celebrazione eucaristica conclude il vostro incontro inter-capitolare dei Fratelli Visitatori col Consiglio Generale. Questi giorni sono stati un momento di particolare comunione fra di voi, di riflessione sulla vita del vostro Istituto e di programmazione per l'avvenire. Si tratta quindi di una tappa importante, dalla quale ripartire con rinnovati propositi di bene, con rinnovato ardore e con rinnovato entusiasmo e coraggio.

Nel mondo molti apprezzano l'opera che da più di tre secoli i Fratelli delle Scuole Cristiane svolgono per l'educazione della gioventù. È vero, molte persone hanno potuto studiare, ed alcuni anche raggiungere posizioni elevate nella società, grazie alle vostre scuole. Oggi siete presenti in ben 82 Paesi. È un servizio grande e importante che merita incoraggiamento e plauso.

Tuttavia, il primo mio pensiero è di dirvi che voi contate agli occhi di Dio innanzi tutto per la testimonianza che date con la vostra consacrazione religiosa. Un giorno in piena libertà avete scelto la vita religiosa, cioè avete scelto di seguire Cristo da vicino e di amarlo con cuore indiviso.

Abbiate fiducia in questa scelta che avete fatto. È una scelta che va contro vento, contro corrente, ma è una testimonianza di cui il mondo ha più bisogno che mai, perché ha bisogno di non perdere il senso di Dio e di comprendere l'importanza dei valori spirituali.

La vita religiosa è innanzi tutto una vita di consacrazione a Dio e di ricerca di intimità con lui. E il Religioso è un uomo di Dio, che ha risposto e continua a rispondere alla chiamata di seguire Cristo, con la radicalità espressa nei consigli evangelici.

Nella vita religiosa Dio è messo al primo posto ed è amato con amore totale ed esclusivo.

Il Concilio Vaticano II ha sottolineato molto il carattere teologale della vita religiosa. Essa è, prima di ogni altra cosa, consacrazione a Dio e al suo servizio.

Per essere Religiosi credibili nella società di oggi dovete essere uomini di Dio.

Cercate pertanto di crescere nell'amore a Dio, diventando sempre più uomini di preghiera.

È nella preghiera fatta con fede che sta sia il segreto per superare le difficoltà, sia la fonte della propria serenità di fronte ai problemi da affrontare. È la preghiera la sorgente dalla quale attingere luce e forza per il proprio cammino.

La preghiera è come il bastone sul quale appoggiarci nel nostro cammino quotidiano.

Un Religioso deve essere uno specialista nella preghiera. Oggi in ogni settore si cercano specialisti.

Ebbene, proprio nella preghiera che un Religioso deve essere uno specialista.

E non abbiate mai a temere che il tempo che date a Dio nella preghiera sia perduto per il vostro apostolato, per la vostra attività umana. È vero esattamente il contrario: il tempo che diamo a Dio è la sorgente della fecondità del nostro operare.

Il secondo pensiero che vorrei lasciarvi è quello di avere fiducia nel carisma del vostro Istituto.

Il vostro Fondatore ha guardato al suo tempo in una prospettiva che veniva dall'alto, cioè con la luce penetrante che lo Spirito Santo gli ha comunicato. Per questo ha capito il suo tempo ed ha trovato una risposta: l'educazione della gioventù mediante l'insegnamento nella scuola.

Egli concepì la sua istituzione religiosa come una comunità di educatori votati unicamente all'istruzione e all'educazione dei giovani, in particolare dei figli delle classi popolari.

Venne così incontro ad un bisogno urgente del Popolo di Dio nel suo tempo: la carenza di educazione cristiana popolare.

Da allora sono passati più di tre secoli. Nella nostra epoca sono avvenute tante trasformazioni. Il presente è pieno di contraddizioni, di crisi e di incertezze, e per di più si cerca di escludere Dio dalla vita degli uomini e dalla società.

Che cosa è chiesto a voi Fratelli delle Scuole Cristiane nell'attuale momento storico? È chiesto di essere fedeli al carisma di San Giovanni Battista de La Salle, con rinnovato impegno, con lo stesso spirito del Fondatore, con nuovo ardore.

Per rispondere efficacemente alle attese del nostro tempo, dovete mantenervi fedeli al carisma dei vostri inizi, cioè all'alta ispirazione che ha portato Giovanni Battista de La Salle a farsi apostolo dell'istruzione popolare e a dare origine ad una comunità che prese poi la forma di una vera e propria comunità religiosa. Suo merito è di avere operato un vero rinnovamento della scuola popolare cristiana.

Oggi l'apostolato nella scuola è diventato più difficile che in anni passati. I problemi e le sfide da fronteggiare sono aumentati. La tentazione dello scoraggiamento può a volte emergere. Ma l'apostolato nella scuola non è oggi meno necessario di ieri. Esso rimane valido, importante e insostituibile per preparare il futuro.

