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Relazioni con la Comunione Anglicana
e con il Consiglio Metodista Mondiale nel 2012

Mons. Mark Langham

 

1. La Comunione Anglicana

Sviluppi interni

Il 2012 ha visto il protrarsi di un clima di dissenso all’interno della Comunione Anglicana. Questioni etiche riguardanti l’ordinazione episcopale di pastori omosessuali hanno creato gravi tensioni tra le varie province anglicane ed hanno reso complesse le relazioni ecumeniche con la Chiesa cattolica. L’avanzare verso l’ordinazione episcopale delle donne nella Chiesa d’Inghilterra, per quanto non rappresenti un nuovo sviluppo per la Comunione Anglicana a livello mondiale, si è ulteriormente confermato come questione spinosa e causa di divisione interna. Eppure, non mancano segni che evidenziano il proseguire della cooperazione tra anglicani e cattolici a vari livelli. Anche le due visite dell’Arcivescovo di Canterbury a Roma sono un’eloquente testimonianza delle strette relazioni che esistono tra le due comunioni.

L’anglicanesimo mondiale è tuttora segnato da dannosi contrasti tra le varie province su questioni etiche. Nell’America del Nord, diocesi conservatrici continuano a staccarsi dalla Chiesa episcopaliana, mentre sembrano insorgere seri problemi riguardanti l’Anglican Communion Covenant, che è stato respinto dalla stessa Chiesa d’Inghilterra. Come sempre, l’anglicanesimo in generale ed il Vescovo di Canterbury in particolare si trovano davanti al problema di come mantenere un senso di identità in una Comunione che si sta sempre più diversificando su scala mondiale, essendo profondamente contraria ad ogni forma di autorità centralizzata. L’Anglican Covenant, al quale l’Arcivescovo di Canterbury ha dato il suo personale appoggio, è stato ampiamente criticato come troppo autoritario e “non anglicano”. Durante l’incontro dell’Anglican Consultative Council tenutosi in Nuova Zelanda, ad Auckland, nell’ottobre 2012, è risultato palese che i paletti dottrinali che il Covenant comporta non sono ben accolti dalla maggior parte delle province. Al momento, è difficile immaginare che esso possa trovare un ampio consenso all’interno della Comunione Anglicana e poiché l’adesione al Covenant doveva determinare la partecipazione ai dialoghi ecumenici, rimangono incerte quelle che saranno le conseguenze sulle relazioni tra anglicani e cattolici.

Nella Chiesa d’Inghilterra, il fatto che il Sinodo Generale non abbia varato una legge per permettere l’ordinazione episcopale delle donne ha generato una crisi; il governo pare voler esercitare una pressione quantomeno indiretta per rovesciare tale decisione. Va osservato che questo voto non verte sulle donne vescovo di per sé: un simile sviluppo è infatti inevitabile, poiché la vasta maggioranza degli anglicani inglesi sono ad esso favorevoli. Il voto verte su disposizioni-quadro a tutela di quegli anglicani che sono contrari all’ordinazione episcopale delle donne; la proposta è stata bocciata poiché la maggioranza del Sinodo ha ritenuto che essa non salvaguardasse a sufficienza questi anglicani, nonostante le assicurazioni dello stesso Vescovo di Canterbury. Non è facile capire come la legge, una volta che ritornerà sul tavolo delle discussioni, potrà essere modificata per conciliare due punti di vista essenzialmente contrastanti. Ancora non è prevedibile quello che sarà l’impatto sulle relazioni con la Chiesa cattolica, sia a livello locale che internazionale.

