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La Pontificia Accademia dell’Immacolata in Roma

A volo d’uccello, intendiamo ripercorrere le tappe principali della Pontificia Accademia dell’Immacolata, già ai SS. XII Apostoli di Roma, ora al Seraphicum, sulla Via Laurentina.

La fondazione risale al 1835, ad opera del sacerdote Don Vincenzo Emili, e riuniva i giovani studenti del Pontificio Seminario Romano e dell’Università Gregoriana i quali, in nobile gara, andavano componendo lavori scientifici e letterari, da leggere in publico nella festa dell’Immacolata e nelle principali festività sacre dell’anno. Inizialmente era denominata «Emilia», dal nome del pio Fondatore. L’apporto d’esimi studiosi contribuì presto a trasformare il sodalizio in Accademia e a dotarlo, come nelle altre Accademie religiose e laiche che fiorivano a Roma, d’un proprio Statuto, che prevedeva appunto «l’esercizio e il perfezionamento dei giovani nelle scienze e nelle lettere sulla via della sana morale e della civiltà»[1].

Sotto la guida dei Soci, distinti nelle due classi di Merito e di Onore, i giovani studenti romani s’esercitavano (1850) nelle Scienze filosofiche, naturali, economiche e morali, in lavori di filologia, di storia e dottrina sacra. Nel 1853, quasi alla vigilia della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione, in considerazione della tradizione immacolistica dell’Ordine francescano, l’Accademia, ebbe la sua sede presso il convento dei SS. XII Apostoli, nella Sala delle Adunanze Accademiche, sopra il Portico della Basilica; ma ciò fino al 1871 giacché, per la soppressione statale del convento, le riunioni ordinarie dovettero svolgersi in una sala poco adatta, mentre le Tornate accademiche solenni si tenevano in Basilica Dal 1907, per disposizione di S. Pio X, trovarono temporaneamente ospitalità nell’Aula Magna della Cancelleria Apostolica[2].

Nel tripudio della proclamazione del dogma della Concezione immacolata di Maria, a cura dell’Accademia, l’11 dicembre 1854 si svolse nella Basilica dei SS. XII Apostoli una tornata accademica in onore dell’Immacolata, che riuscì oltremodo solenne. In tale occasione, «[…] valorosi vati celebrarono il dogma della Concezione in italiano, in greco, in latino, in ebraico, in francese, in inglese, in tedesco, in ispagnuolo e in altre lingue. A rendere l’accademia più solenne si aggiunse un inno [del P. Alfonso M. Consoli Marengo OFMConv] espressamente per siffatta circostanza musicato dal valente maestro [Giovanni] Pacini, pieno di soavi armonie, e tutto ispirato da sentimenti di fede e di amore, e venne eseguito maestrevolmente da distinti cantanti di Roma»[3]. Altrettanto solenni furono i festeggiamenti ai SS. Apostoli il 22 dicembre 1904, Cinquantenario della proclamazione del dogma immacolista[4].

Quando il 17 gennaio 1865, il B. Pio IX volle essere membro dell’ormai famosa Accademia, questa divenne Pontificia[5].

Nella prima fase, l’Accademia «svolse la sua attività con numerose conferenze e discussioni letterarie e scientifiche, artistiche, tenute da insigni studiosi, molte delle quali date alle stampe»[6], e ciò malgrado la soppressione del convento nel 1871. Citiamo almeno un caso a prova di quanto appena affermato. L’11 dicembre 1879, il Socio Card. Gaetano Alimonda, celebre oratore, svolse nella Basilica dei SS. Apostoli la “Prolusione” accademica, poi data alle stampe, dal titolo: «L’Immacolata e i Teologi Pontifici», alla quale assistettero i Cardinali, anch’essi soci, Antonio M. Panebianco OFMConv, Antonino De Luca, Enea Sbarretti, Bartolomeo D’Avanzo e il Domenicano Tommaso Zigliara[7].

