1. È motivo di gioia per me poter salutare in voi stamane i
componenti, appena nominati, dellUfficio del Lavoro della Sede
Apostolica.
Ho ascoltato con attenzione l'indirizzo con cui il Signor Cardinale
Segretario di Stato ha introdotto questo incontro e ha interpretato con
l'abituale finezza i comuni sentimenti. A lui in primo luogo va il mio
ringraziamento per la dedizione che ha portato nel varo di questa
iniziativa, la quale, anche per l'assidua ed intelligente collaborazione
di Monsignor Sostituto e di Monsignor Schotte, giunge oggi alla sua felice
attuazione.
Ringrazio poi tutti voi, Membri di questo Ufficio del Lavoro, per la
disponibilità con cui avete accettato di assumere l'incarico a voi
affidato all'interno di un Istituto del tutto nuovo. Dipenderà
dalla vostra specifica competenza professionale, come anche dal vostro
impegno generoso nel servizio della Sede Apostolica, se la nuova struttura
si rivelerà efficiente, così da raggiungere con
soddisfazione di tutti il suo scopo istituzionale.
2. Fin dall'inizio del mio Pontificato ho avuto occasione di manifestare
la viva preoccupazione che porto nell'animo verso tutti i miei
collaboratori: verso coloro che hanno la responsabilità della
direzione dei diversi Dicasteri ed Organismi della Sede Apostolica - dallo
Stato della Città del Vaticano ai tanti organismi che costituiscono
gli strumenti indispensabili per il ministero universale del Papa e del
Collegio Episcopale - e verso tutti i collaboratori - ecclesiastici,
religiosi e religiose, laici, uomini e donne - che con il loro impegno
giornaliero e sovente nascosto offrono un contributo prezioso al
funzionamento dell'insieme.
In modo particolare ho chiesto ai membri del Collegio Cardinalizio di
aiutarmi con il loro consiglio per ciò che concerne i diversi
aspetti organizzativi ed economici dell'attività della Santa Sede.
Con animo grato rendo atto al Consiglio di Cardinali costituito con tale
finalità di aver recato in questi anni un apprezzato contributo.
L'aggiornamento della Curia Romana, culminato nella Costituzione
Apostolica Pastor Bonus, ha sottolineato il carattere pastorale e
l'affetto collegiale che devono distinguere l'attività di quanti
prestano il loro servizio alla Sede Apostolica.
In questo contesto, il Motu Proprio istitutivo dell'ULSA
rappresenta un altro passo importante.
3. Confluiscono in questa nuova istituzione le attese sia dei
responsabili sia dei membri del personale, i quali tutti sono mossi dal
desiderio di offrire il meglio di sé nell'adempimento dei compiti a
cui sono stati chiamati. L'importanza della missione della Sede Apostolica
richiede che niente sia tralasciato di ciò che può servire a
valorizzare l'apporto di ciascuno, in modo tale che tutti si sentano
compartecipi e stimolati a svolgere un lavoro efficiente e produttivo.
4. Ciascuno di voi, nominato all'uno o all'altro incarico dell'ULSA, è
investito di una propria responsabilità specifica, indicata
chiaramente nello Statuto. Ciascuno reca in questo lavoro competenze ed
esperienze diverse: chi viene a far parte di questo Ufficio come esperto
in Diritto del lavoro, chi come rappresentante dell'Amministrazione, chi
come rappresentante dei diversi ambienti del personale, chi, infine, come
garante dell'equità nei rapporti di lavoro. La diversità
delle competenze diventa ricchezza per lUfficio: la varietà
delle esperienze si traduce in garanzia di un orizzonte più ampio
nell'impostazione dello sforzo comune. Provenienti da diverse Nazioni e da
diversi stati di vita, voi portate in qualche modo riflessa nel vostro
insieme la complessità della stessa comunità ecclesiale.
