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Le relazioni del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità
dei cristiani (PCPUC) con la Federazione Luterana Mondiale (FLM)
e con la Conferenza Internazionale dei Vescovi Veterocattolici
dell’Unione di Utrecht nel 2012

Mons. Matthias Türk

 

La cristianità protestante è in cammino verso la Commemorazione dei 500 anni della Riforma, che avrà luogo nel 2017. In questo contesto, la “Decade in onore di Lutero”, organizzata in Germania, accoglie impulsi riformatori che si spingono fino al presente ed adotta così un concetto moderno di Riforma, nel senso di una riforma da attualizzare continuamente. Ciò avviene in virtù della convinzione che la Riforma è diventata nel frattempo cittadina del mondo. Nell’approccio cattolico a tale commemorazione, invece, si tratta piuttosto di capire cosa si debba festeggiare: l’inizio della disputa sulle indulgenze, l’affissione delle 95 tesi del riformatore tedesco Martin Lutero, l’inizio dello scontro tra Lutero e i suoi opponenti, il conflitto con il Papa, l’inizio della Riforma o perfino dell’epoca delle riforme, l’inizio dell’epoca moderna e dell’illuminismo, la nuova interpretazione protestante della tradizione cristiana, la divisione della cristianità occidentale? Con quest’ultima accezione, se non prima con le altre, ecco che l’accostamento di “anniversario”, “commemorazione” e “divisione della cristianità” diventa problematico. A questo si riferisce anche l’affermazione del noto teologo protestante Wolfhart Pannenberg: “La divisione della Chiesa nel XVI secolo non può essere intesa come il successo della Riforma, ma solo come l’espressione del suo temporaneo fallimento; la Riforma mirava infatti al rinnovamento di tutta la Chiesa, in riferimento alla sua origine biblica.”[1] L’affermazione di Pannenberg sembra tenere: l’intento della Riforma è il rinnovamento della Chiesa, non la sua divisione. Poiché il rinnovamento di tutta la Chiesa non è riuscito, il fallimento è diventato un’inevitabile conseguenza. Ma ciò comporta un’altra idea: mantenere l’unità della Chiesa fa parte delle intenzioni del rinnovamento riformatore. Chi condivide tale intenzione, non vuole la separazione e vuole anche oggi superare le conseguenze della separazione.

Così, in previsione del 2017, cattolici e protestanti possono tentare di sanare le conseguenze negative della divisione della Chiesa attuando insieme, nel nostro tempo, le aspirazioni positive della Riforma. Cattolici e protestanti hanno già in comune posizioni fondamentali, che potrebbero essere espresse congiuntamente nella seguente maniera: 1) deploriamo la divisione della Chiesa occidentale che si è accompagnata alla Riforma e lavoriamo insieme allo scopo di superarla; 2) vogliamo conferire insieme una forma visibile all’unità della Chiesa; 3) l’Anno della Riforma 2017 rappresenta una sfida dal punto di vista spirituale e teologico, nel senso che ci chiama ad avvicinarci alle aspirazioni di Lutero e della Riforma in una commemorazione comune, in vista dell’unità della Chiesa.

Gli sviluppi verificatisi nell’ambito dei numerosi incontri ecumenici e delle varie conversazioni con i nostri partners di dialogo sono riportati qui di seguito.

Il dialogo cattolico-luterano

Sul tema “Insieme per un mondo giusto, pacifico e riconciliato”, che comportava una forte enfasi sulle questioni relative alla pace e alla giustizia politica e sociale nell’ambito di una comune esperienza missionaria, i membri del Consiglio della Federazione Luterana Mondiale (FLM) si sono riuniti a Bogotá, in Colombia, nel mese di giugno 2012 sotto la direzione del Vescovo Munib A. Younan della Chiesa evangelica-luterana in Giordania e Terra Santa, Presidente della FLM, e del Rev.do Martin Junge, Segretario Generale della FLM. Come negli anni precedenti, anche questa riunione del Consiglio ha lasciato piena libertà alle Chiese membro di prendere decisioni individuali sulle questioni attinenti al matrimonio, alla famiglia e alla sessualità al fine di evitare un conflitto aperto fra opinioni contrastanti in materia etica ed una divisione della Federazione. Questi temi riflettono le grandi sfide e gli importanti cambiamenti di fronte a cui si trova attualmente il mondo luterano.