Molti i Soci di spicco in questa prima fase d’attività dell’Accademia. Oltre al S. Padre Pio IX, sono da aggiungere ai Porporati appena nominati, tra gli altri, i Cardinali Ludovico Altieri (primo Protettore), Gioacchino Pecci (poi Leone XIII), Angelo Mai, Patrizi, Lucido M. Parocchi, Felice Cavagnis, Mariano Rampolla, Giuseppe Calasanzio Vives y Tuto. Tra i numerosi ecclestiastici: il Vescovo Conventuale Antonio M. Grasselli e i suoi confratelli Lorenzo Caratelli, Ministro Generale, e il teologo Angelo Trullet; da citare anche l’Osservante P. Marcellino da Civezza e il Gesuita P. Perrone. Tra i laici: S.M. Francesco II Re delle due Sicilie, i Principi romani B. Boncompagni Ludovisi, T. Corsini e A. Torlonia; tra i letterati e poeti G. Gioacchino Belli, Cesare Cantù, Filippo Tolli, l’americano H. Longfellow[8].

Una nuova fase nell’attività dell’Accademia ebbe inizio dopo la prima guerra mondiale. Accenniamo ai fatti più notevoli. Il 29 novembre 1921, con biglietto della Segreteria di Stato, Benedetto XV rinnovava l’organico dell’Accademia, nominando il Protettore nella persona del Card. Camillo Laurenti, come Presidente il Vescovo tit. di Nicea Mons. Giulio Tiberghien, Vice Presidenti i Monsignori Francesco Borgoncini Duca, Andrea Panzoni e Leopoldo Capitani[9]. Nel 1935, primo centenario dell’Istituzione, l’Accademia tornava in possesso della «Sala dell’Imacolata» ai SS. Apostoli, evento solennizzato il 28 dicembre con un concerto di musiche composte e dirette dal Socio Mons. Lorenzo Perosi, Direttore della Cappella Sistina. Nel 1938, con l’approvazione di Pio XI, ha avuto inizio l’Omaggio floreale al monumento dell’Immacolata, eretto dal B. Pio IX in Piazza di Spagna: manifestazione di fede popolare, che si rinnova l’8 dicembre d’ogni anno con la partecipazione di personalità illustri, tra cui il Cardinale Vicario e il Sindaco di Roma, dal 1953 guidata dall’attuale Vice Segretario dell’Accademia P. Alfonso Pompei OFMConv[10]. L’avvio alla visita dei Papi all’Immacolata in Piazza di Spagna è stato dato da Giovanni XXII l’8 dicembre 1958.

Intensa l’attività dell’Accademia anche in questa seconda fase, grazie anche al nuovo Statuto aggiornato nel 1953 che, disciplinando il lavoro in tre sezioni: scientifico-teologica, letterario-artistica, organizzativa, prevedeva «un Consiglio Direttivo di Presidenza costituito da un Presidente Generale, da tre Vice-Presidenti, da quattro Censori e da un Segretario Generale, sotto il patronato di un Cardinale Protettore. Gli Accademici, in numero indeterminato, ai quali si uniscono Giovani Studiosi, sono divisi nelle classi di onore, di merito e di benemerenza, suddistinti in Residenti e Corrispondenti»[11]. Organizzato dall’appena eletto (1953) nuovo Segretario Generale dell’Accademia P. Lorenzo Di Fonzo OFMConv, nell’Anno Mariano 1954 fu indetto un annuale concorso mariologico aperto a tutti gli studenti ecclesiastici di teologia, protrattosi fino al 1967, e al quale era annesso un premio in denaro all’autore del migliore elaborato[12].

L’Accademia ha spiegato la sua attività nei maggiori avvenimenti mariologico-mariani del Novecento: nell’Anno Santo 1950, che fu anche l’anno del dogma dell’Assunzione di Maria al Cielo proclamato da Pio XII; nell’Anno Mariano indetto dallo stesso Pontefice nel primo Centenario del dogma dell’Immacolata (1954); nel Congresso mariologico-mariano voluto da Paolo VI nel corso dell’Anno Santo 1975; nel Congresso Nazionale per il 60° di fondazione della MI (1978); nell’Anno Mariano (il secondo della storia dopo quello del 1954), aperto da Giovani Paolo II nella Pentecoste del 1987 e concluso il 15 agosto 1988.

