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LATINITAS
Opus Fundatum in Civitate Vaticana 

 

BARCE APVD VENETOS

 

  
5                 Est regio aeriis Vājont vallata barathris
in latere occiduo: nullis celebrata colonis
terminat ampla Oriens nemora; imperterrita propter
Claut, sine fine nefas semper quae tunditur imbre.
Hinc larga de valle ruit coenoque redundat
10 Settīmānă; iugis illinc nigrantibus amnes
defluere aigilipes videas quos nomine fingit
Cìmŏliānus apex. Lutulento immixta hymenaeo
flumina terrifico tonitru merguntur in unum,
dum per hiatum agitant latices inimica fluenta
15 montium. Habens tumidum scatebris ex talibus ortum
labitur horrisono properans Cellina boatu;
grandia saxa rotat medio iam vortice facto
alveo, et adsidue rudit arto in carcere gurges.
Summa tamen radiis fastigia molcet Apollo,
20  at subter nebulam aeternam vada taetra deorsum
alter agit Phlegethon; innexa in rupibus extat
rara larix, viridat tantum cui fronde cacumen.
Inferior sub nocte latens Cellìnus opaca
reppulit impetum aquae, fluctusque fragore resultant
25 marginem in oppositum, qua immani plectitur aestu
pauperibus dispersa casis brevi et obice saepta
Contrŏn. Ab excelso saltu liquefacta nivalis
praecipiti in tenebras cadit algida lympha volatu
quam accipiens rabiosa sinu male Vărma tumescit
30 atque viam dubiam diffusa oblimat harena.
Limite nixa lacus, ubi vallis pandit avara
more novo gremium ridet pulcherrima Barcis,
Barces clara quidem tumulis: fatale sepulcrum
 inscriptum Tyrio titulo dat nomina terrae
35 Gloria cuius erit pollens per saecla: vetustas
tradidit, ut regina gravi furiata dolore
in cinerem est exusta rogo, muliebriter illam
amentem petiisse rates, nautisque dedisse
iussum ne ulterius tolerarent litus iniquum
40 sed, quocumque Noti flatus nigra carbasa ferrent,
irent. Sic Libycas oras Syrtesque relinquunt,
Hadriacosque sinus penetrant, ne Troica signa
dis invisa iterum videant. Ter Luna resurgens
per pelage rapidam lugubri lumine classem
45  donavit miserae frustra, quia saucia Barce
pallio operta caput lucem spectare perosa est,
tangeret Ausoniae dum Poenus navita portum
Antenorisque, hostis Phrygiorum, adpelleret arvis.
Hinc rata non satis esse fugae, Venetum effera nutrix
50 -tam desiderio extinctae cruciatur Elissae!-
devia quaerit ubi liceat, cum vita supersit,
perficere inferias dominae. Per culmina tandem
flectit iter frĭŭlāna trucem transgressa Mŏlassam;
nancta locum, voluit lacrumis et questibus esse
55  sedes, indigenasque pios Didonis honore
fungier edocuit, quoad atra oppressa senecta
deseruit profugas gentes. Sed pronuba alumnae
Iuno decora suae fidĕi tribuisse refertur
praemia: sola etenim divino munere Barcis
  perpete nube caret violisque hiberna renidet.
Hic Salvadŏr adhuc sollemnia rite tribunus
et iuvenum artificum statuit certamina: format
arte sua expoliens Victorius (1) ille poetas,
quem Charites propriis gaudent sociare choreis...

FLAVIVS FONTANA 

 

(1) Grata memoria poeta prosequitur Victorium Sgarbi qui praeconii causa exstitit pecuniae praebitor pro certamine poetico illo in urbe.


1) Aeriis...barathris: davvero aperti sul vuoto sono gli abissi delle valli che precipitano nel lago del Vajont. Si puo’ sentire qui una reminiscenza dei Canti di Castelvecchio del Pascoli: “...tu fumo che ancora rampolli,/ su l’alba,/ da’ lampi notturni e da’ crolli,/ d’aeree frane!

 3) ampia... nemora: sono i boschi ad est di Claut, che si espandono in un’area vasta ed impenetrabile; propter: avverbio; imperterrita: concorda con Claut al verso successivo ed e’ nominativo. Si sottintenda un verbo come est o simili.

4) Claut: importante paese della Valcellina, famoso - tra le altre cose - anche per il Museo della Casa Clautana, testimonianza dell’antica e difficile vita delle popolazioni di quelle montagne; nefas: aggettivo notoriamente indeclinabile, va associato con imbre; tunditur: la Valcellina è la regione più piovosa d’Italia.

5) . ..coenoque redundat: inizia la similitudine tra i fiumi della vallata ed i corsi d’acqua infernali: il mugghiante Settimana ricorda l’Acheronte virgiliano (Aen., VI, vv.296-297: “turbidus hic coeno vastaque voragine gurges/ aestuat...”).

6) Settīmānă: la i della seconda sillaba è lunga perché il nome non ha nulla a che fare con septem, septimus etc: si tratta di un toponimo locale di origine cimbra.

