Il Medio Oriente, terra di antichissime civiltà, è l'area in cui hanno avuto
luogo gran parte degli avvenimenti biblici. In questa regione hanno mosso i loro
passi Abramo, Mosè, i profeti. Qui il Figlio di Dio "è venuto ad abitare in
mezzo a noi" (Giovanni, 1, 14), ed è in queste terre che per la prima volta
risuonò l'annuncio di salvezza e si riunirono, per l'azione dello Spirito Santo
e la predicazione degli apostoli, le prime comunità cristiane.
Nel corso dei secoli, la fede cristiana in questa regione ha permeato
profondamente la vita di interi popoli, in una pluralità di culture, che, nella
loro singolarità e varietà, manifestano la ricchezza sempre feconda del Vangelo.
Espressione peculiare di tale fioritura sono le Chiese orientali e la stessa
Chiesa di rito latino presenti in Medio Oriente: la loro teologia, liturgia e
spiritualità, così come la loro testimonianza di vita cristiana, costituiscono
fino ai nostri giorni un dono prezioso per la Chiesa universale.
Per i cristiani del Medio Oriente il legame con la propria Chiesa è
espressione sia dell'identità di cristiani, sia dell'appartenenza ai popoli di
origine, al cui servizio essi si pongono, per essere secondo la parola di Cristo,
in ciascun Paese in cui si trovano a vivere, "luce e sale" per tutti.
Su queste tematiche di ampia portata si è riunito per la prima volta, nei giorni
21-22 settembre, il consiglio presinodale per l'assemblea speciale per il Medio
Oriente della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi.
Hanno partecipato i Cardinali Nasrallah Pierre Sfeir, Patriarca d'Antiochia
dei Maroniti; Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei; Ivan Dias,
prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; Walter Kasper,
presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani;
Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo
Interreligioso; Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese
Orientali; i Patriarchi Antonios Naguib, di Alessandria dei Copti; Gregorios III
Laham, b.s., di Antiochia dei Greci Melkiti; Nerses Bedros XIX Tarmouni, di
Cilicia degli Armeni; Fouad Twal, di Gerusalemme dei Latini; i monsignori Ramzi
Garmou, Arcivescovo di Teheran dei Caldei, presidente della Conferenza
episcopale d'Iran; e Luigi Padovese, o.f.m. cap., vicario apostolico
dell'Anatolia, vescovo titolare di Monteverde, presidente della Conferenza
episcopale di Turchia.
Il Patriarca di Antiochia dei Siri, Ignace Youssif III Younan, ha incaricato
di prendere parte alla riunione monsignor Jules Mikhael Al-Jamil, Arcivescovo di
Takrit dei Siri, procuratore e visitatore apostolico per l'Europa Occidentale.
L'ordine del giorno prevedeva comunicazioni riguardanti la situazione
ecclesiale nel contesto socio-politico delle regioni mediorientali, in vista
della preparazione dei Lineamenta per la stessa assemblea, che si volgerà dal 10
al 24 ottobre 2010 sul tema: "La Chiesa Cattolica nel Medio Oriente: Comunione e
testimonianza. "La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un
cuore solo e un'anima sola" (Atti, 4, 32)". Benedetto XVI ha voluto
personalmente annunciare la convocazione e il tema dell'assemblea speciale
nell'incontro a Castel Gandolfo con i Patriarchi e gli Arcivescovi maggiori
delle Chiese orientali cattoliche sui iuris.
Accogliendo l'invito del Papa, la Chiesa cattolica nel Medio Oriente, in
questo particolare momento della sua storia, ritiene provvidenziale riflettere
sul significato della comunione da vivere e della testimonianza da offrire negli
ambienti in cui i cristiani vivono. Una particolare attenzione è stata rivolta
al mondo ebraico e musulmano, in riferimento agli ampi spazi di collaborazione
nel comune servizio all'uomo e nella promozione del bene comune.
I membri del consiglio, nelle discussioni comuni come anche nei lavori di
gruppo hanno concentrato il proprio lavoro sulla stesura del documento
preparatorio, i Lineamenta, che servirà come guida della riflessione delle
Chiese particolari in vista di una buona preparazione al Sinodo stesso.
Seguendo il tema stabilito per i lavori sinodali, occorre riflettere
sull'unità nella pluralità delle Chiese orientali cattoliche sui iuris e della
Chiesa di rito latino, sull'esigenza di vivere una profonda comunione, frutto
dell'azione dello Spirito Santo. Prima di essere membri di comunità diverse,
infatti, tutti sono cristiani ed è questo il primo titolo che li qualifica
dinanzi al mondo. Proprio perché questa pluralità è una ricchezza, appare
importante cercare una maggiore conoscenza reciproca mediante forme aggiornate
di interscambio e di collaborazione, come uso comune dei media, momenti comuni
di preghiera, incontri, educazione, opere di carità. Lo scopo della futura
assemblea sinodale per il Medio Oriente è: risvegliare nei cristiani, sia in
quelli che vivono nella regione, sia in quelli che se ne sono allontanati per
varie ragioni, la consapevolezza della loro inconfondibile identità; rafforzare
i vincoli della comunione ecclesiale e offrire un rinnovato servizio all'intera
società, nello spirito del Vangelo.
Sulla traccia di queste riflessioni il consiglio ha redatto uno schema
generale, che fornirà il quadro di riferimento per la stesura finale dei
Lineamenta.
Alla fine dei lavori i membri del consiglio per il Medio Oriente hanno
domandato l'intercessione della Vergine Maria sulla futura assemblea e su tutta
la Chiesa nella regione.
(©L'Osservatore Romano - 4 ottobre 2009)