Nel retroscena delle discussioni, si moltiplicano inoltre voci che esprimono insoddisfazione nei confronti del modo in cui vengono trattate le questioni relative alla famiglia ed alla sessualità in un numero crescente di chiese appartenenti ai paesi dell’emisfero settentrionale. Già nel 2010, ad esempio, alcuni luterani conservatori degli Stati Uniti si sono staccati dalla Chiesa evangelica-luterana in America (ELCA) ed hanno fondato una nuova Chiesa luterana nordamericana, la “North American Lutheran Church” (NALC). Il motivo di ciò è la decisione presa dall’ELCA nel 2009 di permettere l’ordinazione di teologi che vivono in relazioni omosessuali.

La Plenaria della Commissione Internazionale per l’unità cattolica-luterana si è riunita ad Helsinki nel luglio del 2011, co-presieduta da parte luterana dal Vescovo em. Eero Huovinen di Helsinki e da parte cattolica, per l’ultima volta, da S.E. Mons. Gerhard Ludwig Müller, già Vescovo di Regensburg, il quale non ha potuto continuare la co-presidenza della riunione successiva, nel luglio 2012 a Paderborn (Germania), a causa del suo nuovo incarico come prefetto della Congregazione per la dottrine della fede. A Paderborn, i membri della Commissione hanno finalizzato un documento comune preparato per l’Anno della Riforma 2017, intitolato: “From Conflict to Communion: Lutheran-Catholic Common Commemoration of the Reformation in 2017” che sarà pubblicato in diverse lingue come testo di preparazione per il 2017 a livello ecumenico ed internazionale. Un gruppo di lavoro liturgico ancora da stabilire fra la FLM ed il PCPCU metterà a disposizione anche testi ed elementi per una preghiera ecumenica comune con temi tratti dal documento stesso: “shared joy for the Gospel – lamentation and repentance for the divisions – common witness for the future”. In futuro, la Commissione proseguirà il suo studio su “battesimo e comunione ecclesiale crescente”.

Dietro invito del PCPUC e della FLM e sulla base del consenso raggiunto nel 1999 con la Dichiarazione Comune sulla dottrina della giustificazione, un gruppo di lavoro di esegeti ed esperti in teologia sistematica di tradizione cattolica, luterana, riformata e metodista ha presentato un rapporto finale intitolato “The Biblical Foundations of the Doctrine of Justification. An Ecumenical Follow-Up to the Joint Declaration on the Doctrine of Justification”, che nel 2012 è stato pubblicato in inglese e tedesco.

Anche la serie di consultazioni tra l’Istituto per l’Ecumenismo Johann-Adam-Möhler di Paderborn e la Lutherische Theologische Hochschule della Chiesa evangelica-luterana indipendente (SELK) di Oberursel in Germania, che ha cercato di individuare i punti comuni fondamentali tra la Chiesa cattolica ed il luteranesimo confessionale, così come viene professato dal Consiglio Internazionale Luterano, l’“International Lutheran Council” (ILC), del quale fa parte anche il Sinodo del Missouri degli Stati Uniti, è giunta alla conclusione dei propri lavori già nel 2010. Nel loro rapporto finale, i partners di dialogo hanno auspicato l’avvio di un dialogo internazionale ufficiale tra il Consiglio Internazionale Luterano ed il PCPUC, il quale nel frattempo ha considerato col Presidente dell’ILC, il Vescovo luterano Hans-Jörg Voigt della SELK, la possibilità di una simile serie di consultazioni teologiche a livello internazionale.

Il dialogo internazionale con i veterocattolici

Nel dicembre scorso, sotto la guida dell’Arcivescovo di Paderborn, S.E.R. Mons. Hans-Josef Becker, quale Co-Presidente cattolico, e del Vescovo Matthias Ring, Bonn (Germania), quale Co-Presidente vetero-cattolico, si radunava la nuova Commissione di Dialogo Internazionale Cattolica-Vetero Cattolica fra il PCPCU e la Conferenza dei Vescovi veterocattolici dell’Unione di Utrecht. Nella sua seconda fase di lavoro, la Commissione di dialogo ha iniziato ad approfondire il consenso ecumenico finora raggiunto, soprattutto per quanto riguarda la problematica fondamentale relativa al rapporto tra Chiesa universale e Chiesa locale. In questo contesto, ci si dovrà occupare in maniera più intensa ed approfondita soprattutto della dimensione di Chiesa universale. Tale questione andrà studiata insieme a quella del primato. Anche il pensiero condiviso nella Chiesa primitiva: “Nessuna comunione eucaristica senza comunione ecclesiale” merita ulteriore considerazione, specialmente nel contesto dell’accordo conseguito nel 1985 tra la Chiesa veterocattolica e la Chiesa evangelica in Germania, ovvero l’ “accordo sull’invito reciproco a partecipare alla celebrazione eucaristica”, e nel contesto della comunione ecclesiale tra veterocattolici ed anglicani. Oltre a ciò, dovrà essere ulteriormente trattata la questione dell’ordinazione delle donne e quella dei dogmi mariani.

