PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA
SUL CARATTERE STORICO
DEI PRIMI TRE CAPITOLI DELLA GENESI
I. I diversi sistemi esegetici che sono stati escogitati e sono sostenuti da
un'apparente scientificità per escludere il senso storico letterale dei tre
primi capitoli del libro della Genesi, sono solidamente fondati?
Risposta: No.
II. Nonostante il carattere e il genere storico del libro della Genesi, il
particolare legame dei primi tre capitoli tra essi e con i capitoli seguenti, la
molteplice testimonianza delle Scritture, tanto dell'Antico che del Nuovo
Testamento, il pensiero quasi unanime dei Padri e l'opinione tradizionale,
trasmessa dal popolo di Israele e sempre mantenuta dalla Chiesa, si può
insegnare che questi primi tre capitoli della Genesi contengono non narrazioni
di avvenimenti veramente accaduti, cioè rispondenti alla realtà oggettiva e alla
verità storica, ma contengono o favole ricavate da mitologie e cosmogonie di
antichi popoli e adattate dall'autore sacro alla dottrina monoteistica grazie
all'eliminazione di ogni errore politeistico, o allegorie e simboli senza alcun
fondamento nella realtà oggettiva, proposti sotto forma di storia per inculcare
verità religiose e filosofiche, o, infine, leggende in parte storiche e in parte
fittizie composte liberamente per l'istruzione e l'edificazione degli spiriti?
Risposta: No per entrambe le parti.
III. Si può, in particolare, mettere in dubbio il senso storico letterale in
quei capitoli in cui si tratta di fatti che toccano i fondamenti della religione
cristiana: tali sono, tra gli altri, la creazione di tutte le cose operata da
Dio all'inizio del tempo; la particolare creazione dell'uomo; la formazione
della prima donna dal primo uomo; l'unità del genere umano; la felicità
originale dei progenitori nello stato di giustizia, integrità e immortalità;
l'ordine dato da Dio all'uomo per mettere alla prova la sua obbedienza; la
trasgressione dell'ordine divino per istigazione del diavolo sotto l'apparenza
di un serpente; la perdita dei progenitori di quel primitivo stato d'innocenza;
e la promessa di un Redentore futuro?
Risposta: No.
IV. Nell'interpretazione di quei capitoli che i Padri e i Dottori hanno
diversamente interpretato, senza lasciare alcunché di certo e definito, è
permesso, fatto salvo il giudizio della Chiesa e mantenuta l'analogia della
fede, seguire e difendere quella opinione che ciascuno giudichi la più prudente?
Risposte: Sì.
V. Bisogna sempre e necessariamente prendere in senso proprio tutte e singole le
parole e le frasi che si incontrano nei suddetti capitoli, così che non è mai
permesso allontanarsene, anche quando le medesime espressioni appaiano
utilizzate in un senso manifestamente improprio, metaforico o antropomorfico
così che la ragione impedisce di sostenere il senso proprio o la necessità
obbliga ad abbandonarlo?
Risposta: No.
VI. Presupposto il senso letterale e storico, si può sapientemente e utilmente
utilizzare una interpretazione allegorica e profetica per alcuni passi di quei
capitoli, secondo l'esempio illustre dei santi Padri e della Chiesa stessa?
Risposta: Sì.
VII. Siccome scrivendo il primo capitolo della Genesi, l'autore sacro non ha
avuto l'intenzione di insegnare scientificamente la costituzione intima delle
cose visibili e l'ordine completo della creazione, ma piuttosto ha voluto dare
alla sua gente un racconto popolare conforme al linguaggio comune dei suoi
contemporanei, e adattato ai sentimenti e alla capacità degli uomini, è
necessario cercarvi scrupolosamente e sempre la proprietà del linguaggio
scientifico?
Risposta: No.
VIII. Nella denominazione e nella distinzione dei sei giorni di cui parla la
Genesi nel primo capitolo, si può prendere la parola Yom (giorno) sia nel
senso proprio di giorno naturale, sia nel senso improprio di un certo spazio di
tempo, ed è lecito agli esegeti disputare liberamente di questa questione?
Risposta: Sì.
Il giorno 30 giugno 1909, nella udienza benignamente concessa ai due
Reverendissimi Segretari consultori, Sua Santità ha ratificato le suddette
risposte e ha comandato di pubblicarle.
Roma, 30 giugno 1909.
Fulcrano Vigouroux, P.S.S.
Lorenzo Janssens, O.S.B.
Segretari conssultori