ARCIC III e IARCCUM

Nonostante questi problemi, il secondo incontro dell’attuale fase della Commissione Internazionale Anglicana- Romano Cattolica (ARCIC III) ha avuto luogo nel mese di maggio 2012 in un clima cordiale e costruttivo. La Commissione, presieduta da S.E. Mons. Bernard Longley, Arcivescovo cattolico di Birmingham, e dall’Arcivescovo anglicano David Moxon di Aotearoa, in Nuova Zelanda, si è riunita ad Hong Kong, ospitata dalla diocesi anglicana, per continuare la sua discussione sul tema “La Chiesa come comunione, locale e universale” e sul tema “ “Come, nella comunione, la Chiesa locale e universale giunge a discernere il giusto insegnamento etico”. Entrambi i temi sono cruciali per la Comunione Anglicana in questo momento. Durante la riunione, si è deciso di trattare le questioni etiche basandosi sullo studio di casi specifici, ovvero di concentrarsi su questioni etiche particolari su cui vi è un accordo o un disaccordo tra cattolici ed anglicani e riflettere su come si è giunti a tali posizioni divergenti. È auspicabile che i risultati di questo studio possano avere un’utilità concreta in vari contesti locali dove anglicani e cattolici lavorano insieme. La Commissione ha incontrato i responsabili delle comunità cattoliche ed anglicane di Hong Kong, come pure i seminaristi di entrambe le tradizioni con i quali ha avuto una serata di conversazioni e di scambio di informazioni. I membri della Commissione hanno poi potuto familiarizzarsi con il lavoro della Missione ai Marittimi, condotta congiuntamente da anglicani e cattolici. Nel corso di una riunione di pianificazione tenutasi nel mese di novembre, sono stati assegnati ai partecipanti i relativi compiti in preparazione della redazione futura di una dichiarazione comune, alla quale si inizierà a lavorare durante il terzo incontro di ARCIC III, previsto nel maggio 2013 a Rio de Janeiro.

La Commissione Internazionale Anglicana- Romano Cattolica sull’Unità e la Missione (IARCCUM), che è stata istituita a seguito di un proficuo incontro tra alcuni vescovi anglicani e cattolici nel 2000, ha ripreso le sue attività. Il suo obiettivo è quello di pubblicizzare il lavoro di ARCIC e di promuovere la recezione del suo lavoro. I co-presidenti, il Vescovo anglicano David Hamid e S.E. Mons. Donald Bolen, hanno proceduto ad inviare un questionario a tutti i dialoghi locali anglicano-cattolici conosciuti per capire ciò che è stato finora realizzato a livello di relazioni ecumeniche e per favorire uno scambio di informazioni sulla prassi consigliabile. I risultati saranno collazionati all’inizio del 2013. Verranno altresì individuati in ogni regione vescovi locali in grado di contribuire alla promozione dei risultati ecumenici di ARCIC.

L’Arcivescovo di Canterbury

L’Arcivescovo di Canterbury, il Dott. Rowan Williams, ha annunciato all’inizio del 2012 che si sarebbe ritirato dalle sue funzioni alla fine dell’anno, per tornare alla vita accademica. Ciò ha ulteriormente accentuato il significato delle sue due visite a Roma. In particolare, la seconda ha offerto l’opportunità di congedarsi e di ringraziarlo per la sua leadership a capo della Comunione Anglicana. Nel mese di marzo, il Dott. Williams era a Roma per partecipare alle celebrazioni in occasione dei mille anni della fondazione dell’ordine camaldolese, la cui basilica di S. Gregorio al Celio ha legami storici particolari con l’Inghilterra. In tale occasione, l’Arcivescovo di Canterbury ha preso parte ai Vespri solenni presieduti da Papa Benedetto XVI ed ha letto un suo messaggio. In seguito, insieme al Priore di S. Gregorio, ha pregato nella Cappella di S. Gregorio, che è stata inaugurata come luogo rivolto specialmente ai fedeli anglicani in pellegrinaggio a Roma. Il giorno successivo, ha partecipato ad una conferenza sulla vita monastica ed ha visitato il Centro di Sant’Egidio a Trastevere. Egli ha inoltre incontrato i seminaristi del Venerable English College, discutendo con loro delle relazioni ecumeniche.