Dialoghi multilaterali

Sul tema “In cammino verso una Dichiarazione Comune sulla Cena del Signore” ha riflettuto, nel corso delle sue riunioni degli ultimi due anni, il gruppo di lavoro ecumenico di teologi cattolici e protestanti, presieduto da parte cattolica dal Cardinale Karl Lehmann e da parte protestante dal Vescovo Martin Hein. I teologi sono giunti alla conclusione che, senza un ulteriore ampliamento soprattutto nel campo esegetico, storico e teologico, non è possibile concepire una teologia approfondita della Cena del Signore soltanto mediante una sintesi dei risultati dei dialoghi condotti finora.

Una delegazione della Comunità delle Chiese Evangeliche in Europa (“Gemeinschaft Evangelischer Kirchen in Europa”, GEKE – ex “Leuenberg Church Fellowship”), guidata dal suo Presidente, il Pastore Thomas Wipf, e dal Segretario Generale, il Vescovo Michael Bünker, ha reso visita al PCPUC nel settembre 2011 per sollecitare un dialogo con la Chiesa cattolica, secondo quanto era stato proposto dall’ultima VI Assemblea Plenaria della GEKE (Budapest 2006). In tale occasione, si è deciso di avviare un colloquio tra la GEKE e la Chiesa cattolica sull’ecclesiologia, facendo riferimento ai fondamenti ecclesiologici delle Chiese evangeliche, enunciati nella Confessio Augustana VII e nel documento “La Chiesa di Gesù Cristo” del 1994. Su tale tema, la GEKE ha già avuto consultazioni con le Chiese ortodosse e con la Comunione Anglicana. Con l’approvazione della VII Assemblea Plenaria della GEKE, tenutasi a Firenze nel settembre 2012, la nuova serie di consultazioni comincerà nel febbraio 2013 con una prima riunione a Vienna.

Anche il progetto di un nuovo dialogo trilaterale tra cattolici, luterani e mennoniti su “Battesimo e Redenzione, Chiesa, Fede” e “Relazione tra Chiesa e Stato” è stato realizzato con una prima riunione plenaria nel dicembre 2012.

Visite e incontri

Anche nel 2012, Papa Benedetto XVI, seguendo una consuetudine in corso da decenni, ha ricevuto in udienza privata, il 19 gennaio, una delegazione ecumenica dalla Finlandia, venuta a Roma in occasione della Festa di S. Henrik, Patrono della Finlandia, e guidata dal Vescovo luterano di Mikkeli, Seppo Häkkinen, e dal Vescovo cattolico della Diocesi di Helsinki, S.E.R. Mons. Teemu Sippo SCJ. Della delegazione faceva parte anche il Direttore del Dipartimento per le Relazioni Internazionali della Chiesa Evangelica-Luterana di Finlandia, il Rev. Dott. Kimmo Kääriäinen. Il pellegrinaggio a Roma mette in evidenza le buone relazioni ecumeniche sviluppatesi da decenni con la Finlandia. Oltre alla celebrazione ecumenica a S. Maria sopra Minerva il 19 gennaio, Festa di S. Henrik, ai vespri ecumenici insieme ai monaci dell’Abbazia di S. Paolo fuori le Mura e ai vespri nella chiesa delle suore brigidine, ha avuto luogo presso il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani tra il Presidente del Dicastero, il Cardinale Kurt Koch, e la delegazione finlandese un incontro durante il quale si è ampiamente parlato dei contatti ecumenici in Finlandia.

Guidata dal Vescovo a capo dell’ELCA e già Presidente della Federazione Luterana Mondiale, il Vescovo Mark Hanson, e dal Vescovo luterano responsabile per le relazioni ecumeniche ed interreligiose, il Vescovo Donald McCoid, una delegazione di vescovi luterani ha avuto un breve incontro personale con Papa Benedetto XVI a seguito dell’udienza generale del 10 febbraio 2012. La delegazione ha avuto inoltre consultazioni con il Cardinale Koch presso il PCPUC e con i responsabili di altri Dicasteri vaticani.