7) aigilipes: dai salti caprini. Raffinatissima citazione arcaicizzante dall’antico poeta satirico Lucilio (dai Frammenti: “...aigilipes montes, Aetnae omnes, asperi Athones”).

8) Cimolianus apex: la Croda Cimoliana.

9) terrifico tonitru: osservi lo studente che la ĭ di tonĭtru è breve perché, breve in origine, precede una muta cum liquida. Il complemento di modo è poeticamente senza cum.

10) latices: poetico per “acque”; inimica fluenta: i torrenti Cimoliana e Settimana ereditano la durezza delle valli che li generano.

12) horrisono...boatu: veramente tremendo è il ruggito del Cellina che scorre nel suo alveo.

13-14) vortice facto: è ablativo assoluto, mentre medio.../alveo è complemento di stato in luogo, poeticamente senza preposizione.

16) vada taetra: le oscure correnti del Cellina; deorsum: verso le pianure.

17) Phlegethon: altra similitudine con un noto fiume degli Inferi; innexa.. .extat: il faticoso susseguirsi della consonante doppia esprime in modo quasi onomatopeico l’aggrapparsi dell’abete alla roccia.

18) viridat. ..cacumen: sugli strapiombanti costoni della Valcellina gli abeti sono macilenti e miseri.

19) Inferior...Cellinus: è meglio intendere inferiore “più a valle” in senso predicativo piuttosto che vedere l’espressione come la semplice traduzione latina del toponimo “Cellino di Sotto”.

21) quo immani plectitur aestu: attrazione della relativa. Costruisci: resultant marginem in oppositum aestu immani, qua plectitur etc.

23) Contron: microscopica frazione, sepolta nel punto più oscuro della vallata tra Barcis e Claut.

24) praecipiti.. .volatu: spettacolari sono le cascate d’acqua che dagli alti nevai si tuffano nel Cellina, con salti di centinaia di metri.

25) Varma: piccolo ma ringhioso torrente che confluisce nel Cellina, circa un chilometro a nord di Barcis.

26) viam dubiam: la Statale 251 della Valcellina; diffusa...harena: come periodicamente apprendiamo dal “Gazzettino”, spesso il Varma interrompe la SS 251, costringendo l’ANAS a difficili interventi, complicati dal mancato sghiaiamento del greto del Cellina.

27) lacus: è il lago artificiale che blocca il Cellina a Barcis.

29) Barces clara quidem tumulis: con grandioso, diremmo sublime, scoop poetico e giornalistico il Vate rivela l’antichissima ed augusta origine di Barcis, collegandone il nome a quello di Barce, la nutrice di Sicheo, che dopo il suo assassinio aveva seguito la vedova regina a Cartagine. Di Barce scarne sono le notizie che ci tramanda Virgilio: il mantovano narra che ella avesse sostituito con il proprio affetto la nutrice di Didone morta in Fenicia (Aen., IV, vv. 632-633: “Tum breviter Barcem nutricem adfata Sychaei;/ namque suam patria antiqua cinis ater habebat”) e che era amorevole, fedele ma ormai molto anziana (ibidem, v .641: “Sic ait. Illa gradum studio celerabat anili...”). Musandro, nella sua genialità senza confini, dona ai suoi affezionati lettori la gioia di poter conoscere come finì la storia; fatale: perché inserì, il piccolo villaggio della montagna pordenonese, nella gloria eterna della leggenda di Roma.

30) inscriptum Tyrio titolo: la tomba di Barce, con la sua raffinata epigrafe in caratteri fenici ed una struggente invocazione ad Astarte, dea dell’amore, costituisce la testimonianza più settentrionale di presenze puniche in Europa. Essa si trova in mezzo al bosco, nella località ove oggi è situata la trattoria “Ponte Antoj”, ed attrae da secoli l’attenzione reverente di semitisti ed archeologi.

32) regina gravi furiata dolore: anche Virgilio narra della rabbia della regina fenicia tradita ed ormai decisa alla morte (Aen. IV, 642: “At trepida, et coeptis immanibus effera Dido...”)

34) amentem petiisse rates: Barce, sconvolta dal suicidio della sovrana, decide di abbandonare per mare Cartagine, come anche Didone aveva per un istante pensato di fare (Verg. Aen. IV, vv. 545-546 “et, quos Sidonia vix urbe revelli,/ rursus agam pelago et ventis dare vela iubebo?”). Petiisse sta per petivisse: la caduta della “v” intervocalica abbrevia la prima delle due vocali identiche.

35) litus iniquum: elegante clausola oraziana (Carm. II, 10, vv. 2-4: “dum procellas/ cautus horrescis, nimium premendo/ litus iniquum...”)

36) quocumque Noti flatus nigra carbasa ferrent: la straziata Barce conserva comunque una forza d’animo degna del Teucro oraziano, e sfida l’ignoto (Hor. Carm. I, 7, vv. 25-26: “Quo nos cumque feret melior fortuna parente,/ ibimus, o socii comitesque!”); nigra: le vele cartaginesi sono nere per il lutto. Ricorda la splendida traduzione di Heine proposta dal Carducci: “Passa la nave mia con vele nere, / con vele nere pe’l selvaggio mare...

