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PONTIFICIA COMMISSIONE PER I BENI
CULTURALI DELLA CHIESA
Presentazione del Master annuale di Specializzazione per il Restauro,
la Tutela e la Valorizzazione dei Beni Culturali della Chiesa
INTERVENTO DI S.E. MONS.
MAURO PIACENZA
Istituto Superiore di Scienze Religiose “Ecclesia Mater”
Roma, 10 novembre 2004
«I “Beni culturali della Chiesa” rappresentano la parte più cospicua del
patrimonio culturale mondiale». Da questa semplice constatazione, riportate nel
pieghevole di presentazione del Master che oggi viene inaugurato, è partito da
anni l’impegno di questo Istituto Superiore di Scienze Religiose di dotarsi di
uno strumento atto a formare operatori nel settore della conservazione, della
tutela giuridica e della valorizzazione dei beni culturali della Chiesa. Si
tratta di un impegno ormai non procrastinabile, in considerazione sia del valore
insito in tale patrimonio, sia dei pericoli cui esso è esposto.
Che cosa siano i beni culturali credo sia un dato ormai acquisito. Essi sono i
complessi monumentali, le opere scultoree, pittoriche, musive, musicali, le
biblioteche, gli archivi, che sono espressione dell’ingegno umano ed elemento
costitutivo della cultura di un popolo. Che cosa siano i beni culturali della
Chiesa dovrebbe essere altrettanto chiaro. Essi sono espressione della fede, che
si esprime creando cultura.
Le opere d’arte, che si trovano nelle chiese o nelle case
private, identificate come arte religiosa, sono state create innanzitutto non
per una fruizione estetica, ma per il culto e per la devozione pubblica e
privata.
Analogamente i libri conservati nelle biblioteche
ecclesiastiche, partendo dai manoscritti e dai libri stampati più preziosi,
prima di essere oggetto di desiderio per bibliofili, sono libri liturgici, testi
di studio della Sacra Scrittura o della Sacra Teologia.
La carte degli archivi ecclesiastici, oggi tanto rivalutate
anche in sedi storiografiche laiche, sono prima di tutto la testimonianza delle
comunità cristiane che hanno lasciato traccia della loro vita sacramentale e
devozionale.
E’ estremamente importante avere questa coscienza quando si
intraprende un programma di studi come quello offerto dal Master, sia che si
tratti di un sacerdote o di un laico, di un credente o di un non credente. Un
credente sarà conscio di intraprendere un’opera propriamente ecclesiale, un non
credente imparerà a comprendere che i beni culturali che sta trattando hanno,
per così dire, “un’anima”.
In effetti noto con piacere che il programma del corso offre,
oltre a discipline prettamente tecniche, materie che lasciano intendere una cura
per il contenuto di tali beni culturali e non solo alla loro considerazione come
beni puramente materiali. Penso all’iconografia cristiana, allo studio della
devozione o all’organizzazione ecclesiastica e ai rispettivi riflessi nella
creazione dell’arte e degli altri beni culturali. Non credo casuale il fatto che
il Master sia attivato in un Istituto Superiore di Scienze Religiose, per
indicarne lo stretto legame con le discipline teologiche, intese nell’accezione
più ampia.
Auspico pertanto ogni successo a questo Master, che inizia il
suo cammino nel presente anno accademico. Mi auguro, in primo luogo, che esso
possa sempre meglio definire il proprio ambito specifico nei confronti di quanto
offerto da altre realtà accademiche pontificie nel medesimo settore e con
consumata esperienza. Possa esso, inoltre, acquisire e non perdere mai
l’aggancio con la realtà concreta delle Chiese particolari, in modo da preparare
persone capaci di offrire un servizio concreto a vantaggio dei beni culturali
delle rispettive diocesi.
Buon lavoro, sotto la protezione della Tota Pulchra. Il
Master prende l’avvio in prossimità del 150° anniversario della proclamazione
del dogma dell’Immacolata Concezione, il dogma che ci presenta la bellezza,
l’armonia creaturale più alta. È un auspicio bellissimo!
Mauro Piacenza
Presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa
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