5. La vostra nomina all'Ulsa vi mette in una realtà di lavoro che
è specifica, perché partecipa della specificità e del
carattere atipico della Sede Apostolica. Anche se il riferimento a
situazioni e realtà della convivenza civile negli Stati può
risultare utile nell'interpretazione dei vostri compiti, il punto di
riferimento decisivo rimane sempre la natura particolare della Sede
Apostolica. Le caratteristiche del vostro impegno sono allo stesso tempo
molto semplici e molto esigenti. La vostra collaborazione agli scopi
dell'ULSA dovrà essere caratterizzata da alcune annotazioni
specifiche:
il dialogo, nella ricerca di soluzioni sempre più
rispondenti ai fini per cui esiste ed opera la
Sede Apostolica;
la collaborazione sincera, quale s'addice a persone che sanno di
spendere le loro energie per
consentire il pieno esercizio del servizio
Petrino.
6. Tutto ciò richiede da voi una vera professionalità,
ciascuno nell'ambito del compito che gli è proprio: competenza
nelle materie da trattare, efficienza nei metodi, responsabilità in
tutto. A voi spetta inoltre di essere esempio di un altro genere di
professionalità: quella che proviene dalla conoscenza e dal
costante riferimento alla Dottrina sociale della Chiesa.
7. Il vostro non è compito facile. È giusto riconoscerlo.
L'Ufficio di cui entrate a far parte è nuovo e non ha tradizioni a
cui direttamente riferirsi. Pur facendo tesoro delle esperienze degli
altri Uffici della Sede Apostolica, voi dovete esplorare anche l'inedito.
È doveroso poi sottolineare che molti di voi hanno altri impegni,
sia all'interno della Curia Romana, o dello Stato Città del
Vaticano, sia fuori di essa. Ciò si traduce nell'aggiunta di nuovo
lavoro a quello abituale; il che, soprattutto in certi momenti, può
pesare non poco. Desidero sappiate che il Papa di questo è
consapevole. Egli tuttavia conta sulla vostra generosità, come pure
sulla vostra devozione alla Chiesa, per far sì che questa
iniziativa, da cui tanti frutti s'attendono, consegua gli auspicati
risultati.
8. Non posso non rivolgere in questo momento un grato pensiero a quanti,
con il contributo delle loro offerte, rendono possibile il funzionamento
della Sede Apostolica: ai fedeli e alle altre persone di buona volontà,
che assicurano i mezzi finanziari necessari con le loro oblazioni, frutto
di generosità e di senso del sacrificio. Sono persone di ogni parte
del mondo, che vivono in ambienti benestanti o anche in situazioni di
povertà: esse, spinte dal loro amore per la Sede di Pietro e dal
loro senso di responsabilità verso la Chiesa, si fanno
spontaneamente carico dei gravami economici che il disimpegno del servizio
Petrino comporta. In queste persone generose i dipendenti della Santa Sede
devono vedere, in un certo qual senso, i loro « datori di lavoro ».
9. Di quale lavoro? Di un lavoro che si risolve, in definitiva, in un
servizio alla Chiesa. Questo è infatti il compito ed anzi
la stessa ragion d'essere della Sede Apostolica: il servizio. In
questa prospettiva, il vostro contributo si qualifica quindi come servizio
a quella comunità di servizio che è la Santa Sede.
È, questa, un'ottica prettamente evangelica (cf. Mt 20,
25-28). In essa il Papa si pone ogni giorno. In essa devono pure porsi
quanti con lui collaborano nell'adempimento del mandato di Cristo, che «
non è venuto per essere servito, ma per servire » (Mt 20,
28).
10. Il saldo ancoramento a questa mentalità evangelica consentirà
ai membri del1'ULSA di essere testimoni di carità, di fraternità,
di giustizia, di solidarietà, con grande vantaggio per lo
svolgimento dei compiti istituzionali.
Senza una testimonianza limpida che scaturisca dal modus operandi di
quanti fanno parte dell'ULSA, l'insegnamento sociale del Magistero
perderebbe molto della sua incisività.
Ciascuno di voi si senta dunque legato a tutta la comunità di
lavoro della Sede Apostolica, come questa nel suo agire e pensare deve, a
sua volta, sentirsi legata alla Dottrina sociale della Chiesa.
Nel porgervi il mio augurio cordiale di buon lavoro, invoco su di voi dal
Signore copiosi doni di una superiore saggezza, che vi guidi nella
soluzione dei problemi via via insorgenti.
Vi accompagni la mia Benedizione.