PRESENTAZIONE
DEL GIUBILEO DEI CATECHISTI
E
DEI DOCENTI DI RELIGIONE
(9-10
dicembre 2000)
CONFERENZA
STAMPA 5 dicembre 2000 - ore 11.30
S.Em.
il Sig. Card. Darío Castrillón Hoyos
Prefetto
della Congregazione per il Clero
1.
Aprendo il sacro libro della Bibbia troviamo una notazione temporale:
«In principio Dio creò il cielo e la terra» (Gen, 1.1) e nel chiudere lo
stesso sacro testo, troviamo un'altra notazione temporale: «Sì, vengo presto»
(Ap. 22,20). L'intera storia umana si snoda fra questi due termini ma qualcosa
del tutto nuovo accade con l'avvento di Nostro Signore Gesù Cristo. Allora
Dio stesso entra in un punto preciso della storia. Un bambino nasce «ai
giorni di Erode». Quel bambino è Dio stesso che ha assunto la natura umana.
2.
Questo avvenimento unico, il cristiano deve portarlo ovunque e a
chiunque, anzitutto con la testimonianza di coerenza fra quanto crede e quanto
fa. Qui si colloca la nobilissima missione dei catechisti e degli insegnanti
di religione.
La
missione evangelizzatrice è la missione prima, fondamentale e generale della
Chiesa e, di questa missione, in comunione e collaborazione con i Vescovi e
con i sacerdoti, i catechisti e gli insegnanti di religione sono gli avamposti.
Con i Vescovi, maestri autentici della fede, con i parroci, i primi catechisti
della comunità parrocchiale, con le famiglie, fondamentali nidi per la
trasmissione della fede, essi sono gli artefici determinanti della nuova
evangelizzazione.
Ricorda
il Direttorio Generale per la Catechesi:
«La Chiesa esiste per evangelizzare, cioè per portare la buona novella in
tutti gli strati dell'umanità e, con il suo influsso, trasformare dal di
dentro, rendere nuova l'umanità stessa. Il mandato missionario di Gesù
comporta vari aspetti, intimamente connessi fra loro: "annunciate"
(Mc 16,15), "fate discepoli e insegnate", "siate miei testimoni",
"battezzate", "fate questo in memoria di me" (Lc 15,12).
Annuncio, testimonianza, insegnamento, sacramenti, amore del prossimo, fare
discepoli: tutti questi aspetti sono vie e mezzi per la trasmissione
dell'unico Vangelo e costituiscono gli elementi dell'evangelizzazione» (n.
46). Tappa importante è, senza ombra di dubbio, la catechesi in tutte le sue
forme e in tutti i suoi momenti specifici: dall'iniziazione cristiana alla
formazione permanente della fede, dalla preparazione specifica ai sacramenti
alle scelte di vita fino all'istante supremo dell'accettazione della
sofferenza e della morte.
3.
In circa 7.500 i catechisti e gli insegnati di religione verranno a
celebrare il loro Giubileo ed esso, fra l'altro, chiede un maturo rinnovamento
della fede che avviene a due livelli: quello dei contenuti e quello del loro
significato per il modo concreto di vivere nella società del Terzo Millennio.
Con
la forza e l'impeto del Giubileo, verrà lanciata sempre più motivatamente e
vigorosamente una catechesi e un insegnamento religioso che presentino lo
sviluppo del messaggio di sempre con un linguaggio, con risposte e con accenti
facilmente intendibili dalle diverse culture, nell'autentico dialogo
scienza-fede. Il messaggio sviluppato è capace di dare risposte ai più gravi
interrogativi del cuore dell'uomo e delle società contemporanee.
Come
sempre il cristianesimo accetta la sfida sempre presente nella storia di
coniugare la fedeltà più assoluta e generosa con la creatività più
ardimentosa.
Importa
una catechesi ed un insegnamento che presentino chiaramente, senza alcun
complesso o timidezza, l'unicità di Cristo Salvatore Figlio di Dio, che
richiede una Chiesa dotata di carisma capace di mantenere l'autenticità e di
garantire l'intelligenza del messaggio alle diverse culture e società.
4.
Poiché ogni cristiano deve essere sempre pronto, di fronte a se stesso
e di fronte agli altri, a dare ragione del dono della fede in Gesù Cristo
(cf. 1 Pt 3,15), da questo Giubileo (9-10 dicembre) ci si attende anzitutto un
arricchimento interiore per i catechisti e gli insegnati di religione, che
scaturisce dalla seria volontà di convertirsi alle strade del Signore. I
catechisti sono fondamentali per la crescita del Regno di Cristo nella storia
e per un grande lancio di un cammino ecclesiale comune di catechesi e di
insegnamento religioso, cammino prioritario in sintonia con i bisogni epocali.
Il Giubileo è anche una opportunità per tutti, ma soprattutto per gli
adulti, per fare questo cammino, insieme ai sacerdoti, ai diaconi, ai
religiosi e alle religiose, insieme a tutti quei numerosi fedeli laici che già
sono impegnati, molto generosamente, nella catechesi sacramentale parrocchiale
e a tutti quelli, giovani e meno giovani, che vorranno unirsi per aiutare loro
stessi e gli altri a riscoprire la fede cristiana come criterio di vita.
Questa catechesi, questo insegnamento, deve permetterci di diventare
tutti «forti nella fede». Saremo forti in essa nella misura in cui sapremo
dare a noi stessi e agli altri la ragione del nostro credere e della nostra
adesione personale a Cristo, Redentore di tutti gli uomini.
Grazie!