Sempre nel mese di febbraio, durante una visita presso il PCPCU e presso la Congregazione per la dottrina della fede, alcuni rappresentanti di diversi gruppi luterani conservatori provenienti dalla Germania, dalla Scandinava e dai Paesi baltici, guidati dal parroco luterano Helmut Steinlein, Presidente della “Evangelisch-Katholische Gemeinschaft Augustana”, e dal Prof. Peter P.J. Beyerhaus, Coordinatore del “Bund Apostolischer Bruderschaften”, hanno richiesto di esaminare la possibilità di un’unione corporativa con la Chiesa cattolica. Al fine di migliorare i rapporti ecumenici, si è raccomandato loro, come primo passo, un approfondimento dei contatti con i vescovi cattolici a livello di chiese locali. Al momento non si ritiene opportuno inaugurare a livello internazionale un dialogo teologico ecumenico con tali gruppi, ancora troppo piccoli e frammentati.

Nel maggio del 2012, il nuovo Vescovo Roald Nikolai Flemestad (ex-pastore della Chiesa Luterana di Norvegia) della Chiesa Cattolica Nordica, la “North Catholic Church” (CCN), insieme all’Arcivescovo Antony A. Mikovsky, Primate della Chiesa Cattolica Nazionale Polacca negli Stati Uniti, la “Polish National Catholic Church” (PNCC) e ad una piccola delegazione, ha fatto una breve visita al PCPCU. La Chiesa Nordica è stata fondata in Norvegia nel 2000 sotto gli auspici della PNCC ed è parte dell’ “Unione di Scranton” veterocattolica, che si è staccata nel 2009 dall’Unione di Utrecht poiché alcune Chiese dell’Unione avevano iniziato a praticare l’ordinazione delle donne e la benedizione di coppie omosessuali. Nel frattempo, la CCN ha aperto piccolissimi centri anche in Inghilterra e in Germania. Per la CCN, le Chiese luterane nordiche non hanno più né l’ecclesiologia né la struttura istituzionale di una Chiesa e perciò non possono né rinnovarsi né ridiventare un’istituzione spirituale come la Chiesa cattolica che, secondo la CNN, possiede le caratteristiche della vera cattolicità ma non la struttura, considerata troppo legalista, né il Papato, a cui la CNN riconosce il primato ma non la superiorità esclusiva.

Questi sviluppi e questi eventi testimoniano la tendenza crescente alla frammentazione tra i partner ecumenici della Chiesa cattolica. I nuovi organismi ecclesiali formatisi desiderano presentarsi a livello internazionale come interlocutori ecumenici del PCPCU. In simili situazioni, il PCPCU è solito sollecitare i diversi gruppi a rivolgersi in primo luogo ai vescovi cattolici locali per un primo contatto ecumenico.

Prospettive future

In previsione del 500.mo Anniversario dell’affissione delle tesi di Martin Lutero che avrà luogo il 31 ottobre 2017, il Segretario Generale della Federazione Luterana Mondiale, il Pastore Martin Junge, ha formulato tre orientamenti principali per la commemorazione della Riforma. In primo luogo, la commemorazione deve avere una dimensione internazionale e non deve limitarsi al contesto geografico in cui è nata la Riforma, ovvero la Germania e l’Europa. In secondo luogo, la commemorazione deve essere celebrata ecumenicamente –come dettato dalle buone relazioni ecumeniche esistenti tra cattolici e protestanti; di fatti, nel 2017 non guarderemo solo ai 500 anni della Riforma e della divisione della Chiesa occidentale, ma anche ai 50 anni del dialogo ecumenico ufficiale tra la Chiesa cattolica e la Federazione Luterana Mondiale, che è stato avviato poco dopo la conclusione del Concilio Vaticano Secondo, nel 1967, ha prodotto numerosi importanti documenti di consenso ed ha ampiamente contribuito alla promulgazione della Dichiarazione Comune sulla dottrina della giustificazione. In terzo luogo, la Riforma continua. La commemorazione della Riforma deve spronarci ad impegnarci insieme in un costante rinnovamento ed in una testimonianza comune davanti al mondo: un pensiero, questo, che riprende l’interesse centrale dell’Anno della Fede, ovvero il legame fondamentale tra ecumenismo e nuova evangelizzazione.


[1] W. Pannenberg, Die Augsburger Konfession und die Einheit der Kirche, in: Ökumenische Rundschau 28 (1979) 113.

   

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