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Pontificia Commissione «Ecclesia Dei»

 

 

La Pontificia Commissione “Ecclesia Dei” è stata istituita da Giovanni Paolo II con il Motu proprio del 2 luglio 1988 “con il compito di collaborare con i Vescovi, con i Dicasteri della Curia Romana e con gli ambienti interessati, allo scopo di facilitare la piena comunione ecclesiale dei sacerdoti, seminaristi, comunità o singoli religiosi e religiose finora in vario modo legati alla Fraternità fondata da Monsignor Marcel Lefèbvre, che desiderano rimanere uniti al Successore di Pietro nella Chiesa Cattolica”.

In virtù delle facoltà attribuite dai Sommi Pontefici, la Pontificia Commissione esercita l’Autorità della Santa Sede su diversi Istituti e Comunità religiose da essa erette, che hanno come Rito proprio la “forma straordinaria” del Rito Romano e praticano le precedenti tradizioni della vita religiosa.

La Pontificia Commissione segue e sollecita la cura pastorale dei fedeli, legati alla precedente tradizione liturgica latina, presenti in varie parti del mondo, che trovano in essa un punto di riferimento per le loro necessità.

La Lettera Apostolica Motu proprio “Summorum Pontificum di Sua Santità Benedetto XVI, pubblicata il 7 luglio 2007, ha amplificato le facoltà della Pontificia Commissione affermando che “la stessa Commissione, oltre alle facoltà di cui già gode, eserciterà l’Autorità della Santa Sede, vigilando sulla osservanza e l’applicazione di queste disposizioni” (art. 12).

La stessa Lettera Apostolica del Santo Padre Benedetto XVI prevedeva che la Commissione “abbia la forma, i compiti e le norme, che il Romano Pontefice le vorrà attribuire” (art. 11).

Con la Lettera Motu proprio "Ecclesiae unitatem", promulgata il 2 luglio 2009, Sua Santità ha aggiornato la struttura della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”, al fine di adattarla alla nuova situazione creatasi con la remissione della scomunica (21 gennaio 2009) dei quattro vescovi consacrati dall’arcivescovo Lefebvre. Tale remissione è stato un provvedimento nell’ambito della disciplina canonica per liberare le persone dal peso della più grave censura ecclesiastica, pur nella consapevolezza che le questioni dottrinali rimangono e finché non siano chiarite, la "Fraternità sacerdotale S. Pio X" non può godere di uno statuto canonico nella Chiesa e i suoi ministri non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa. Dato quindi che i problemi sono di natura essenzialmente dottrinale, il Santo Padre ha deciso di collegare la Pontificia Commissione “Ecclesia Dei” in modo stretto con la Congregazione per la Dottrina della Fede.

Secondo il Motu proprio la Pontificia Commissione “Ecclesia Dei” mantiene l’attuale configurazione, con alcune modifiche nella sua struttura:

1) Il Presidente della Commissione è il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

2) La Commissione, con una propria tabella organica, è composta dal Segretario e da Officiali.

3) Compito del Cardinale Presidente, coadiuvato dal Segretario, è di riferire i principali casi e le questioni di carattere dottrinale all’esame e al giudizio delle istanze ordinarie della Congregazione per la Dottrina della Fede (Consulta e Membri della Sessione Ordinaria e Plenaria), e sottometterne le risultanze alle supreme disposizioni del Sommo Pontefice.

Con il nuovo Motu proprio, il Santo Padre ha voluto mostrare particolare e paterna sollecitudine verso la "Fraternità San Pio X", al fine di superare le difficoltà che ancora permangono per il raggiungimento della piena comunione con la Chiesa.

Il Presidente è S.E. Mons. Gerhard Ludwig Müller.

Il Vice Presidente è .

Il Segretario è  S.E. Mons. Guido Pozzo, Arcivescovo titolare di Bagnoregio.

  

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