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SACRA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
Dichiarazione
circa alcuni punti della dottrina teologica
del professore Hans Küng
La Chiesa di Cristo ha ricevuto da Dio il mandato di custodire e tutelare il
deposito della fede, affinché i fedeli tutti sotto la guida del Sacro Magistero,
mediante il quale agisce nella Chiesa la persona di Cristo maestro stesso,
aderiscano indefettibilmente alla fede trasmessa ai credenti una volta per
tutte, con retto giudizio penetrino in essa più a fondo e più pienamente
l'applichino alla vita.(1)
Il Magistero della Chiesa, poi, per adempiere a quel grave dovere a esso solo
affidato,(2) si serve dell'apporto dei teologi, soprattutto di quelli
che nella Chiesa hanno ricevuto dall'autorità il compito di insegnare e quindi
sono anch'essi costituiti in qualche modo maestri della verità. Nella loro
ricerca i teologi, non diversamente dai cultori di altre scienze, godono di una
legittima libertà scientifica, tuttavia entro i limiti del metodo della sacra
teologia, adoperandosi per raggiungere, nella maniera loro propria, lo stesso
scopo specifico del Magistero: «conservare, penetrare sempre più profondamente,
esporre, insegnare, difendere il sacro deposito della rivelazione; illuminare
cioè la vita della Chiesa e dell'umanità mediante la verità divina».(3)
E' necessario quindi che nell'approfondimento e nell'insegnamento della
dottrina cattolica risplenda sempre la fedeltà al Magistero della Chiesa, poiché
nessuno può fare della teologia se non in stretta unione con quella missione di
insegnare la verità, di cui solo la Chiesa è responsabile.(4) Venendo meno tale fedeltà, si arreca danno
anche a tutti i fedeli, i quali, essendo tenuti a professare la fede che hanno
ricevuto da Dio tramite la Chiesa, hanno il sacro diritto di ricevere
incontaminata la Parola di Dio, e quindi si aspettano che siano tenuti lontano
da loro, con cura, gli errori che li minacciano.(5)
Pertanto qualora accada che un maestro di sacre discipline scelga e diffonda
come norma della verità il proprio parere e non il pensiero della Chiesa e,
nonostante siano stati usati nei suoi confronti tutti i mezzi suggeriti dalla
carità, continui nel suo proposito, la onestà stessa richiede che la Chiesa
metta in evidenza tale comportamento e stabilisca che egli non può più insegnare
in forza della missione dà essa ricevuta.(6)
Tale missione canonica, infatti, è la testimonianza di una reciproca fiducia:
fiducia della competente Autorità ecclesiastica nei confronti del teologo il
quale nel suo compito di ricerca, e di insegnamento si comporta come teologo
cattolico; e fiducia dello stesso teologo nei confronti della Chiesa, per
mandato della quale adempie il suo compito, e della sua integra dottrina.
* * *
Poiché alcuni scritti del Sacerdote Professor Hans Küng, diffusi in tanti paesi,
e la sua dottrina generano turbamento nell'animo dei fedeli, i Vescovi della
Germania e la stessa Congregazione per la Dottrina della Fede, di comune
accordo, lo hanno più volte consigliato e ammonito per indurlo a esplicare la
sua attività di teologo in piena comunione con il Magistero autentico della
Chiesa.
In tale spirito la Congregazione per la Dottrina della Fede, adempiendo il suo
compito di promuovere e tutelare la dottrina della fede e dei costumi nella
Chiesa universale,(7) con pubblico documento del 15 febbraio 1975
dichiarò che alcune opinioni del Professore Hans Küng si oppongono, in diverso
grado, alla dottrina della Chiesa, da ritenersi da tutti i fedeli. Tra esse ha
segnalato, in quanto di maggiore importanza, quelle riguardanti il dogma di fede
nell'infallibilità della Chiesa e il compito di interpretare autenticamente
l'unico sacro deposito della Parola di Dio affidato al solo Magistero vivo della
Chiesa, nonché la valida consacrazione dell'Eucaristia.
In pari tempo questa Sacra Congregazione ammonì il suddetto Professore a non
continuare a insegnare tali dottrine restando intanto in attesa che egli
armonizzasse le proprie opinioni con la dottrina del Magistero autentico.(8)
Egli però non ha cambiato niente, finora, nelle suddette opinioni.
Ciò risulta in particolare per quanto riguarda l'opinione che pone almeno in
dubbio il dogma dell'infallibilità nella Chiesa o lo riduce a una certa
indefettibilità fondamentale della Chiesa nella verità, con la possibilità di
errore nelle dottrine che il Magistero della Chiesa insegna come da tenersi in
maniera definitiva. Su questo punto Hans Küng non si è minimamente conformato
alla dottrina del Magistero, anzi di recente ha ripresentato ancora più
espressamente la sua opinione (precisamente negli scritti Kirche-gehalten in
der Wahrheit?, Editrice Benziger 1979 e Zum Geleit, introduzione
all'opera di A.B. Hasler dal titolo Wie der Papst unfehlbar wurde,
Editrice Piper 1979), benché questa Sacra Congregazione avesse allora affermato
che essa contraddice alla dottrina definita dal Concilio Vaticano I e confermata
dal Concilio Vaticano II.
Inoltre le conseguenze di tale opinione, soprattutto il disprezzo per il
Magistero della Chiesa, si riscontrano anche in altre opere da lui pubblicate,
indubbiamente a detrimento di vari punti essenziali della fede cattolica (ad es.
quelli relativi alla consustanzialità di Cristo con il Padre e alla Beata
Vergine Maria), poiché viene ad essi attribuito un significato diverso da quello
che ha inteso e intende la Chiesa.
La Congregazione per la Dottrina della Fede, nel documento del 1975 si è
astenuta, per allora, da un'ulteriore azione nei confronti delle suddette
opinioni del Prof. Küng, presumendo che egli le avrebbe abbandonate. Dal momento
però che tale presunzione non ha più luogo, questa Sacra Congregazione, in
ragione del suo compito, si sente ora obbligata a dichiarare che il Professore
Hans Küng è venuto meno, nei suoi scritti, all'integrità della verità della
fede cattolica, e pertanto non può più essere considerato teologo cattolico né
può, come tale, esercitare il compito di insegnare.
Nel corso dell'Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Prefetto, il Sommo
Pontefice Giovanni Paolo II ha approvato la presente dichiarazione, decisa nella
Riunione Ordinaria di questa Congregazione e ne ha ordinato la pubblicazione.
Roma, dalla sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, 15 dicembre
1979.
Franjo Card. Seper
Prefetto
Fr. Jerome Hamer, O.P.
Arciv. tit. di Lorium
Segretario
(1) Cf. Conc. Vatic. I, Cost. dogm. Dei Filius, cap. IV «De fide et ratione»: DS 3018; LG 12.
(2) Cf. DV 10.
(3) Paolo VI, Allocutio ad Congress. Internat. de Theologia Conc. Vatic. II, 1 ottobre 1966: AAS 58 (1966), 891.
(4) Cf. Giovanni Paolo II, Cost. apost. Sapientia christiana, art. 70: AAS 71 (1979), 493; Enc. Redemptor hominis, n. 19:
AAS 71 (1979), 308.
(5) Cf. LG 11 e 25; Paolo VI, Adhort. apost. Quinque iam anni: AAS 63 (1971), 99 s.
(6) Cf. Sapientia christiana, tit. III, art. 27, par. 1: AAS 71 (1979), 483.
(7) Cf. Motu proprio Integrae servandae, n. 1, 3 e 4: AAS 57
(1965), 954.
(8) AAS 67 (1975), 203-204.
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