Nel contesto dei profondi cambiamenti che investono il mondo educativo e scolastico, in un'era carica di sfide ma anche di nuove possibilità, vorrei pertanto invitarvi a continuare ad avere fiducia nel grande valore della scuola e nel suo ruolo determinante per far diventare ciascuno dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani che vengono da voi, delle persone che influiscano per trasformare il mondo e renderlo più umano, più solidale, più fraterno.

Il problema educativo resta il primo problema dell'umanità.

In un tempo come il nostro, in cui vi è nel mondo una crisi di moralità e l'offuscamento della coscienza o, addirittura, la distruzione della coscienza morale (cosa che costituisce una minaccia più grave di quella della bomba atomica), è sommamente importante puntare sull'educazione e la formazione delle nuove generazioni. Da questo dipende il futuro.

I semi di bene gettati nei solchi dell'anima dei giovani non mancano mai di germogliare, presto o tardi.

Nella graduatoria dei valori e dei bisogni della società, l'educazione e la scuola vanno collocate al primo posto.

L'importanza e l'utilità della vostra presenza di persone consacrate che operano nelle scuole cattoliche cresce di giorno in giorno perché il futuro che attende i giovani di oggi è nuovo rispetto al passato e i giovani hanno bisogno di una formazione solida, ispirata ai valori del Vangelo.

Educare non è solo dare informazioni e nozioni. Educare è trasmettere valori e certezze. È dare una visione grande della vita ed indicare degli ideali, invitare a guardare alle vette, con la fatica della salita e la gioia della conquista.

Il vostro impegno educativo è un servizio alla famiglia, alla società ed anche un servizio alla Chiesa.
Le famiglie hanno bisogno del vostro aiuto e di quello delle vostre scuole, attesa la complessità del compito di educare i figli.

Le famiglie affidano i loro figli alle vostre scuole, perché hanno piena fiducia nella validità del progetto educativo ispirato al carisma del vostro Fondatore. Questa fiducia crea una relazione tra la famiglia e la scuola, tra i genitori e i Fratelli delle Scuole Cristiane, che dà luogo ad una stretta collaborazione in tutto quello che tende alla formazione integrale degli studenti. E così genitori, studenti e docenti sono responsabilmente coinvolti e fanno crescere i vostri collegi come vere comunità educanti.

Voi rendete un servizio alla Società, perché contribuite a far giungere a tante persone il pane della cultura, permettendo loro così di realizzarsi integralmente, raggiungendo un livello di vita conforme alla loro dignità.

Nel pluralismo culturale odierno voi trasmettete alle giovani generazioni non soltanto delle conoscenze e delle nozioni, ma dei valori di vita. Voi aiutate i giovani a crescere in umanità e ad unire in una sintesi armonica cultura e Vangelo, vita e fede cristiana. Voi trasmettete una visione della persona umana rispettosa del progetto di Dio.

Le tendenze culturali di oggi hanno bisogno soprattutto di testimonianze ed anche di paziente dialogo.

La vostra, oltre che un servizio alla famiglia e alla società, è una missione ecclesiale di importanza vitale.

Educando voi collaborate a quella nuova evangelizzazione di cui la società odierna ha bisogno.
Abbiate fiducia nelle potenzialità di bene che esistono nel cuore di ogni ragazzo ed orientate lo sforzo dell'attività educativa verso l'impegno alla santità, come misura alta della vita cristiana.

Questa missione esige, da un lato, santità di vita, alimentata da un'intensa spiritualità, e, dall'altro lato, una qualificata professionalità educativa.

Nel vostro Istituto non è mai venuta meno una particolare attenzione ai ceti popolari, offrendo anche alla gioventù più povera l'opportunità di una formazione adeguata, attenta alla crescita morale, spirituale e culturale.

Voi, in questi 300 anni circa del vostro Istituto, avete offerto un contributo significativo alla missione educativa.

Io vorrei invitarvi a continuare il cammino intrapreso, conservando la vostra identità e cercando di forgiare personalità forti e responsabili, capaci di scelte giuste e libere.

Come responsabili delle varie Province della vostra Congregazione, dovete sviluppare un continuo impegno in due direzioni:

a) la sequela, sempre più intima, di Cristo via, verità e vita; di Cristo obbediente, povero e casto;
b) un rinnovato impegno culturale che consenta di elevare il livello della preparazione personale dei confratelli.

Il valore del vostro servizio educativo, teso a dare ragioni di vita e di speranza alle nuove generazioni, è grande, perché contribuisce ad aiutare le persone a meglio realizzarsi ed anche a migliorare la società.

Nell'educazione risiede la premessa di un futuro più umano e di una società più solidale. Abbiate sempre fiducia nella centralità dell'educazione per un futuro migliore dell'umanità.

Il vostro donarvi nella scuola diventi testimonianza dell'amore di Cristo per ogni persona.

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