Il Dott. Williams è tornato a Roma nel mese di ottobre per partecipare come oratore alla XIII Assemblea ordinaria del Sinodo dei Vescovi, dove ha riflettuto sul profondo legame tra la contemplazione ed il compito dell’evangelizzazione. Il suo intervento, letto alla presenza di Papa Benedetto XVI, è stato seguito da una conversazione con i Padri sinodali, a conclusione della quale l’Arcivescovo di Canterbury ha avuto un breve incontro personale con il Santo Padre. Il giorno successivo, il Dott. Williams ha partecipato in Piazza S. Pietro alla Santa Messa che Papa Benedetto XVI ha celebrato per inaugurare l’Anno della Fede. Nel corso di questa sua ultima visita, l’Arcivescovo ha inoltre incontrato molti amici della Curia, tra cui Sua Eminenza il Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani.

Nel novembre 2012, è stata annunciata la nomina del Dott. Justin Welby come nuovo Arcivescovo di Canterbury. Il Cardinale Koch, che gli ha fatto pervenire un messaggio di congratulazioni, prenderà parte all’intronizzazione dell’Arcivescovo nel mese di marzo. È auspicabile che il nuovo Arcivescovo di Canterbury compia la sua prima visita a Roma nel corso dell’anno.

Altri contatti

Il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani accoglie ogni anno molti visitatori per rafforzare i vincoli di amicizia e ricevere informazioni dirette sugli sviluppi riguardanti la realtà anglicana. Il Vescovo Steven Croft di Sheffield, in Inghilterra, era presente come delegato fraterno al Sinodo dei Vescovi, dove ha letto un breve intervento. In seguito, egli ha riferito della sua esperienza in termini molto positivo al Sinodo Generale della Chiesa d’Inghilterra. Il Vescovo Robert Ladds ha partecipato a Nettuno ad un simposio sul ruolo della Vergine Maria nell’ecumenismo, al quale era presente Mons. Mark Langham, Officiale del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. Mons. Langham è anche intervenuto davanti agli amministratori del Centro Anglicano, riunitisi a Roma per il loro incontro annuale nel mese di novembre.

Nel mese di giugno, la visita a Roma del clero e del coro dell’Abbazia di Westminster ha ricordato quella compiuta da Papa Benedetto XVI all’Abbazia nel 2010. Si è trattato di una testimonianza visibile del patrimonio che anglicani e cattolici hanno in comune. Il rinomato coro dell’Abbazia ha avuto il privilegio di cantare, insieme al Coro della Sistina, durante la Messa papale per la Festa dei Santi Pietro e Paolo, a conclusione della quale è stato salutato dal Santo Padre. Il giorno successivo, entrambi i cori hanno dato un concerto nella Cappella Sistina; in tale occasione, il Cardinale Tarcisio Bertone ha espresso il suo caloroso apprezzamento della tradizione corale inglese.

Sempre nel mese di giugno, il Cardinale Koch si è recato in Inghilterra, dove, a Canterbury e a Londra, ha incontrato membri della Chiesa d’Inghilterra e rappresentanti della Comunione Anglicana, appartenenti a diverse tradizioni dell’anglicanesimo. Tale visita, ospitata dall’Arcivescovo di Canterbury, ha permesso al Cardinale del Pontificio Consiglio di sperimentare in parte, più da vicino, la varietà che l’anglicanesimo abbraccia al suo interno.

Nell’ottobre 2012, Mons. Langham ha partecipato al Consiglio Consultivo Anglicano tenutosi in Nuova Zelanda, dove ha parlato del lavoro del Pontificio Consiglio e dell’importanza del Centro Anglicano di Roma. Egli ha anche preso parte a due workshops sulle relazioni tra anglicani e cattolici. A Roma, gli Annual Informal Talk tra il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani ed i rappresentanti della Comunione Anglicana Mondiale hanno avuto luogo nel mese di novembre. Questo evento è un’occasione regolare di scambio aperto e fraterno su vari argomenti di interesse comune. Nel 2012, l’incontro si è tenuto presso il Pontificio Consiglio, è stato presieduto dal Segretario, Mons. Brian Farrell ed ha visto la partecipazione di altri importanti esponenti della Chiesa cattolica e della Comunione Anglicana.

