La violenza tornata a colpire le chiese cristiane in Iraq. In
una serie di attentati, compiuti fra sabato e domenica a Baghdad, sono morte
quattro persone che si trovavano nelle vicinanze dei luoghi di culto e altre
trentadue sono rimaste ferite, alcune in modo grave. Otto - secondo fonti
ecclesiastiche - le chiese davanti alle quali sono stati fatti esplodere gli
ordigni. Gli attentatori hanno agito con l'intenzione di colpire i fedeli: quasi
tutte le deflagrazioni si sono infatti verificate in coincidenza con la fine
delle funzioni religiose. L'episodio pi grave - riferito dall'agenzia France
Presse - avvenuto domenica pomeriggio nei pressi della chiesa caldea di
Notre-Dame, in Palestine Street, a Baghdad est: lo scoppio di un'autobomba ha
provocato quattro morti - due dei quali certamente cristiani - e ventuno feriti,
tra i quali quindici fedeli.
In un messaggio, a firma del cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato,
inviato al cardinale Emmanuel iii Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei,
Benedetto XVI assicura la sua preghiera e la sua vicinanza spirituale alle
comunit cattolica e ortodossa della capitale irachena. Il Papa - si legge nel
messaggio - "prega per una conversione del cuore degli autori della violenza e
incoraggia le autorit a fare tutto il possibile per promuovere una coesistenza
giusta e pacifica di tutti i settori della popolazione irachena".
Domenica alcuni ordigni sono esplosi davanti ad altre tre chiese cristiane
della capitale, due nel quartiere di al-Karrada, il terzo in quello di al-Ghadeer.
Una delle bombe ha causato il ferimento di almeno undici persone. Gli ordigni
erano stati collocati in scatole di cartone e lasciati davanti ai cancelli di
ingresso delle chiese. L'emittente televisiva "Cnn" ha riferito di un altro
attentato, sabato sera, sempre a Baghdad, contro la chiesa caldea di Saint
Joseph, a Nafak, che non ha provocato alcuna vittima. Oltre a Notre-Dame e a
Saint Joseph, sono state colpite - secondo l'agenzia AsiaNews - le chiese di San
Giorgio, del Sacro Cuore, di San Giacomo, di San Pietro e Paolo (siro-ortodossa)
e di Santa Maria (assira).
Nelle prime ore di oggi, al centro di Mossul, l'ennesima esplosione: tre
bambini - riferisce l'agenzia Efe - sono stati feriti dallo scoppio di una bomba
collocata tra una chiesa e una moschea.
Questa serie di attacchi sopraggiunge meno di due settimane dopo il ritiro
delle forze statunitensi dalle citt del Paese. Il numero delle violenze, negli
ultimi mesi, ha fatto registrare una sensibile diminuzione ma gli attentati
restano un dramma quotidiano, soprattutto a Baghdad, a Mossul e a Kirkuk, dove
ancora concentrata gran parte dei cristiani. Dalla caduta del regime di Saddam
Hussein le comunit cristiane dell'Iraq sono state oggetto di una serie numerosa
di attacchi. I pi gravi hanno avuto luogo nell'agosto del 2004, con quattro
attentati a Baghdad e due a Mossul (nel nord del Paese): ci furono dieci morti e
cinquanta feriti. Tra le chiese colpite, anche quella di Saint Joseph. Il 16
ottobre dello stesso anno, nell'arco di due ore, vennero messi a segno cinque
attacchi contro altrettanti luoghi di culto nell'area di Baghdad. Gli attentati
non provocarono vittime ma danneggiarono gravemente alcuni degli edifici.
Negli anni del regime di Saddam Hussein, i cristiani in Iraq godevano di
sicurezza e di una relativa libert , tanto che alcuni di loro arrivarono anche
ad avere incarichi importanti, come il vicepremier Tareq Aziz. Prima
dell'invasione americana dell'aprile 2003 si stimava che fossero circa
ottocentomila, sparsi in tutto il Paese. Oggi, secondo varie stime, sarebbero
circa cinquecentomila. Molti di essi, per sfuggire alle persecuzioni, sono stati
costretti ad abbandonare l'Iraq trovando rifugio nelle nazioni vicine o in altri
continenti. Citt -simbolo di questa persecuzione Mossul, nell'Iraq
settentrionale, dove, finita la guerra, sono cominciati gli attacchi
indiscriminati. Vittima dell'odio anche l'arcivescovo di Mossul dei Caldei,
Paulos Faraj Rahho, trovato morto il 12 marzo 2008 dopo essere stato rapito,
giorni prima, da un commando di uomini armati mentre usciva dalla chiesa di
Santo Spirito.
L'anno scorso sono state migliaia le famiglie cristiane costrette ad
andarsene da Mossul. Una fuga per la quale Benedetto XVI ha espresso pi volte "allarme
e grande sofferenza". E durante il suo recente pellegrinaggio in Terra Santa, il
Papa tornato a sostenere il riconoscimento dei "diritti fondamentali a una
coesistenza pacifica" dei cristiani in Iraq.
Le autorit irachene e i rappresentanti religiosi - che pure, nei giorni
scorsi, avevano sottolineato con gioia il ritorno a un clima apparentemente pi
sereno - temono che gli attentati delle ultime ore possano scatenare una nuova
ondata di violenza settaria nel Paese. "Siamo dispiaciuti per ci che sta
accadendo in Iraq - ha affermato, in una dichiarazione diffusa nella notte dalla
televisione irachena, il cardinale Delly - perché sono oggi obiettivo degli
attentati luoghi che, in passato, come durante la guerra, servivano da rifugio
per cristiani e musulmani". Il porporato ha condannato gli attacchi contro le
chiese cristiane e le moschee e ha lanciato un appello a mantenere lo "spirito
di tolleranza".
(© L'Osservatore Romano - 13-14 luglio 2009)