Non è certo possibile in questa sede scendere ai particolari. Non vogliamo tuttavia passare del tutto sotto silenzio la Tornata accademica, che ebbe luogo, ai SS. XII Apostoli proprio nella Sala dell’Immacolata, l’11 febbraio 1937, 20° anniversario della fondazione della Milizia dell’Immacolata. In tale occasione il Fondatore della Pia Unione, S. Massimiliano M. Kolbe, di passaggio per Roma, e invitato dal Ministro Generale Beda Hess a parlare del Movimento mariano da lui suscitato, dopo aver accennato all’origine della Milizia dell’Immacolata, nata in un clima di cieca opposizione delle forze anticlericali alla Chiesa cattolica e alle sue istituzioni, P. Massimiliano ebbe a dire, tra l’altro, in tono profetico: «[…] non crediamo lontano né puro sogno l’avvento grandioso in cui la statua di Maria Santissima sarà piazzata dagli invitti suoi Militi nel cuore stesso di Mosca»[13].

Numerosi gli Accademici di rilievo anche in questa fase. Cito dall’ Albo dei Soci 1953-54. Tra i Cardinali: Clemente Micara, Vicario di S.S., Protettore dell’Accademia; Ernesto Ruffini, Arciv. di Palermo, e Celso Costantini, Presidenti della medesima; Alfredo Ottaviani, Pro-Segretario del S. Ufficio, uno dei Censori; Francesco Spellman, Arciv di New York; Ildefonso Schuster, OSB, Arciv. di Milano. Tra gli Arcivescovi e Vescovi: Mons. Filippo Bernardini, Presidente dell’Accademia; Domenico Tardini, Pro-Segr. di SCV, Censore; Francesco Roberti, Luca Pasetto, OFMCap, Alfonso De Sanctis, Beniamino Socche. Tra i Monsignori: Ermenegildo Florit, Vice-Presidente, Salvatore Garofalo, Pier Carlo Landucci Angelo Mercati, Pietro Parente, Lorenzo Perosi, Licinio Refice. Tra i Religiosi: Michele Browne, Maestro del S. Pal. Ap., Censore e Raimondo Spiazzi, Domenicani; Giuseppe Ricciotti, Can. Reg. Lat.; Gabriele Roschini, Vice-Presidente, e Luigi Pazzaglia, Serviti; Pietro Tacchi Venturi e Luigi da Fonseca, Gesuiti; Carlo Balic’, Agostino Gemelli, Gianfrancesco Bonnefoy, Frati Minori; Antonio Casamassa, Agostiniano; Alfonso Orlini, Domenico Sparacio, Francesco Monay, Leone Veuthey, Conventuali. Tra i secolari: Comm. Alberto Bagnini, Vice-Presidente, Enrico Medi, Giuseppe Dalla Torre, Igino Giordani[14].

L’8 dicembre 1988 è stato pubblicato da Giovanni Paolo II un nuovo Satuto dell’Accademia che, in collegamento con la S. Sede, intende promuovere e coordinare gli «studi miranti all’approfondimento del dogma mariano dell’Immacolata Concezione» e sostenere «iniziative pastorali ispirate alla summenzionata verità di fede». Nell’organico esso prevede, fra l’altro, un Cardinale Presidente, coadiuvato da Vicepresidenti, e due Segretari; fissa inoltre la sede dell’Accademia non più ai SS. XII Apostoli, ma «presso il “Pontificio Ateneo Seraphicum” dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali in Roma»[15].

Dopo la revisione dello Statuto effettuata nel 1989, nell’udienza concessa dal Papa il 5 gennaio 1990, il Consiglio Accademico risultava così composto: Emm.mo Sig. Card. Andrej Maria Deskur, Presidente; Mons. Maximino Romero De Lema, Arciv. tit. di Cittanova, ex Segr. Congr. per il Clero, 1° Vice-Presidente; P. Marino Maccarelli OSM, Promotore di Giustizia della Congr. per la Dottr. della Fede, 2° Vice-Presidente; P. Gérard Lemire, Superiore Generale SMM, 3° Vice-Presidente; P. Lorenzo Di Fonzo OFMConv, Prof. Pontif. Fac. Teol. «S. Bonaventura», Segretario Generale e Archivista; P. Alfonso Pompei OFMConv, Prof. Pontif. Fac. Teol. «S. Bonaventura», Consultore della Congr. per le Cause dei Santi, Vice-Segretario e Tesoriere[16].

