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PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA
FALSA INTERPRETAZIONE
DI DUE TESTI BIBLICI
Ai seguenti dubbi presentati, la Pontificia Commissione Biblica ha deciso di
rispondere come segue:
I. Può un cattolico, specialmente con l'interpretazione autentica che il
Principe degli apostoli ne ha data (At 2,24-33; 13,35-37), interpretare le
parole del Salmo 15,10-11: «Non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda la
corruzione. Mi indicherai il sentiero della vita», come se l'autore sacro non abbia parlato della risurrezione di Nostro Signore
Gesù Cristo?
Risposta: No.
II. Si può affermare che le parole di Gesù Cristo che si leggono in Mt 16,26:
«Quale vantaggio avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero e poi perderà la
propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?»; e similmente, che le parole che si hanno in Lc 9,25:
«Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero se poi si perde o rovina se
stesso?» nel loro senso letterale non riguardano la salvezza eterna dell'anima, ma
soltanto la vita temporale dell'uomo, nonostante il tenore delle stesse parole,
il loro contesto e l'unanime interpretazione cattolica?
Risposta: No.
Il giorno 1 luglio 1933, nell'udienza benignamente concessa al Reverendissimo
Segretario consultore sottoscritto, il nostro Santo Padre Pio Pp. XI ha
ratificato le suddette risposte e ha comandato di pubblicarle.
Giovanni Battista Frey, C.S.Sp.
Segretario consultore
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