The Holy See
back up
Search
riga

SACRA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE 
 

Suggerimenti ai Presidenti delle Conferenze Episcopali
per migliorare il servizio dei comitati dottrinali

 

 

Con l’Istruzione emanata il 23 febbraio 1967, questa Sacra Congregazione, con l’approvazione del Sommo Pontefice, richiese alle Conferenze o Gruppi Episcopali di costituire un Comitato Dottrinale (Commissione) che vigilasse sulle pubblicazioni, che promuovesse la cultura religiosa e che assistesse i Vescovi esprimendo giudizi sui libri.

Di certo nessuno può ignorare quanto importante sia, specialmente nel nostro tempo, che i Vescovi, sia individualmente e sia di concerto, esercitino assiduamente il loro ufficio di insegnamento e di proclamazione della verità. D’altra parte, nell’esercizio di questo ufficio, i Comitati Dottrinali possono essere d’aiuto ai Vescovi dei rispettivi territori in diverse maniere. Di conseguenza, dando ulteriore sviluppo alla suddetta istruzione, questa Sacra Congregazione ritiene opportuno offrire alcuni suggerimenti, almeno per migliorare il servizio dei Comitati Dottrinali.

1. In primo luogo, in verità, sembra necessario che i Comitati Dottrinali agiscano con un atteggiamento positivo e che esercitino il loro influsso nell’esporre e nel proporre correttamente la sana dottrina.

Per raggiungere questo obiettivo, possono essere molto utili pubblicazioni periodiche (quotidiane, settimanali, o altre di questo genere) e anche pubblicazioni di vario tipo a carattere divulgativo destinate alle persone in generale, o per studenti, o, infine, per persone a livello culturale superiore.

Ma è particolarmente utile, oltre che necessario, che la ricerca teologica come tale sia orientata alla proclamazione, alla spiegazione, all’approfondimento e, infine, alla salvaguardia della verità rivelata. Certo, queste attività conseguiranno il risultato desiderato se tanto i singoli Vescovi quanto il Comitato Dottrinale cureranno relazioni reciproche in uno spirito di collaborazione con teologi, professori di università e di seminari, e con altri esperti trovandosi insieme in opportuni incontri.

2. Rientra nel lavoro assegnato al Comitato Dottrinale anche l’assistere i Vescovi nel compito di vigilare affinché non venga lesa la sana dottrina con scritti di tipo teologico, pubblicati o curati per il popolo.

Il Comitato può dare speciale assistenza ai singoli Ordinari operando una previa censura, come prescritto dal diritto canonico, qualora l’Ordinario non disponesse di esperti qualificati per quel lavoro.

3. I Vescovi possono ricorrere al lavoro del Comitato Dottrinale per questioni che interessano il territorio della Conferenza o Gruppo Episcopale. Comunque, per determinare quali affari sono da trasmettere a questa Sacra Congregazione, bisogna tenere presente il «principio di sussidiarietà» nello spirito del Concilio Vaticano II, in modo tale che di solito le Conferenze o Gruppi stessi si occupino di questioni che non vanno oltre i loro limiti territoriali e che, per qualche altra ragione, non sembrino richiedere lo speciale intervento della Santa Sede.

4. Affinché i frutti dell’esperienza e degli studi di ogni singolo Comitato Dottrinale possano tornare di maggiore aiuto alla Santa Sede e agli altri Vescovi, si richiede ai loro Presidenti di inviare a questa Sacra Congregazione, almeno una volta all’anno, un resoconto annuale dell’attività del Comitato e degli orientamenti dottrinali e di suggerire le iniziative che a loro giudizio dovrebbero essere intraprese a tempo debito dalla Santa Sede. Se necessario, questa Sacra Congregazione comunicherà le varie questioni agli altri Episcopati.

5. Sembra molto utile che il Comitato Dottrinale prepari per i Vescovi note riservate sulle questioni di maggiore importanza e sulle opinioni correnti. 

La Conferenza o Gruppo Episcopale ha anche il diritto di affidare al Comitato dottrinale altri compiti secondo le circostanze, per esempio, l’esame di qualche manoscritto, in ricorso quando l’«imprimatur» è stato negato.

Infine, nello stesso momento in cui esprimo il desiderio ardente della Santa Sede che ciò che è stato qui espresso riguardo al Comitato dottrinale possa felicemente essere attuato sotto la Vostra prudente e scrupolosa guida, e che i nomi del Presidente e dei Membri del Comitato Dottrinale siano comunicati a questa Sacra Congregazione, qualora questi nomi non fossero ancora stati inviati, Vi esprimo i miei sentimenti più cordiali e mi dichiaro devotamente Vostro nel Signore.

Roma, 10 luglio 1968.

      

top