Nel mese di dicembre, è stata posta un’importante pietra miliare, quando Sua Altezza Reale il Duca di Gloucester ha visitato il Venerable English College ed ha letto un messaggio di congratulazioni di Sua Maestà la Regina Elisabetta per i seicentocinquant’anni della sua fondazione. Il messaggio della Regina, conciso ma significativo, prendeva atto di quanto le relazioni tra anglicani e cattolici si sono trasformate nel corso degli ultimi decenni.

All’inizio del 2012 è stato dato l’annuncio che il Canonico David Richardson, il rappresentante dell’Arcivescovo di Canterbury a Roma e Direttore del Centro Anglicano, si sarebbe ritirato dalle sue funzioni a Pasqua del 2013. A dicembre, è stato nominato come suo successore l’Arcivescovo David Moxon della Nuova Zelanda, attualmente co-presidente di ARCIC. Il Cardinale Koch ha inviato un messaggio di congratulazioni, nel quale egli si dice sicuro del fatto che, grazie alla sua grande esperienza e alle sue doti personali, il Vescovo Moxon sarà pienamente all’altezza di questa importante posizione, che riveste un ruolo considerevole nelle relazioni tra la Santa Sede e Canterbury, contribuendo a rafforzare i legami di amicizia tra anglicani e cattolici ed offrendo un valido appoggio alla nostra collaborazione.

2. Il Consiglio Metodista Mondiale

Il 2012 è stato un anno tranquillo nelle relazioni tra la Chiesa cattolica ed il Consiglio Metodista Mondiale, ma ha conosciuto anche un evento significativo nel primo incontro della nuova fase della Commissione Mista Internazionale metodista-cattolica.

La Commissione Mista Internazionale metodista-cattolica

La Commissione ha inaugurato la sua decima fase nel mese di ottobre 2012, riunendosi a Buenos Aires sul tema “La chiamata universale alla santità”. L’attuale riflessione prende come punto di partenza il lavoro ecclesiologico compiuto precedentemente dal dialogo e cerca di individuare fonti e tradizioni comuni in grado di promuovere una crescente intesa e collaborazione tra cattolici e metodisti. L’incontro ha avuto luogo in un’atmosfera costruttiva, di preghiera; molti nuovi membri sono stati accolti nel dialogo. Il co-presidente cattolico, S.E. Mons. Michael Putney, Vescovo di Townsville, in Australia, aveva come omologo metodista il Dott. David Chapman dell’Inghilterra, il quale è succeduto al Dott. Geoffrey Wainwright, che ha rivestito le funzioni di co-presidente per molti anni. I membri della Commissione hanno avuto modo di incontrare anche rappresentanti delle comunità cattoliche e metodiste locali – i metodisti sono presenti in Argentina dall’inizio del XIX secolo- ed hanno celebrato un momento di preghiera ecumenico, al quale ha partecipato un vescovo ausiliare della diocesi di Buenos Aires.

Sempre nel mese di ottobre, il Pontificio Consiglio ha ricevuto la Rev.da Sarah F. Davis, vice-presidente del Consiglio Metodista Mondiale, che ha preso parte come delegato fraterno alla XIII Assemblea ordinaria del Sinodo dei Vescovi, presentando un breve intervento. La Rev.da Davis si è detta lieta ed onorata per l’opportunità offertale di partecipare a tale importante evento. Durante il suo soggiorno a Roma, essa ha inoltre officiato un servizio presso la chiesa metodista di Ponte Sant’Angelo.

Contatti e visite regolari

Il ministro metodista di Roma, il Rev.do Kenneth Howcroft, continua ad essere un valido contatto per un proficuo scambio di informazioni sulle relazioni tra metodisti e cattolici. Il Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani tiene con lui incontri regolari per discutere di questioni di interesse comune. Il 18 giugno 2012, come rappresentante del Pontifico Consiglio, Mons. Langham ha partecipato alla celebrazione dell’anniversario della nascita di John Wesley, che si è tenuta nella chiesa metodista di Ponte Sant’Angelo, alla presenza di vari esponenti della Curia romana e del Corpo diplomatico.