37) Syrtes: bassifondi del mare di Libia, passati poi per metonimia ad indicare la Libia stessa (Aen. IV, 41: “...et Numidae infreni cingunt et inhospita Syrtis”).

39) dis invisa: le insegne troiane sono odiate dagli stessi Dei, inorriditi per la slealtà di Enea verso la povera regina; ter... resurgens: il numero tre ha qui una valenza misteriosofica ed esoterica, e probabilmente non ha nulla a che fare con la durata del viaggio di Barce da Cartagine alla foce del Piave.

40-41) per pelage: pelage è plurale alla greca del difettivo pelagus, che non lo possiede; lugubri lumine classem/ donavit: ricorda il costrutto latino dono aliquem aliqua re; miserae: genitivo di aggettivo sostantivato. Si riferisce ovviamente a Barce.

42) caput: accusativo alla greca.

43) Ausonia: antico nome poetico dell’Italia.

44) Antenoris...hostis Phrygiorum: qui il Vate si riallaccia ad una leggenda medioevale, che narrava come il troiano Antenore avesse aperto dall’esterno la porta del cavallo di Troia, introdotto nella città, per fare uscire gli Achei in esso nascosti. Da qui la sua nomea di traditore, e la definizione dantesca di “Antenora" per una delle fosse del nono cerchio dell’Inferno (Div. Comm., Inf. XXXII, vv.88-89: “Or tu chi se’ che vai per l’Antenora,/ percotendo, - rispuose -, altrui le gote”); adpelleret arvis: ovvero “approdasse alle campagne”, con dativo di moto a luogo poetico.

46) si noti la rara particolarità metrica della cesura semiquinaria dopo la preposizione contenuta nel participio extinctae.

45-47) Costruisci: nutrix effera, rata non satis fugae esse, hinc devia Venetum quaerit, ubi liceat etc.; satis fugae: tipico costrutto grecizzante usato anche da Orazio (Carm. I, 2, vv. 1-2: “Iam satis terris nivis atque dirae/ grandinis misit pater....”; tam: va collegato con cruciatur; Elissa: nome cartaginese di Didone (Aen. IV, 610: “Et Dirae ultrices et di morientis Elissae... ”, ma nella originale lingua semitica dei Cartaginesi esso veniva probabilmente scritto come Elissàr.

49) frìulana: neologismo tipicamente musandriano, in sostituzione dell’insopportabile e poco dattilico Forumiuliensis; trucem. ..Molassam: pittoresco e selvaggio torrente che dalla vallata di Andreis si precipita verso il Cellina attraverso una strettissima e verdeggiante forra. Davvero memorabile la raffinata trattoria omonima a picco sull’abisso, suggerita al Vate dagli amici R. Barocchi e F. Venier, che qui doverosamente egli ringrazia.

51) Commovente testimonianza di stima e di affetto del Poeta per gli antichi abitanti di Barcis, che condivisero il dolore per la tragica morte della sconosciuta ma sventurata principessa fenicia. Si noti la rara cesura del terzo trocheo dopo indigenasque.

52-54) fungier: per fungi, forma poetica dell’infinito presente deponente/passivo; edocuit: si percepisce l’intenso amore di Barce per la regina scomparsa. Il verbo composto lascia trasparire i suoi sforzi per insegnare agli abitanti di quella valle l’esatta ritualità delle cerimonie in onore di Didone; pronuba: tipico epiteto di Giunone, che qui nasconde anche una raffinata reminiscenza virgiliana, in quanto proprio la dea favorì l’unione segreta di Didone ed Enea durante una partita di caccia (Verg., Aen. IV, vv.166- 167: “...prima et Tellus et pronuba Iuno/ dant signum.. .”); refertur: tipico costrutto del nominativo con l’infinito. Costruisci: Sed pronuba Iuno refertur tribuisse praemia decora fidei alumnae suae. Suae...alumnae: è proprio Didone, che la dea tentò sempre di favorire e proteggere. Il genitivo è oggettivo e dipendente da fidei.

56) perpete nube caret: verbo con ablativo di privazione. La prodigiosamente solatìa Barcis non soffre per le tempeste che tormentano il resto della Valcellina.

57) Hic Salvador: il Vate celebra il meritorio impegno culturale del consigliere regionale (tribunus) Maurizio Salvador, che promuovendo a Barcis il premio di poesia “Giuseppe Malattia della Vallata” idealmente continua a tributare a Didone l’antico omaggio, nel rispetto delle consuetudini (rite).

59) arte sua expoliens Victorius..: e non può altresì mancare un giusto riconoscimento alla cortese simpatia con cui il grande critico d’arte e scrittore Vittorio Sgarbi segue assiduamente, ogni anno, lo svolgimento delle gare poetiche di Barcis, proponendosi ai giovani autori come esempio di stile impeccabile.

60) Charites: le Grazie, secondo la terminologia greca. Si allude alla devozione che il gentil sesso nutre per il grande intellettuale liberale; sociare choreis: idealmente le Grazie, riconoscendo l’eccellenza del Sommo Vittorio, lo invitano ad unirsi alle loro festose carole.

 

 

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