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UDIENZA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
AI MEMBRI DELLA PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA

INDIRIZZO DI OMAGGIO
DELL’EM.MO CARD. JOSEPH RATZINGER

Martedì, 20 aprile 2004

 

Beatissimo Padre,

in occasione della nostra Assemblea Plenaria, che ci vede riuniti per cinque giorni di intenso approfondimento, sono lieto di esprimerLe, anche a nome di tutti i Membri della Pontificia Commissione Biblica, la profonda gratitudine per questo incontro che ci permette di condividere con Vostra Santità l'impegno e la preoccupazione della nostra comune ricerca.

Da alcuni anni abbiamo iniziato l'approfondimento di un nuovo e importante tema: il rapporto tra Bibbia e morale. Si tratta di una tematica che riguarda non soltanto l'identità dei fedeli cristiani, ma l'uomo come tale, soprattutto l'uomo di oggi. Cresce nella società contemporanea l'attesa per un'etica non-confessionale, per una cosiddetta "morale laica" prodotta dalla sola ragione e indipendente da qualsiasi rivelazione divina. Certo la ragione umana è in grado di conoscere e di formulare norme morali valide: essa, tuttavia, è fragile e limitata e non è in grado di svelare a se stessa la sua origine e il suo significato ultimo, perché è la ragione dell'uomo peccatore.

E' necessaria dunque la fede per comprendere pienamente i contenuti morali della condizione umana, come insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica: "La legge morale è opera della Sapienza divina. La si può definire come un insegnamento paterno, una pedagogia di Dio. Prescrive all'uomo le vie, le norme di condotta che conducono alla beatitudine promessa; vieta le strade del male, che allontanano da Dio e dal suo amore" (n. 1950).

Tuttavia il cristiano non vive e non comprende da solo la sua fede, né la sua vita morale. L'accesso alla fede in Gesù Cristo, che ottiene la salvezza, avviene attraverso la mediazione di una tradizione vivente, la Chiesa: mediante questa Tradizione i cristiani ricevono "la viva voce del Vangelo", come espressione fedele della sapienza e della volontà divina.

In tal modo la Chiesa, nella sua vita e nel suo insegnamento, si presenta come "colonna e sostegno della verità" (1Tm 3,15), anche della verità circa l’agire morale. Infatti, "è compito della Chiesa annunziare sempre e dovunque i principi morali anche circa l'ordine sociale, e così pure pronunciare il giudizio su qualsiasi realtà umana, in quanto lo esigano i diritti fondamentali della persona umana o la salvezza delle anime" (CIC, can. 747).

Beatissimo Padre, è con sentimenti di filiale riconoscenza che ora attendiamo le Sue illuminate parole, che rappresentano per il nostro servizio conforto e guida, e nel contempo invochiamo la Sua paterna Benedizione Apostolica.

  

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