La Chiesa metodista di Roma continua inoltre ad ospitare incontri mensili di ministri anglofoni di varie confessioni residenti a Roma, incontri ai quali partecipa anche Mons. Langham.

Prospettive future

Alcuni sviluppi verificatisi all’interno della Comunione anglicana possono ripercuotersi in maniera negativa sulle relazioni ecumeniche, rimettendo in discussione accordi precedentemente conseguiti dalla Commissione Internazionale anglicana-cattolica ed allargando il divario tra le posizioni anglicane e l’insegnamento cattolico in campo morale e dottrinale. Le controversie interne all’anglicanesimo rendono difficile per i cattolici comprendere il punto di vista anglicano su determinate questioni. Il Pontificio Consiglio aveva sperato che l’Anglican Covenant potesse fornire una qualche coerenza ed unità all’ecclesiologia anglicana, limitando la diversità dottrinale, ma il fatto che esso sarà quasi certamente respinto vanifica tali aspettative.

La questione della normativa riguardante le donne vescovo nella Chiesa d’Inghilterra ha attirato ampiamente l’attenzione della stampa ed è stata definita da molti come un momento significativo della vita dell’anglicanesimo. Va ricordato tuttavia che la Comunione Anglicana pratica l’ordinazione episcopale delle donne in altre province ormai da vent’anni ed ARCIC ha dovuto tener conto di tale realtà da molto tempo. Gli eventi prodottisi al Sinodo Generale di Londra, a causa della posizione speciale rivestita dalla Chiesa d’Inghilterra all’interno della Comunione Anglicana, evidenziano comunque il consolidarsi di una tendenza che può essere di ostacolo al progresso dell’unità dei cristiani

Anche nelle relazioni con i metodisti, preoccupa il fatto che le pratiche locali non sempre sono conformi alle pratiche concordate a livello internazionale. Il divario tra prassi e disciplina metodista ufficiale è visto con una certa inquietudine dalla Chiesa cattolica.

In quest’atmosfera, particolarmente importante si è dimostrato lo spirito positivo del dialogo sia con gli anglicani che con i metodisti. È interessante notare che, mentre le divergenze etiche e dottrinali presentano ostacoli apparentemente insormontabili, è stato possibile portare avanti un proficuo dialogo su molti altri temi. ARCIC sta preparando un importante lavoro sulle strutture decisionali in campo etico, che intende estendere anche ai dialoghi locali anglicani-cattolici. Fonte di particolare soddisfazione è stato il dialogo metodista-cattolico sulle questioni relative alla tradizione comune emerse dalla discussione sulla santità e sulla santificazione.

Le relazioni ecumeniche sono state inoltre cementate dalle visite a Roma. Il coro dell’Abbazia di Westminster, presente alla Santa Messa per la Festa dei Santi Pietro e Paolo, ha cantato l’ Ave Verum Corpus di William Byrd. Questo brano musicale fu scritto da un cattolico per una comunità cattolica piccola e perseguitata. Il fatto che sia stato cantato a Roma in presenza del Santo Padre da un coro anglicano mostra eloquentemente quanti ostacoli del passato sono stati superati. In particolare, le visite dell’Arcivescovo di Canterbury e l’importante discorso da lui rivolto al Sinodo dei Vescovi, evidenziano la vicinanza spirituale e la volontà di collaborazione, che risuonano con forza perfino in tempi ecumenici difficili. Il nuovo Arcivescovo di Canterbury, sebbene proveniente da un background evangelico, ha menzionato di aver avuto forti influenze cattoliche. Il 2013 ci darà l’opportunità di fare la sua conoscenza e di portare avanti con rinnovata determinazione il nostro lavoro, nella ricerca dell’unità dei cristiani.

  

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