Essendosi P. Lorenzo Di Fonzo dimesso nel 2005 dall’ufficio di Primo Segretario e Archivista dell’Accademia per motivi di Salute, ed essendo stato proposto dalla Curia dei Frati Minori Conventuali, a norma degli Statuti, il P. Zdzislaw Josef Kijas, con lettera dal Vaticano del 5 maggio 2006, il Card. di Stato Angelo Sodano comunicava al Presidente della Pontificia Accademia dell’Immacolata, Card. Andrej Maria Deskur, il benestare della S. Sede alla nomina del P. Kijas[17], attuale Preside della Pontificia Facoltà Teologica di S. Bonaventura.

Sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, da circa dieci anni, le varie Accademie Pontificie, coordinate in maniera interdisciplinare, indicono annualmente un concorso aperto a giovani studiosi delle varie Accademie. Al migliore studio, connesso con gli argomenti soliti a discutersi nelle singole Accademie, viene attribuito un ricco premio. Il premio in mariologia, che rientra nelle competenze della Pontificia Accademia dell’Immacolata, è assegnato dal Papa ogni tre anni.

P. Francesco Costa, OFMConv


 

[1] [F. M. Rossi, OFMConv], L’Immacolata Concezione di Maria ed i Francescani Minori Conventuali dal 1210 al 1854. Cenni vari, Roma, Ed. Salviucci, 1854, pp. 107-08. Cf. St. Ignudi, OFMConv, La Pontificia Accademia Romana dell’Immacolata Concezione di Maria Vergine, in L’Immacolata, Catania, 21 (1925) 87b90a.

[2] Ignudi, La Pont. Accad. Rom. dell’Imm., in L’Immacolata, 21 (1925) 90-91.

[3] G. Moroni, Dizionario di erudizione storico ecclesiastica, vol. 73, Venezia 1855, p. 99a. Giovanni Pacini, allievo del P. Stanislao Mattei OFMConv, prolifico e sfortunato operista (1796-1867), era catanese, non lucchese, come scrivono Moroni e altri, morto a Pescia, in Provincia di Pistoia.

[4] [L. Di Fonzo], Pontificia Accademia dell’Immacolata. Albo dei Soci (Anno accademico CXIX, 1953-54), Roma, Tip. Ugo Pinto, 1953, p. 3. Cf. anche Notitiae ex Curia Generalizia OFMConv (poi Comm. Ord.), anni I-III, p. XXVIII.

[5] Cf. Ignudi, La Pontificia Accad. Rom. dell’Imm., in L’Immacolata, 21 (1925) 89b.

[6] [Di Fonzo], Pont. Accad. dell’Imm. Albo dei Soci, p. 3.

[7] Cf. G. Alimonda, Quattro anni in Roma. Poesie accademiche e componimenti sacri, Torino, Tip. Salesiana, 1889, p. 27, nt. 1.

[8] [Di Fonzo], Pont. Accad. dell’Imm. Albo dei Soci, p. 4.

[9] Cf. Ignudi, La Pontificia Accad. Rom. dell’Imm., in L’Immacolata, 21 (1925) 90a.

[10] [Di Fonzo], Pont. Accad. dell’Imm. Albo dei Soci, p. 4.

[11] Cf. [Id.], ivi, 5.

[12] Notizia attinta dalla viva voce del P. Di Fonzo, Segretario Generale e Archivista dell’Accademia dal 1953 al 2005.

[13] SK 704, pp. 1255-56, nt. 1.

[14] [Di Fonzo], Pont. Accad. dell’Imm. Albo dei Soci, pp. 6-8.

[15] Statuto della Pontificia Accademia dell’Immacolata, Roma 1990, pp. 6-7.

[16] Ivi, p. 12.

[17] Lettera della Segreteria di Stato (N. 7.096/P), in data 5 maggio 2006.

 
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